[continua da qui]

Antipasti:

Strudel di formaggi con salsina tartufata: una scelta che faccio spesso, il cui unico difetto è essere poco. “È un antipasto”, osserveranno subito i miei Piccoli Lettori. Avete ragione, ma io ne farei scorpacciate. Infatti lo mangio troppo in fretta e rischio di non vedere il nuovo anno, mandandomi di traverso due volte il formaggio e una volta lo speck messo a guarnizione del piatto.

Filetto (mi pare) di cervo con radicchio, grana e carciofini dorati: la scelta di Zzi. Farei notare che Zzi – famoso nemico giurato del fritto, capace di fare delle scenate pazzesche per una volta che io ed Elisa abbiamo fatto due frittelline in casa vecchia – i “carciofini dorati” di Suban li mangia; i carciofi fritti di mia madre (che, pure, sono una delle cose per cui vale la pena vivere e, forse, anche morire) li rifiuta sdegnato. Potere della programmazione neuro-linguistica!

Inutile dire che il piatto è delizioso, e che gli ho fregato due carciofini dorati, tanto sono dorati e non fanno ingrassare!

Primi piatti:

Fusi istriani con la gallina: i fusi sono una pasta corta tipica di queste zone, che credo di avere già sommariamente descritto. Come da tradizione, vengono conditi con un ragout bianco di gallina, molto fine eppure saporito. Sono davvero una squisitezza, sono talmente buoni che Zzi li prende ogni volta che veniamo, io – che, lo sanno tutti, non sono un’amante della pasta – gliene frego sempre un paio di forchettate e mio papà, che è stato da Suban una volta sola, li ha ordinati come primo piatto e come dolce. Li ordina Zzi e sono ben decisa a ordinarli anche io.

[ho preso questa bella foto dal blog di Francesca V., che ha preparato il rafano sottaceto ed è anche l’autrice della foto!]

Zuppa di cren: non la fanno quasi mai, avevo avuto modo di assaggiarla solo una volta prima d’ora e me ne era rimasta una voglia pazzesca, così rinuncio al mio proposito di mangiare i fusi e la ordino. È un’ottima mossa, questa zuppa è squisita, non è per niente aggressiva, anzi è vellutata e delicata, ma sprigiona ogni tanto il tipico pizzicore del rafano. È una vera specialità, ne ignoro del tutto la ricetta e per questo la pietanza assume per me un’aura di magia che non fa che conferirle valore.

Secondi:

Lombatina di maiale alla brace ripiena di prosciutto e formaggio. È una delizia, la scelgo sempre, e questa volta mi sono anche tanto raccomandata che la servano accompagnata da una salsiccetta bianca (come è consuetudine, ma, dato l’andazzo della serata, metto le mani avanti). Poi – come il più odioso dei clienti – cambio idea, mi scuso tantissimo e cancello la mia ordinazione, scegliendo quello che prende Zzi, consapevole che, altrimenti, glielo avrei mangiato tutto, poverino, e cioè il…

Goulasch. È proprio tanto buono, è quasi buono quanto il mio, le spezie sono equilibrate eppure hanno carattere, solo le parti grasse della carne sono un po’ abbondanti rispetto a come piace a me, ma so che il goulasch è per definizione grasso e magro, quindi: niente da ridire. Lo spezzatino è accompagnato da uno gnocchetto di pane delizioso, che ce ne vorrebbero quattro per sbafarsi il sugo, ma ma la cavo comunque egregiamente con il pane che è in tavola.

 

 

Share Button
Per la newsletter gratis