La verità sul WOC 2014 [2]

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La verità sul WOC 2014

 cap.2: 5 luglio 2014

[continua da qui]

Alle 6 ci alziamo tutti e scopriamo che lì hanno dormito i francesi, i russi, i finlandesi, gli ucraini, mezzo campionato mondiale: l’assalto al buffet della colazione da parte di una torma di ragazzotti che devono prepararsi per correre un Mondiale lascia dei caduti sul terreno.

Per Forsberg è in auto con me e mi indica la direzione per andare a Punta Sabbioni con la sicumera del Comandante Schettino.
Dopo 20 minuti che sono alla guida, mi affianco ad un camion della nettezza urbana per chiedere quanto manca a Punta Sabbioni e la risposta è “Sei a 20 km di distanza… se vai avanti di 2 km diventano 22 perché stai andando nella direzione opposta!”
Ora pure la nettezza urbana comincia a prendersi gioco di me.

 

 

Riusciamo comunque ad arrivare in tempo per prendere il traghetto e quando, dopo una serie di altre peripezie, arriviamo a Burano per la qualificazione sprint, scopriamo che nessuno ha pensato di portare l’impianto microfonico!

 

C’è la diretta in streaming, ma non possiamo parlare.

Intanto un signore di Burano si avvicina e mi dice – a me, perché sono l’unico che non ha più nulla da fare – che dobbiamo spostare le transenne, il rettilineo di arrivo, le fotocellule, i cronometri, le tende dell’organizzazione perché di lì a poco deve passare il corteo della sposa.
La faccia di Forsberg è quella della Sfinge.

 

Da quel giorno il suo atteggiamento varierà tra le seguenti tonalità: disappointed, very disappointed, extremely disappointed.
Dopo un’ora, quando la gara femminile è già finita, si trova un tale di Burano che ci può connettere ad un impianto microfonico… peccato che manchi anche la corrente elettrica!
Si fa avanti allora una signora in ciabatte e vestaglia; è una badante che si occupa di una signora anziana del posto.
– “C’è qualche atleta dalla Romania?”
– “Sì, signora” – dico io – “c’è Ionut Zinca”.
– “Quando arriva al traguardo potete fare un po’ di tifo per lui? Vi do la corrente se lo incitate al traguardo!”

E così ecco lo speaker italiano che, mentre arrivano svedesi e norvegesi, ruba la scena a Forsberg zittendolo in malo modo e si mette a fare un casino dell’ostrega per l’arrivo di Zinca (nemmeno qualificato per la finale) davanti agli occhi esterrefatti dell’IOF, ignara di tutto.

Dopo un trasferimento a Venezia allucinante, la finale filerebbe via liscia se non fosse per il sottoscritto e per quel fesso di Soren Bobach: lui si qualifica per la finale con un tempo irrilevante, e quindi parte tra i primi della griglia di gara; io, inconsciamente o meno, voglio vendicarmi del fatto che nel 2009, ai Mondiali Junior in Primiero, Timo Teinila e Lucie Babel (gli speaker internazionali) mi tolsero la linea e non mi fecero fare la cronaca diretta del suo arrivo a podio nella finale long di Passo Rolle… così, mentre Bobach corre il suo rettilineo finale, io “vado lungo col commento” e non faccio entrare la voce di Forsberg fino a dopo il taglio del traguardo.
Che ne sapevo io che quel tappo danese partito tra i primi avrebbe vinto il Mondiale con la mia voce in sottofondo? Forsberg si setta su “Very extremely disappointed” e non me lo perdonerà per qualche giorno. Arriverà persino il capoccione IOF a farmi un cazziatone…

 

Risultato parziale alla fine della prima giornata: Cerimoniale 0 – IOF 1

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