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	<description>oltre la buccia d&#039;arancia</description>
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		<title>Detto non detto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose da Larry]]></category>
		<category><![CDATA[Triestinità]]></category>

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		<description><![CDATA[Detto non detto




Per mia immensa fortuna, il mio ruolo in edicola mi porta molto  poco a contatto con il pubblico: per lo più vengo lasciata a imprecare  contro &#8220;Il Sistema&#8221;, &#8220;La Sorte Avversa&#8221; e &#8220;Il Destino Cinico e Baro&#8221;,  segretamente rinchiusa &#8211; non avendo a disposizione un attico &#8211; in una stanza [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/detto-non-detto/' class='retweet vert' >Detto non detto</a><div>Per mia immensa fortuna, il mio ruolo in edicola mi porta molto  poco a contatto con il pubblico: per lo più vengo lasciata a imprecare  contro &#8220;Il Sistema&#8221;, &#8220;La Sorte Avversa&#8221; e &#8220;Il Destino Cinico e Baro&#8221;,  segretamente rinchiusa &#8211; non avendo a disposizione un attico &#8211; in una stanza appartata [un giorno inizierò a ricevere corrispondenza indirizzata a Bertha Mason].<br />
Per ovvie ragioni di marketing, estetica e buona creanza  è CP il  ragazzo immagine della baracca.</div>
<div>Il Destino Cinico e Baro, tuttavia, fa sì che i mattacchioni mi  raggiungano anche nell&#8217;ala ovest.</div>
<div></div>
<div>Ore nove e cinque di un triste venerdì senza CP:</div>
<div></div>
<div><em>Dgleeeeeih</em> [non fa <em>drin</em> il nostro telefono, palatalizza  completamente le consonanti e arretra leggermente la vocale: fa <em>Dgleeeeih</em>]</div>
<div></div>
<div>- <em>Edicola</em>, buongiorno</div>
<div>- Seeeh, buongiòrno, mi volessi solo saver se  xè arrivado il  volume che g&#8217;avevo ordinado.</div>
<div>- Non saprei, come si chiama?</div>
<div>- Alòra, el titolo xè&#8230;</div>
<div>- No, scusi, vorrei sapere il suo nome per favore</div>
<div>- Xyz</div>
<div>- Vado a vedere, resti in linea, per favore</div>
<div>&#8230;</div>
<div>- Pronto</div>
<div>- Eh!</div>
<div>- Mi spiace, non è ancora arrivato niente, ma dovremmo avere una  consegna in giornata, se mi lascia il suo numero se c&#8217;è il libro la  chiamo.</div>
<div>- No, ma lo g&#8217;avè, lo g&#8217;ha il giovanotto, el me g&#8217;aveva dito che &#8216;l  me ciamava, ma no me g&#8217;ha ciamà&#8221;</div>
<div>- &#8230;perché il libro non è arrivato, la chiamiamo quando arriva</div>
<div>- Ah, ah, bon bon. Alora la me ciama lei?</div>
<div>- Sì&#8230;quando&#8230;arriva&#8230;il libro.</div>
<div>- Ah benon, grazie. / Click</div>
<div>- [al nulla] Arrivederci</div>
<div></div>
<div>Ma <strong>prima</strong>, alle nove meno cinque dello stesso triste venerdì senza CP perché quello stronzo del mio collega non ha  inserito la segreteria:</div>
<div></div>
<div><em>Dgleeeeeih</em></div>
<div>- Edicola, buongiorno.</div>
<div><strong>- Sì, alòra, mi volevo solo un&#8217;informaziòn, a mi me servissi una  cartina grande de Trieste da apénder.</strong></div>
<div>Invito i miei piccoli lettori ad analizzare il testo prodotto dalla  gentile signora che ha subito portato letizia nella mia mattina.</div>
<div>1) <em>&#8216;ntant bon dì</em>.</div>
<div>2) Ce l&#8217;hai un nome? Usalo.</div>
<div>3) E quindi?</div>
<div>Dove sta la richiesta? Il parlante dice che necessita di  un&#8217;informazione, ma poi non pone alcuna alcuna domanda, neppure  indiretta.<br />
In seguito afferma di aver potenzialmente [si noti che in  triestino condizionale e congiuntivo si scambiano sistematicamente i  morfemi] bisogno di una cartina di Trieste di grandi dimensioni, da  appendere [informazione, quest'ultima, superflua].</div>
<div>E allora?</div>
<div>Perché mi telefona per dirmelo?</div>
<div>Vuol forse implicare &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Buongiorno</span>, <span style="text-decoration: underline;">sono Pincopallina</span>, <span style="text-decoration: underline;">per  favore</span> vorrei sapere se commercializzate cartine geografiche  grandi, tra cui almeno una raffigurante Trieste, al cui acquisto sarei  interessata&#8221;?</div>
<div>Non lo so, non me lo ha detto.</div>
<div>Ha implicato e &#8211; per giunta &#8211; lo ha  fatto in Triestino, dialetto spesso molto pregnante, ma dallo stile talvolta troppo asciutto per alcune conversazioni.</div>
<div></div>
<div>Ho risposto: &#8220;Mi spiace, non posso aiutarla!&#8221;</div>
<div>Lei avrà inteso: &#8220;Sono spiacente perché non trattiamo cartine  geografiche di Trieste grandi da appendere e non sono in grado di soddisfare la sua esigenza&#8221;.</div>
<div>Ma io implicavo: &#8220;I suoi problemi di lingua, espressione ed  educazione sono apparentemente troppo radicati, ampi e complessi affinché possa  risolverli un&#8217;edicolante!&#8221;</div>
