Lipica Open 2014 [1]

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Probabilmente io faccio delle scommesse con le vocine nella mia testa, nottetempo, e le perdo, altrimenti non mi spiego perché ultimamente sto manifestando un eccezionale talento a ficcarmi nei guai… più del solito, intendo.

Più o meno contemporaneamente all’idea di correre una maratona (state seguendo i miei progressi nella sezione 42 4 2? Fa niente, tanto io non sto progredendo), ho maturato anche quella di partecipare alla Lipica Open, leggendaria competizione di orienteering alla quale ero sfuggita per quasi 10 anni.

Larry e la Lipica Open: un rapporto tormentato

Nel 2004 l’ho scampata perché a marzo non conoscevo ancora Zzi.
Nel 2005 Zzi non era ancora del tutto guarito dall’operazione e prudentemente non ha partecipato.
Nel 2006 non mi ero ancora resa bene conto della sciagura che l’orienteering rappresentava e l’ho lasciato partecipare a un giorno; l’ho accompagnato sul campo di gara con la borsetta e le scarpe buone e non sono scesa dalla macchina. La fauna presente mi aveva sconvolta; solo le ungheresi che si spogliavano nude in mezzo al prato mi risollevavano un po’ il morale, ma nel complesso l’atmosfera da Coppa del Mondo di Quidditch mi aveva choccata. In quegli anni non sapevo neanche cosa fosse un blog, e tutte queste interessanti riflessioni sono andate perdute come lacrime nella pioggia.

Nel 2007 Zzi inizia a calcare i campi di gara per due giorni. Nel frattempo ho aperto un blog, ma tratta di viaggi e mi faccio scrupolo di andare fuori tema; il primo post sull’orienteering arriverà pochi mesi dopo. Si sparge la voce che non corro, e inizio ad attirare bambini come mosche, i quali mi scherniscono mangiando sotto i miei occhi manciate di terra. Resto traumatizzata e non mi faccio vedere in giro per un po’.
Nel 2008 Zzi va con Zucchero, io e i Giraffi li raggiungiamo più tardi per pranzare. È la soluzione migliore, ma non riusciremo mai più a replicarla. Quello stesso anno notiamo una coppia che discute nel fango: lei è in gonna, cappotto e filo di perle, lui praticamente a brandelli; ci sembrano “Noi, vent’anni dopo”, sono i futuri Previdente Presidente e Costruttiva Consorte.

Nel 2009 siamo con la nuova società, e accompagno Zzi giusto per socializzare. Mi sembra che questa nuova società sia costituita da un branco di fulminati, dedito prevalentemente all’osmica. Mi piace!
Nel 2010 iniziano le prime pressioni psicologiche: dilaga la moda di sbolognarmi il marmocchiame perché “tanto io non corro”, ma resisto molto bene, chiusa in casa.

Nel 2011 la moda di sbolognarmi i marmocchi è già passata, perché li ho restituiti che sapevano dire le parolacce in quattro lingue e due dialetti. Io, nel dubbio, non esco di casa per tutto il weekend.
Nel 2012 la mia popolarità di oriblogger è in ascesa e, per farmi ancora di più notare, me ne sto a casa.
Nel 2013 opto per la strategia del “vengo, ma me ne sto in disparte”: vado solo la domenica, ma resto in macchina a firmare autografi.

 

Edizione 2014: qualcosa è cambiato

Nel 2014 non ho ancora finito le scuse (non crediate che nel 2015 non le rispolveri), ma non so più cosa inventarmi per far venire lo Speaker nel cuore dell’Impero. Siccome il mio fascino – stranamente – non è sufficiente, mi gioco il tutto per tutto e calo la carta “leggendaria competizione internazionale di orientamento”. A dicembre gli butto là l’ipotesi di cinque giorni di Lipica Open, a gennaio insisto, a febbraio l’ho intortato talmente bene che, nella foga, ho intortato anche me, e c’è una terrificante settimana – che io vivo con indicibile angoscia – in cui il mio nome figura fra gli iscritti e il suo no. Poi anche lui si iscrive (la mia ira deve avergli sospinto l’alito della morte sul collo), ma oramai Zzi ha mandato le iscrizioni e io ce l’ho nel culo.

