Surviving Christmas! I segreti dell’esperto per arrivare al prossimo Natale

È Natale e voi state leggendo Larrycette.

Vi meritate di conoscere i segreti dell’esperto – che poi sarei io – per sopravvivere al Natale.

Larry di Larrycette sarebbe l’esperto?

Ok, mi avete sgamata: sono l’esperta, al femminile; ho anche – come in ogni festività da che io ricordi – il ciclo in questo preciso momento (interessante, vero?), quindi sono indiscutibilmente un’esperta (e in quanto tale, voglio l’apostrofo).

Sono nata in ottobre, il che significa che ho festeggiato il primo Natale prima di compiere un anno. Se l’Aritmetica non mi tradisce, come fa di solito, avendo io, qualche mese fa, compiuto 21 anni per la tredicesima volta, festeggio ora Natale per la trentaquattresima volta.

Se la Storia non mi tradisce, come tende a fare, ma meno spesso dell’Aritmetica, ho battuto Gesù.

Per me, è abbastanza per ritenermi un’esperta. Se siete d’accordo, cliccate di seguito per scoprire i miei consigli per uscire vivi – se non proprio “indenni” – dalle feste.


I segreti dell’esperto per sopravvivere al Natale

È inutile che ci lamentiamo: arriva tutti gli anni lo stesso giorno, sta a noi prendere le misure per gestirlo al meglio. Mugugnare non servirà a saltare a piè pari i giorni fra il 20 dicembre e il 7 gennaio.

I Piccoli Lettori particolarmente facoltosi possono fare quello che io ho sempre sognato: far su armi, bagagli e Zzi e sparire dall’Immacolata all’Epifania, girando il mondo e scoprendo posti remoti.
“Il Natale è dappertutto” – obietterete giustamente – “È diventato una festa commerciale festeggiata anche a Taiwan!”.
Tristemente vero, ma immagino che la forsennata corsa ai regali sia infinitamente più divertente, se osservata con distacco sorseggiando Dom Perignon dalla cima del One-O-One.

Se non potete abbandonare tutto ogni anno per fare un mese di lussuose ferie (ma come no?), non resta che far buon viso a cattiva sorte e cercare le soluzioni meno dolorose.

 

A come addobbi

Non è necessario conciare la casa come un bordello delle bambole per far vedere a familiari e ospiti che partecipate al loro irritante spirito natalizio: bastano l’albero e il presepe, al limite uno solo dei due.

Sono finiti i tempi in cui “fare l’albero” significava immolare mezza domenica – o l’otto dicembre, o giorno de l’ærbo – ad addobbarlo di palline (molte delle quali di vetro: le uniche che cadevano) e ghirlande, e l’altra mezza a tirar su dal pavimento aghi, cocci, fermaglietti di metallo usciti da non si è mai saputo dove e pelucchi delle ghirlande.
Oggi l’albero si compra “ecologico” (ecologico un cazzo, è tutta plastica, chissà cosa ci vuole per produrlo, ma quando dico che secondo me è più sano prendere un alberello vero, con tanto di radici, piazzarlo in un bel vaso per un paio di settimane e fiondarsi a trapiantarlo in giardino il pomeriggio del 6 gennaio, mi prendono tutti per abelinata, eppure vi giuro che vivono, quando ero piccola-piccola lo facevamo… poi siamo passati all’albero finto perché ci siamo scazzati dei trapianti d’urgenza, ma va be’).
Dato che l’albero è di plastica, non necessita di cure e non soffre, la cosa migliore è metterlo via addobbato, protetto dalla polvere in un sacco della spazzatura di dimensioni condominiali, e scappucciarlo di anno in anno alla bisogna.
Se non mi sono spiegata, qui c’è il tutorial.

Per quanto riguarda il presepe, vedere di seguito.

 

B come Belgio

Ogni anni ci fanno una fantastica “cinque giorni” di orienteering, fra Natale e Capodanno.