<p>A onor del vero, il Triestino avrebbe offerto, in questo caso, una risposta sintetica, ma capace di esprimere tutta la gamma di concetti nella testa del parlante:<br />
&#8220;<strong><em>Rànzite!</em></strong>&#8221;</p>
<p>A scuola non te lo dicono, ma è evidente che Grice era triestino.</p>
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<div>Per mia immensa fortuna, il mio ruolo in edicola mi porta molto  poco a contatto con il pubblico, per lo più vengo lasciata a imprecare  contro &#8220;Il Sistema&#8221;, &#8220;La Sorte Avversa&#8221; e &#8220;Il Destino Cinico e Baro&#8221;,  segretamente rinchiusa nell&#8217;ala ovest.<br />
Per ovvie ragioni di marketing, estetica e buona creanza  è CP il  ragazzo immagine della baracca.</div>
<div></div>
<div>Il Destino Cinico e Baro, tuttavia, fa sì che la triestinaggine mi  raggiunga anche qui.</div>
<div></div>
<div>Ore nove e cinque di un triste venerdì senza CP:</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dgleeeeeih&#8221; [non fa DRIN il nostro telefono, palatalizza  completamente le consonanti e arretra leggermente la vocale: fa  "Dgleeeeih"]</div>
<div></div>
<div>- &lt;&lt;Edicola&gt;&gt;, buongiorno</div>
<div>- Sìììì, buongiòrno, mi volessi solo saver se i xe arrivado il  volume che g&#8217;avevo ordinado.</div>
<div>- Non saprei, come si chiama?</div>
<div>- Alòra, el titolo xè&#8230;</div>
<div>- No, scusi, vorrei sapere il suo nome per favore</div>
<div>- Xyz</div>
<div>- Vado a vedere, resti in linea, per favore</div>
<div>&#8230;</div>
<div>- Pronto</div>
<div>- Eh!</div>
<div>- Mi spiace, non è ancora arrivato niente, ma dovremmo avere una  consegna in giornata, se mi lascia il suo numero se c&#8217;è il libro la  chiamo.</div>
<div>- No, ma lo g&#8217;avè, lo g&#8217;ha il giovanotto, el me g&#8217;aveva dito che &#8216;l  me ciamava, ma no me g&#8217;ha ciamà&#8221;</div>
<div>- &#8230;perché il libro non è arrivato, la chiamiamo quando arriva</div>
<div>- Ah, ah, bon bon. Alora la me ciama lei?</div>
<div>- Sì&#8230;quando&#8230;arriva&#8230;il libro.</div>
<div>- Ah benon, grazie. / Click</div>
<div>- [al nulla] Arrivederci</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Ma prima, alle nove meno cinque perché <em>qualcuno</em> non ha  inserito la segreteria:</div>
<div></div>
<div>&#8220;Dgleeeeeih&#8221;</div>
<div>- Edicola, buongiorno.</div>
<div><strong>- Sì, alòra, mi volevo solo un&#8217;informaziòn, a mi me servissi una  cartina grande de Trieste da apénder.</strong></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Invito i miei piccoli lettori ad analizzare il testo prodotto dalla  gentile signora che ha subito portato letizia nella mia mattina.</div>
<div>1) <em>&#8216;ntant bon dì</em>.</div>
<div>2) Ce l&#8217;hai un nome? Usalo.</div>
<div>3) E quindi?</div>
<div>Dove sta la richiesta? Il parlante dice che necessita di  un&#8217;informazione, ma poi non pone alcuna alcuna domanda, neppure  indiretta.<br />
In seguito afferma di aver potenzialmente [si noti che in  triestino condizionale e congiuntivo si scambiano sistematicamente i  morfemi] bisogno di una cartina di Trieste di grandi dimensioni, da  appendere [informazione, quest'ultima, superflua].</div>
<div>E allora?</div>
<div>Perché mi telefona per dirmelo?</div>
<div>Vuol forse implicare &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Buongiorno</span>, <span style="text-decoration: underline;">sono Pincopallina</span>, <span style="text-decoration: underline;">per  favore</span> vorrei sapere se commercializzate cartine geografiche  grandi, tra cui almeno una raffigurante Trieste, al cui acquisto sarei  interessata&#8221;?</div>
<div></div>
<div>Non lo so, non me lo ha detto. Ha implicato e &#8211; per giunta &#8211; lo ha  fatto in triestino.</div>
<div></div>
<div>Ho risposto: &#8220;Mi spiace, non posso aiutarla!&#8221;</div>
<div></div>
<div>Lei avrà inteso: &#8220;Sono spiacente perché non trattiamo cartine  geografiche di Trieste grandi da appendere&#8221;</div>
<p>Ma io implicavo: &#8220;I suoi problemi di lingua, espressione ed  educazione sono apparentemente troppo radicati e complessi perché possa  risolverli un&#8217;edicolante!&#8221;</p></div>
<a href='http://www.larrycette.com/detto-non-detto/' class='retweet vert' >Detto non detto</a>

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		<title>Cronache romane [1]</title>
		<link>http://www.larrycette.com/cronache-romane-1/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 04:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Parto con l&#8217;Eurocity delle 6,35, che è quello che una volta mi riportava a Genova. Quando entrambi eravamo giovani lui era un Eurostar, ora siamo entrambi conciati molto peggio, ma lui costa di più.
Per sicurezza, parte con cinque minuti di ritardo, non sia mai che a Mestre abbiamo il tempo di fare la pipì.
