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	<title>LARRYCETTE &#187; Opinioni di un cuoco</title>
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		<title>Contro il bavaglio</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 05:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<description><![CDATA[Pur non condividendone a pieno la forma, non &#8220;questo blog&#8221;, ma la sua autrice [foto sopra] esprime la sua superflua solidarietà ai giornalisti in protesta contro il ddl sulle intercettazioni. http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/06/propongo-uno-sciopero-attivo/36991/ Non per niente è furlano. E i miei Piccoli Lettori che ne pensano? Related posts:Diatriba d&#8217;amore contro un uomo seduto


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2010/07/Bavaglio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1261" title="Bavaglio" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2010/07/Bavaglio-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a></p>
<h3><span style="color: #800080;"><strong>Pur non condividendone a pieno la forma, non &#8220;questo blog&#8221;, ma la sua autrice</strong><span style="font-weight: normal;"> [foto sopra]</span><strong> esprime la sua superflua solidarietà ai giornalisti in protesta contro il ddl sulle intercettazioni.</strong></span></h3>
<p><a title="Leggi l'opinione di Paolo Flores D'Arcais su Il Fatto" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/06/propongo-uno-sciopero-attivo/36991/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/06/propongo-uno-sciopero-attivo/36991/</a></p>
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</script></div><p>Non per niente è <em>furlano.</em></p>
<p>E i miei Piccoli Lettori che ne pensano?</p>


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		<title>Gostilna Za Gradom, Kraljela ulica 10, Semedela [SLO]</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 00:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto facciamo gli auguri alla nostra lettrice Clementina, che ha compiuto 21 anni! Il tempo vola quando ci si diverte, ma – ohibò – son già quattr’anni che Zzi e io siamo sposati [il che significa che lo conosco da sei...e mia madre non ha ancora capito che non è vero che non mangia la [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Innanzitutto facciamo gli auguri alla nostra lettrice Clementina, che ha compiuto 21 anni!</strong></em></p>
<p>Il tempo vola quando ci si diverte, ma – ohibò – son già quattr’anni che Zzi e io siamo sposati [il che significa che lo conosco da sei...e mia madre non ha ancora capito che non è vero che non mangia la noce moscata!] ed è tempo di festeggiare.</p>
<p>Siccome l’anniversario di matrimonio – un po’ come il compleanno, il Natale e, per dire, il centocinquantesimo anniversario dell’unità nazionale – sono cose il cui verificarsi è facilmente prevedibile e non determinano uno stato di emergenza, non ci facciamo prendere alla sprovvista e stabiliamo per tempo di andare a cena da Darko a Semedella.<br />
Cascasse una bagascia in mare, noi per questo anniversario andiamo da Darko a Semedella.</p>
<p>Io non so se recentemente si son pescate bagasce, ma a noi – dopo che lo abbiamo stabilito – è successo di tutto, tra cui la decurtazione del reddito, un colloquio tanto devastante quanto fallimentare la mattina stessa del 24 Giugno e, naturalmente, l’invasione delle tarme.<br />
Stremati e bucherellati, ci dirigiamo da Darko a Semedella, a costo di doverci vendere i capelli per pagare.</p>
<p>Darko a Semedella altri non è che la blasonatissima</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Gostilna za Gradom, </strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong>Kraljela ulica 10, Semedela</strong></span><span style="color: #ff6600;"><strong> ( Semedella)</strong></span></p>
<p>O forse è la</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Gostilna pri Gradu (a Semedella)</span></p>
<p>Ma potrebbe anche essere Gostilna za Gradu o Gostilna pri Gradom; è che io non so lo sloveno, non so che caso vada con quale preposizione e, anche se lo sapessi, non saprei la declinazione, quindi è inutile che stiamo qua a spaccare il capello in quattro: chi sa lo sloveno corregga.<br />
Gli altri, prendano la rampa di lancio di recente costruzione all’uscita Semedella della superstrada, la facciano fino in cima, imbocchino la strada in discese più a sinistra nella rotonda nella quale si sono ritrovati e circa a metà – in corrispondenza di alcuni posteggi a pettine sul lato destro della strada – si fermino. Da lì, attraversino la strada e leggano l’insegna.<br />
Poi vadano pure a casa, perché bisogna sempre prenotare con qualche giorno d’anticipo, dubito che ci sia posto arrivando all’improvviso.</p>
<p>Il signor Darko ci bisbiglia [non l'ho mai sentito parlare, lui bisbiglia, al massimo, se deve alzar la voce, sussurra] di accomodarci ad un insidiosissimo tavolo tra una finestra e la porta finestra: praticamente ti entrano insetti da ogni lato, ma Zzi mi fa accomodare distante dalla luce.</p>
<p>Ordiniamo e dopo qualche tempo [neanche troppo, considerando che deve supervisionare tutto il signor Darko in persona] riceviamo il saluto della cucina: quel giorno era una deliziosa zuppetta di ceci, appena pepata, con bocconcini di pesce bianco e fiorellini di timo, rosmarino e aglio. Mmmm, ci potrei fare il bagno, infatti ci mangio insieme un intero porcospino e sono già sazia.<br />
I porcospini sono dei deliziosi panini fatti in casa,  profumati con foglie di salvia, dalla pasta soffice e dalla forma del puntuto mammifero, i cui occhietti e narici sono realizzati con grani interi di pepe. Arrivano in tavola caldi caldi, è impossibile non divorarli, salvo poi avvertire in breve tempo un leggero, ma distinto, senso di pienezza.</p>
<p>Tra i vari antipasti che il signor Darko ci fa intuire di descrivere, questa volta scegliamo scampi marinati nel succo di agrumi e saltati con il mango, serviti con cous-cous di funghetti [io] e cappesante non ho sentito bene come, ma c’entrava una pietra, infatti sono arrivate nel piatto su un sasso. Zzi dice che erano buonissime, ma io ho paura delle cappesante [anche degli scampi, ma sono più buoni e me la faccio passare].</p>
