Indiana Jones mi fai una pippa! [3 - Undici Ottobre]
Posted on October 11th, 2009, by Larry
Buongiorno miei Piccoli Lettori.
“È pomeriggio inoltrato”, osserverete.
Sì, ma oggi sono un po’ appannata, sono talmente grigia e con la pancia gonfia che per uscire mi sono dovuta truccare, altrimenti mi prendono per un alieno e mi vivisezionano.
Di conseguenza, complice la data, vi riscaldo servo come nuovo il post dell’anno scorso, degnandomi, almeno, di cambiare formattazione!
TEMA: UN GIORNO CHE NON DIMENTICHERAI
SVOLGIMENTO:
l’11 Ottobre, oltre che il compleanno di mia madre [auguri] e S.Alessandro [auguri], è stato per me un giorno che non dimenticherò, perchè sono andata al concerto degli Elii.
Mi piacciono molto i concerti degli Elii, la cosa che mi piace di più di questi concerti è Faso.
Ci tenevo molto ad andare a questo concerto perchè speravo tanto di incontrare Faso, senza scambiarlo per il suo sosia, come feci con Capossela.
Mi piacciono molto i concerti degli Elii, la cosa che mi piace di più di questi concerti è Faso.
Ci tenevo molto ad andare a questo concerto perchè speravo tanto di incontrare Faso, senza scambiarlo per il suo sosia, come feci con Capossela.
La fortuna mi ha assistita ed ho incontrato Faso.
Questa volta ero sicura sicura che fosse Faso perchè ero nel posto in cui c’erano le più elevate probabilità di trovare Faso, ossia il tratto di piazza Unità che va dalla porta della sala matrimoni del Comune alla transenna dietro il palco [che potremmo definire orbitale Faso].
Questa volta ero sicura sicura che fosse Faso perchè ero nel posto in cui c’erano le più elevate probabilità di trovare Faso, ossia il tratto di piazza Unità che va dalla porta della sala matrimoni del Comune alla transenna dietro il palco [che potremmo definire orbitale Faso].
A un certo punto, ho visto un individuo che aveva le sembianze di Faso e le movenze di Faso, oltre che una custodia sulla schiena che verosimilmente avrebbe potuto contenere un basso. Lo identifico con certezza come Faso, scartando la pur probabilissima ipotesi del sosia. Egli transita a circa 50 cm da me, guardando con curiosità la cicciona che lo fissa stralunata e non fiata. Fa per fermarsi per vedere cosa voglio, ma siccome io non apro bocca e non sbatto neanche una palpebra, mi getta ancora un’occhiata perplessa e, persuaso che si tratti di un manichino, forse una curiosa trovata pubblicitaria di un fabbricante di boe, tira dritto.
“Sai chi era quello lì che guardavo, amore?”
“Non mi dire che è quello del libro”
“Nooo, non è Rocco Tanica, di più, molto di più: era proprio Faso!”
Drlrlrlrlrl [rumore delle palle di Zzi che rotolano per terra]
“Non mi dire che è quello del libro”
“Nooo, non è Rocco Tanica, di più, molto di più: era proprio Faso!”
Drlrlrlrlrl [rumore delle palle di Zzi che rotolano per terra]
Passano alcuni minuti che trascorro dando testate sulla spalla di Zzi, maledicendo le mie scarse intraprendenza e prontezza, considerando che, comunque, non avrei saputo cosa dirgli ["Buonasera, io la amo" lo avevamo già scartato per Capossela, e poi metti che lo viene a sapere Capossela, non ci faccio neanche una bella figura].
Non appena mi riesco a riavere da questo stato di profonda prostrazione, la mia attenzione viene attratta da un altro individuo che, questa volta, passa alle spalle di Zzi. Di nuovo il mio corpo non risponde alla mia volontà, come quando nei sogni gridi ma non emetti suono alcuno, nessuna delle mie personailtà riesce a prendere il sopravvento e resto lì, in stand-by, con una lucetta rossa nell’occhio destro ad indicare che sì, c’è corrente, ma l’apparecchio non è in funzione.
Non appena l’individuo è ragionevolmente lontano, il circuito si richiude:
“Ecco, vedi? Quello lì, quello con l maglia verde è Rocco Tanica”
Non appena mi riesco a riavere da questo stato di profonda prostrazione, la mia attenzione viene attratta da un altro individuo che, questa volta, passa alle spalle di Zzi. Di nuovo il mio corpo non risponde alla mia volontà, come quando nei sogni gridi ma non emetti suono alcuno, nessuna delle mie personailtà riesce a prendere il sopravvento e resto lì, in stand-by, con una lucetta rossa nell’occhio destro ad indicare che sì, c’è corrente, ma l’apparecchio non è in funzione.
Non appena l’individuo è ragionevolmente lontano, il circuito si richiude:
“Ecco, vedi? Quello lì, quello con l maglia verde è Rocco Tanica”
“Che è quello del libro”
“Esatto”
Drlrlrlrlrl
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