Gli orologi [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Parto con l&#8217;Eurocity delle 6,35, che è quello che una volta mi riportava a Genova. Quando entrambi eravamo giovani lui era un Eurostar, ora siamo entrambi conciati molto peggio, ma lui costa di più.</p>
<p>Per sicurezza, parte con cinque minuti di ritardo, non sia mai che a Mestre abbiamo il tempo di fare la pipì.</p>
<p>Gli orologi dei binari 4 e 5 di Mestre sono proprio buffi: il binario 5 è avanti di meno di un minuto, ma abbastanza da avere la lancetta sensibilmente più in avanti di quello del binario 4, ed entrambi sono in ritardo di almeno 5 minuti sull&#8217;obliteratrice. Chissà se il campionario è tutto qui, o ci sono, sparse tra i numerosi orologi di una stazione, altri orari disponibili per i capitreno per stornare le proteste dei viaggiatori di Eurostar, desiderosi di ricevere il rimborso per il ritardo superiore ai 25 minuti, mostrando loro che – contrariamente a quanto asserito dagli strumenti di misurazione del tempo a bordo del treno – sono trascorsi a malapena 20 o 22 minuti dall&#8217;orario di arrivo previsto.</p>
<p>I potenti mezzi dell&#8217;Edicola mi fanno viaggiare in prima classe che, in effetti, è più pulita e leggermente più spaziosa della seconda.</p>
<p>Le differenze, però, non si fermano qui. Quando per prima salgo sulla carrozza sorprendo l&#8217;addetto delle pulizie nell&#8217;atto di terminare il proprio intervento. Ad ogni stazione fa la ronda e si assicura che chi sale trovi il proprio posto in condizioni impeccabili; qualche crudele strategia di marketing ha optato per la visibilità di questo ruolo a scapito della dignità dell&#8217;uomo che lo svolge, costretto in un imbarazzante completo pantaloni e polo gialli [vistose scritte blu sulla schiena].</p>
<p>Rispetto alla seconda classe, la frequentazione lascia un po&#8217; a desiderare.<br />
Ricordavo con tenerezza trentenni morte di sonno che avevo deciso essere segretarie, studenti di cui si poteva capire la facoltà solo dalle scarpe, uomini di mezza età ai quali di volta in volta affibbiavo un passato e una storia diversi, tanto quando attaccavano bottone scoprivo sempre che non ci avevo indovinato.<br />
Qua ci sono solo infelici con vestiti noiosamente impeccabili ed equipaggiamento tecnologico al limite del ridicolo; ma non fa niente, tanto il co-viaggiatore di prima classe non si trasforma in compagno di viaggio, non dovrò fare conversazione con nessuno di costoro.</p>
<p>Noi viaggiatori di prima siamo fieri della nostra autarchia, spostiamo fieramente le nostre valigie e non ci azzardiamo a sfiorare quelle degli altri. Afferrarle con destrezza e accomodarle sul ripiano è roba che fanno solo gli immigrati seduti in corridoio.</p>
<p>Per la prima volta in vita mia mi interrogo sulla necessità delle intercettazioni telefoniche.<br />
Intendo dire: che bisogno c&#8217;è di collegarsi alle linee degli utenti quando ci si può sedere qui e ascoltare dettagliatamente le strategie politiche, aziendali e sentimentali di chiunque sieda nella stessa carrozza?</p>
<p>In questo momento – Santa Maria Novella – uno che non vedo ha invitato il proprio interlocutore a prendere un caffè al Senato, dopo averlo ammorbato con considerazioni assortite sul blocco del traffico, aveva iniziato un paio di frasi con “no, ma lì bisogna&#8230;” e “sì, però tu devi&#8230;”, ma aveva chiosato con “poi te sei il sindaco e fai quello che vuoi, ma&#8230;”.<br />
È appena sceso il mi passeggero favorito, Franco, uno che credo dialogasse con un trafficante d&#8217;organi, perché dal suo telefono provenivano preoccupate frasi di Maurizio a proposito di un casino che ha combinato Paolo e che adesso lui non sapeva come fare perché non è che quelli aspettano, gli aveva detto che si poteva fare, che era tutto a posto, ma poi Paolo s&#8217;è messo in mezzo e adesso lui non sa cosa dire, perché tanto a quelli non gliene frega niente se è stato Paolo o è stato lui.<br />
È andato avanti così per una decina di minuti, poi Franco, sempre con una gamba dei calzoni arrotolata fino alla fine del femore, a scoprirgli un ginocchio peloso, ma calzini pregiati, ha preso a tranquillizzarlo e a spiegargli che per prima cosa doveva chiamare Paolo – ma lui con Paolo non ci voleva parlare – e che adesso stesse un attimo ad ascoltare e lo facesse parlare, doveva chiamare Paolo e farsi dire esattamente cosa aveva detto lui agli amici Giorgio e poi di richiamarlo.<br />
Peccato che sia sceso, perché era da Ferrara che la vicenda mi stava appassionando.<br />
In verità Franco era salito a Padova, ma prima stavo cercando di capire perché il wifi del boaro in Hugo Boss funzionasse e il resto del treno imprecasse cambiando continuamente porta alla chiavetta.</p>


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		<title>Missing</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giraffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose da Larry]]></category>

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		<description><![CDATA[12 giorni e nessun post (e nessuno pretende che riempia io questo vuoto).
Piccoli Lettori, cos&#8217;avremmo mai fatto di male? Possibile che la nostra Eroina non sia incappata, anche suo malgrado, in qualche Larry-avventura nelle ultime settimane? Possibile che non la voglia condividere con noi?? E Sarma, sarà mica in letargo?
Forza Lettori Fedeli, Folli Orientisti, Laboriose [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>12 giorni e nessun post (e nessuno pretende che riempia io questo vuoto).<br />
Piccoli Lettori, cos&#8217;avremmo mai fatto di male? Possibile che la nostra Eroina non sia incappata, anche suo malgrado, in qualche Larry-avventura nelle ultime settimane? Possibile che non la voglia condividere con noi?? E Sarma, sarà mica in letargo?<br />
Forza Lettori Fedeli, Folli Orientisti, Laboriose Crocette, Passanti Occasionali, lasciate qualche commento brillante, oppure totalmente sgrammaticato, qualsiasi cosa purchè Ella si riaffacci su queste pagine, per bacchettarci, interrogarci o semplicemente sorridere di sè.</p>


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		<title>Trail-O a Genova [o Trilli Trilli Trilli]</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 22:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Honeymooners]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Orienteering]]></category>
		<category><![CDATA[Trail-O]]></category>

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		<description><![CDATA[Trail-O a Genova [o Trilli Trilli Trilli]Non avendo potuto prendere parte alla precedente prova di Mestre per misurarmi con la versione praticabile dell&#8217;orienteering, aderisco con incontenibile  entusiasmo e palpabile ansia alla gara nel Parco storico di Villa Serra a Comago, frazione di Sant&#8217;Olcese [GE].
