Buona Natale, miei Piccoli Lettori, buon Natale a tutti voi, anche ai fortunati che sono in viaggio per Taneto di Gattatico e questa sera assisteranno al concerto di Natale di Vinicio, mentre io sono a casa con la febbre e il naso incontinente; sotto sotto vi detesto, ma vi auguro lo stesso un buon Natale.
Siccome, a causa delle mie condizioni di salute, non siamo andati a Genova – con discreto disappunto di mio papà, che aveva appena finito di farmi il patè di fegato quando ha saputo che non sarei scesa a mangiarlo –  ho atteso questa mattina per consegnare a Zzi la carta del

1° Trofeo Regali di Natale per Zzi, svoltosi meno di sei ore fa in Casa Larry&Zzi.

Alla griglia di partenza si presenta un sazio Zzi, in piena forma grazie alla nutriente colazione di Natale a base di salmone, parmigiano, muesli, miele e dolcetti turchi.
Giudice di gara, responsabile della partenza, responsabile di arrivo, cartografo, tracciatore e segretario delle iscrizioni: Larry. Noto, per inciso, che riesco perfettamente a gestire una gara in tutte le sue fasi; se gli iscritti non si mettono a fare i capricci, Gropada 2012 filerà liscia come l’olio.

Ecco la carta:

Da Larrycette

Si parte dalla sedia al tavolo della sala, dove, terminata la colazione, Zzi riceve stupito la carta. Si aspettava un regalo e riceve un foglio. A momenti ci resta male, poi capisce.
La prima lanterna è quella che richiede più tempo perché l’atleta perde cinque minuti buoni a ridere, tergersi le lacrime dagli occhi e godere dei dettagli della carta, apprezzandoli moltissimo. Seguono altri due minuti di ringraziamenti e lodi sperticate. Meno male che gioca da solo!
Io mi sento il colossale difetto per non aver fatto la descrizione punti, in compenso la carta è fatta talmente bene che basta puntare il centro del cerchio e trovare la lanterna senza ombra di dubbi.

Per fortuna di entrambi, l’atleta opta per raggiungere il primo punto facendo il giro dal corridoio, anziché aprendo una breccia con la dinamite nel muro divisorio e nella libreria ad esso addossata. All’interno dell’oggetto notevole che sta al centro del cerchietto (una delle scatole di cartone di cui la stanza in mezzo è disseminata) Zzi trova un sacchettino di fave triestine. Vi racconto un’altra volta delle fave triestine dell’insana passione di Zzi nei loro confronti.

Di nuovo in corridoio e in un battibaleno Zzi è sulla lanterna 2, che si trova dietro l’oggetto notevole nell’angolo. Questa volta l’oggetto è il nostro pianoforte. La rappresentazione vi parrà poco proporzionata, se considerate che il corridoio è largo poco più di due poster appesi per lungo, ma di fatto il nostro pianoforte è un pianetto giocattolo rosso lacca. È uguale-uguale a quello che Vinicio usava sul palco per Il paradiso dei calzini ed è rosso come quello di Schroeder, così l’ho preteso per i miei 30 anni. Essendo alto sì e no trenta centimetri e largo a dir tanto quaranta, nasconderci dietro un pacchetto, senza che sia visibile a chi passa, non è stata impresa semplice, così ho optato per uno dei tomi meno voluminosi e  ci ho messo i Buddenbrook. 

Segue una tratta breve per la lanterna tre, collocata nella libreria in corridoio. Tale lanterna è stata per giorni fonte di ansia e agitazione per la sottoscritta, poiché ho arditamente deciso di collocare il pacchetto fra i vari libri, manuali e riviste che sono ospitati su questi scaffali senza nasconderlo, confidando che le cose lasciate in bella vista non vengono notate. Così è stato, ma ho avuto un gran da fare a distogliere Zzi dall’osservazione accurata di questa libreria. Quando, uscendo tranquilla dal bagno, l’ho trovato che leggeva le coste dei libri su questi scaffali per scegliersene uno da leggere a letto e mi ci sono gettata addosso urlando “a terraaah”, scaraventandolo al suolo sotto il mio dolce peso giurando che avevo sentito degli spari, temo di averlo vagamente insospettito, ma non si è dato poi troppo pensiero della mia originalità.
In questo pacchetto ha trovato un libro di un autore impronunciabile e intrascrivibile che si intitola “Isn’t it obvious?” ed è – come ho detto a CP per sintetizzare il genere – una pippa di marketing. Nonostante il titolo irritante (se è così ovvio, perché ci hai scritto un libro? E perché te lo dovrei comprare? E se ci fossi già arrivata da sola, dato che è ovvio? Tu me frega!) e l’argomento non fra i più stimolanti, sapevo che a Zzi sarebbe piaciuto, gliel’ho comprato di nascosto su Amazon, vivendo giorni di puro terrore temendo che scoprisse l’acquisto usando l’account (per comprare il mio regalo, per esempio; probabilità tutt’altro che remota, dunque).

Alla lanterna 4 il tracciatore brilla di astuzia e prevede un’inversione di direzione, tanto che l’atleta si confonde e va dritto alla cinque. Lo fermo.
“Ma gli organizzatori non possono interferire con la gara e dare suggerimenti ai concorrenti, neanche se fossero indicazioni rese necessarie da errori della carta, figuriamoci se atte a compensare lo stordimento del concorrente” – diranno subito i miei piccoli lettori dalle concezioni antiquate. Chiedete in giro cosa è successo a Ravosa lo scorso novembre, poi ne riparliamo!
Intanto il nostro eroe ha trovato dietro il cartonato di Devils&Dust (rifugium peccatorum di svariati strafanicci di casa Larry&Zzi, fra cui la valigetta con l’album del matrimonio, svariati fat quarters che cadono dal bracciolo del divano e nessuno si prende la briga di andare a recuperare, spilli, sacchetti e un pezzo di gommapiuma rettangolare che è lì da anni e che non ho ancora usato, ma che mi ostino a non buttare via perché “prima o poi tornerà utile”) un pacchetto grande come un mattone, pesante come un mattone. “È un mattone!” diranno subito i miei piccoli lettori.  Questa volta avete indovinato: è Guerra e Pace, comprato alla libreria San Marco dopo essere sgattaiolata fuori dalla lezione di tedesco, camminando rapida e rasente i muri come un agente segreto e dopo molte raccomandazioni al libraio di non farsi scappare con mio marito che ci siamo visti.

Ecco ora lo sprint finale. La tratta è lunga, ma la scelta di percorso è relativamente semplice (sempre grazie al fatto che l’atleta ha deciso di lasciare in piedi i muri divisori) e si arriva alla “cento” con rapidità. Ovviamente, l’ultima lanterna è sotto l’albero (cartografato con un disco verde sul mobile rosso, anche se è un abete di plastica), ma poiché il pacchetto era troppo ingombrante per non essere notato fra gli altri, l’ho infilato nel cassetto delle posate, che – di fatto – è sotto l’albero. Anche in questo caso, attimi di angoscia ai pasti.
Nell’ultimo pacchetto non c’è un libro, ma un dono utile (credetemi, ne aveva un disperato bisogno) e spiritoso: le ciabatte dell’orientista. Sono delle semplici ciabatte di pezza, accortamente scelte nel colore “verde Gropada” e personalizzate con l’applicazione di una lanternina patchwork. Non ve le mostro perché le parole “applicazione” e “patchwork” sono usate a sproposito e rischio il linciaggio da parte delle Tartan e delle lettrici sartine, mentre così posso prendermi meriti che non ho.
L’atleta, spossato dall’agone, ha subito indossato l’ultimo dono, ma, ancora satollo della colazione e con la prospettiva del pranzo di Natale, ha inspiegabilmente rifiutato il ristoro!

 

Share Button
Abbonati gratis
Indica a quale indirizzo vuoi ricevere gli aggiornamenti e le mie (rarissime) missive dal leggendario "divano di dolore"