#BloodPackChallenge a Trieste – Un successo a metà

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… almeno secondo me.

Alcuni di voi potrebbero avere notato che stamattina era uscito un altro post: l’ho posticipato spostato a mercoledì perché oggi voglio immediatamente parlarvi della mia esperienza alla #BoodPackChallenge lanciata a Trieste, un’iniziativa benefica a mio parere bellissima, che – per quello che ho visto io – si poteva sfruttare meglio.

 

Che cos’è la Blood Pack Challenge

È una sfida (“challenge” è neutro, i prestiti in italiano mantengono il genere della lingua d’origine, ma il neutro confluisce nel maschile; però dire “il challenge” fa schifo, quindi la diamo femminile) nata sulla falsariga dell’ #IceBucketChallenge da un’idea del del generale della Guardia di Finanza di Trieste, Valerio Zago, in cui chi partecipa, anziché vuotarsi addosso vanamente una secchiata di ghiaccio e non scucire un euro, dona una sacca di sangue.

Sul sito dell’ADS di Trieste ci sono maggiori dettagli

Come funziona la “Sfida della Sacca di Sangue”

Chi vuole partecipare va al centro donatori del Maggiore (l’evento è nato a Trieste, ma sentitevi liberi di replicarlo altrove) e fa una donazione di sangue.
Effettuata la donazione – che, visto il carattere social dell’iniziativa, è opportuno documentare con un bel “selfie” – il donante sfida tre amici, i quali hanno un mese di tempo per donare e sfidare a loro volta.

 

Perché funzionerà

  • Perché donare il sangue è facile e non costa niente.
    In compenso, al Maggiore si viene ricompensati con una lauta merenda.
  • Perché quando nomini i tuoi amici non chiedi loro di tirare fuori soldi o di rischiare la polmonite, ma di fare un gesto normalissimo, che farebbero comunque non appena il medico prescrivesse loro delle analisi.
  • Perché il selfie con l’ago in vena è troppo trucido e, di conseguenza, è una figata postarlo.
  • Perché poi puoi andare in giro tutto il giorno col gomito fasciato come una mummia e tirartela da quello che salva delle vite online e offline.
  • Perché ti fanno il permesso per il lavoro e puoi passare la mattina sulle panchine del giardino dell’ospedale a ciapàr sol e a dire a tutta twitter che ben che se sta (se hai un lavoro, chiaro).

Perché lo ritengo un “successo… 

Stando a quanto il personale infermieristico e donatori più assidui di me affermavano, oggi c’era uno straordinario afflusso di gente.
Io me lo sono spiegato proprio come conseguenza della Blood Pack Challenge, quindi significa che la cittadinanza era informata dell’evento (ha fatto da apripista il sindaco Roberto Cosolini, che da buon fan di Bruce ha atteso il proprio turno in piedi sulla porta, con la faccia da “sono stato in più di 50 pit in tutto il mondo, cosa vuoi che sia star mezz’ora in fila?”) e ha aderito.

 

… a metà”

Perché molti dei presenti erano lì per caso e non sono stati informati dell’iniziativa.
Alle otto, quando il sindaco e altri notabili erano presenti, una fotografa ha documentato la loro donazione e alcuni volontari dell’Associazione dei Donatori del Sangue di Trieste hanno raccolto gli indirizzi e-mail dei presenti per comunicare future iniziative.
Da quello che ho potuto vedere io, nessuno ha spiegato l’iniziativa ai donatori presenti, né li ha invitati a rilanciarla sui social attraverso i propri profili.

Ho sentito il capo ufficio stampa dell’ADS dire che avrebbe fatto “ancora un tweet” e l’ho vista girare con l’i-Phone, ma non vedo suoi tweet sul social sotto l’hashtag dell’iniziativa. Spero fortemente sia un difetto della ricerca.
Apparentemente, l’unica che twittava con l’hashtag #BloodPackChallenge ero io; l’unica che ha spiegato a un paio di persone come mai tanto afflusso, sempre apparentemente, sempre io, cioè “la squinternata con le scarpe bicolori che smanetta col telefonino”, il che non ha esattamente lo stesso appeal del sindaco o di uno qualsiasi dei volontari con un cartellino sul petto.

Sui social si dice #epicfail, perché è mancato proprio l’aspetto di condivisione dell’esperienza e coinvolgimento nell’iniziativa che questo tipo di eventi mirano a creare per rendere “virale” la partecipazione.

 

Chi ho nominato

Mentre gustavo il mio buon panin de crudo – perché dopo che hai donato il sangue hai diritto a una lauta merenda – ho twittato le mie nomination alla #BloodPackChallenge.
Ho scelto utenti che rispondessero ai seguenti requisiti:

– di Trieste
– maschi (possono donare più spesso)
– pieni di follower

Giulio GMDB, che ha subito tentato la scusa, ma a cui faremo passare presto la paura degli aghi (ce l’ho anche io, è il motivo per cui ho cominciato a donare, ma ora scordatevi che mi metta ad allevare farfalle).