Proprio non mi trattengo dalla voglia di partecipare e non sto nella [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/trail-o-a-genova-o-trilli-trilli-trilli/' class='retweet vert' >Trail-O a Genova [o Trilli Trilli Trilli]</a><p>Non avendo potuto prendere parte alla precedente prova di Mestre per misurarmi con la versione praticabile dell&#8217;orienteering, aderisco con incontenibile  entusiasmo e palpabile ansia alla gara nel Parco storico di Villa Serra a Comago, frazione di Sant&#8217;Olcese [GE].</p>
<p>Proprio non mi trattengo dalla voglia di partecipare e non sto nella pelle, tanto che  alla mattina, gioendo del mite clima rivierasco, mi pento di non avere con me i miei amati indumenti da orientista, che mi avrebbero permesso di godere del tiepido sole e farmi riconoscere come fiera atleta di questo sport sconvolgente.</p>
<p>Giunti sul posto, ci conquista la vegetazione lussureggiante e il dolce tepore del sole già primaverile. Gli atleti sono numerosi e provengono da ogni parte d&#8217;Italia e non solo.<br />
Il luogo è così bello che vorrei non dovermene mai andare.</p>
<p>La gara è entusiasmante, grazie al suo percorso si scoprono scorci di vegetazione ricca e ambienti romantici.<br />
Il gioco è facile e divertente.<em><br />
Venghino, venghino, siore e siore. Si vince sempre, piace e diverte<strong>.</strong></em></p>
<p><strong>MUSSE</strong><em> </em></p>
<p>Una giornata d&#8217;inferno.<br />
Non ne andava dritta una: un umido e un lovego che spaccava le ossa, potevi sventrare uno yak e coprirti con le budella ancora calde e c&#8217;avevi freddo lo stesso.<br />
Io c&#8217;avevo per il belino di fare la gara; anche se Zzi mi aveva rassicurata che era lungo il sentiero, nel pulito, senza animaletti, io ero sicura che ci fosse una lumaca missile in agguato, pronta a saltarmi al collo.</p>
<p>Per fortuna ad accoglierci c&#8217;è il venditore di cavi d&#8217;ormeggio [Zzi ha un fornitore in ogni porto], che ci spiega che, invece, nelle belle giornate, quella boscaglia  lugubre è davvero un piacevole giardino. Io, però, mi guardo in giro circospetta aspettandomi da un momento all&#8217;altro che esca il mostro della palude e mi mangi.</p>
<p>Noi abbiamo davanti sei ore di macchina, sono le undici e mezzo e non tocca mai a noi.<br />
Perché?<br />
Non le leggono le mail di Zzi che gli chiede di farci partire per primi?<br />
Io faccio fuoco e fiamme e minaccio di torturarli perforandogli i capezzoli con le punzonatrici, Zzi va a spiegare la situazione al sosia di Morozzi che, bontà sua, prende a cuore il nostro caso e lo porta all&#8217;attenzione del saggio con la barba.</p>
<p>Il saggio con la barba va e viene, ma non ci dà mai un responso.<br />
A un certo punto Morozzi, che prima ci teneva d&#8217;occhio, comincia ad evitarci imbarazzato.<br />
Infine, guadagniamo venti minuti partendo alla fine degli Elite, silenziosi come congiurati, spariamo risposte a caso come neanche al quiz della patente e in qualche modo ne veniamo fuori.</p>
<p>Il gioco, in verità, è pur bello: si segue a passo d&#8217;uomo un sentiero pulito e si raggiungono punti di osservazione dai quali si vedono 3/4 lanterne vicine e si deve scegliere quella corrispondente alla descrizione data, chiamandola &#8221; A/B/C/D&#8221; da sinistra verso destra. Chiaro. Patti chiari, amicizia lunga.</p>
<p>La risposta fatalmente sbagliata è quella che do a Zzi quando mi chiede &#8220;Ti piace?&#8221;.<br />
Per <em>mera educazione</em> mi scappa un automatico &#8220;sì&#8221; e la mia condanna a morte è firmata.<br />
Per l&#8217;entusiasmo, Zzi si fa scappare che forse &#8211; gli pare &#8211; non ha scritto che volevamo partire presto&#8230;.ora&#8230;è Zzi. on sbaglia. Non dimentica.<br />
Se non ricorda di aver fatto significa che non ha fatto.</p>
<p>Per un attimo gli vorrei aizzare contro un cigno mannaro.</p>
<p>Ma a parte che a volte si vedono più lanterne del previsto e non si capisce da che parte bisogna cominciare a contare, o che ci sono file indiane di lanterne che sfido chiunque a dire quale sia più a sinistra, devo ammettere che il gioco è divertente. E poi, suvvia, la domanda carogna è quella che dà pepe al gioco, se è troppo facile non c&#8217;è gloria nell&#8217;impresa.<br />
Non siamo mica qua per farci mangiare il belino dalle mosche, un po&#8217; d&#8217;entusiamo e intraprendenza, che diamine!</p>
<p>.  .  .  .</p>
<p>Ora son qua sul divano che sfoglio il bel libro<a title="Non hai il libro? Patiscici!" href="http://tsitalia.blogspot.com/2009/08/land-of-hopes-and-dreams-libro.html" target="_blank"><em> Land of Hope and Dreams</em></a> e aspetto un finale a effetto per il post.<br />
Intanto Zzi lo legge in anteprima.<br />
- &#8220;Sono contento che ti sia piaciuta la gara, perché non finisci semplicemente dicendo che ti ho già iscritta alla prossima gara in Liguria?&#8221;<br />
- &#8220;Voglio il divorzio&#8221;</p>
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		<title>Bandierine della noia</title>
		<link>http://www.larrycette.com/bandierine-della-noia/</link>
		<comments>http://www.larrycette.com/bandierine-della-noia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<description><![CDATA[Bandierine della noiaLe detesto.
Lo so che non posso, perché se ne stanno lassù e non fanno del male a nessuno, ma le odio lo stesso.
Per giunta, sono inattaccabili: al contrario degli ultravasi non costituiscono un danno per l&#8217;ambiente, non hanno richiesto la morte di alberi innocenti, non consumano energia elettrica, non ingombrano il passaggio.
