È in edicola, a fascicoli…[3]
Eccoci nuovamente all’appuntamento settimanale con Impazzisci tentando di costruire una custodia per la macchina fotografica del tuo collega preferito.
Per chi si fosse perso le pubblicazioni precedenti, l’arretrato della prima uscita è disponibile qui, mentre potete recuperare la seconda qui.
Nel numero odierno andremo alla scoperta delle tecniche dei grandi maestri del passato per realizzare i preziosi decori esterni.
1 – Prendete le misure dell’apparecchio di cui volete realizzare la custodia.
Tenete presente che esiste una ed una sola macchina fotografica del Collega Preferito. O, meglio, egli ne possiede sicuramente più di una, tuttavia la custodia che abbiamo scelto di realizzare è espressamente dedicata ad un e un solo apparecchio, perciò è importante che la misura sia precisa.
Deve essere sufficientemene grande per contenere la macchina fotografica, ma non troppo larga altrimenti la macchina ci scarroccia dentro e la funzione protettiva va a farsi benedire.
E quanto misura la macchina fotografica del Collega Preferito?
Mah, chi può dirlo?
Pensa che ti ripensa, vi tornerà nebulosamente alla memoria di quella volta che il collega preferito vi ha mostrato la macchina fotografica su internet. Iniziate una ricerca demenziale per immagini e – solo successivamente, una volta scoperta la reale identità dell’apparecchio – per schede tecniche ufficiali.
Noterete che ci sono decine di macchine apparentemente uguali, e non ci sarà verso di sapere quale realmente sia quella del Collega Preferito [potreste chiedere, è ovvio, ma poi dov'è il divertimento?].
Fate una media delle misure, altrimenti non si va avanti: 19 x 11 x 11.
2- Ritagliate la stoffa nei rettangoli e quadrati che comporranno la custodia.
Sappiate che nella tecnica del patchwork, si ritagliano con precisione i quadratini che comporranno il lavoro finito [coperta, pannello o quant'altro] considerando un margine per la cucitura di pochi millimetri, corrispondenti, per praticità, alla larghezza del piedino della macchina che li cucirà.
Siccome noi dobbiamo considerare l’imbottitura e lavoraiamo con la manualità di un ungulato, ci teniamo un margine di QUATTRO CENTIMETRI.
Dal cotone nero e dalla viscosa a psicoscacchi ritagliate:
- 2 quadrati 15 x 15
- 4 rettangoli 15 x 23

3 – Realizzate le decorazioni
La particolarità della custodia che realizzerete è che essa riproduce fedelmente il suo stesso contenuto, perciò, sempre con l’aiuto delle immagini che avete trovato su internet, ricreate ora sulla sul cotone nero i dettagli della macchina fotografica, usando lo sbiego di cotone grigio.
Come esaustivamente esplicato con i cartamodelli del numero scorso, dovrete quindi realizzare:
- una faccia anteriore quadrata con l’obiettivo

- una faccia rettangolare, laterale sinistra, con un paio di cerchietti e una targhetta
- una faccia rettangolare, superiore, con due U opposte concentriche [il coperchio dei misteri, che i profani chiamano pozzetto]
- una faccia rettangolare, inferiore, che potreste lasciare senza decorazioni, ma dove, megalomani, attaccherete la vostra etichetta
- una faccia quadrata posteriore, dove non metterete niente perché non esistono immagini in rete di questa parte e nel dubbio è meglio non lavorare troppo di fantasia [hic sunt leones]
- una faccia rettangolare, laterale destra, con una cosa che non si capisce cosa sia, ma che in compenso viene mostrata in tutte le salse e angolazioni, quindi dev’essere importante [e non avete scuse per evitarla]:

Per cucire lo sbiego sul cotone si procede fissandolo con spilli da patchwork o con una sommaria imbastitura, per poi cucirlo profilandolo con il punto festone; si tratta di un punto da ricamo che non tutte le macchine hanno, ma che può essere surrigato da uno zig-zag preciso e ben fatto.
Un trucco per sopravvivere alla decorazione delle facce e ottenere comunque un risultato accettabile è cucire lo sbiego a mano con il punto indietro, quello che si usa per attaccare le cerniere.
È facile, si fa presto e non si vedono i garbugli. Piace e diverte, si vince sempre, come alla lotteria della sagra.
Nel prossimo numero di Impazzisci… completeremo ciascuna faccia con l’imbottitura e – con un po’ di culo – cominceremo pure ad assemblarle.
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