<p>Il mio primo piatto è, per me, un cannellone di solo pesce bianco gratinato con una salsa di pomodoro saporita di erbette e un poco di formaggio. Ha un profumo delizioso e dev’essere squisito. Purtroppo, la temibile terrina di terracotta in cui è servito ne conserva la temperatura vulcanica e io, ingorda, mi sono strinata tre quarti di glottide al primo boccone. Sul finire della pietanza, quando la sua temperatura si aggira su degli accettabili 230 gradi, riesco ad accorgermi che è davvero gustoso. Zzi ha di nuovo scelto bene e ha preso dei sublimi fusi con le ortiche con scampi, porcini, galletti e tartufo. I fusi, lo dico per gli Italiani, sono una tipica pasta istriana corta, simile ai garganelli. Credo che per modellarli sia sufficiente ritagliare dei quadratini (4 x 4  cm ca)  e congiungere una coppia dei loro angoli opposti, ottenendo una specie di cannoncino con le punte; ma potrei anche avere appena detto la più grande bestemmia dell’Impero austro ungarico e stare quindi rischiando l’esilio in Prussia. Impastati con le ortiche [un po’ come tutta la pasta alle ortiche] sono strepitosi e il condimento scelto è equilibrato e gustoso. Sono, credo, la miglior pasta non ripiena che io abbia mai mangiato in vita mia [perché niente – duole ammetterlo – ha mai superato e mai supererà i tortellini di mia madre] e, per giunta, vengono serviti accolti da una sfoglia croccante.</p>
<p>Quando arriva il secondo siamo strasazi, ma talmente entusiasti che siamo disposti a mangiare per allegria.</p>
<p>E, come in ogni storia che si rispetti, sul più bello, quando tutto sembra girare per il verso giusto, ecco che l’imprevisto mette a dura prova i protagonisti: entra una falena.</p>
<p>Ammettiamolo: probabilmente ne sono entrate a decine e io non me ne sono accorta, ma questa l’ho vista e sono andata in acido.</p>
<p>Sarà riuscita la nostra protagonista a continuare serenamente la sua cena?<br />
Sarà riuscito il nostro deuteragonista a difendere l&#8217;amata dalla tremenda minaccia dell’antagonista?</p>
<p>ZZi ha fatto scudo con il suo corpo e mi ha impedito la visione diretta dell’orrendo mostro, che si è insidiosamente andato ad appostare proprio alle sue spalle, ma ne teneva contemporaneamente sotto controllo gli spostamenti che, si sa, sono fulminei e letali, pronto a mettermi in salvo.</p>
<p>Come i più affezionati lettori sapranno, infatti, io sono la splendida principessa di un regno fatato di un&#8217;arancione dimensione parallela, in cui i lepidotteri sono la più atroce minaccia per il mio pacifico popolo [gente saggia e semplice, incapace di fare miracoli e di erigere centrali nucleari o rigassificatori, dedita, nei momenti di sfrenata trasgressione, alla frittura delle acciughe o alla lettura di Benni, ma che almeno sa  che "un po'" si scrive con l'apostrofo e il nome di chi gli ha pagato la casa], essendo essi mostri disgustosi che ci vogliono mangiare e che, a tale scopo, hanno addirittura sottomesso e addestrato alla guerra la già bellicosa razza delle spaventose lumache missile [pare che le tengano alla loro mercè con un anello di totano magico, fritto nella leggendaria padella di Mordor].</p>
<p>Qualche anno fa, il mio buon padre mi ha messa in salvo spedendomi in questa dimensione  e affidandomi al cavaliere Zzi, che è evidente che è una specie di Jedi in incognito [sebbene talvolta la sintassi alla Yoda lo tradisca]. In precedenza aveva messo il mio gemello in una capsula e lo aveva sparato nello spazio a caso; per un po’ non ne abbiamo avuto notizie, poi la portinaia della dimensione numero sei ha detto che su un giornale della parrucchiera c’erano le foto di questo tizio, con questo culo larghissimo e i piedi grandi, che sembrava tanto il mio gemello, che passava le giornate a salvare gli abitanti del pianeta dove era capitato, e non aveva un attimo di pace, e volava e destra e a manca, e parava aerei in caduta libera, e tirava giù gattini dagli alberi, e salvava fanciulle dallo stupro [era anche un galantuomo: si sincerava sempre che fossero consenzienti], e congiungeva ponti prima che ci passasse sopra il treno in corsa, ma non faceva costruire di inutili, e tirava fuori l’euro incastrato nel carrello, e tappava i pozzi di petrolio, sopra, sotto e intorno al mare, e non permetteva a nessuno di saltare le file nei negozi, e schivava gli attacchi dei nemici che cercavano di ucciderlo col castagnaccio, e impediva a chiunque di avere più di una rete televisiva o una testata giornalistica per famiglia. Erano tutti contenti sul pianeta dove era capitato il mio presunto gemello, e tutti gli volevano bene, ma a me è parso un mazzo tremendo e ho optato per il basso profilo. Ogni tanto cuocio i muffin con gli occhi laser, ma solo se sono in ritardo.</p>
<p>Insomma che, a causa delle mie vere origini, subisco continui attacchi dai lepidotteri che riescono a eludere i controlli interdimensionali e vengono sulla terra per uccidermi, con lo scopo di mettere fine alla nostra dinastia [di mio fratello non si preoccupano, tanto i suoi fan non lo lascerebbero tornare, anche qualora scoprisse che un trono lo attende]. Questo spiega perché reagisco con terrore alla vista di farfalle e falene: io corro un rischio che voi umani non potreste neanche immaginare. L’altro giorno ho snidato una cellula dormiente di tarme da sotto il letto: erano a decine, incubate in orribili larve vischiose, pronte a nutrirsi prima del mio cappotto di cachemire e poi di me [se fosse il contrario, potrei quasi sopportare, ma capite la tortura psicologica di scoprire il cappotto di cachemire orrendamente mutilato dalle tarme?].</p>
<p>Insomma che mentre Zzi mi difende dal possibile agguato della falena-ninja, il signor Darko ci porta il secondo: io ho preso il tonno Woodstock [perché è cotto sul fumo – l’ha detto Darko, lo giuro!], Zzi il filetto di orata al sale. Sono entrambi ottimi e finché non ci tolgono da davanti i piatti vuoti, mi dimentico completamente di falene-ninja, minacce di morte e regni lontani. Tra l’altro pare che il re e la regina stiano da dio, senza i figli che rompono i coglioni, con le zanzariere nuove e una nuova arma messa recentemente a punto dai nostri migliori scienziati, dal nome esotico e dal meccanismo sofisticatissimo: la ciabatta.</p>
<p>La prosecuzione della nostra stirpe è, a questo punto, realmente messa a repentaglio da Darko stesso, che ci ha saziati con dovizia e ci propone ora dolci irresistibili [nota a margine: il contorno al pesce era la mistura di bietole e patate tipicamente istriana di cui ho già avuto occasione di parlare, rivisitato, signorilmente servito, ma sempre l’istrianissimo patate&amp;blede <em>iera</em>].<br />