Ma io [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/bandierine-della-noia/' class='retweet vert' >Bandierine della noia</a><p>Le detesto.</p>
<p>Lo so che non posso, perché se ne stanno lassù e non fanno del male a nessuno, ma le odio lo stesso.<br />
Per giunta, sono inattaccabili: al contrario degli ultravasi non costituiscono un danno per l&#8217;ambiente, non hanno richiesto la morte di alberi innocenti, non consumano energia elettrica, non ingombrano il passaggio.<br />
Ma io le aborro: garrule, festose, variopinte, svolazzanti bandierine carnevalesche tese sopra le principali vie del centro.</p>
<p>Non le posso vedere.<br />
Non penso neppure che siano malvagie, nel loro essere bandierine.<br />
Insomma, sono bandierine, stanno lì, colorano, si muovono a seconda de vento. È questo il lavoro della bandierina, e loro lo fanno come si deve.</p>
<p>È che non sopporto il carnevale.<br />
Non mi piaceva neanche da bambina, sebbene la festa in classe non mi dispiacesse affatto.<br />
So che è una festa di antiche tradizioni, con aspetti culturali non trascurabili; so che rappresenta il sovvertimento dell&#8217;ordine sociale  e lo spirito creativo innato nell&#8217;uomo, che attraverso il caos reinventa la realtà  [Bakhtin]; so che nasconde istanze psicanalitiche di trasformazione nell&#8217;<em>altro</em> e di oggettivazione e presa di distanze dell&#8217;<em>abietto</em> [Kristeva].<br />
Conosco tutte le giustificazioni di nobilitazione del carnevale e suppongo di avere torto sotto svariati aspetti.</p>
<p>Ma io fatico a non vedere altro che una massa di bambini irritanti e adulti insopportabili che intasa la città, ora vagando rincretinita dall&#8217;euforia a comando, ora marciando implotonata in una sfilata ridicola e terrificante assieme, nella sua demenzialità.</p>
<p>È un&#8217;opinione.<br />
Secondo me è giusta, ma scommetto che c&#8217;è un sacco di gente che la ritiene sbagliata, specie al di là del rio Ospo.</p>
<p>È che ho scelto la città sbagliata per fare resistenza passiva al carnevale, mi sembra di andare in giro come un&#8217;appestata, come Caino col marchio in fronte&#8230;come uno con la sciarpa della Juve a Firenze.</p>
<p>Poi in edicola arriva Trilli Campanellino con un vassoio di crostoli &#8211; dal quale io produco sei quintali di briciole e una collante molto potente che ho in buona parte spalmato su documenti importanti &#8211; e mi riservo di considerare eventuali aspetti positivi del carnevale.</p>
<p>Ma dovrò comunque scavarmi un tunnel sotterraneo con la tessera-sconti della libreria per arrivare a casa indenne.<br />
Magari non rapidamente, ma indenne.</p>
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		<title>CCCP: Cena chez CP [o &quot;L&#039;ultima lettera che Giraffa conforti&quot;]</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CCCP: Cena chez CP [o "L'ultima lettera che Giraffa conforti"]Ciao Giraffina!
Puff, Quello Stronzo Del Mio Collega si è vendicato, ha fatto un sacco di roba da mangiare: ci ha stremati.
Era tutto buono [parecchio buono, maledizione!], così mi sono riempita allo sfinimento, tanto che alla fine  Zzi mi ha trascianata va facendomo rotolare come una balla [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/cccp/' class='retweet vert' >CCCP: Cena chez CP [o "L'ultima lettera che Giraffa conforti"]</a><p>Ciao Giraffina!<br />
Puff, Quello Stronzo Del Mio Collega si è vendicato, ha fatto un sacco di roba da mangiare: ci ha stremati.<br />
Era tutto buono [parecchio buono, maledizione!], così mi sono riempita allo sfinimento, tanto che alla fine  Zzi mi ha trascianata va facendomo rotolare come una balla di fieno, scusandosi come un giapponese dei cartoni animati per il mio increscioso comportamento.</p>
<p>Per antipasto ci è stata servita, tra le altre bontà, a fatto una torta salata con peperoni e tonno; per te è criptonite, ma io l&#8217;ho gradita parecchio, la base era fatta di frolla salata. Mary Jane ha asserito che fosse la prima volta che la preparava, ma io non ci credo!<br />
Poi c&#8217;era una pappetta di melanzane aglio e aceto, che ha un nome che ho finto di comprendere alla prima, ben sapendo che anche se me lo fossi fatta ripetere diverse volte, non lo avrei comunque mai appreso. Pare che fosse venuta un po&#8217; scarsa di aglio e un po&#8217; abbondante di aceto. Non lo so, a me pareva buona. Certo, poteva metterci le pesche e mi sarebbe parso appropriato comunque, ma io nel dubbio me ne sono scofanata mezza ciotola, per avere ben presente il termine di paragone la prossima volta&#8230;sembra che facendola con l&#8217;impiego di melanzane non fuffose &#8211; come erano quelle usate stavolta &#8211; sia tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Qua CP ha cominciato a menarla che questo non va bene e quell&#8217;altro non gli piace.<br />
Da quando si è trasformato in Peter Parker, del resto, è diventato ancora più strano , devono essere anche aumentate le sue pretese perché &#8220;grandi poteri comportano grandi responsabilità&#8221;.</p>
<p>La sola cosa che gli andava era la torta salata fatta dalla moglie e il salame, sul quale, come immaginerai, non era intervenuto. A sentir lui ogni cosa su cui aveva posato le sue zampette era stata irrimediabilmente rovinata. Probabilmente  i suoi sensi di ragno non gli fanno percepire gli stessi sapori che percepiamo noi.</p>
<p>È che è uno di quei cagacazzi che gli deve venire tutto perfetto come ce lo ha in testa se no non va bene&#8230;come te, hai presente?<br />
Poi c&#8217;era del formaggio col miele gustosissimo e questo salame friulano che ho cercato di ingoiare intero, ma che Zzi mi ha estratto dalla trachea facendo passare il patetico siparietto per il famoso numero da circo del mangiatore di spade, offerto per esprimere gratitudine.</p>
<p>Quindi ci ha servito il risotto, una specialità che aveva chiaramente preparato per sopravvivere a 14 Civil Wars insieme a tutti gli altri supereroi, ma che noi abbiamo dovuto consumare nel tempo di una portata  in 4, peraltro  inequamente spartita nei piatti, in modo che Mary Jane ne ha avuto una porzione normale e Zzi e io ne abbiamo ricevuto un sei etti a testa.<br />
Alla fine del risotto ero sfinita, sudata, spettinata e abbioccata.<br />
Per non intasarmi ho continuato a bere vino, aumentando la sensazione di calore e continuando a danneggiare il mio aspetto complessivo.<br />
