Un riassunto è d’uovo

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Sarebbe d’uopo, ma, dato il tasso di colesterolo di questi giorni, devo proprio dire che sia d’uovo.

Stasera vado alla Taverna ai Mastri d’Arme a mangiarmi un uovo fritto.

Ci vado perché – anche se sono a dieta e da tre mesi mi permetto in un giorno le calorie di mezzo uovo fritto – oggi ho corso il Trail Collio-Brda a Cormòns.
Ho fatto 24 chilometri e 880 metri di dislivello con un sole che manco all’ Xtrem-or, e mi merito l’uovo, la birra, il panino e il cinghiale vivo che, se mi passa vicino, ce l’ha in quel posto.
Per i miei fan: l’ho corso in quattro ore, perché mi sono paralizzata sulle discesine; sul dritto e in salita non mi sono mai fermata. Da grande farò il trattore.

Per fare bene la corsa di oggi, ieri sera ho rinunciato alla pizza con il gruppo di Impro, e mi sono portata la cena da casa, che consisteva in una frittata con le verdure e il riso (per carboidratarmi).
Ieri sera quelli di Impro si vedevano perché l’associazione organizza a Trieste una serie di spettacoli con improvvisatori veri che vengono dall’Emilia, più qualche allievo di Trieste. Ieri toccava a me.

Per non arrivare allo spettacolo imbibinata e addormentata, ma neanche denutrita e indebolita, ho pranzato con della verdura: asparagi & uova.
Le uova contano “verdura”, se ci metti vicino gli asparagi, sta scritto pure su certi ricettari.
Poi si può discutere dell’affidabilità di un ricettario che ritiene di doverti spiegare come fare asparagi bolliti e uova al tegamino, ma intanto sta scritto.

A colazione non avevo mangiato uova, perché le avevo mangiate venerdì, prima di andare in palestra.
Vado in palestra mediamente due volte alla settimana, una terza trascino Zzi dal personal trainer di Sezana, che detta così fa ridere, invece, dai e dai, in salita ho dato strazze a gente coi polpacci tatuati e t-shirt puzzolenti di gare epiche.
Al sabato o alla domenica corriamo.
È iniziata la stagione della bici e io già mi sento male.

Facciamo tutto questo perché ero arrivata a un peso appena appena eccessivo; sfioravo gli ottanta chili di morbidezza.
Non partite con la manfrina che “sono alta”, perché pure Zzi lo è, e non pesa ottanta chili!

“E come sei arrivata a un peso appena appena eccessivo” – diranno subito i miei Piccoli Lettori – “che, a giudicare dalla morte dei sensi di queste pagine, non stai cucinando una ceppa?”

Osservazione interessante: in effetti non sto cucinando una ceppa, in compenso sto bevendo come una spugna.
Tra l’inizio e la fine del 2017 ho conseguito i livelli 2 e 3 del Wine and Spirit Education Trust. Siccome io di vino capisco meno che di fisica nucleare, ma la geografia mi piace un casino (sempre detto che sono le cartine che salvano l’orienteering, del resto) e sulla teoria vado forte, ho dovuto iniziare ad assaggiare di tutto e di più, per passare anche la pratica e non buttare giù dal cesso tutto il mio bolso nozionismo su regioni, zone, sottozone, climi e terreni (che peraltro adesso non ricordo più).
Ho anche disegnato delle stupende cartine, mentre studiavo.

Il vino assaggiato si può sputare, e non fa ingrassare, ma l’etto e mezzo di taralli e i due di montasio che tipicamente seguono i due mezzi calici più buoni, alle undici di sera di ogni maledetto mercoledì, forse (!) contribuiscono all’aumento del peso. Però sono divertenti.

Ho iniziato a studiare il vino perché ora la mia famiglia ha un’enoteca, ci serviva uno che scrivesse sito e contenuti vari, e ci abbiamo messo quello che non è capace a vendere: me.

Io vi parlerei dell’enoteca di Zzi, ma poi mi salta la copertura e scoprite la mia identità segreta in quattro e quattr’otto, poi dovrei uccidervi…

Zzi aveva aperto l’attività a fine 2015 e la seguiva nel tempo libero.
Quando il tempo libero non gli è più bastato, Zzi si è licenziato per fare l’enotecaro a tempo pieno.
Lavorava da 17 anni con un contratto a tempo indeterminato. Poi la pazza sono io.

