Le grandi soluzioni Larrycette: strudel di mele

Vi è mai capitato di comprare tre chili di mele che il produttore vi spaccia per croccanti e acidule e ritrovarvi con tre chili di mele vagamente dolciastre e farinose?

Vi è mai capitato di organizzare un menu con pietanze già sufficientemente laboriose per potervi permettere di imbarcarvi anche nella preparazione di un dolce vero?

Vi è mai capitato di ritrovarvi con solo quattro dei cinque ingredienti necessari a preparare il suddetto dolce in un pigro pomeriggio domenicale?

Beh, a me capita spesso, ma per fortuna, con gli anni e l’esperienza, ho imparato a ovviare all’inconveniente di essere me in molti modi.

Recentemente, ad esempio, l’ho fatto preparando lo strudel di mele.
Esso si configurava come conclusione della cena a base di cotechino con lo zabaione, di cui vi racconterò, che mi ha procurato il famoso bernoccolo.

Per farlo, mi avvalgo sistematicamente della pasta sfoglia confezionata. Come ho già avuto modo di spiegare, la pasta sfoglia confezionata non è da considerarsi un “trucco” o un cibo spazzatura alla pari della roba che si vede su Due Ricche Porzioni.

Essendo la preparazione casalinga della pasta sfoglia uno sbattimento mai visto, vale – anzi, è sacrosanto – considerare quella confezionata una materia prima alla pari dei fagioli in scatola o dei pelati.

Utilizzare il preparato permette di dedicarsi alla sola preparazione della farcia, liquidando la pratica strudel a 10/15 minuti di lavoro, cottura a parte.

È semplicissimo: si prendono le mele-bidone che mai e poi mai più si ricompreranno, si tira qualche accidente al produttore che le ha descritte come prelibatezze, le si monda, le si taglia a pezzetti e le si imbelina in una ciotola insieme a pinoli, uvetta, cannella e zucchero. Volendo si può mettere il succo di mezzo limone o di mezza arancia per evitare che le mele diventino scure; in tal caso ci si può andare un po’ più pesanti con lo zucchero e la cannella, per camuffare l’agrume, ma non è indispensabile.

Si rumesciano ben bene gli ingredienti, in modo che risultino tutti distribuiti in modo omogeneo nel composto, li si imbelina sulla sfoglia stesa, la si ripiega sulla farcia formando un grosso cannolo e si inforna il tutto a due e venti finché non assume il tipico aspetto dello strudel. A quel punto è pronto.

“E dove sta la grande soluzione Larrycette?” diranno subito i miei piccoli lettori, che erano capaci anche da soli di fasciare un po’ di mele grame nella pasta comperata.

Se voi foste me, avreste iniziato a fare il dolce senza aver controllato di avere tutti gli ingredienti in casa e vi sareste ritrovati con le mele affettate, irrorate di succo e zucchero, debitamente mescolate ai pinoli e alla cannella, ma… senza uvetta.

“Impossibile!” – pensereste.
“Ho sempre avuto la casa piena di uvetta, l’ultima volta che siamo andati a fare la spesa non l’ho comprata di proposito perché sapevo che ce n’era”.

Eppure… nell’anta della dispensa dove sta di solito non c’è, nell’anta dove non sta di solito, nemmeno. Nella scatola degli ingredienti per dolci non si trova, nello sportello delle pentole neanche. In frigo non l’ho messa (ma ci do lo stesso un’occhiatina), nell’armadio dei piatti neppure.
In microonde non si è nascosta, nel forno non è andata. Non pervenuta neanche in sala da pranzo, in bagno, in camera da letto, in studio e nel troiaio (la stanza in mezzo, che non è molto ordinata). Guardiamo in faccia la realtà: l’uvetta non c’è.

Impossibile seguire il suggerimento di chi dice “fallo senza”. Già lo strudel ha pochi ingredienti, se se ne leva uno diventa un panino. Bisogna trovare l’uvetta, ma è domenica pomeriggio e il supermercato aperto dista quasi cento metri dal portone di casa: troppi per una domenica pomeriggio!

Ma ecco la soluzione: dragare il muesli e setacciarlo come le pietre di un fiume del Klondike durante la corsa all’oro, in cerca del prezioso chicco-pepita.
Così:

5 thoughts on “Le grandi soluzioni Larrycette: strudel di mele

  1. marirosa

    caspita, sei uguale a mia mamma!
    non uscire a comprare quello che serve, ma cercarlo a casa!
    serve una piccola vite? due ore a setacciare tutti i cassettini di casa, garage e cantina…
    passeggiata a barcola e ritorno a casa passando in ferramenta (o nel tuo caso in supemercato) no eh?

  2. Pingback: LARRYCETTE » Blog Archive » È in edicola, a fascicoli: Impara lo Sloveno con Larrycette [7]

  3. Pingback: Larrycette: suggerimenti per la navigazione | Larrycette

  4. Pingback: Sondaggione: vota e scegli il nuovo logo di Larrycette | Larrycette

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *