Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste [saga del vodka russian, episodio XII] ✎

Eccoci al resoconto dell’aperitivo di martedì scorso, al quale hanno partecipato anche alcuni Piccoli Lettori, che, come da sondaggio, ha avuto luogo al
Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste

Si sono aggiudicati un punto presenza [in ordine alfabetico]: CP, Ghatto, Giraffa, Nini, Zzi.
Zzi e io arriviamo puntuali, ma CP e Giraffa sono più puntuali di noi e giungendo dal fondo della via li vediamo là, piantati come due pennoni davanti ai tavolini del locale pieni anche all’esterno, anche se è martedì, anche se è già buio, anche se sono solo le 18,30.
Dato che i due stanno interagendo, noi rallentiamo il passo, per non spaventarli e non rompere il delicato equilibrio: voi arrivereste a cuor leggero a interrompere una dobermann e un alano [paragone non casuale] mentre si stanno annusando?

Prendiamo posto all’interno, la musica è un po’ alta e non è il massimo, ma suppongo sia il genere che “piace a tutti” e i saluti che provengono da dietro al bancone si levano sul frastuono; un po’ mi scazza che ci diano del tu anche se siamo tutti ultratrentenni, ma suppongo che al resto della clientela piaccia essere trattata da ggiòvane, perciò cerco di apprezzare.
I tavolini sono tutti riservati [mioddìo!], ma possiamo accomodarci purché lasciamo libero il posto alle 19,30. Apprezziamo la disponibilità e occupiamo un posto che possa accogliere anche Nini e Ghatto al loro arrivo.
L’ambiente è scarsamente illuminato e soverchiamente arredato, con locandine di film e fotografie celebri di divi di Hollywood. Niente di innovativo, ma nemmeno di sgradevole.
Il cameriere arriva presto e, dopo un iniziale silenzioso tentennamento, prende la comanda professionalmente. La Giraffa e CP – seduti accanto credo per approfittare di un momento di distrazione dell’altro e sputarsi vicendevolmente nei bicchieri – mi vengono dietro, mentre Zzi sceglie il solito gin tonic.
Non ci facciamo illusioni, ora il cameriere – un metrosexual con i capelli come le penne di un gracchio corallino – tornerà scusandosi e dicendo che non hanno la russian. È questione di pochi minuti.
Infatti, dopo poco, l’emulo di Stefano Gabbana si ripresenta al tavolo, ma ha fra le mani un vassoio pieno. Io subito mi scazzo, pensando che se non hai quello che ti chiedo non devi arrivartene con un’alternativa di testa tua, poi inizio a concepire l’inconcepibile: al Circus di via San Lazzaro è possibile bere quello che per ora è il l’unico vodka russian di Trieste.
Certo, non per tutti. Sono rimaste due sole bottigliette di Schweppes russian, perciò CP deve fare il cavaliere e virare sulla tonica.
Ma diamine: sapevano cosa fosse e ce ne hanno addirittura serviti due.

Noi quattro reagiamo come ebeti, incantati davanti alle bottigliette rosa come se ci stesse apparendo la Madonna di Me?ugorje su un vassoio di latta. Ci siamo quasi rimasti male.
Quando la Giraffa assaggia finalmente questo long drink, ci rimane male per davvero; CP tira un sospiro di sollievo ad avere scampato tanto dolciume e si guarda bene dal proporle di fare cambio. Io me lo tengo perchè dopo tutti ‘sti mesi a cercarlo, ho il buongusto di non provare neanche a sbolognarlo in giro, ma mi solleva che siano intanto arrivati Nini e Ghatto per regalarne qualche sorso; del resto, se nessun bar lo serve, è perché nessuno lo ordina; se nessuno lo ordina, un motivo ci sarà.
Dico così per fare la figa davanti ai miei Piccoli Lettori, in realtà – proprio perché zuccheroso al limite dello stomachevole e dal profumo dolciastro di caramella del droghiere – sotto sotto a me piace.
Alle 19,30, puntuali come Cenerentoli, smammiamo da un locale che, per mere ragioni di gusto personale, non mi ha conquistata, ma non ha neanche mostrato pecche imperdonabili.
La verità, credo, è che questo posto mi sta sulle balle perché mi ha rotto il giocattolo!

In breve

Il locale e le cose
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ???? [Iperarredato, già visto e pacchiano, ma completo e coerente con il suo stile]
Cura e manutenzione degli ambienti:  ??? [È un po’ buio, ma mi pare tutto a posto]
Qualità suppellettili: ???
Cura e pulizia degli oggetti: ???
Il personale
Competenza: ????? [Certo, si fa presto a sapere cos’è un vodka russian quando lo servi, ma non possiamo mica penalizzarli perché erano preparati!
Gentilezza/disponibilità: ???? [salutano forte e salutano tutti!]
Cura e pulizia: ??? [Sempre ‘sto nero…]
I prodotti somministrati
Bevande:  ????? [Lo so, i long drink sono insbagliabili, ma – di nuovo – hanno dato la risposta esatta e si beccano un voto alto, anche se il gin di Zzi era da dimenticare]
Cibi: ???? [Quadrotti di pizza e sfogliatine coi semini di papavero per noi primi quattro avventori, pizza e cous cous per Nini e Ghatto. Sfizioso, anche se sempre in ridotte dosi triestine]

Probabilmente non il miglior locale visitato, ma l’unico che si possa consigliare per un vodka russian e, in ogni caso, apprezzabile sotto molti aspetti.
A parte quello di avermi rotto il giocattolo, ovviamente.

3 thoughts on “Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste [saga del vodka russian, episodio XII] ✎

  1. zucchero kandinsky

    E’ tremondo! abbiamo trovato la soluzione alla caccia al tesoro che ormai da tempo aveva appassionato anche gli animali domestici delle nostre case. Che si fa adesso?
    Larry, non ti preoccupare, le cose sono due: o i ristoratori della città sono venuti a conoscenza del tuo sito e della saga da te creata e ti hanno servito la Vodka Russian per farti piacere ed avere gran pubblicità positiva………….oppure……………..viviamo tutti all’interno di una specie di The Truman Show e il regista ha deciso che tutto deve finire adesso, al Circus, con 2 Vodka Russian servite a richiesta.
    Quale delle due? ..e soprattutto: chi è questo deus ex machina?

  2. Nini

    Probabilmente abbiamo portato fortuna io e Ghatto, motivo per il quale non verremo MAI PIU’ chiamati per l’aperitivo.

    Io comunque propongo di trovare un altro long drink impossibile e cominciare a cercare quello.

  3. Larry Post author

    Naaaa, non siete stati voi. Ti rammento che al momento dell’ordinazione voi non eravate neppure presenti. È un altro il fattore variato responsabile della rottura del giocattolo.
    In realtà, penso che continuerò a chiedere vodka russian, per testare tutti i locali con lo stesso metro: è un po’ come interrogare, se non hai il problema che gli alunni si parlino, è più corretto fare a tutti la stessa domanda.
    E i miei alunni non si parlano neanche nei miei sogni più sfrenati!

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