Gabriele Persi, che ha ritwittato, ma non ho capito cosa abbia intenzione di fare

Giuseppe Borruso, che non ha reagito, e penso non abbia ancora visto.

Prima che pensiate che me lo sono dimenticato: Zzi non può donare.

 

Perpetriamo la Blood Pack Challenge (convièn!)

Dato che sono così brava a criticare, vediamo se riesco a fare di meglio.

Mi ha spiegato il signora Renato, uno dei gentili volontari dell’ASD presenti questa mattina, che gli ospedali di Trieste necessitano in media 16.000 sacche di sangue all’anno, ma ne hanno a disposizione solamente 12.000.
Le restanti 4.000 vengono comprate presso strutture che ne hanno in esubero, come quelle della Toscana e del Friuli.

Significa che a Trieste ci lamentiamo (talvolta a ragione) degli sprechi della sanità, ma poi obblighiamo la struttura a spendere risorse per acquistare all’esterno il sangue.

Secondo me, siamo scemi.

Vi invito, miei piccoli lettori (di Trieste e non solo), a donare il sangue e a twittare l’esperienza con l’hashtag

#BloodPackChallenge,

sfidando i vostri amici.

 

 

11 thoughts on “#BloodPackChallenge a Trieste – Un successo a metà

  1. Christian

    Brava, sei sempre molto simpatica.

    Ho una fottuta paura degli aghi, ma il tuo post ha fatto scattare in me la voglia di riporovare a donare!

    Christian

  2. Christian

    In realtà ti leggo spesso e volentieri (ma da ospite discreto non vengo spesso a suonarti al campanello di casa).

    Hai un modo di scrivere così divertente che mi hai quasi fatto venir voglia di provare l’orienteering (senza sfumature di sarcasmo)! :)

    L’unica cosa con cui non mi convincerai sono i giudizi sulle gelaterie di Trieste, dato che provengo da una famiglia di gelatai. ;)

    Christian

  3. Giraffa

    Brava Larry, sempre informata e sul pezzo, soprattutto quando si tratta di buone azioni!
    Io non ne sapevo nulla e visto che l’ADS manda periodicamente degli sms potrebbe utilizzarne uno per far conoscere l’iniziativa. Dal canto mio, che per note ragioni dovrò astenermi ancora per un bel po’ dal donare il sangue, spero che vengano nominate soprattutto persone che non hanno mai provato quest’esperienza, perché farlo per la prima volta è davvero bello e… Ti fa venir voglia di rifarlo!
    Buone donazioni a tutti!

  4. Larry Post author

    È vero, donare il sangue dà una grande soddisfazione, in ospedale ti trattano come benissimo, manca solo che, quando te ne vai, ti salutino con “grazie, Batman”.

    Christian, attento alle dichiarazioni che fai, perché la promozionale di orienteering è sempre in agguato.
    Sentiti libero di farci provare il gelato della tua (già adorabile) famiglia.

  5. Pingback: Piatti tipici Sicilia: menu cena regionale | Larrycette

  6. Anna

    Ciao, l’iniziativa è stata lanciata dal generale Zago e noi l’abbiamo appoggiata senza fare troppo rumore perché non tutti ritengono sia questo il giusto modo di fare sensibilizzazione a causa del timore che la “vanità” influisca negativamente sul “buon sangue” .. Spero tu abbia capito. Comunque l’iniziativa era stata lanciata su Rai 3 qualche settimana fa. Infine un afflusso esagerato di donatori al centro trasfusionale nello stesso giorno non è consigliabile né auspicabile perché creerebbe notevoli difficoltà a infermiere e medici. infatti quando utilizziamo il bus navetta nelle scuole si portano dai sei ai dieci ragazzi massimo e già così possono esserci problemi tecnici. Per quanto riguarda Twitter puoi seguirci in @adstrieste .. È stata inviata comunque ai soci la newsletter che spiegava l’evento, pubblicata sul sito e inviato comunicato stampa.. Con tutte le iniziative che abbiamo fatto mi fa un pochino ridere che solo un politico e un generale facciano tanto rumore! In ultimo io ho un nome, Anna e se hai delle critiche costruttive avresti potuto inviare una mail… magari qualche dubbio sarebbe stato chiarito e in fondo siamo un gruppo di persone che è ben disposto ad accettare suggerimenti positivi. Responsabile Ufficio Stampa

  7. Anna

    Nessun problema chiedi anche l’amicizia in FB donatori sangue trieste che è il più aggiornato!

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