Io la faccio finita con un muffin ripieno di cioccolato bianco e fragoline di bosco [non serve dire nulla, immagino], Zzi opta per lo struccalo in straza con i frutti di bosco, il cui unico difetto era quello di aver impedito, con il suo solo essere stato scelto, di provare le altre squisitezze proposte [tra cui la leggendaria panna cotta finta; finta perché in realtà è cioccolato bianco portato alla consistenza del plasma e guarnito con salsa alle fragole, una bontà che manda in coma iperglicemico al secondo cucchiaio].</p>
<p>Per darci la forza di estrarre il portafoglio ci vengono serviti, sapendo a priori che sarebbero andati bene, un pelinkovec e una grappa al mirtillo.</p>
<p>Noi paghiamo, estraiamo le forbici, lasciamo una ciocca di capelli di mancia – perché in fondo siamo signori -  e attendiamo il prossimo anniversario per avere nuovamente abbastanza appetito da affrontare una simile, strepitosa, cena.</p>
<p>E va già bene va, che il pesce non sazia mica, non sazia!</p>


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		<title>5 x 1000</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 12:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ve ne siete accorti? È Maggio! È il mese della rinite allergica, della dichiarazione dei redditi e dei primi eritemi solari. Se il clima per il momento ci ha risparmiato la prima e gli ultimi, dalla seconda non c’è scampo; lo sanno bene i miei piccoli lettori commercialisti, che per un po’ non vedranno la [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ve ne siete accorti?<br />
È Maggio!</p>
<p>È il mese della rinite allergica, della dichiarazione dei redditi e dei primi eritemi solari.<br />
Se il clima per il momento ci ha risparmiato la prima e gli ultimi, dalla seconda non c’è scampo; lo sanno bene i miei piccoli lettori commercialisti, che per un po’ non vedranno la luce del sole.</p>
<p>Come ogni anno, un dubbio mi toglie il sonno: a chi destinare il cinque per mille?<br />
Con l’otto per mille è più facile: ci sono poche confessioni che possono aggiudicarselo perciò, facendo salomonicamente a turno, nell’arco di una vita contributiva si sostengono tutte degnamente [perché Gesù ci insegna che se sei un buon cristiano non è che puoi fare differenza tra prossimo di serie A e di serie B, tra bisognosi simpatici e antipatici, vanno aiutati tutti anche se non sono – letteralmente – della nostra stessa parrocchia].</p>
<p>Gli enti meritevoli del 5 per mille sono quasi più degli anni di dichiarazione dei redditi, specie considerando che la nostra generazione fa il 730 da molto (ma molto) meno tempo dei nostri genitori, per non pensare al fatto che i fortunati che hanno un reddito da dichiarare sono sempre meno.<br />
Comprenderete che sento una responsabilità tremenda, se sbaglierò ad assegnare il cinque per mille un ente di grande utilità e/o rilievo socio-culturale sarà drammaticamente depauperato. Destinarlo ad uno significa negarlo ad innumerevoli altri, perciò ogni anno mi arrovello cercando di individuare quello al quale è “più necessario” destinarlo (partendo dall’assunto che sia utile per tutti e necessario per i più).</p>
<p>Vediamo ora chi sono i primi candidati che mi vengono in mente:</p>
<p><strong>Unicef:</strong> Eh, l’Unicef è l’Unicef, salva migliaia di vite ogni giorno, sconfigge le malattie, porta l’istruzione, sostenere l’Unicef è un dovere morale; non dimentichiamoci che senza l’Unicef il mondo non avrebbe avuto Audrey Hepburn e questo è forse, da solo, un motivo per sentirsi in debito. Aggiungete quelli seri e vedrete che non si può non dare il 5 per mille all’Unicef!</p>
<p><strong>Emergency:</strong> Eh, Emergency è Emergency, più bisogno di loro praticamente nessuno, lo dice anche la parola. Mica ci si può tirare indietro.</p>
<p><strong>MSF:</strong> Eh, MSF è MSF, non è che siccome non gli sparano (continuamente) addosso come a Emergency non vanno sostenuti nel loro operato.</p>
<p><strong>Fondazione Just:</strong> Eh, è facile pensare che sia una delle tante fondazioni onlus che le aziende mettono in piedi per darsi una patina di “sociale” e poter orientare le campagne marketing sulla beneficenza, aumentando i profitti; probabilmente lo è anche, ma il dato di fatto è che – come molte altre, suppongo -  raccoglie fondi e li devolve alla ricerca scientifica su malattie rare, generalmente infantili, o acquista apparecchiature che dona agli ospedali. Per me è sufficiente per voler contribuire.</p>
<p><strong>Ricerca scientifica e medica: </strong>ne va del bene di ognuno, come negarglielo?</p>
<p><strong>FISO</strong>: dico la  FISO perché l’orienteering è mio malgrado il mio sport, ma tutti gli sport minori andrebbero sostenuti (ora, così, su due piedi, faccio fatica a farmi venire in mente uno sport minore dell’orienteering, ma, insomma, ce ne saranno). Lo sport una cosa giusta; personalmente ne farei volentieri a meno, ma riconosco che sia in sé positivo, sia dal punto di vista fisico (salvo infortuni) che – soprattutto – morale, perché insegna la disciplina, la correttezza e l’impegno costante.</p>
<p><strong>Teatri ed enti lirici:</strong> avevano già le pezze al culo, ora con il nuovo decreto la prospettiva più rosea è la canna del gas; poi ci lamentiamo che non esiste intrattenimento intelligente, o che il biglietto del teatro costa troppo o che non c’è mai niente che “ne valga la pena” nel teatro della nostra città….sciuscia e sciorbi no se peu, bezogna che ghe demmo unn-a man!</p>
<p>Io, quest’anno, ho deciso di fare disobbedienza civile e destinarlo all’<strong>Università</strong>.</p>
<p>Sono convinta che la soluzione per evitare i fantomatici sprechi negli atenei non sia tagliare loro i fondi, ma piuttosto controllare come essi vengano investiti; se l’amministrazione è davvero cattiva, non diventerà virtuosa tutto ad un tratto solo perché ha meno mezzi, ma risparmierà su quegli aspetti che non le danno una contropartita.</p>
<p>Il fatto è che le Università non hanno i soldi per assumere di ruolo i professori, i quali vengono ingaggiati di anno in anno, con conseguente discontinuità dell’offerta didattica (per non parlare di esami che non si possono più dare l’anno seguente).<br />
Non hanno nemmeno i soldi per comprare i libri da tenere nelle loro biblioteche.<br />
I professori tagliano a metà i fogli protocollo da distribuire in classe negli esami scritti per risparmiare sulla carta (che è ecologico, per carità, ma si può essere ecologici altrove!)</p>