Noi abbiamo portato una bottiglia fighissima del 1998 che però era andata <em>in aseto</em> e io ci sono rimasta molto male.<br />
Poi CP ha portato in tavola i suoi famosi filetti di maiale al pepe rosa.<br />
Voleva aspettare un pochino, maMary Jane lo ha garbatamente redarguito, invitandolo ad essere più deciso. Erano le unidici e ci aveva ancora per casa, con davanti ancora secondo, contorno e dolce.<br />
Comprendo il suo rancore.<br />
I filetti erano buoni e profumati, solo che erano in numero di DUE a testa, grandi come una mano  e alti un centimetro e mezzo.  Probabilmente il maiale che ha dato quei filetti era diventato un mutante per gli effetti del morso di un grattacielo.<br />
Peso stimato: 750 gr di carne a testa, affogata nel burro.<br />
Più le patate.<br />
Il nostro [super]eroe, infatti, ha portato in tavola l&#8217;arma definitiva per distruggere il goblin, spacciandola per un contornino leggero: patate al forno pasticciate col formaggio; praticamente frico al cucchiaio.<br />
Poi è arrivato il dolcetto: una deliziosa e soffice torta pere e cioccolato, che &#8211; spiace riconoscerlo &#8211; avremmo senz&#8217;altro apprezzato di più se fossimo ancora stati coscienti.<br />
Per fortuna Mary Jane ne ha fatto un generoso cartoccio e abbiamo potuto goderne anche la mattina successiva.<br />
Comunque io mi sono difesa con onore assestando un colpo sotto la cintola con  la rigojanci, che &#8211; strano a dirsi -  non ha fatto faville ed è rimasta pressoché intonsa; ho saputo recentemente che è stata inflitta a tradimento al resto della famiglia Parker.<br />
Finita la cena, a mezzanotte e dieci,  il richiamo delle fibbie dei giubbotti ci rammenta che dobbiamo tornare a casa, così ho modo di apprezzare solo di sfuggita il mirabolante dispositivo per la visione a distanza che l&#8217;Uomo Ragno ha recentemente installato nel suo covo.<br />
Il nostro generoso ospite si offre di farci scendere dalla finestra avvolti in un confortevole bozzolo di bava di ragno, ma noi siamo una coppia noiosa e, salutato Frighetto Giallo, ci incamminiamo lungo le scale.</p>
<p>Avendo egli declinato con scuse patetiche i miei più recenti inviti, temo che la sua sensibilità di ragno ne sia stata ferita.</p>
<p>Magari domani gli porto un pacchettino di mosche.<br />
Un bacino, ci sentiamo presto<br />
Larry</p>
<p>PS: scrivi qualcosa per<em> Larrycette, </em>quando ti capita!<br />
♥</p>
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		<title>[Sondaggio] Brava, ma basta</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 17:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Sondaggio] Brava, ma bastaNell&#8217;attesa di stilare e donare ai posteri le cronache della cena di CP, mi domandavo:
vi piacciono gli audiopost?
Continuo a pubblicare saltuariamente i file audio di ciò che scrivo [generosamente  letti dalla voce di una provetta declamatrice , che gentilmente di presta], o fazo de meno, che tanto non li ascoltate e non [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/sondaggio-brava-ma-basta/' class='retweet vert' >[Sondaggio] Brava, ma basta</a><p>Nell&#8217;attesa di stilare e donare ai posteri le cronache della cena di CP, mi domandavo:</p>
<p>vi piacciono gli audiopost?</p>
<p>Continuo a pubblicare saltuariamente i file audio di ciò che scrivo [generosamente  letti dalla voce di una provetta declamatrice , che gentilmente di presta], o <em>fazo de meno, </em>che tanto non li ascoltate e non vi siete neanche accorti che ci sono?</p>
<p>Fatemi sapere!</p>
<a href='http://www.larrycette.com/sondaggio-brava-ma-basta/' class='retweet vert' >[Sondaggio] Brava, ma basta</a>

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		<title>Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</title>
		<link>http://www.larrycette.com/cafe-del-mar-trieste/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Ego]]></category>
		<category><![CDATA[Bar a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Locali]]></category>

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		<description><![CDATA[Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste&#124; über Sinn und Bedeutung &#124;
Prima o poi dobbiamo testare anche tutta quella sfilza di bar-fotocopia da fighettame di via San Nicolò bassa.
Iniziamo con sistematicità e ci infiliamo, per prima cosa, al
Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste
L&#8217;atomosfera interna è leggermente cupa, l&#8217;istinto è quello di cercare [...]


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<li><a href='http://www.larrycette.com/birreria-primo-via-santa-caterina-trieste-saga-del-vodka-russian-episodio-xiii/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Birreria Primo, via Santa Caterina, Trieste [saga del vodka russian, episodio XIII]'>Birreria Primo, via Santa Caterina, Trieste [saga del vodka russian, episodio XIII]</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.larrycette.com/cafe-del-mar-trieste/' class='retweet vert' >Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</a><p>| <strong><em><span style="color: #99cc00;">über Sinn und Bedeutung</span></em></strong> |</p>
<p>Prima o poi dobbiamo testare anche tutta quella sfilza di bar-fotocopia da fighettame di via San Nicolò bassa.<br />
Iniziamo con sistematicità e ci infiliamo, per prima cosa, al</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</span></strong><br />
L&#8217;atomosfera interna è leggermente cupa, l&#8217;istinto è quello di cercare le vasche con le pozioni magiche per sviluppare le foto, poi Zzi mi ricorda che no, pirla, non è una camera oscura, è un bar, e stai attenta a dove metti i piedi!<br />
Guardo bene in terra e, sebbene le luci siano estremamente basse per un locale che somministra alimenti in cui avventori e personale restano vestiti, non c&#8217;è nulla da nascondere, il pavimento è pulito, anche negli angoli.<br />
Occupiamo un tavolino sul retro tanto alto quanto minuscolo, la cui già ridotta superficie è occupata da un lumino più sepolcrale che romantico. Accanto alla macchina del caffè giace, parzialmente mangiucchiato, un toast poggiato direttamente sul marmo del bancone che, però, appena noi clienti prendiamo posto dove può essere visto, sparisce.</p>
<p>Attendiamo la cameriera per un tempo ragionevole, questa, cordiale e sorridente, non ci propone la lista, del resto noi, decisi sulla nostra ordinazione, non gliene diamo modo.<br />
La giovane veste in total look nero, spezzato solo dal grembiule color vinaccia&#8230;non sia mai che le frequenze del verde impressionino le stampe!</p>
