La paladina della vera focaccia al formaggio di Recco

Dopo essermi autoproclamata ambasciatrice dell’orienteering fra i runlovers e sentirmi, ma solo perché sono pazza, testimonial della #BloodPackChallenge (andate a donare, cazzo!), è venuto il momento di vestire anche i panni della

paladina della vera focaccia al formaggio di Recco

perché è un corso un grave attentato alla sua identità e riconoscibilità.
Ora io, come al mio solito, la sto mettendo sulla pagliacciata, ma l’episodio, a mio avviso, non è privo di gravità.

Presso l’area di ristorazione MyChef di Porcia, sull’autostrada A28 è affissa la pubblicità di uno dei panini proposti dalla catena, questa (solita foto orrenda alla Larry):

Cazzo.
Anzi, Belin!

Quella NON È la focaccia di Recco.

Confido che la focaccia di Recco sia ormai sufficientemente famosa da coprire di ridicolo un’immagine del genere, ma non si sa mai.

La focaccia di Recco, come voi Piccoli Lettori ben sapete, perché Zzi ne è maestro, è tutta un’altra cosa: una sfoglia di pasta più sottile della pizza, guarnita con formaggio stracchino (forse c’è un disciplinare che specifica che debba essere crescenza) e coperta con una sfoglia della stessa pasta, ancora più sottile, cotta – possibilmente in forno a legna – in teglie larghe e basse.

È tipica della cittadina ligure di Recco e si consuma generalmente a pasto; non ha niente a che vedere con la focaccia genovese, che è una sorta di pizza bianca romana, unta e salata quanto basta (a dire il vero, è la pizza bianca romana che “è una sorta di focaccia genovese”), che di solito si consuma a colazione o come spuntino.

Mi dilungo meglio su differenze e caratteristiche di ciascuna in questo post.
Questa è l’ultima che Zzi ha fatto in casa. In focacceria ha un aspetto non molto diverso.

Quella nel cartellone di MyChef si direbbe una focaccia genovese (si fa per dire: la vedo poco unta) farcita.

Io non sono sicura che si possa chiamare con tanta leggerezza “focaccia di Recco” una cosa che neanche le somiglia, visto che c’è un disciplinare che diffida i ristoratori di definire “tipo Recco” addirittura le focacce col formaggio (quindi pietanze assai più somiglianti) prodotte all’esterno dell’area dell’IGP.

Al di là della crassa ignoranza dimostrata dagli esperti di comunicazione di MyChef (che ciccano in pieno anche la regola della /d/ eufonica) e della faciloneria con cui confondono due prodotti tipici, “rei” semplicemente di avere lo stesso nome e provenienza prossima, secondo me una pubblicità del genere – oltre che essere lesiva, in primis, di chi la fa – diffonde un’informazione sbagliata e contribuisce all’ignoranza popolare (anche grammaticale).

Pistolotto moraleggiante:

È vero che tutta la pubblicità diffonde informazioni non veritiere –  qualche esempio per allungare il post: “la cellulite va eliminata altrimenti non ti si scopa nessuno” (falso: è già molto discutibile definirla una malattia, dato che permette benissimo di “crescere e procreare”, ma da esperta culona cellulitica posso assicurare che ci si può benissimo fare chi si vuole comunque); “il tuo cesso resta pulito più a lungo se usi questo inquinantissimo anticalcare al posto dell’aceto” (specie se vai a pisciare dai vicini); “questa merendina ti fornirà le energie necessarie per affrontare la giornata, anche se è un concentrato di zuccheri e farine raffinate, e contiene pure olio di palma” (è risaputo che i carboidrati abbioccano, mentre l’olio di palma, al di là dell’impatto socio-ambientale devastante, pare sia “intossicante”, ma questa la devo approfondire) – ma qui mi pare che siamo andati oltre l’ormai tollerata pratica di fornire un’informazione parziale per evidenziare i vantaggi del prodotto, e siamo entrati nella dimensione della cazzata madornale.

 

Perciò, miei piccoli lettori, quando vedrete questo manifesto, non fatevi cogliere da dubbi: la focaccia col formaggio di Recco è quella che vi ho sempre descritto io!

7 thoughts on “La paladina della vera focaccia al formaggio di Recco

  1. Giraffa

    Ecco, sai, ti dirò, la foto e la memoria non mi bastano, urge ripassata papillare della vera e inimitabile focaccia di Zzi, ops, di Recco, altrimenti non so, potrei trovarmi in imbarazzo…
    Mi prenoto per… fra qualche settimana/mese (a seconda della tolleranza che svilupperai ai neonati!!)

  2. Larry

    Esatto, Giulio, qualcosa del genere, qualcosa che, appena lo vedi, ti fa pensare “Mi stai prendendo per il culo, vero? Non puoi pensarlo veramente!”.
    A me fanno questo effetto: le pretese di autenticità, sbagliate, delle pietanze; la presunzione di verità delle credenze zodiacali e di carattere superstizioso in generale; il plurale di camicia scritto senza i (più degli altri, perché cambia significato); segni di interpunzione e diacritici messi a cazzo; quelli che dicono Springsteen è basso e vecchio; quelli che dicono che l’orienteering è bello.

    Giraffa, in altre circostanze ti direi che ci vediamo subito o fra diciott’anni, ma dato che è femmina preferirei aspettare che ne compia almeno 21.

  3. Larry Post author

    Basta che tu non le faccia secondo la ricetta che avevo seguito io: si potevano usare come stelle ninja per ammazzare la gente.

  4. Pillow

    le mie, alla prima infornata, sembravano sanpietrini divelti da piazza venezia.
    alla seconda erano più morbidi, ma inquietantemente simili a stronzi di chihuahua.
    fai un po’ te…

  5. Pingback: Larrycette: suggerimenti per la navigazione | Larrycette

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