Certo, in Belgio a fine dicembre, se va bene, nevica; se va male, piove/è piovuto, e in gara si pattina sul fango, raschiando un freddo becco e rischiando l’osso del collo, ma in confronto al Natale coi parenti è comunque una prospettiva seducente.
Va da sé che è il caso di arrivare un paio di giorni prima, per non risentire della fatica del viaggio in gara, quindi con questa scusa potete sparire dal 23 al 2, e nessuno se ne avrà a male.

 

C come colpo di telefono

È d’obbligo tra consanguinei e, anche tra amici, è meglio del messaggino. Spesso, è anche più economico, e si fa prima a dire “ciao, come stai, anch’io, grazie, tanti auguri, anche ai tuoi, grazie, presenterò, divertitevi, un abbraccio, bacini, bacì, ciao, sì, cià cià ciao” che a digitare stronzate di angeli e slitte a tutta la rubrica
Certo, è più invadente, quindi dovete proprio essere amici.

Anche se ne conoscete il numero di telefono, ai non-amici è meglio mandare un’e-mail, o un biglietto tradizionale.

 

D come Dio

Tecnicamente è il suo compleanno, il che mi pare un buon motivo per non rompergli le balle, o almeno per sforzarsi si essere educati, invece è usanza piombare in massa a casa sua, a tarda sera, accendendo tutte le luci e cantando come degli ossessi.
Fate presente che la sua inclinazione al perdono non è un buon motivo per approfittare della sua pazienza e boicottate la messa di mezzanotte, dicendo che andrete la mattina dopo.

La mattina dopo, pitturatevi le occhiaie con l’ombretto e asserite di essere stati alla messa di mezzanotte di quella bella chiesa di campagna in culo ai lupi, dove c’è quel coro tanto bravo, per questo nessun vi ha visto in parrocchia.

 

E come E-Street Band

Quando mi prende l’angoscia del Natale, di tutte le persone cui fare un regalo e del vuoto assoluto sul cosa scegliere, io penso a Springsteen (ok, lo penso spesso), che sono quarant’anni che deve fare un mucchio di regali, più o meno sempre stesse persone, per giunta con Patti Scialfa che lo critica continuamente (perché – dai! – è ovvio che la Fulva Funesta lo critica continuamente).

Per me, è di grande conforto e ispirazione.
Vostra nonna sarà estasiata al ricevere il cofanetto di Darkness da esporre sulla credenza, tra il centrino di zia Carmela e il coniglietto di Swarowski di zia Assunta.

 

F come Finlandia

Se non potete permettervi una fuga di un mese in Polinesia e sapete già che i vostri parenti non si berranno la storia di un improvvisa passione per l’orienteering, proponete loro una gita nella terra del Natale, a osservare Babbo Natale che striglia le renne e carica la slitta.
Sarà strepitoso, e sarà un’occasione per riunire tutta la famiglia e passare insieme giorni felici.
Siete convinti?
Ecco, adesso, con lo stesso entusiasmo, convincente tutti i vostri parenti e promettete loro che bagnerete regolarmente le piante fino al loro ritorno.

 

G come Grondona

Nell’eterna lotta tra pandoro e panettone, ecco la soluzione: il pandolce genovese (o pandôce).
È simile al panettone, ma ha una pasta più compatta ed è molto più farcito; inoltre, contiene anche i pinoli.

Una cupoletta grande come mezzo pallone da calcio pesa mediamente un chilo e mezzo (non ridete, non è una battuta).
Per me, il pandolce Grondona è il migliore fra quelli industriali, e piscia in culo a parecchi pandolci di pasticceria.
È abbastanza facile trovare i prodotti di questa marca anche fuori Genova; li riconoscete, perché sono quelli con un packaging demodé e uno slogan (“dall’infanzia alla vecchiaia”) imbarazzante. Ne ho parlato qualche Pasqua fa (fanno buona anche la colomba).
Stupite i vostri ospiti con una fetta di pandolce e digeritelo insieme fino a San Valentino.

