Nona cena regionale: l’Umbria. Secondo piatto: Salsicce all’uva

Preparando i piatti tradizionali dell’Umbria per questa cena regionale, mi sono fatta l’idea che le donne umbre siano molto scaltre, perché portano in tavola piatti squisiti, sbattendosi pochissimo.
Bisognerebbe fare un gemellaggio con le triestine, mi pare di individuare una certa qual affinità.

È vero che, all’epoca di questa cena, lavoravo ancora e ho appositamente scelto le pietanze più facili e veloci da preparare, ma diamine, finora abbiamo visto solo ricette a prova di Sponge Bob, e le salsicce all’uva non fanno eccezione.
Mi scuso per non essere stata molto tempestiva nel pubblicare queste ricette, tanto che ora non è più stagione di uva e non potete provare subito questo secondo. Ho avuto una mezza idea di temporeggiare ancora un po’ e attendere che la stagione tornasse, ma non volevo mi si tacciasse ingiustamente di incostanza.
Vorrà dire che vi terrete l’acquolina fino ad agosto…

 

 

 

 

 

Nona cena regionale: l’Umbria.

Secondo piatto: Salsicce all’uva

Per fare le salsicce all’uva secondo la tipica ricetta umbra ci vogliono delle salsicce e dell’uva.
L’ingrediente segreto sono i semi di finocchio, che io, contro ogni previsione, avevo in casa.
Si tratta, come immaginerete, di una fortuita coincidenza, perché per fare le salsicce all’uva ero già andata a comprare le salsicce e l’uva, non è che potevo prendermi la briga di andare a comprare anche i semi di finocchio, non vi pare?

Per servire – “servire”, si badi, non “sfamare” –  quattro persone, lasciando comunque loro parecchia voglia di fare un bis che non c’è, occorrono i seguenti…

Ingredienti

Salsiccette fresche: 8
Uva bianca dolce: 2 hg
Semi di finocchio: un cucchiaio
Cipolla: una, pure piccola
Sale
Pepe

Procedimento

State attenti, eh…

In una padella, far rosolare le salsicce bucherellate, senza aggiungere altro se non cipolla tritata e semi di finocchio, per cinque minuti, aggiungere, poi, gli acini (lavati!), schiacciarli un po’ con la forchetta e, dopo altri cinque minuti, abbassare la fiamma e incoperchiare.
Servire dopo circa 20 minuti, quando le salsicce saranno cotte.

Fine.
Figo, vero?
Io lo avevo detto…

 

Giusto per non salutarvi prima delle trecentocinquanta parole, e per garantire la buona riuscita del piatto, ecco un paio di osservazioni che è opportuno tenere presente:

– usate una padella antiaderente: non è indispensabile, ma è più facile;
– non scordatevi di bucare le salsicce, perché devono rilasciare presto e bene il grasso nel quale rosoleranno (questo rumore di sottovuoto erano le vostre arterie che si sono chiuse al solo pensiero);
– tenete d’occhio la preparazione, rigirate spesso salsicce e uva e, se necessario, bagnate con poca acqua di tanto in tanto: l’uva rilascia – sì – l’acqua necessaria alla cottura, ma è acqua piena di zucchero, che facilmente caramella e bruciacchia.
– potete anche tagliare le salsicce per lungo (cosa che io preferisco e che ho fatto), cuociono prima e le controllate più facilmente

Larry-tip: fatene il doppio! Non per avere il pranzo pronto il giorno dopo, ma perché sono buonissime e se ne mangerebbero molte di più. Noi, nonostante non fossimo proprio digiuni, ci siamo trovati a fissare i piatti vuoti col groppo in gola.

Super Larry-tip: ovvio che sono buone anche il giorno dopo: fatene molte più del doppio!

One thought on “Nona cena regionale: l’Umbria. Secondo piatto: Salsicce all’uva

  1. Giulio GMDB

    Non so se mi attira di più l’idea di quanto buone debbano essere o l’incredibile facilità della preparazione… Non c’è nemmeno il rischio di dimenticarsi la ricetta da qui all’autunno :-)

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