Ori-abeceDario per Sartine e Cuochette (N-P)

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Rubrica a cura di Darietto

 

Natura (neve, paludi, vespe, pioggia)

L’orienteering è chiamato anche “lo sport dei boschi”, denominazione da cui si capisce che il contatto con la natura non manca.
A seconda delle situazioni, gli orientisti si cimentano con la Natura Madre prodiga di profumo dei boschi, prati in fiore, morbido muschio sopra i sassi e acqua cristallina dei ruscelli che mormora lieta fra i ciottoli, o quella matrigna del Leopardi, che riversa addosso agli atletici atleti neve a maggio, pioggia a dirotto, nebbia impenetrabile, paludi-inghiotti-scarpe, nidi di vespe, torrenti gelidi da guadare con l’acqua fino alla vita, roveti assassini e ogni altra avversità. Che, peraltro, sono graditissime dai Veri Orientisti perché possono contribuire in modo determinante all’acquisizione di quelle Ferite (vedi: F come Ferite) delle cui cicatrici poter poi andare fieri durante la stagione invernale o, per i più fortunati, per tutti gli anni successivi.

Un buon indicatore della felicità di un orientista post gara, accanto a quello del numero di graffi e contusioni, è il peso del fango che si porta addosso.
Fra le manifestazioni della natura più ricorrenti durante le gare, sarebbero senz’altro ricordare le farfalle, ma la proprietaria del blog ne avrebbe a male.

 

Oggetto particolare

Spiace deludere sartine e cuochette, ma non stiamo parlando di vezzosi souvenir etiopici con cui agghindarsi prima dello struscio del sabato sera, né di ricercati complementi di arredo acquistabili a peso d’oro dall’interior designer di fiducia, ma di una categoria delle 100.000 informazioni presenti su una carta da orienteering.

Ci sono gli oggetti particolari indicati con una crocetta azzurra, che c’entrano con l’acqua (tipo una buca con acqua), quelli indicati in marrone, che riguardano il terreno (tipo una piazzola in mezzo al bosco) e quelli indicati in nero, che sono “fatti dall’uomo” (tipo una panchina). Spesso le lanterne sono posate vicino ad un “oggetto particolare” ed è quindi utile sapere, prima di arrivarci, vicino a cosa si dovrà cercarle.
Gli orientisti medesimi sono spesso particolari, ma per lo più non vengono considerati oggetti, se non altro perché tendono a muoversi molto spesso, e spesso contro il parere dei/delle propri/proprie partner, per raggiungere i posti dove si svolgono le gare. In ogni caso non succede mai che le lanterne siano posate vicino ad un orientista, anche se delle volte ci sono degli orientisti posati vicino a delle lanterne:


Ori-abeceDario per Sartine e Cuochette (N-P)

Pigiamino

Se, passeggiando nel bosco, vedete uno che corre, può essere tante cose. Se il tizio, o la tizia, che corre ha in mano una cartina, le probabilità che sia un orientista aumentano parecchio. Se è in pigiama, è proprio un orientista. Oh voi donne avvezze a sbirciare l’atletica in TV solo per scrutare i fondoschiena degli atleti sapientemente valorizzati dai body che indossano, scordatevi l’orienteering anche per questo (ennesimo) motivo. Seppur con un lievissimo miglioramento negli ultimi anni, l’abbigliamento da gara degli orientisti è definibile solo con il termine di “pigiama” (di cui ha forme e colori) e sfigura orribilmente anche gli atleti fisicamente più dotati. Se a leggere queste righe dovesse essere capitato per sbaglio anche qualche maschio, beh, lasciate perdere anche voi: un sacco di juta tagliato in cima è più sexy di una tuta da gara da donna.

 

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