H come Hobbit

È il cine-tormentone del Natale 2013.
È stato il cine-tormentone del Natale 2012.
Sarà il cine-tormentone del Natale 2014.
Per fortuna le trilogie si compongono di soli tre episodi, anche se temo che Peter Jackson sia già in cerca di un produttore per il suo prossimo matt… ehm kolossal, volevo dire kolossal.

Eccezionalmente, a Natale raccomando di evitare le sale cinematografiche, poiché in questo periodo, oltre agli innocui nerd tolkeniani, potete trovarci solo estimatori dei fratelli Vanzina e bambini esagitati che spendono venti euro di pop-corn puzzolenti per usarli come rivestimento di poltroncine e pavimenti.
State a casa, fate un tè, procacciatevi dei biscottini e  guardate la TV, che non manca di trasmettere rassicuranti repliche di Una poltrona per due, La vita è una cosa meravigliosa, Il piccolo Lord, Mio cugino Vincenzo e – uno dei miei favoriti – Operazione sottoveste.
Se non vi viene l'”abbiocco” per via del cibo delle feste, di solito a tarda notte danno anche Frankenstein Junior e i Blues Brothers!

I come indigestione

Masticate il minimo necessario per non strozzarvi ingoiando.
Non rifiutate niente. Mangiate più in fretta che potete, per non dare tempo allo stomaco di inviare la sensazione di sazietà al cervello.
Bevete poco e prediligete il vino, in modo da saziarvi più lentamente.
Non dimenticate di accompagnare tutto con un po’ di pane.
Sinceratevi che non manchi, in tavola, qualcosa con la maionese.
Se non siete certi di farcela, uscite a fumare sul poggiolo (senza coprirvi) prima di passare a torrone e frutta secca.

Dovreste riuscire a farvela venire, in questo modo.

L come libri

Sono il regalo perfetto, anche per chi non legge, perché ce ne sono di adatti a tutti. Coloro che non amano i libri, non hanno ancora trovato quello giusto per loro.
Eppure i vostri parenti ancora sbagliano a regalarveli, eh?
Sono sei anni che la vostra ragazza vegetariana vi ha lasciato, e vostra madre si è presentata con il cucchiaio verde?
Riciclatelo.
Riciclate senza tema i libri che non vi piacciono.
I libri sono perfetti per essere riciclati, perché non sono soggetti alla moda, non danno problemi di taglie, possono essere nuovi anche se sono sulla piazza da tanto tempo.
Dovete trovare solo la persona adatta al titolo che avete per le mani e donarglielo. Se siete soli al mondo, datelo in bookcrossing, prima o poi troverà apprezzamento.

Meglio ancora: organizzate con gli amici uno swap-party di libri poco graditi, magari c’è qualcosa più adatto ai vostri gusti; ma non sperate di accaparrarvi, in questo modo, un copia del libro dell’anno.

È ormai pressoché introvabile, ma insistendo (molto) con Amazon si dovrebbe riuscire a procurarselo.

M come marziani

Direte che vi hanno rapito il venti dicembre – ne siete sicuri, perché l’ultima cosa che ricordate è l’acquisto dei biglietti dei Pearl Jam a Trieste – e vi hanno rimesso nel vostro letto il 7 gennaio.

Dovete solo far scorta di generi alimentari e carta igienica, buoni libri e buoni film.
Dopo di che, vi chiudete in casa, non aprite a nessuno, non rispondete al telefono, lasciate che il cellulare si scarichi, non postate su Facebook, e state lontani dalle finestre. Non fate la cazzata di accendere la luce dopo il tramonto. Ricordatevi di strisciare sul pavimento, se dovete passare davanti a una finestra. Non pensate di cavarvela chiudendo le tapparelle, perché quando gli alieni rapiscono, non danno certo il tempo di chiudere tutto, incluso il gas, e mettere l’allarme.
Mangiate cose secche e non cucinate cose che imputridiscono, perché non potrete uscire a gettare la spazzatura.
Se avete un vicino studente, per cinquanta euro sarà capace di andare in giro dicendo di aver visto una luce azzurrognola e un lampo improvviso.
Fate un paio di grossi cerchi sulla strada davanti al portone con della carbonella, e il gioco è fatto!

