Glio strùcojo
Lo strùcojo, italianizzato in struc[c]olo, non è un nanetto, bensì un dolce triestino.
Ha una strana caratteristica: pur essendo un dolce triestino, è molto buono.
Di fatto, è una variante accazzo [triestina, si diceva] dello strudel.
Ciascuno può sbizzarrirsi a farcirlo con ciò che preferisce, sebbene le versioni più classiche siano quelle con la ricotta e con le mele.
Quella con le mele è – ovviamente – la scopiazzatura più impunita dello strudel, praticamente cambia solo la pasta, che nello strucolo è pastastruccola anziché pasta sfoglia.
Come ho già avuto modo di rammentare, la pasta sfoglia è un lavoro improbo.
Come è facile inferire sapendo che si tratta di un’invenzione triestina, la pastastruccola xé una monada [è una quisquilia].
Ecco come fare:
Si fa la fontana di farina e ci si mettono in mezzo un paio di cucchiai di olio [no comment], poi si impasta con poca acqua tiepida – come a dire “temperatura x qualsiasi compresa tra il ghiaccio e il vapore”, alla va’ là e po’ bon [lett.: alla va' là e poi bene; alla carlona, come capita non fa differenza] - finché non si ottiene un impasto liscio.
Tempo di preparazione: 5 minuti.
Poi si lascia riposare la pasta almeno mezz’ora, ovvero il tempo minimo necessario per far due babezi [discorsi da donne, pettegolezzi]. Si noti che il tempo di riposa è “almeno” mezz’ora. Vuol dire che se il babezo è interessante, la pasta può pure diventare un fossile, che alla cuoca triestina non gliene ciava [qua non tradurrei].
Intanto si prepara la farcia.
Nel caso della ricotta si compone, prevedibilmente, di ricotta – tipicamente ranzida, che per il triestino medio è una ghiottonerie, in quanto più saporita [non dite nulla, Piccoli Lettori, ve ne prego: so da sola che per noi italiani è un'incomprensibile eresia] – zucchero, uvetta – generalmente ammollata nella grappa – scorza di limone grattugiata [perché così se la ricotta è acida puoi illuderti che sia il limone, mentre in cuor tuo sai benissimo che la scorza contiene olio e dà solo il profumo, l'acidità è nel succo, che non c'è, quindi quella che senti in bocca è dovuta tutta alla vetustà del latticino] e ingrediente segreto. Attenzione perché l’ingrediente segreto non è, come talvolta accade, quel “di più” che caratterizza la preparazione e la rende speciale, ma non ne inficia un’onesta riuscita mancando. Stavolta se non mettete l’ingrediente segreto succede un patatrac.
Finiti i babezi, stendete la pasta in una sfoglia sottilissima. Vedrete che la pasta è relativamente docile, ma un po’ dura. Il viz [il trucco, dal tedesco der Witz, gioco di parole, barzelletta/spirito, cfr. inglese wit, spirito - si noti che il triestino, come il croato, tende a fare calchi e non prestiti, traslitterando nel proprio alfabeto] è tirarla con l’Imperia anziché col mattarello. Otterrete così delle strisce, che taglierete orizzonttalmente e salderete sui lati lunghi; è molto meno faticoso che spianare la sfoglia sulla madia a braccia.
Ora si manda il forno a 180 gradi e si imburra molto bene una teglia. L’ideale è lo stampo da plumcake, stretto e lungo, che contiene lo strucolo qualora decidesse di lasciarsi andare in cottura.
A questo punto si spennella la sfoglia con un tuorlo sbattuto [il bianco lo tenete in frigo in un bicchiere per due giorni, decisi a non sprecarlo; dopo due giorni lo buttate via perché non sapete cosa farvene e ora minaccia salmonellosi] e la si cosparge con la farcia. Si arrotola il tutto, lo si schiaffa nella teglia imburrata, si spennella la superficie del rotolone con un po’ di burro fuso e si inforna.
Per quanto tempo? Diranno subito i miei Piccoli Lettori.
Eh no, bricconcelli, non ve lo dico! Vi ho già detto la temperatura del forno, non pretendete troppo!
Piuttosto, voi, ditemi: qual è l’ingrediente segreto?
Cinque punti al primo che indovina!
Glio strùcojo
Related posts:
19 comments
Category:
October 26th, 2009 at 5:09 pm
Cosa non si fa per cinque punticini… Non lo so se l’ingrediente segreto del tuo strùcojo sia lo stesso ingrediente segreto del mio strudel (anzi… quello della nonna) ma ci provo: pan grattato. Non chiedermi però di dirmi come va “trattato” prima di essere unito agli altri ingredienti, perchè se non fosse questo avrei svelato tutti i miei “segreti”!
