Gropada 2012 (VI prova coppa Italia long CO) – anteprima

Come tutti dovreste sapere, il prossimo 30 settembre si terrà  a Gropada un’importantissima manifestazione sportiva: la sesta prova di coppa Italia long di orienteering, meglio nota come Gropada 2012.

Mentre sembra che io stia qua a grattarmi la pancia e a non fare neanche lo sforzo di aggiornare il blog (quando, invece, sono impegnatissima a rammaricarmi della mia pigrizia), la mia bilancia continua a registrare valori elevati e mi costringe a misure eccezionali.

Gli interessati all’evoluzione della mia dieta sappiano che siamo a quota 71 chili, un risultato che può essere considerato una sconfitta onorevole se teniamo conto della serata coi Giraffi al museo, che ha incidentalmente previsto aperitivo, cena e dopocena, e della mastodontica grigliata, sempre coi Giraffi, al COoL-And-RICH Resort a Santa Barbara (MJ), in cui il massimo dello sforzo post-prandiale è stato portarsi il cucchiaino di gelato alla bocca (sapete tutti che nella dieta GIFT il gelato -che è tutto zucchero- non si mangia e che non si inghiotte niente di diverso da verdura o frutta crude fuori pasto, vero?).

Nella settimana precedente il Ferragosto ho finito le scuse per stare a casa e ho ceduto alla richiesta di Zzi di fare attività fisica, ma blanda, che, nelle condizioni di forma in cui verso, un piano di scale potrebbe essermi fatale.

“Andiamo sulla Grande Carta di Gropada a vedere i percorsi” esclama Zzi con entusiasmo.
Io non voglio andare sulla Grande Carta di Gropada a vedere i percorsi. Ci sono le farfalle, sulla Grande Carta di Gropada, appostate lungo i percorsi.
Zzi mira palesemente a farmi bruciare calorie per la paura, ma io sono astuta come una volpe.
“Non possiamo andare sulla Grande Carta di Gropada” – replico – “c’è l’embargo della F.I.S.O.”
Tragicamente, per ragioni strategico-agonistiche che non comprendo, la nostra giovane, ma rispettabile, società ha deciso di relegarci in ruoli organizzativi, escludendoci, di conseguenza, dalla partecipazione alla gara, ma autorizzandoci, dal canto opposto, a percorrere in lungo e in largo il terreno di gara. Zzi lo sa e mi ci porta.

 

Ecco, dunque, qualche succulenta anticipazione sul terreno su cui si svolgerà la sesta prova di Coppa Italia long di orienteering, meglio nota come Gropada 2012.

Non leggete oltre se non volete rovinarvi la sorpresa.

Cliccate qui sotto per continuare, tanto lo so che continuate, ma non lo dico a nessuno.

La sortita di Larrycette sulla carta di Gropada 2012

Abbiamo posteggiato, abbiamo attraversato la strada e ci siamo addentrati nel bosco.
Il terreno è carsico, talvolta molto roccioso.
Abbiamo preso un sentiero, poi ne abbiamo preso un altro… o forse era lo stesso che cambiava direzione? Non ricordo, va beh, è irrilevante.
A un certo punto abbiamo scavalcato un muretto, cioè, Zzi ha scavalcato un muretto, io ho aspettato che tornasse a prendermi; abbiamo camminato dritti ancora per un po’, poi siamo passati vicino a un masso, Zzi mi ha fatto notare che stavo per finire in una dolina, abbiamo svoltato leggermente da una parte e siamo giunti sul punto.

La vegetazione è quella tipica della zona: bosco misto di aghifoglie e latifoglie con ampi tratti di prati e semiaperti.
Il problema, di fatto, sono gli ampi tratti di prato. Ad ogni pie’ sospinto si leva in volo una farfalla, spesso più di una alla volta.
Farfalle ammaestrate dal demonio, talvolta con un’apertura alare sufficiente a coprire le pudenda di Rocco Siffredi, che stanno appostate sugli steli come viet-cong, pronte ad assalirmi non appena passo loro vicino. È una guerra psicologica in cui esse hanno un vantaggio clamoroso, di numero e di potenziale: io sono solo una e, anche se non sono proprio una figa, non faccio loro ribrezzo.
È chiaro che le truppe lepidottore sono organizzate: quelle piccole attaccano in gruppo, in genere in numero dispari e con uno schema preciso: io passo, dai lati opposti del sentiero si levano due farfalle, la cui traiettoria si incrocia davanti a me, sbarrandomi la strada. Io indugio, arretro, leggermente, prendo il tempo del nemico e con un balzo passo nel mezzo quando si allontanano. È a questo punto che mi inculano: la terza farfalla si materializza dal nulla proprio davanti a me, e io – che vivo tutto questo al  rallentatore – sono ancora per aria quando mi rendo conto che ci sto andando a sbattere contro con il naso. Vano è il mio tentativo di scacciarla con la carta: quella ha visto Matrix e scansa tutti i miei colpi, avvicinandosi sempre più.

Le farfalle più grandi, invece, non necessitano dell’effetto sorpresa e attaccano in solitaria. Se ne stanno spavalde sui tronchi degli alberi e muovono lentamente le ali, pronte a scattare, con la stessa espressione che hanno i felini quando, acquattati nell’erba, sculettano prima di spiccare il balzo. Sono sornione, e lasciano quasi che io le superi, poi, quando quasi penso di avercela fatta, partono come proiettili e, da dietro, mi fanno due giri intorno alla testa. Io le scaccio, ma molte volte, per farlo, finisco con il toccarle. Bleah!

Il giro sulla carta prosegue con questo tenore: io prendo una direzione, poi arrivano le farfalle, faccio diciotto giravolte sul posto, agito le braccia per allontanare l’orribile insetto, mi faccio cadere la bussola, scappo una mezza dozzina di metri in una direzione qualsiasi e quando mi calmo ho perso il segno sulla carta, non so da che parte sono girata e non mi ricordo dove stavo andando.
Zzi mi riposiziona, facciamo sì e no cinque metri nell’erba alta, durante i quali io mi credo altrove, sulla carta, e lamento che la cartografia è imprecisa,  scattano altre dieci farfalle dai loro nascondigli, riparte la giostra.
Zzi mi riposizione, convengo che allora – se siamo qui – la carta era giusta, protesto che però non si vede una mazza, Zzi mi spiega con pazienza che la scala è quella e che non si può andare in giro con un lenzuolo, mi dà la sua bussola da dito (che ha la lente di ingrandimento), io la assicuro sul pollice ma gliela rendo dopo poco perché l’ho assicurata troppo bene e mi ha bloccato la circolazione, passa una farfalla. Riparte la giostra.

Di farfalla in farfalla, questo calvario finisce e finalmente siamo di nuovo sulla strada principale. Asfalto! Che splendida, consolatoria, rinfrancante visione. Asfalto. Se faccio un figlio lo chiamo Asfalto.

Il sopralluogo, comunque, mi ha dato contezza di alcuni particolari della carta che – anche se non dovrei – voglio condividere con voi, sperando che vi avvantaggi nell’affrontare la gara:

 

Decisivo, eh?

4 thoughts on “Gropada 2012 (VI prova coppa Italia long CO) – anteprima

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