La verità sul WOC [3]

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La verità sul WOC

 

cap.3 – 6 luglio 2014

Il giorno successivo è quello della Opening Ceremony ad Asiago.

Adesso scriverò una cosa che vale per tutta la mia esperienza ai WOC, e che conviene che teniate a mente se mai vi capiterà di organizzare un Mondiale, le Olimpiadi, l’EXPO, la Fine del Mondo: le premiazioni di questi eventi sono l’equivalente della partenza di un razzo per la Luna. Ogni cosa è temporizzata al secondo, ogni movimento, ogni gesto!

Non è una specie di Helzapoppin dove qualcuno arriva e dice “oh… guarda qui questo bel razzo che sta per partire… qualcuno si sarà ricordato di ordinare il carburante? Gli astronauti avranno fatto un corso di pilotaggio o gli diciamo qualcosa en passant mentre sono già sulla scaletta?”.

Noi invece siamo l’Helzapoppin: qualsiasi somiglianza tra i nostri eventi protocollari ufficiali ed il modo come la IOF chiede di gestirli – fornendo anche apposito manuale – è stata puramente casuale, in un susseguirsi di situazioni al limite dell’assurdo e del non-senso.

Ad Asiago i capi dell’organizzazione italiana non sembrano aver nemmeno deciso prima chi parlava al pubblico, con quale ruolo, cosa avrebbe detto… una volta decisi lì per lì gli oratori – tutto in zona Cesarini – i protagonisti cominciano a scribacchiare a mano dei pezzi di carta (tenere a mente questa cosa dei pezzi di carta, che verrà buona dopo), stendendo prolusioni soporifere del calibro della Divina Commedia, non per qualità ma per lunghezza.
Una lunghezza che provocherà le successive sforbiciate, sennò eravamo ancora là ad Asiago, al punto che in un paio di occasioni la consecutio argomentorum viene a mancare e alcune frasi risulteranno incomprensibili.

Non siamo da meno sulla parte “ospiti internazionali”: gli oratori della federazione internazionale IOF, infatti, sono degli emeriti ignoti: facce mai viste prima!

Nessuno ha pensato di distribuire i cartellini con il nome scritto bello grosso, si vede che si fa solo per le sagre di paese tipo l’Olimpiade, perché questi si conoscono benissimo, ma solo tra di loro.
Nei boschi non li ha mai visti nessuno: non è che fanno parte della solita compagnia di giro di quelli che popolano commissioni e comitati? … ovviamente anche loro vengono decisi all’ultimo momento con certosina precisione, del tipo:“Mah… vedo che c’è lì Pirkko Suomikakki… (nome inventato)… facciamo parlare lui…”. Così qualcuno (IO!) deve partire come un razzo, trovare chi cavolo è Pirkko Suomikakki e spiegargli che, anche se nessuno glielo ha detto prima, dovrebbe attrezzare al volo un qualche discorso per la platea.

Il Comune di Asiago ha fornito lo speaker locale (bravissimo! Davvero, non è uno scherzo!) che pensa di fare tutto lui, in italiano ed in multilingua.

L’IOF e Forsberg hanno deciso che fa tutto Forsberg… solo in multilingua per il piacere dei turisti di Asiago.

Il Comune ha fornito persino la banda, e gli orchestrali pensano che – già che sono lì – suoneranno tutto il repertorio dei cori degli alpini.

L’IOF e Forsberg hanno deciso che le cose devono essere veloci e super-temporizzate, e che la banda è meglio che suoni solo due accordi e sparisca al volo (chi gliele deve spiegare queste cose alla banda?… ormai lo avete capito!)

Io mi auto-nomino sul posto “ball boy”.
Non ho intenzione di salire sul palco e mi metto quindi a lato di Forsberg, come a Wimbledon il ragazzino si mette di fianco a Federer. Ogni tanto parto a razzo in direzione degli atleti, del pubblico, delle autorità, della banda, del nulla cosmico, attraversando accucciato la piazza come se dovessi rincorrere la pallina di Federer… e vado ad acchiappare tizio o caio che mi guardano perplessi e sorpresi.

Quando Forsberg conclude il suo primo intervento, qualcosa di importante dovrebbe succedere nel cerimoniale… dovrebbe partire l’inno dell’IOF!
È il momento più solenne del Mondiale, quello che il Presidente e gli Organizzatori e la Compagnia di Giro aspettano da un anno.
non parte un emerito NULLA.

L’eco del “Nothing works!” di Forsberg al microfono riecheggia ancora nella Loggia dei Caduti di Asiago.

Io scatto come se fosse la finale dei 100 metri alle Olimpiadi, piombo sulla postazione con la consolle e scopro che, solo venti secondi prima, un tale mai identificato era passato di lì e aveva indicato agli addetti “Non mettete su musica strana, che magari poi qualcuno si offende…” e così questi, per non rischiare, avevano staccato il mixer e tutto si era bloccato.
Penso che se qualcuno fosse passato di lì a dire “Domani mi raccomando non fate casino che devo andare per funghi…” ebbene forse saremo ancora lì ad aspettare di dare le prime medaglie!

 
Risultato parziale alla fine della seconda giornata: Cerimoniale 0 – IOF 2

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