October 26th, 2009 at 5:24 pm
Dannazione, il pan grattato!
Dunque, in realtà non è questa la risposta esatta perché stiamo parlando di un ingrediente segreto che, se mancasse, inficerebbe la riuscita del dolce.
È pur vero che il pan grattato ci va, sono io che sono stata troppo segreta, quindi mi pare corretto assegnare DUE PUNTI a Elisa: uno perché la risposta è tecnicamente corretta e se facesse ricorso le verrebbe riconosciuto, due perché mi dispiacerebbe averla fatta sputtanare gratis!
Ancora in palio i 5 punti per l’ingrediente segreto indispensabile!
October 26th, 2009 at 5:45 pm
Pinoli? Io non li reputo indispensabili, ma non sia mai che… servano!
October 26th, 2009 at 6:21 pm
cannella? per me è l’ingrediente “che ci dà il buono” a quasi tutto
susidicogoleto
October 26th, 2009 at 6:32 pm
“Ci dà il buono” a un sacco di cose, ne convengo, ma non è strutturalmente indispensabile.
Lo stesso dicasi per i pinoli.
Forza, su.
Altre ipotesi!
October 26th, 2009 at 6:34 pm
Altro tentativo, spero non mi vengano tolti i due punti acquisiti… Ragionandoci su… mi sembra ci manchi un legante nella farcia quindi due sono gli ingredienti per ammorbidire ricotta e quant’altro uovo o burro. Non credo di poter rispondere entrambi… proviamo con l’uovo.
October 27th, 2009 at 1:09 pm
….
October 27th, 2009 at 1:40 pm
ma fare un quiz a proposito di pandolce genovese no eh?
dici che è essenziale… lievito (o un suo analogo, tipo bicarbonato)?
è troppo difficile!
susidicogoleto
ps: buon aperitivo, io però non vengo perchè è un po’ lontano da casa
October 27th, 2009 at 4:49 pm
Proposta… e se ce ne preparassi uno e durante l’assaggio ti diciamo cosa manca?
October 27th, 2009 at 4:54 pm
Buona idea!
Vado a impastare!
@Susi: tutte scuse, è che vuoi risparmiare la benzina del tragitto [ah, il piacere tutto nuovo di fare battute ritrite sui genovesi!].
Non è il lievito, è un ingrediente fondamentale del ripieno…coraggio, sparate, prima o poi lo prenderete!
October 27th, 2009 at 6:40 pm
Sembrerà spaccare il capello in 4 ma con te non si sa mai: il tuorlo?
October 28th, 2009 at 10:19 am
No.
Allora, ragionate:
1. va nel ripieno
2. è strutturalmente indispensabile
3. non è l’uovo né una sua parte
4. non è il pangrattato
Alòre?
October 28th, 2009 at 1:12 pm
tipo strudel? allora sono le mele!
October 28th, 2009 at 4:00 pm
Insisto sul legante, poi solo una cosa per te è indispensabile in cucina! Burro. E burro sia.
October 28th, 2009 at 7:18 pm
Io concordo con Elisa sul discorso legante; non volevo rubarle il burro, ho pensato al miele. Sono disperata lo so, ma sto tentando in tutti i modi che arrivi QS del tuo CP e l’imbrocchi come fa di solito!!!
October 29th, 2009 at 9:07 am
Tranquilli, miei Piccoli Lettori, CP è sedato, gli ho personalmente somministrato una dose di bagna caoda che lo terrà fuori gara per un po’.
VINCE ELISA!!!
Era ovvio che il legante fosse il burro [non commento la teoria del miele, non so in quale mondo parallelo con leggi della fisica tutte sue viva la Giraffa]. Inoltre, come ha giustamente osservato Elisa, se c’è per me una cosa indispensabile, quella è il burro.
CINQUE PUNTI alla Maestra, dunque.
October 29th, 2009 at 10:17 am
io non sono mica convinta… in certe ricette (iper leggere come sa la giraffa che mi ha vista mangiare) io uso la ricotta proprio al posto del burro. per cui mi sa che questo struccolo per me è assolutamente indigesto
un applauso a elisa!
susidicogoleto
October 29th, 2009 at 12:02 pm
Il terrore del CP mi spinge a questo ed altro!!
Brava Elisa!
October 29th, 2009 at 1:52 pm
Ma Susi! Il burro è il cibo degli dèi!
E poi cosa fai? Leghi la ricotta con la ricotta? Sarebbe un po’ ridondante…però hai ragione, il burro è un po’ – come dire – “nutriente”, tenendoti presente avrei dovuto immaginare che non sai neanche dove lo vendono!