<p>“Studiare” nel senso di “istruirsi” diventa inesorabilmente più difficile, creando una situazione che va favore di quella classe dirigente che si avvantaggia di un elettorato incapace di conoscere, comprendere e discernere.</p>
<p>L’ignoranza, si sa, è l’oppio dei popoli.</p>
<p>Quindi scelgo di sostenere l’Università per pura protesta contro i tagli all’istruzione.</p>
<p>Perché spiego tutto ciò? Si chiederanno subito i miei piccoli lettori.<br />
Per propaganda? No. Cioè, non nel senso più immediato, non per invitarvi a imitare la mia scelta.</p>
<p>In realtà volevo chiedervi due cose:</p>
<p>1) Così, solo per il gusto di farmi i cazzi vostri: voi a chi lo destinate? E perché?</p>
<p>2) Se non avete idee che vi sembrano migliori e siete proprio indecisi, o se per voi fa lo stesso, ce lo potreste mica dare all’Unicef?<br />
No, perché forse non l’avete pensata in questo modo, ma io ho appena lasciato morire un bambino in Angola perché gli ho negato cinque euro di vaccino e mi sento un po’ colpa…..non è una bella sensazione, io lo dico per voi, poi fate come volete.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Scacco alla crisi! Risolvi i problemi economici</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 17:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta con l&#8217;estratto conto in rosso! Basta con i lavori precari, inqualificanti, in nero e mal pagati! Basta con i problemi economici che derivano dalla mancanza di lavoro! Basta con le rinunce! In una parola: basta con la crisi! Vuoi anche tu smettere di crucciarti per la rata della tassa sulla spazzatura, per il bollo [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta con l&#8217;estratto conto in rosso!<br />
Basta con i lavori precari, inqualificanti, in nero e mal pagati!<br />
Basta con i problemi economici che derivano dalla mancanza di lavoro!<br />
Basta con le rinunce!</p>
<h3><span style="color: #99cc00;"><strong>In una parola: basta con la crisi!</strong></span></h3>
<p>Vuoi anche tu smettere di crucciarti per la rata della tassa sulla spazzatura, per il bollo della macchina, per l&#8217;affitto e per l&#8217;asilo?<br />
Vuoi finalmente cambiare quel catorcio che va avanti a scoregge, rifarti gli occhiali, farti otturare quel dente che ti fa soffrire da mesi e &#8211; perché no &#8211; concederti una messa in piega?</p>
<p>Ho la soluzione che fa per tutti noi!<br />
Come tutte le soluzioni più corrette era anche piuttosto semplice, eppure di non immediata individuazione.<br />
Ma ora possiamo tirare un sospiro di sollievo e non aver più paura del restauro delle facciate o della mancanza di un impiego.</p>
<p>Fai come farò anch&#8217;io:</p>
<h2><span style="color: #ff6600;">MANDA IL TUO LIBRETTO DEGLI ASSEGNI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!</span></h2>
<h2><span style="color: #ff6600;">TANTO FIRMA QUALSIASI COSA!</span></h2>
<p>Sarà sufficiente unire una busta preaffrancata e reindirizzata a te e in pochi giorni avrai nelle tue mani dieci assegni in bianco da spendere come vuoi!</p>
<p>Sbrigati, prima che finisca l&#8217;inchiostro!</p>


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		<title>Ristorante Spacapan, Komen 85, Komen [SLO]</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 21:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<category><![CDATA[Ristoranti in Slovenia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver prelevato Zzi dalle insidiose steppe della Lipica Open, a bordo della Giraffomobile ci dirigiamo spavaldi a pranzo da Ristorante Spacapan, Komen [SLO] Inspiegabilmente puntuali, giungono immediatamente in loco anche Zucchero e Josephine, lei trendissima in total look buganville, lui un po&#8217; giommetra in libera uscita, ma chissenefrega, è Josephine, è carino lo stesso. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver prelevato Zzi dalle insidiose steppe della Lipica Open, a bordo della Giraffomobile ci dirigiamo spavaldi a pranzo da</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Ristorante Spacapan, Komen [SLO]</span></strong></p>
<p>Inspiegabilmente puntuali, giungono immediatamente in loco anche Zucchero e Josephine, lei trendissima in total look buganville, lui un po&#8217; giommetra in libera uscita, ma chissenefrega, è Josephine, è carino lo stesso.</p>
<p>Il servizio è impeccabile: la tavola è abbondantemente occupata da tante stoviglie quante abitualmente io uso in una settimana, i tovaglioli sono lindi e i bicchieri cantano. C&#8217;è solo una composizione a centrotavola di acqua e fiori dove già so che finirà annegato qualche boccone, nel passaggio da un commensale all&#8217;altro, ma non è una mancanza dell&#8217;apparecchiatura, anzi: è un atto di fiducia verso gli ospiti.</p>
<p>Senza ulteriori indugi il cameriere ci elenca le proposte del giorno.</p>
<p>Presi singolarmente possiamo essere considerati clienti difficili perché – chi più chi meno – siamo piuttosto esigenti.<br />
Messi insieme siamo la comitiva che non augurerei a nessuno di servire, quel genere di gruppo che da cameriera detesto, e al quale, da cliente, mi vergogno di appartenere, ma nonostante i ripetuti sforzi, non riusciamo a cambiare.</p>
<p>Siamo la masnada del “Mi ripete gli antipasti?” “Non ho capito il primo&#8230;.no, l&#8217;altro” “Mi porti il secondo che ha detto&#8230;no l&#8217;altro&#8230;.no, ah no, allora il terzo&#8230;no&#8230;ecco quello” “Ah, no scusi, ho cambiato idea, posso cambiare il quarto con il quinto?”.</p>
<p>È sorprendente come in un insieme di umani adulti costituito da più di tre individui a tavola, di cui almeno uno donna, la capacità di prendere decisioni sembri improvvisamente bandita. All&#8217;aumentare del numero di commensali, la capacità di operare scelte diminuisce e diminuiscono anche quella di comprendere la propria lingua e formulare frasi di senso compiuto. All&#8217;improvviso, persone in grado di costruire ponti ed edifici – per non far riferimento a chi si occupa di gestire gare d&#8217;appalto e di interloquire con il prossimo in diverse lingue – non sono in grado di fare dei semplici esercizi di completamento delle frasi a opzione ristretta.</p>
