Varca la soglia di casa alle 14 in punto mentre io mi acculturo (cioè: leggo Micro Mega seduta sul cesso), io a malapena tiro lo sciacquone e gli vado incontro con le braghe a metà. È alto, bellissimo e ha lo sguardo fiero.
Se ne deduce: non è andato a fare la gara di orienteering come mi aveva detto – gare dalle quali torna normalmente ferito, zoppo e abbattuto, perciò figuriamoci in che condizioni ce lo dobbiamo aspettare dalla temibile Lipica…personalmente mi accontento che non torni avvolto nella bandiera della nostra giovane, ma rispettabile, società – no, dev’essere stato con l’amante. Per forza. Dalla Lipica non si torna così.
Gli controllo subito la schiena, sospettosa.
Infatti: nessun graffio. Sicuramente è stato con l’amente, donna avveduta, perché se davvero fosse stato nel bosco non avrebbe la pelle così intatta.

Porta con sé una scatola di frollini alle noci del panificio Kras di Gorjansko. Io sono a mezza dieta da una settimana e, mentre scrivo, mando tutto a catafascio. Quando uscirà dalla doccia le sentirò, ma adesso…adeffo chìffene frega, dofreste fentire kvefti bifcotti (scrivo con la bocca piena, abbiate pazienza).

Prima di ammansrmi con queste deliziose mezzelune di burro – stupore! leggo gli ingredienti e c’è scritto “margarina”…dev’essere un false friend, forse in sloveno “margarina” vuol dire “strutto di tricheco” – il fedifrago mi mostra la carta, che palesemente non può essere una carta di gara. È un foglietto stropicciato di dimensione A5, è chiaramente il volantino promozionale della manifestazione con un francobollo della carta a mo’ di esempio. Sono sicura che la carta dei diritti dell’Uomo sancisca esplicitamente che è un crimine mandare un individuo nella boscaglia del carso sloveno fornito solamente di una descrizione del terreno 1:10.000, che può essere tranquillamente compresa nella superficie di un CD.

Penso che presto la vedrete su larryetsitalia.net, anche perché di facilissima scansione, ma ve la descrivo brevemente lo stesso.

Il terreno di gara è al centro del quadrangolo della perdizione Lipica/Sezana/Divaca/Lokev, i pochi chilometri in cui si concetrano i luoghi teatro delle bisbocce triestine e giuliane. Qui si fa la spesa e si viene a mangiare la domenica. Perché? Perché la roba è più buona e costa meno, e che i fautori degli esercizi italiani mi dimostrino il contrario!

La zona garaappare come le Germanie divise, la parte est cartografata dal 50% della risposta slovena a Simon & Simon, già organizzatore e cartografo del terribile Xtrem-or, la parte ovest (senza la Baviera e il Baden Württemberg) da un signore che avrà sicuramente cartografato altro, ma a mia insaputa.

Partenza in culo ai lupi rispetto al ritrovo, come da programma.
Prime lanterne in discesa (già a me, di primo acchito, pareva salita, ma Zzi mi ha dimostrato che è discesa) individuabili anche grazie a sentieri che vi si approssimano. Escludendo di riuscire a fare tutto a bussola (per quello ci sono i blog degli orientisti, io, qua, faccio considerazioni a vanvera di moglie che “ci ha provato, ma preferisce l’outlet”):  dalla due alla tre si chiama un taxi; poi riesce anche a partecipare e fra la tre e la quattro si arriva aiutandosi con un sentiero (largo come le mie scarpe, a giudicare dalla carta); dalla quattro alla cinque si arriva sempre per sentieri (sempre accontentandosi di fare il giro del Fullo); dalla cinque alla sei si seguono i sassi o, con un po’ di culo, gli atleti; dalla sei alla sette si può andare dietro ai muretti (nel senso di “seguirne la disposizione” non le senso che è il momento di fare una pisciatina); dalla sette alla otto: muretto-muretto-sentiero traseversale-muretto-sentiero trasversale da imboccare girando a destra-muretto trasversale da seguire girando a sinistra-sentiero prima che il muretto faccia il giro della dolina e… paffete!, trovata; dalla otto alla nove ci sarebbe un comodo sentiero, ma passa troppo vicino all’arrivo e potrebbe essere umiliante, quindi si procede per disperati tentativi cercando di restare in rotta coi muretti, come una pallina di flipper; idem tra la nove e la dieci, che appare vicina e facile, ma mi dicono essere stata impestatissima; dalla dieci alla undici muretto; dalla undici all’arrivo vista.

Io non sare i in grado, ma non stupisce che uno che pratica orienteering con diligenza e costanza ne venga fuori con relativa facilità.
Potrebbe anche essere che non sia stato dall’amante…chissà…

Staremo a vedere domani, come tornerà dalla gara di lunga distanza!

 

 

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