<p>Quando chiedo il vodka russian si alza un sopracciglio sul gioviale volto della barista, ma, poiché non chiede delucidazioni, deduco che sappia benissimo cosa voglio.<br />
Io lo so, se me lo chiede, io lo so.<br />
Ma non me lo chiede, e io non glielo dico.</p>
<p>Nell&#8217;attesa ho modo di apprezzare i tovagliolini personalizzati che, sotto al logo a due colori del locale, reca la descrizione &#8220;wine e american bar / stuzzicheria&#8221; e i recapiti.<br />
&#8220;Stuzzicheria&#8221;.<br />
Sticazzi, mi viene da dire.<br />
Cosa diavolo sarà una stuzzicheria? Si direbbe un neologismo creato per analogia con termini quali &#8220;pizzeria&#8221; o &#8220;coltelleria&#8221;.  La prima è un locale in cui si produce e somministra pizza. Nella seconda si vendono e si fa manutenzione ai coltelli, in alcuni casi vi vengono anche realizzati.<br />
Ne deriva che in una stuzzicheria si producano e somministrino/vendano gli &#8220;stuzzichi&#8221; o le &#8220;stuzziche&#8221;. Non mi risulta che questo segno possa essere riferito ad alcun significato. Al massimo, con uno sforzo di immaginazione, posso credere che si riferisca a &#8220;stuzzichini&#8221;.<br />
Al di là del fatto che gli stuzzichini, gratuitamente serviti come accompagnamento o acquistabili singolarmente, in un bar sono una presenza un po&#8217; scontata [tanto varrebbe scrivere allora "coca-coleria", "acquadel rubinetteria", "cappuccineria"], la dicitura corretta dovrebbe allora essere &#8220;stuzzichineria&#8221;.<br />
&#8220;Faccagare&#8221;, diranno subito i miei piccoli lettori. Sono d&#8217;accordo. Anche &#8220;stuzzicheria&#8221;, d&#8217;altro canto, è un ottimo succedaneo del confetto Falqui.</p>
<p>Non tutte le lingue hanno una e una sola parola per indicare un concetto, questo spiega perché, con i mutamenti culturali che portano nuovi concetti nelle società, si ricorra a perifrasi o a prestiti. Non è obbligatorio usare una sola parola per chiamare le cose.<br />
Inoltre, la presenza di stuzzichini in un bar non è, a mio modesto avviso, un mutamento culturale di portata tale da giustificare il conio di una nuova parola, specie così brutta.</p>
<p>Non appena mi si riassorbe la bile, arriva il vassoio con le consumazioni.<br />
Al posto del mio vodka russian c&#8217;è un bicchiere di Coca Cola. Ah, no, è un Black Russian.<br />
Lo faccio notare.<br />
Sconcerto nella barista. Conferma che è un Black Russian. Riconosce che avevo chiesto Vodka Russian. Ora sembra comprendere perché ho usato un senso diverso dal suo per riferirmi ad un significato che &#8211; TA DA! &#8211; è altrettanto diverso.<br />
Spiego cos&#8217;è il Vodka Russian. Risponde che tanto la Russian non ce l&#8217;aveva.<br />
Faccio la faccia di quella che dice &#8220;E allora potevi dirmelo e chiedermi cosa voglio&#8230;.e se fossi stata una i quelle strambe che odiano il caffè?&#8221;, ma taccio.<br />
Fatalmente, sono una creatura estremamente espressiva.</p>
<p>La barista, compresa la gaffe e il peccato di ubris, insiste tantissimo per cambiare la mia consumazione, ma dato che io non sono una di quelle strambe che odiano il caffè e so quanto costa la kahlua, lo bevo lo stesso.<br />
È buono; un po&#8217; abbondante di kahlua [o carente di vodka, punti di vista], ma, proprio per questo, dolce e beverino.</p>
<p>Gli stuzzichini riempiono il tavolo [grazialcazzo, ha il diametro di un 33 giri e, dopotutto, siamo in una stuzzicheria], ma tra essi non ce ne è nemmuno uno che &#8216;faccia fondo&#8217;, eccettuata la fetta di pane tagliata in 4 su cui giacciono i resti smembrati di un pomodoro e di una mozzarella che hanno fatto felici molti altri palati. Ci sono olive, ma non c&#8217;è un piattino dove gettare gli ossi, ci sono peperoncini verdi sott&#8217;aceto, ma nemmeno un tovagliolo di carta dove gettare i piccioli, ci sono arachidi in guscio, ma un cazzo di niente dove mettere le bucce: in men che non si dica il 33 giri è pieno di briciole di arachidi, tovagliolini umidi di resti di peperoncini e ossetti sputazzati.<br />
Per fortuna i bagigi sono pochi e liberiamo presto una coppetta da adibire a pattumiera.</p>
<p>Alla cassa, la barista si scusa ancora per il malinteso e ci ringrazia e saluta molto educatamente.</p>
<p>Non è il tipo di locale che mi piace, ma lo sapevo prima di entrarci; nonostante ciò e nonostante il fatto che neanche qui sia possibile bere un vodka russian [o scegliere un'alternativa!] è un locale privo di doti, ma anche privo di difetti.</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦ [Un po' camera oscura, un po' boudoir, parecchio stravisto]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦♦ [Fanno di tutto per non darlo a vedere, ma è molto ordinato e pulito!]<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦ [Tutto pulito e grazioso, ma neanche una sputacchiera!]<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦ [Uno per la presunzione e uno per la sufficienza]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦♦ [Per la sincera disponibilità a sostituire la consumazione]<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦ [Sempre 'sto nero...]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦ [Il black russian era di mio gusto, ma obiettivamente leggermente squilibrato]<br />
Cibi: ♦♦♦ [Freschi, non abbondanti, ma neppure scarsi, un po' troppo fighetti e inspiegabilmente mancanti di semplici patatine]</p>
<a href='http://www.larrycette.com/cafe-del-mar-trieste/' class='retweet vert' >Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</a>

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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;è sempre una prima volta, o &#8220;La Rigojanci&#8221; [part trì]</title>
		<link>http://www.larrycette.com/rigojanci-tre/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 03:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Triestine]]></category>
		<category><![CDATA[Triestinità]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è sempre una prima volta, o &#8220;La Rigojanci&#8221; [part trì]Secondo tempo supplementare:
Nel frattempo, la cioccopanna bollita è ancora a temperatura stromboliana. Come fare?
Idea! Prendo tutto il ghiaccio che ho nel freezer e lo metto in una bacinella, ci poso dentro  il contenitore della cioccopanna bollita e mescolo rapidamente affinché perda presto calore. Non basta.
Che fare? [...]