<p>In fondo si tratta semplicemente di completare il sintagma “Per favore, vorrei”  con una delle poche alternative fornite, per giunta tutte afferenti al medesimo campo semantico, ovvero tutte pertinenti all&#8217;insieme delle “pietanze che si consumano abitualmente come antipasto/ primo o secondo piatto/ dessert, che non sono preparate con prodotti ittici, né esotici”. Escludiamo quindi tutto ciò che non si mangia, che si mangia ma non è nostrano, che si mangia, è nostrano, ma proviene dal mare o dal lago, si mangia, è nostrano, non proviene da bacini idrici, non è consuetudine consumarlo a tale momento del pasto. Bisogna solo nominare uno degli antipasti [o primi, o secondi, o dessert, ma – si badi – sempre una categoria alla volta, a prova di cerebroleso!] appena menzionati.<br />
La memoria a breve termine necessaria per compiere questo tipo di esercizio è inferiore a quella degli echinodermi. Test scientifici per valutare i danni ai lobi frontali subiti da pazienti colpiti da tumori al cervello o da lesioni ischemiche richiedono competenze logico-linguistiche più avanzate [non è un'iperbole: ho letto gli articoli, posso dimostrarlo È drammaticamente vero, almeno per quanto riguarda i pazienti].</p>
<p>Le comitive a tavola regrediscono al livello dei protozoi e stentano a fare la più semplice delle ordinazioni.<br />
Quando il cameriere, che generalmente sopporta tutto questo con consumata, bonaria superiorità, porta i piatti in tavola, la comitiva non è in grado di riconoscere le proprie scelte e nessuno si fa avanti per reclamare la propria pietanza. Ora il cameriere è comprensibilmente meno bonario perché ha in mano sei pesanti piatti roventi e davvero io proporrei questa categoria per il Nobel per la pace perché non si è mai sentito che un cameriere – pur avendone ben donde – abbia mai fracassato con violenza le stoviglie sulle inutili teste dei propri clienti.</p>
<p>Con delle modalità che quindi superano di gran lunga la nostra capacità di intendere e volere, abbiamo la [buona] sorte di gustare:</p>
<p>Lingua salmistrata: ingiudicabile; l&#8217;ho presa solo io, m&#8217;è piaciuta da matti, ma ho trovato da poco il coraggio di mangiare la lingua [era la terza esperienza], mi sembra ancora sempre tutta buona.</p>
<p>Salumi e formaggi tipici: saporiti, ma più rustici di quelli che si consumano in Italia [leggi: a ovest di Aquileia]; decidano i miei piccoli lettori se è un pregio o un difetto.<br />
Chicche con le primule: molto gradevoli, le primule non sanno di niente, ma l&#8217;abbondante formaggio e il copioso burro che le avvolgevano erano davvero godibili.</p>
<p>Risotto con le punte di asparagi: molto equilibrato, servito in un piccolo cartoccio monoporzione.</p>
<p>Un altro primo che non mi ricordo, ma che mi pare avesse la ricotta affumicata e avesse fatto molto contenti quelli che lo hanno scelto.</p>
<p>Coniglio in casseruola con le verdure: attesissimo perché – inspiegabilmente – al cameriere ne è sfuggita la richiesta [solo questa, miracolo!] e temporaneamente rimpiazzato da un graditissimo panino col crudo. °°° Larry e Sarma condannano e si dissociano dal consumo del coniglio e ne rifiutano a priori qualsiasi preparazione, perciò, questa, come altre barbarie culinarie, non può e non vuole essere recensita.</p>
<p>Filetto a tutti i modi, tra cui spicca quello astutamente scelto da me, ovvero cotto con il vino terrano e il prosciutto crudo, servito con un mastodontico contorno di broccoli e patate e polenta [non è una ripetizione: in Slovenia e Istria “broccoli e patate” è un contorno unico, non si possono separare; secondo me hanno creato un innesto e li coltivano direttamente insieme]; essendo molto buona la carne siamo soddisfatti anche dal filetto con le verdure e dal semplice filetto ai ferri, che i puristi del manzo preferiranno.</p>
<p>Torta al cioccolato farcita di cioccolata e ricoperta di cioccolata, guarnita con cioccolata [davvero avete bisogno di spiegazioni?].</p>
<p>Strudel di mele</p>
<p>Strucolo di ricotta.</p>
<p>Il caffè è [mi pare] Lavazza e non è niente male; io sono sempre diffidente del caffè in posti poco frequentati e/o con pochi coperti perché, a parità di bontà della miscela e prestigio del locale, l&#8217;uso della macchina è determinante e deve ancora nascere il ristoratore che si ricorda di fare un paio di caffè a vuoto per offrirne uno eccellente al cliente che lo ordinasse.</p>
<p>Pavidi, non prendiamo digestivi per riportare a casa le patenti, nonostante sia domenica pomeriggio.</p>
<p>Nel complesso è tutto molto buono e raffinato. Le materie prime e la presentazione dei piatti sono scelte ed effettuate con accuratezza, e si vede.<br />
Il prezzo è un po&#8217; più alto della media dei locali della zona, che per lo più sono trattorie, ma anche l&#8217;esperienza, nel suo complesso, è superiore.</p>
<p>Sono ancora talmente contenta che neanche mi scasso le balle a fare la scheda col punteggio!</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>


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		<title>Rai per una notte</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 19:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rai per una notte]]></category>

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		<description><![CDATA[Stasera Annozero si guarda qui: http://live.raiperunanotte.it/ A Trieste si vede anche su TV7 TRIVeneto, alla libreria Knulp e al circolo Arci di via Fabio Severo Sul Fatto di oggi l&#8217;elenco completo delle emittenti. Related posts:Tutto in una notte, tutto l&#8217;ultima notte


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera Annozero si guarda qui:</p>
<p>http://live.raiperunanotte.it/</p>
<p>A Trieste si vede anche su TV7 TRIVeneto, alla libreria<em> Knulp</em> e al circolo Arci di via Fabio Severo<br />
Sul Fatto di oggi l&#8217;elenco completo delle emittenti.</p>


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		<title>Cronache romane [3]</title>
		<link>http://www.larrycette.com/cronache-romane-3/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 21:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Alle 12,30, ancora in aperta campagna anziché a tre minuti da Termini, mi sono trasformata in un Klingoln. Un&#8217;altra peculiarità che distingue la prima classe sono i controllori. Uno e settanta per cinquanta / cinquantacinque chili, more, ma di carnagione chiara, occhi grandi e dolci, chioma soffice. Penso che siano considerate una giustificazione del prezzo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="La puntata precedente completa è qui" href="http://www.larrycette.com/cronache-romane-2/" target="_blank"><span style="color: #888888;">Alle 12,30, ancora in aperta campagna anziché a tre minuti da Termini, mi sono trasformata in un Klingoln.</span></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Un&#8217;altra peculiarità che distingue la prima classe sono i controllori.<br />