Poiché Zzi ha ancora un lavoro, ho la bella pensata di trascinare con me nella sventura anche CP. È chiaro che lo faccio solo perché mi serve la sua macchina e la sua capacità di guidarla, ma lui è diventato terreno fertilissimo per l’orienteering, tanto che va addirittura a tappe del CIOC senza di me, e aderisce al Piano Lipica senza neanche troppe insistenze da parte mia.

Nella nostra giovane, ma rispettabile, società si sparge la voce che parteciperò a tutte e cinque le gare; il Previdente Presidente, che mi vuole tanto bene e cui piacerebbe che restassi in vita, tenta di dissuadermi; il Grintoso Grafico supera un primo stupore e approva incondizionatamente, tanto che, forte anche lui di uno stato di disoccupazione che gli dona tanto tempo libero, si iscrive a tutti e cinque i giorni. A questo punto manca solo il Celere Capellone, e la Divisione Disoccupati della nostra giovane, ma rispettabile, società, è al completo.
Egli sulle prime tituba, ma poi io lo metto a perdere e cede. Io non so far niente, ma nello sfinire la gente sono campionessa intercontinentale.

L’idea della Divisione Disoccupati iscritta a tutta la competizione mi diverte parecchio, e suscita l’entusiasmo delle vocine nella mia testa.
Mentre io conduco la mia placida esistenza, le vocine si esaltano a vicenda e, prima che io me ne accorga, ho un nome, un logo, un blog e un’immagine coordinata per il nostro gruppo. Tragicamente, quando ne parlo con il Grintoso Grafico, incontro la sua approvazione. Al restante 50% del team faremo una sorpresa.
A proposito: aggiungete il blog del G.U.D. ai preferiti, perché continueremo ad aggiornarlo: abbiamo altre partecipazioni-suicide in programma.

 

Se è circo che vogliono, circo daremo

Arriva finalmente il mese di marzo, che inizia con la fallimentare partecipazione al Liburnija O-meeting e relativa crisi di nervi in grande stile. Anche la suola Vibram delle mie scarpe da sterrato risponde male al test sul sasso bagnato, il che, nella pietraia di Vilenica, se scende una sola goccia di pioggia, come solitamente accade, può significare solo “prossimo giro senza denti”.
Altri presagi di sventura si susseguono, ma, anziché farmi rinsavire in extremis, non fanno che ammantare la faccenda di un’aura epica, che, da palese cazzata, la trasforma, ai miei occhi, in un’impresa eroica.

Sono sei giorni per Lipica, ho lo stomaco troppo pieno, mezzo cinturino del GPS nel dimenticatoio, niente bussola e porto tutt’e due le braghe strappate.
We’re in mission for G.U.D.

 

8 thoughts on “Lipica Open 2014 [1]

  1. The Speaker

    Brecht.
    Mogol.
    Federico Buffa (toh… dai… anche Sergio Tavcar)
    Larrycette.

    Il cerchio è completo.

  2. oridoc

    Prima orientista of year 2013 in FVG, poi terza alla Lipica: ora basta fingere/frignare…e correre in WA…
    P.S: le magliette del G.U.D. sono in vendita? Ci vediamo a Malchina…

  3. Larry Post author

    A parte Pillow, che è l’unica che mi capisce, c’è almeno un altro dei miei Piccoli Lettori che faccia il tifo per me?

    Le maglie del G.U.D. non sarebbero in vendita, ma, viste le richieste, quasi quasi ce le mettiamo…
    Sono contenta che sarai a Malchina, io spero di tornare al mio ruolo di mascotte e fare quella che riempie i bicchieri al ristoro :)

  4. The Speaker

    IO IO IO !!! (urlo con il quale cerco di farmi largo nella coda per prenotare una maglia del G.U.D.) :-)

  5. The Speaker

    Anche IO! Anche IO! Anche IO!
    (… visto che ormai se ne parla pure su Facebook, urlo più forte…)

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