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<p>Nel frattempo, la cioccopanna bollita è ancora a temperatura stromboliana. Come fare?<br />
Idea! Prendo tutto il ghiaccio che ho nel freezer e lo metto in una bacinella, ci poso dentro  il contenitore della cioccopanna bollita e mescolo rapidamente affinché perda presto calore. Non basta.<br />
Che fare? Mica posso metterlo in frigo, se lo metto in frigo a 60 gradi poi prendo il frigo e lo butto via. E poi bisogna mescolare affinché perda calore, mica posso entrare in frigo.</p>
<p>Entrare in frigo no, ma uscire in poggiolo sì, per fortuna ci sono due gradi.<br />
Non so esattamente come siano andate le cose, ma a un certo punto mi sono trovata con il recipiente appoggiato allo stenditoio, mescolando rapidamente e saggiando la temperatura con l&#8217;indice ogni cinque raffiche di bora.<br />
Mettere l&#8217;indice nel liquido caldo credo che sia ciò che mi ha tenuto in vita.</p>
<p>Bisogna ora montare la cioccopanna.<br />
Bisogna anche togliere la base cotta dalla carta, tagliarla, pulire la cucina che è diventata una stalla e fondere altro cioccolato, sempre sul fonello-accendino.</p>
<p>Ingegnosa come McGiver, costruisco un marchingegno di rara pericolosità, mettendo lo sbattitore elettrico in bilico sul bordo del contenitore e lasciandolo lì, acceso e in funzione.<br />
Se si ribalta ho cioccopanna ovunque, e non ho più né tempo né ingredienti per ricominciare.<br />
Dev&#8217;essere questo che gli Inglesi chiamano <em>sudden death</em> [o <em>golden goal</em>, dipende per chi tifi, se per me o per lo sbattitore]<br />
Non devo allontanarmi dallo sbattitore.<br />
Di conseguenza lo lascio da solo e mi occupo della cucina.</p>
<p>Dio ci tiene molto al dolce di compleanno di Zzi e contro ogni legge della fisica lo sbattitore lavora da solo, come un Kitchen Aid artigianale.</p>
<p>Spalmo la mousse semifredda &#8211; ops! Scusate, volevo dire &#8220;lo speciale ripieno cremoso della rigojanci&#8221; &#8211; sulla &#8220;speciale base sottile della rigojanci&#8221; e copro con &#8220;lo speciale strato superiore della rigojanci&#8221;, su cui stendo &#8220;la speciale copertura fluida della rigojanci&#8221; [il cioccolato precedentemente fuso su una candela].<br />
Nota per i posteri: prima si stende il cioccolato fuso sulla copertura e una volta che questa si è nuovamente raffreddata la si dispone sul ripieno. Altrimenti il calore del cioccolato passa attraverso la copertura, raggiunge il ripieno e il tutto si affloscia assumendo l&#8217;aspetto di un grosso Kinder Fetta al Latte.</p>
<p>Schiaffo tutto in frigo prima che diventi pane carasau. Vedo Zzi tra mezz&#8217;ora a venti minuti da casa e devo ancora fermarmi a comprare il regalo. Se trovo la sciarpa che devo portare alla Giraffa e che &#8211; dannazione &#8211; un minuto fa era qui  [dove cazzo è finita, sono tre giorni che non la muovo dalla libreria per non scordarla] posso anche farcela.<br />
Eccola.</p>
<p>Fletto i muscoli e sono nel vuoto.</p>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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Al novantesimo sono stremata, ma la vera partita deve ancora cominciare.
Primo tempo supplementare:
Per preparare il ripieno occorre fal bollire mezzo litro di panna con 150gr di cioccolato fondente fuso e 50gr di [...]


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Al novantesimo sono stremata, ma la vera partita deve ancora cominciare.</p>
<p>Primo tempo supplementare:</p>
<p>Per preparare il ripieno occorre fal bollire mezzo litro di panna con 150gr di cioccolato fondente fuso e 50gr di zucchero e far raffreddare completamente il composto.<br />
Inizio a fondere il cioccolato a bagnomaria.<br />
Fornello grande: l&#8217;acqua bolle troppo vigorosamente, trabocca e mi spegne il fuoco, che non si accende più.<br />
Niente panico, fornello medio uno: l&#8217;acqua bolle piano, metto un ditino nel cioccolato per vedere se si intenerisce, l&#8217;acqua trabocca e mi spiegne il fuoco, che non si accende più.<br />
Niente panico, fornello medio due: l&#8217;acqua bolle piano, metto un ditino nel cioccolato per vedere se si intenerisce, l&#8217;acqua trabocca e mi spiegne il fuoco, che non si accende più [eccheccazzo].<br />
Sudori freddi, ultimo fornello, quello piccolo della caffettiera, l&#8217;acqua non bolle, il cioccolato si scioglie a preghiere. E intanto il tempo passa.<br />
Nel frattempo cerco di far esplodere la cucina facendo uscire il gas da un fornello e incendiandolo con l&#8217;accendino, nella speranza che il fuoco asciughi gli augelli adiacenti, permettendomi così di recuperare il fornello. Non funziona, in compenso si manifestano affascinanti palle di fuoco a venti centimetri dal fornello. Decido che le mie sopracciglia mi piacciono e la smetto di giocare alla piccola suicida.<br />
Faccio bollire il cioccolato nella panna&#8230;.sulle prime è una stracciatella e penso che resterà per sempre separato, inspiegabilmente, però, dopo ore e ore che mescolo, diventa omogeneo.<br />
Lo travaso subito in un recipiente freddo e mi dedico alla base.<br />
Faccio il pan di spagna al cioccolato con 3 uova, mezz&#8217;etto di farina, 30gr di cacao in polvere  e 30gr di zucchero, solo che monto a parte le chiare. Sono talmente disperata che le monto con lo sbattitore per fare prima, ma rinnegherò per sempre questa scelta.<br />
Spalmo la diarrea di nutria sulla placca da forno foderata di carta e cuocio a 200 per dieci minuti.</p>
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<p>Related posts:<ol><li><a href='http://www.larrycette.com/rigojanci-tre/' rel='bookmark' title='Permanent Link: C&#8217;è sempre una prima volta, o &#8220;La Rigojanci&#8221; [part trì]'>C&#8217;è sempre una prima volta, o &#8220;La Rigojanci&#8221; [part trì]</a></li>
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