Uno e settanta per cinquanta / cinquantacinque chili, more, ma di carnagione chiara, occhi grandi e dolci, chioma soffice.<br />
Penso che siano considerate una giustificazione del prezzo maggiorato, sarebbe in linea con le logiche manageriali di conduzione del paese.</p>
<p>I passeggeri sembrano apprezzare. Specie questo distinto signore con il completo blu. Sì quello con quella fede gialla enorme, sì.<br />
Ultimo giro del carrello.</p>
<p>Piccolo  Costantino è un impiegato modello, ci riprova.<br />
Mi chiede se mi ha lasciato la salvietta e io gli dico che sì, grazie, ho già la salvietta.<br />
Per un attimo sono tentata dal restituirgliela spiegandogli che non mi importa se è gratis, non mi serve, non la voglio, è uno spreco gratuito e se una salvietta non fa differenza, una salvietta per passeggero è un esborso significativo per le Ferrovie dello Stato e un attentato  all&#8217;ambiente. Ma Piccolo Costantino probabilmente lo sa già, lo sa da solo, probabilmente concorderebbe con me, ma non potrebbe comunque farlo finché tiene i suoi addominali sotto il gilet rosso. Lo pagano per distribuire snack e salviettine, non per fare disobbedienza civile; la sua giornata dev&#8217;essere sufficientemente pesante anche senza che io inneschi una polemica ad uso e consumo del blog. Oltretutto, non è niente che non abbia già detto Baricco.</p>
<p>L&#8217;altoparlante annuncia 31 minuti di ritardo.<br />
Arriverò in Edicola come una sciattona, con i capelli bagnati, ma sarà sempre meglio che non fare la doccia.<br />
In compenso, potrò farmi rimborsare il biglietto.<br />
Mi informo e scopro che – Ta Da – ora che il servizio è stato implementato e che si percorre una tratta ad alta velocità, il rimborso è previsto solo dopo un&#8217;ora di ritardo: è previsto che ci metta di più.</p>
<p>Approdata a Termini sembro Totò e Peppino giunti a Milano, vestita da Armaduk mentre tutti gli altri indossano al massimo uno spolverino sbottonato.</p>
<p>Faccio appello a tutte le mie doti di persuasione e convinco il tassista a portarmi direttamente all&#8217;hotel, anziché farmi fare un giro per Roma a spese dell&#8217;Edicola.</p>
<p>Nella mia ingenuità penso che, prima che scorretto, sarebbe stupido, con tutto il tempo e le migliori occasioni che avrò.<br />
Mi pento, ora, di non aver investito un po&#8217; dei miei risparmi e il tempo di truccarmi per dare almeno uno sguardo alla capitale.</p>


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		<title>Cronache Romane [2]</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 04:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[In verità Franco era salito a Padova, ma prima stavo cercando di capire perché il wifi del boaro in Hugo Boss funzionasse e il resto del treno imprecasse cambiando continuamente porta alla chiavetta. Era anche questi un tipo buffo. Curato che doveva avere iniziato a prepararsi la sera prima per arrivare alle 8 e mezza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="color: #888888;"><a title="Qui la puntata precedente completa!" href="http://www.larrycette.com/cronache-romane-1/" target="_blank"><span style="color: #800000;">In verità Franco era salito a Padova, ma prima stavo cercando di capire perché il wifi del boaro in Hugo Boss funzionasse e il resto del treno imprecasse cambiando continuamente porta alla chiavetta.</span></a></span><br />
Era anche questi un tipo buffo.<br />
Curato che doveva avere iniziato a prepararsi la sera prima per arrivare alle 8 e mezza così patinato, aveva esposta davanti a sé mercanzia tecnologica d&#8217;ogni sorta e dirigeva importanti trattative economiche con le parole assertive del leader autorevole, ma con un inconsueto garbo. “Pronto, ciao, ascolta, volevo portare alla tua attenzione la questione della roba per il Brasile&#8230;Sì perché loro vogliono la consegna per ieri come al solito, il punto è che li possiamo accontentare se risolviamo la situazione con la Marzia”. Tradotto: “Buongiorno, mi spiacerebbe se stessi disturbando, ma non posso dirtelo altrimenti tu percepiresti la mia chiamata come una fonte disturbo, invece così mi percepisci come un cafone, ma sei contento di sentirmi; volevo dirti che dovresti sentire la Marzia e chiederle se riusciamo a fornire Giorgi entro i tempi consuetamente assurdi che ha scritto sull&#8217;ordine, ma c&#8217;è il problema che se non ti fai perdonare l&#8217;ultima carognata quella non muove un dito per venirci incontro e la capisco”. Buffamente, all&#8217;improvviso, nelle sue telefonate crolla il palco e sistematicamente si chiudono in modo imprevedibile “E no, hai ragione. No, no, non è colpa tua, è colpa mia, hai ragione”.<br />
Sbigottita, non mi perdo una sillaba delle conversazioni del manager passivo, a parte quando un dialetto veneto non meglio identificato, ma troppo stretto, me le rende invise e mi lascio cullare dalla dolce cantilena dei nursers.</p>
<p>Perché dovete sapere, o miei piccoli lettori pezzenti, che in prima classe si viaggia meglio che in aereo, continuamente vezzeggiati e coccolati, ma con il finestrino più grande.<br />
Scarti del cast di un programma della DeFilippi spingono un carrello riccamente assortito ed elargiscono ad ogni passeggero una bibita e uno snack monoporzione: intravedo Tuc Saiwa e Krumiri Bistefani, in un florilegio di imballi che salvaguardano l&#8217;igiene hic et nunc del passeggero e  condannano la Terra a intossicazione cronica.<br />
Io come al solito non ho sete e la mia vescica traboccante non mi invoglia a prendere un bicchiere di quei dolci coloranti liquidi di cui altrimenti sono ghiotta, e rifiuto garbatamente.<br />
Sgomento nel fratello basso di Costantino.<br />
“Niente di niente?” &#8211; “Niente, grazie”.<br />
“Neanche un caffè, un tè caldo?” &#8211; “A posto, grazie!”</p>
<p>“Le lascio comunque una salviettina” &#8211; “Va be&#8217;”</p>
<p>Rifiutato il quotidiano [ho già letto quello del boaro in Hugo Boss, che sedeva nel mio stesso senso di marcia una fila di fronte a me, ma spostato di un posto, perciò mi offriva visibilità totale sulla facciata di destra], sfioriamo la comica quando una mini Carfagna coi riccioli [forse li prendono bassi perché si adattano meglio agli spazi angusti dei treni e sono salvaguardati dalla natura dal doversi prestare a spostare le valigie dei passeggeri] mi sorprende con un vassoio sotto il naso e trilla “Signora, gradisce un biscottino?”. Al mIo diniego le si crepa il sorriso e son tentata di prenderlo per non farcela rimanere male, ma le sue caviglie affusolate la portano subito da un altro cliente. Non ha battuto ciglio. Devono averle fatto notare la somiglianza con la bella Ministra e lei, civettuola, la asseconderà con ogni mezzo.</p>
