Chicken Challenge 2010, prologo

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Sabato 29 Maggio, Chicken challenge prolog

Il prologo della corsa delle galline si è svolto ad Abteau, dove hanno avuto luogo quattro promozionali. Per essere precisi: tre promozionali e un giro in segway.
Il segway è quel veicolo del demonio che si pilota con il solo spostamento del peso corporeo sulla piattaforma sulla quale si sta in piedi, dalla quale si diparte un manubrio meramente decorativo, grazie al quale non si impartisce alcun comando al trabiccolo. Io mi sono fatta dare precise istruzioni, che ho stranamente compreso, ci sono salita sopra, ho eseguito quanto dettomi, ho riscontrato che l’ordegno era difettoso e non faceva quello che volevo e sono scesa. Zzi lo ha domato e ha portato fieramente a termine il suo giro di pista. I quindicenni davano spettacolo producendosi in acrobazie circensi in mezzo al campo.

Le altre gare organizzate sono una sprint, che decliniamo garbatamente, Zzi per salvaguardare la caviglia in vista della gara dell’indomani, io per manifesta allergia allo sforzo, una mobile-o e una labirynth-o. Cominciamo da quest’ultima, che sulla carta è una puttanata: bisogna punzonare le lanternine disposte in un labirinto allestito in un quadrato di 20 per 20 metri. Ovviamente non vale scavalcare e ovviamente bisogna arrivare sul punto, non vale punzonare dalla parte opposta della “siepe”. Resta una puttanata. Puttanata una ceppa – scusate la terminologia tecnicistica. Non ci sono punti notevoli in cartina, che è un quadrato giallo con righe rosa praticamente tutte uguali: l’unica cosa che permette di capire come vada tenuta è il triangolo della partenza e anche così, basta distrarsi per non calpestare un bambino ed ecco che bisogna ricominciare a visualizzare il percorso. È impestatissimo, eppure è divertentissimo, è perfino più carino – qui lo dico e qui lo nego – del trail-o. In nord Europa questa variante viene praticata nelle scuole, così quando i bambini si danno all’orienteering nei boschi sono già dei fenomeni e a diciannove anni vincono il vincibile. Bisogna assolutamente che lo importiamo anche in Italia, manderò Zzi a parlare con il Previdente Presidente per organizzare una gara anche da noi.
Se qualche altra società la organizza prima è una copiona perché l’ho letteralmente visto prima io.

4 thoughts on “Chicken Challenge 2010, prologo

  1. The speaker

    Confermo che il Labirint-O è molto divertente. Provato in Ungheria, su un percorso ridottissimo di pochi metri per ancora meno metri.
    Giusto per la cronaca, al Campionato Regionale a staffett Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia) di due anni fa, a tre quarti del percorso di ciascuna frazione il tracciatore ha messo un Labirint-O… Ho visto gente (io) fermarsi dietro la collina a rifiatare, perchè fare il Labirint-O sereni e con birrozza in mano è una cosa, farlo dopo 40 minuti di pazza corsa è un altro!!!

  2. Larry Post author

    Madre di Dio!
    Ma è legale mettere un Labyrinth in mezzo a una gara normale?
    Bisogna essere dei veri sadici!
    Provo sentimenti contrastanti verso questo tracciatore, non so se temerlo o stimarlo come genio del male!

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