Il suo ultimo giorno di lavoro in ufficio è stato venerdì 13 ottobre 2017.
Ai più affezionati non sfuggirà che era anche il mio compleanno. Siamo andati a bere l’aperitivo al Tommaseo (adoro il Tommaseo, ve ne devo parlare, come di alcuni altri locali di Trieste, nuovi o nuovi per me) e poi a mangiare al libanese (adoro il libanese, ve ne devo…).

Il mio capo e la mia capa mi hanno regalato una sciarpa morbidosa verde acqua e bordeaux (perché il mio capo non s’accorgerebbe se arrivassi in ufficio nuda, ma la mia capa ha perfettamente inquadrato il mio guardaroba e sa cosa scegliere); la mamma del mio capo, che è mia capa pure lei, mi ha portato i fiori; il cugino del mio capo, che è il nipote della mamma del mio capo ed è mio capo pure lui, mi ha preso la torta.
Messa così, sembra che lavori per gli Ewing, invece, grazie a una preziosa raccomandazione estorta per me dalla Giraffa, sono stata assunta dalla Famiglia Cuore – a tempo indeterminato non appena scaduta la prova, senza quadriglie di rinnovi; se no, che Famiglia Cuore è?

E questo è più o meno tutto.
Il prossimo giugno non farò il saggio di teatro perché sarò a Vienna a una fiera del vino pazzesca, alla quale è da scemi non andare, specie se ti invitano. Son contenta da una parte e mi ruga dall’altra, anche perché i miei amici mettono in scena Cyrano de Bergerac.
In Bergerac fanno vini bianchi e rossi in stile Bordeaux, che in effetti inizia subito a ovest – lo dico per far vedere che ho studiato, ma in realtà ho dovuto controllare e mi stavo sbagliando.

Al paragrafo “programmi per il futuro” vorrei annoverare una nuova edizione della guida a Trieste di Larrycette, nuovi e-book di raccolte ragionate, ben selezionate, ben editate e opportunamente integrate dei migliori post del blog e un paio di altre cose troppo fighe per sputtanarmele qua.

Ma siccome era più di un anno che non scrivevo, forse non ce la farò, e forse a luglio manco rinnovo il dominio (dipende dai nuovi regolamenti privacy, devo ancora capire).

Quindi, se vi piaceva qualcosa, nel dubbio cominciate a scaricare.
Baci, abbracci e rock’n’roll

 

Ps: anche La Giraffa ha cominciato a fare sul serio: ha un altro figlio e un negozio di robe patchwork troppo fighe)

 

 

About Larry

Un giorno Bruce Springsteen mi porterà via con sé, nel frattempo vivo avventure rocambolesche ogni volta che mi avvicino a un fornello e sottopongo ad attenta analisi tutti i locali nei quali vado a mangiare. Una volta ho incontrato un orientista e l'ho sposato senza comprendere la portata della tragedia. Il lamento dell'orientamento è su Larryetsitalia.net

3 thoughts on “Un riassunto è d’uovo

  1. Pat54

    Bentornata.era un bel po’che non ti leggevo e ora so perché.
    Nel frattempo però noto l’alcool non ha ottenebrato la tua abilità.
    Contenta per te, per la nuova attività e per le nuove avventure. Buona fortuna per tutto, di cuore.
    Della giraffa soi tutto…siamo rimaste in contatto e sono felice per lei come se fosse mia figlia.
    L’unico rammarico è abitare così lontana da Trieste..e quel che è peggio non essere mai venuta a visitarla..deve essere splendida.
    Alla prossima…
    Pat

    Ps tu è un anno che non scrivi, io ormai sono quasi sei…
    Mi manca un po’questa sorta di diario pubblico..ma troppo poco tempo e tanta la stanchezza

  2. Giulio GMDB

    Bello rileggerti anche se ormai pure io latito un sacco dal blog (si dice latitare da qualcosa? Mi sa che ho scritto uno strafalcione ma almeno ti do la soddisfazione di potermi cazziare). Per gli allenamenti in bici se vuoi compagnia basta che mi chiami ;-) Poi una sera manda a fanculo la dieta ed organizziamo una grigliata in terrazza da noi. A Zzi diamo il compito di portare i vini che le degustazioni mi piacciono sempre :-)

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