<p>Il walzer del carrello s&#8217;è fatta una sottile guerra di nervi tra me e il Piccolo Costantino.<br />
Ad ogni fermata il carrello passa a rifocillare i passeggeri [che, in teoria, essendo appena passati davanti ad almeno tre bar e dodici distributori automatici, si presumono soddisfatti, ma – sorprendentemente – sono tutti affamati e assetati e attendono scalpitanti e felici la ricca merenda in omaggio]. Ad ogni passaggio gli getto uno sguardo distratto. Piccolo Costantino incrocia i miei occhi e accenna un sorriso sempre meno aperto, ma io mi riscuoto come da un pensiero assorto e rifiuto con la consueta garbata fermezza.</p>
<p>A Ferrara è salita una signora che ha fatto il gesto di pagare e i benevoli boys le hanno spiegato che la prima consumazione è gratuita. Lei si è scusata spiegando che viaggia una volta all&#8217;anno e deve essersi sentita un po&#8217; provincialotta. A me è parsa l&#8217;unica che – nel dubbio – non ha provato a fottere.</p>
<p>Vedo riflesso nel finestrino Piccolo Costantino che, mentre illustra il meccanismo del rancio alla Regina del Ragù, mi guarda, in attesa di un mio ripensamento, come a dire “So che non hai ancora preso niente, quindi se cambi idea è ancora gratis”. Assorta al limite del trance, insisto a guardare altrove e, dopo aver esaurito le scuse per attardarsi in zona, gli avvenenti Umpa Loompa proseguono la distribuzione dei generi di conforto.</p>
<p>Intanto sperimento i benefici dell&#8217;alta velocità.<br />
Il ritardo di 15 minuti è diventato di 25, in compenso mi scoppiano le orecchie in continuazione, è come far su e giù dal Beigua con la frequenza di un&#8217;altalena.<br />
Dopo Firenze mi sento avvampare in viso e ho le orecchie in fiamme. Dopo qualche chilometro, forse già in Lazio, sento gonfiarsi la vena in mezzo alla fronte. Alle 12,30, ancora in aperta campagna anziché a tre minuti da Termini, mi sono trasformata in un Klingoln.</p>


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		<title>Cronache romane [1]</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 04:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Parto con l&#8217;Eurocity delle 6,35, che è quello che una volta mi riportava a Genova. Quando entrambi eravamo giovani lui era un Eurostar, ora siamo entrambi conciati molto peggio, ma lui costa di più. Per sicurezza, parte con cinque minuti di ritardo, non sia mai che a Mestre abbiamo il tempo di fare la pipì. [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Parto con l&#8217;Eurocity delle 6,35, che è quello che una volta mi riportava a Genova. Quando entrambi eravamo giovani lui era un Eurostar, ora siamo entrambi conciati molto peggio, ma lui costa di più.</p>
<p>Per sicurezza, parte con cinque minuti di ritardo, non sia mai che a Mestre abbiamo il tempo di fare la pipì.</p>
<p>Gli orologi dei binari 4 e 5 di Mestre sono proprio buffi: il binario 5 è avanti di meno di un minuto, ma abbastanza da avere la lancetta sensibilmente più in avanti di quello del binario 4, ed entrambi sono in ritardo di almeno 5 minuti sull&#8217;obliteratrice. Chissà se il campionario è tutto qui, o ci sono, sparse tra i numerosi orologi di una stazione, altri orari disponibili per i capitreno per stornare le proteste dei viaggiatori di Eurostar, desiderosi di ricevere il rimborso per il ritardo superiore ai 25 minuti, mostrando loro che – contrariamente a quanto asserito dagli strumenti di misurazione del tempo a bordo del treno – sono trascorsi a malapena 20 o 22 minuti dall&#8217;orario di arrivo previsto.</p>
<p>I potenti mezzi dell&#8217;Edicola mi fanno viaggiare in prima classe che, in effetti, è più pulita e leggermente più spaziosa della seconda.</p>
<p>Le differenze, però, non si fermano qui. Quando per prima salgo sulla carrozza sorprendo l&#8217;addetto delle pulizie nell&#8217;atto di terminare il proprio intervento. Ad ogni stazione fa la ronda e si assicura che chi sale trovi il proprio posto in condizioni impeccabili; qualche crudele strategia di marketing ha optato per la visibilità di questo ruolo a scapito della dignità dell&#8217;uomo che lo svolge, costretto in un imbarazzante completo pantaloni e polo gialli [vistose scritte blu sulla schiena].</p>
<p>Rispetto alla seconda classe, la frequentazione lascia un po&#8217; a desiderare.<br />
Ricordavo con tenerezza trentenni morte di sonno che avevo deciso essere segretarie, studenti di cui si poteva capire la facoltà solo dalle scarpe, uomini di mezza età ai quali di volta in volta affibbiavo un passato e una storia diversi, tanto quando attaccavano bottone scoprivo sempre che non ci avevo indovinato.<br />
Qua ci sono solo infelici con vestiti noiosamente impeccabili ed equipaggiamento tecnologico al limite del ridicolo; ma non fa niente, tanto il co-viaggiatore di prima classe non si trasforma in compagno di viaggio, non dovrò fare conversazione con nessuno di costoro.</p>
<p>Noi viaggiatori di prima siamo fieri della nostra autarchia, spostiamo fieramente le nostre valigie e non ci azzardiamo a sfiorare quelle degli altri. Afferrarle con destrezza e accomodarle sul ripiano è roba che fanno solo gli immigrati seduti in corridoio.</p>
<p>Per la prima volta in vita mia mi interrogo sulla necessità delle intercettazioni telefoniche.<br />
Intendo dire: che bisogno c&#8217;è di collegarsi alle linee degli utenti quando ci si può sedere qui e ascoltare dettagliatamente le strategie politiche, aziendali e sentimentali di chiunque sieda nella stessa carrozza?</p>
<p>In questo momento – Santa Maria Novella – uno che non vedo ha invitato il proprio interlocutore a prendere un caffè al Senato, dopo averlo ammorbato con considerazioni assortite sul blocco del traffico, aveva iniziato un paio di frasi con “no, ma lì bisogna&#8230;” e “sì, però tu devi&#8230;”, ma aveva chiosato con “poi te sei il sindaco e fai quello che vuoi, ma&#8230;”.<br />
È appena sceso il mi passeggero favorito, Franco, uno che credo dialogasse con un trafficante d&#8217;organi, perché dal suo telefono provenivano preoccupate frasi di Maurizio a proposito di un casino che ha combinato Paolo e che adesso lui non sapeva come fare perché non è che quelli aspettano, gli aveva detto che si poteva fare, che era tutto a posto, ma poi Paolo s&#8217;è messo in mezzo e adesso lui non sa cosa dire, perché tanto a quelli non gliene frega niente se è stato Paolo o è stato lui.<br />
