È in edicola, a fascicoli…[4]

Posted on September 14th, 2009, by Larry

Quarto appuntamento con Impazzisci anche tu tentando di costruire una custodia per la macchina fotografica del tuo collega preferito.
La scorsa settimana abbiamo visto come realizzare le prime decorazioni e preparare i pannelli di stoffa che – assemblati – comporranno le varie parti della custodia.
Ora è il momento di trasformarli in vere e proprie facce di un solido.
Quanto dico “vere e proprie”, ovviamente, dico per dire. Anche quando dico “solido”, ora che ci penso.

1 – Preparare l’imbottitura.

Ritagliate dall’imbottita, che nel frattempo vi sarete procacciati in una fornita merceria, quattro rettangoli la cui superficie sia:

Area = EF x FG , ove EF=AB e FG=2MN, con AB altezza del rettangolo che forma le facce laterali del solido e MN il lato del quadrato che forma le basi.
Guardate che è una belinata:Rapporti_misure“Ma non si danno mica così le lettere ai vertici delle figure geometriche” – diranno subito i nostri piccoli lettori.
Ah no? E chi l’ha detto?

Ad ogni modo, tagliate nell’imbottita 4 rettangoli con un lato pari al lato lungo dei rettangoli e l’altro pari al doppio del lato corto e piegateli a metà.
Potete anche tagliare otto rettangoli uguali a quelli di stoffa e sovrapporli.

Fate lo stesso per le facce quadrate, ritagliando e sovrapponendo a due a due quattro quadrati della medesima superficie.
In realtà è meglio – e vale anche per i rettangoli – stare un po’ scarsetti, in modo che l’imbottita sia contenuta entro la superficie delle stoffe.
Quindi ora rifilate con le forbici mezzo centimetro per lato.

2 – Formare le singole facce

Sul piano di lavoro disponete un rettangolo di cotone nero con il dritto in giù, poi disponetevi sopra l’imbottita [doppia, ci siamo?] e coprite con la viscosa [a dritto o a rovescio fa niente, tanto non si capisce], come se faceste un toast.
Fissate il tutto con gli spilli da patchwork:

IMGA0055

Fate lo stesso con ogni faccia e con quelle quadrate, ottenendo, in questo modo, sei cuscinetti che perdono pelucchi per tutta la casa.
Andate a chiuderli a macchina prima che l’imbottita abbia il sopravvento.

3 – Finire a macchina le facce

Avendo messo gli spilli da patchwork, non prendetevi nemmeno la briga di imbastire, ci pensano i nostri fidi amici dalla testa di girasole a tenere tutto fermo, mentre noi facciamo scorrere con disinvoltura i cuscinetti imbottiti sotto al piedino.Faccia_chiusa_a_macchina

Occhio che gli spilli da patchwork sono flessibili e non spezzano l’ago della macchina se accidentalmente questo li colpisce, tuttavia – proprio in virtù della loro flessibilità – se trattenuti dalla stoffa e poi liberati repentinamente [poniamo: per un movimento maldestro], fanno effetto catapulta e si conficcano nelle carni di chi cuce come le frecce degli indios guatayabas.
È dolorosissimo e, alla lunga, anche molto irritante.

Ora che avete tutte le facce pronte dovete “solo” assemblarle.
Occorre stare piuttosto attenti perché se le si assembla rovesce si finisce per avere una macchina che ha l’obiettivo verso il fotografo o aberrazioni meno evidenti per il profano, ma altrettanto sconfortanti per chi una macchina fotografica l’ha tenuta in mano almeno una volta.

In attesa della prossima uscita, andate a rivedere il progetto e cominciate a immaginare come dovranno disporsi le facce.
Nel prossimo numero vedremo insieme come assemblarle e dare al tutto la forma di un contenitore.
Non fatevelo scappare!

Piaciuto il post? Inserisci la mail per ricevere i prossimi gratis!

Related posts:

  1. È in edicola, a fascicoli… [1]
  2. È in edicola, a fascicoli…[5]
  3. È in edicola, a fascicoli…[6]

Tags: , ,

Leave a Comment