È andato avanti così per una decina di minuti, poi Franco, sempre con una gamba dei calzoni arrotolata fino alla fine del femore, a scoprirgli un ginocchio peloso, ma calzini pregiati, ha preso a tranquillizzarlo e a spiegargli che per prima cosa doveva chiamare Paolo – ma lui con Paolo non ci voleva parlare – e che adesso stesse un attimo ad ascoltare e lo facesse parlare, doveva chiamare Paolo e farsi dire esattamente cosa aveva detto lui agli amici Giorgio e poi di richiamarlo.<br />
Peccato che sia sceso, perché era da Ferrara che la vicenda mi stava appassionando.<br />
In verità Franco era salito a Padova, ma prima stavo cercando di capire perché il wifi del boaro in Hugo Boss funzionasse e il resto del treno imprecasse cambiando continuamente porta alla chiavetta.</p>


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		<title>Trail-O a Genova [o Trilli Trilli Trilli]</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 22:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Honeymooners]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
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		<description><![CDATA[Non avendo potuto prendere parte alla precedente prova di Mestre per misurarmi con la versione praticabile dell&#8217;orienteering, aderisco con incontenibile  entusiasmo e palpabile ansia alla gara nel Parco storico di Villa Serra a Comago, frazione di Sant&#8217;Olcese [GE]. Proprio non mi trattengo dalla voglia di partecipare e non sto nella pelle, tanto che  alla mattina, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non avendo potuto prendere parte alla precedente prova di Mestre per misurarmi con la versione praticabile dell&#8217;orienteering, aderisco con incontenibile  entusiasmo e palpabile ansia alla gara nel Parco storico di Villa Serra a Comago, frazione di Sant&#8217;Olcese [GE].</p>
<p>Proprio non mi trattengo dalla voglia di partecipare e non sto nella pelle, tanto che  alla mattina, gioendo del mite clima rivierasco, mi pento di non avere con me i miei amati indumenti da orientista, che mi avrebbero permesso di godere del tiepido sole e farmi riconoscere come fiera atleta di questo sport sconvolgente.</p>
<p>Giunti sul posto, ci conquista la vegetazione lussureggiante e il dolce tepore del sole già primaverile. Gli atleti sono numerosi e provengono da ogni parte d&#8217;Italia e non solo.<br />
Il luogo è così bello che vorrei non dovermene mai andare.</p>
<p>La gara è entusiasmante, grazie al suo percorso si scoprono scorci di vegetazione ricca e ambienti romantici.<br />
Il gioco è facile e divertente.<em><br />
Venghino, venghino, siore e siore. Si vince sempre, piace e diverte<strong>.</strong></em></p>
<p><strong>MUSSE</strong><em> </em></p>
<p>Una giornata d&#8217;inferno.<br />
Non ne andava dritta una: un umido e un lovego che spaccava le ossa, potevi sventrare uno yak e coprirti con le budella ancora calde e c&#8217;avevi freddo lo stesso.<br />
Io c&#8217;avevo per il belino di fare la gara; anche se Zzi mi aveva rassicurata che era lungo il sentiero, nel pulito, senza animaletti, io ero sicura che ci fosse una lumaca missile in agguato, pronta a saltarmi al collo.</p>
<p>Per fortuna ad accoglierci c&#8217;è il venditore di cavi d&#8217;ormeggio [Zzi ha un fornitore in ogni porto], che ci spiega che, invece, nelle belle giornate, quella boscaglia  lugubre è davvero un piacevole giardino. Io, però, mi guardo in giro circospetta aspettandomi da un momento all&#8217;altro che esca il mostro della palude e mi mangi.</p>
<p>Noi abbiamo davanti sei ore di macchina, sono le undici e mezzo e non tocca mai a noi.<br />
Perché?<br />
Non le leggono le mail di Zzi che gli chiede di farci partire per primi?<br />
Io faccio fuoco e fiamme e minaccio di torturarli perforandogli i capezzoli con le punzonatrici, Zzi va a spiegare la situazione al sosia di Morozzi che, bontà sua, prende a cuore il nostro caso e lo porta all&#8217;attenzione del saggio con la barba.</p>
<p>Il saggio con la barba va e viene, ma non ci dà mai un responso.<br />
A un certo punto Morozzi, che prima ci teneva d&#8217;occhio, comincia ad evitarci imbarazzato.<br />
Infine, guadagniamo venti minuti partendo alla fine degli Elite, silenziosi come congiurati, spariamo risposte a caso come neanche al quiz della patente e in qualche modo ne veniamo fuori.</p>
<p>Il gioco, in verità, è pur bello: si segue a passo d&#8217;uomo un sentiero pulito e si raggiungono punti di osservazione dai quali si vedono 3/4 lanterne vicine e si deve scegliere quella corrispondente alla descrizione data, chiamandola &#8221; A/B/C/D&#8221; da sinistra verso destra. Chiaro. Patti chiari, amicizia lunga.</p>
<p>La risposta fatalmente sbagliata è quella che do a Zzi quando mi chiede &#8220;Ti piace?&#8221;.<br />
Per <em>mera educazione</em> mi scappa un automatico &#8220;sì&#8221; e la mia condanna a morte è firmata.<br />
Per l&#8217;entusiasmo, Zzi si fa scappare che forse &#8211; gli pare &#8211; non ha scritto che volevamo partire presto&#8230;.ora&#8230;è Zzi. on sbaglia. Non dimentica.<br />
Se non ricorda di aver fatto significa che non ha fatto.</p>
<p>Per un attimo gli vorrei aizzare contro un cigno mannaro.</p>
<p>Ma a parte che a volte si vedono più lanterne del previsto e non si capisce da che parte bisogna cominciare a contare, o che ci sono file indiane di lanterne che sfido chiunque a dire quale sia più a sinistra, devo ammettere che il gioco è divertente. E poi, suvvia, la domanda carogna è quella che dà pepe al gioco, se è troppo facile non c&#8217;è gloria nell&#8217;impresa.<br />
Non siamo mica qua per farci mangiare il belino dalle mosche, un po&#8217; d&#8217;entusiamo e intraprendenza, che diamine!</p>
<p>.  .  .  .</p>
<p>Ora son qua sul divano che sfoglio il bel libro<a title="Non hai il libro? Patiscici!" href="http://tsitalia.blogspot.com/2009/08/land-of-hopes-and-dreams-libro.html" target="_blank"><em> Land of Hope and Dreams</em></a> e aspetto un finale a effetto per il post.<br />
Intanto Zzi lo legge in anteprima.<br />
- &#8220;Sono contento che ti sia piaciuta la gara, perché non finisci semplicemente dicendo che ti ho già iscritta alla prossima gara in Liguria?&#8221;<br />
- &#8220;Voglio il divorzio&#8221;</p>


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