N come novanta

La paura e i numeri della tombola, che in questo caso sono quasi sinonimi.
Quando i parenti tirano fuori le cartelle e si preparano a spennarvi come ogni anno, fate di buon grado il primo giro.
Poi, annunciate allarmati di aver solo cinquanta euro interi, e uscite a cercare un’edicola che possa cambiarveli, facendovi momentaneamente sostituire dal San Giuseppe del presepe.
Tornate il giorno seguente a prendere le sigarette che avevate lasciato sul tavolo e il tupperware con gli avanzi che vi terranno in vita fino al nuovo anno.

Non temete: la rissa scaturita poco dopo a causa del fatto che zia Rosmunda sceglieva i numeri da estrarre sbirciando nel sacchetto ha fatto dimenticare a tutti la vostra fuga.

O come orecchini, orpelli e organizer

Avete una ragazza? Le avete già regalato un anello? E allora perché, dall’ultima volta che avete imbroccato un regalo, vi ostinate a presentarvi con completini intimi da pornodiva, in taglie sbagliate, che non può neanche andare a cambiare perché ha paura di farsi vedere quando entra o esce da quel negozio?
Tanto, quando li indossa, voi non le date soddisfazione perché non li distinguete e pensate che sia sempre lo stesso (un paio di volte, avete pure comprato proprio lo stesso, dimenticando di averlo già scelto il Natale precedente).
Vi svelo un segreto: sono scomodi de cagarse, grattano, raspano, si infilano, irritano, bruciano e no, non sono eccitanti perché blandamente sado-maso, sono fastidiosi come le briciole in letto e fanno venire voglia di farsi un impacco di Fissan e fasciarsi in un ciripà fino a Pasqua.
Del resto, come dice Zzi, “se non ti piacciono le mutande di Snoopy, togligliele”.

Molto meglio un paio di orecchini. Non importa se glieli avete già regalati: gli orecchini non bastano mai e ce ne sono per tutti i gusti, sempre diversi. Occupano meno posto delle scarpe e si possono cambiare anche dieci volte al giorno. I miei sono i più ammirati, e i miei fornitori ufficiali sono Cautero Creazioni e Orcapeppa.

Se vostra madre ha deciso di regalare orecchini alla vostra ragazza e proprio vi scazza fare un regalo duplicato, l’accessorio dell’anno è il bag-organizer della Giraffa. È indispensabile (par di no, ma causa un miglioramento della qualità della vita equiparabile a quello della coppetta mestruale) e di sicuro non ce l’ha (chi non è di Trieste lo trova qui)

P come presepe

In teoria, basta la capanna; da qualche parte, ne avete sicuramente una di cartoncino e stuzzicadenti attaccati con il vinavil, fatta all’asilo.
Io ho risolto con un arazzo – pardon, un quilt – che mi ha regalato qualche anno fa la Giraffa, e che affiggo nella stanza incastrandolo nell’anta del mobile nel quale lo ripongo alla fine delle feste.

In giro si trovano piccoli-grandi capolavori di artigianato, come quello che vedete qui sotto, che sfido chiunque a metter via dopo l’Epifania.

Lo trovate qui, insieme ad altre cose pazzesche.

Procuratevi anche voi qualcosa del genere e piantatela di andare in giro per il Carso a raspare il muschio, che sporca pure tutta la casa.
Oltretutto, nelle piccole case moderne, il presepe con pecore, stagno, giochi d’acqua e angeli in planata sembra il plastico di Bruno Vespa

 

R come regali

Vanno fatti.
È inutile che facciamo tanto i superiori, che quest’anno il consumismo non ci frega, che li facciamo solo ai bambini (a proposito: bell’esempio! Casomai, se non vogliamo cadere nella trappola del consumismo, è proprio con i bambini che bisogna resistere al ricatto del regalo a tutti i costi), che li facciamo solo agli amici più stretti, tanto poi ci facciamo prendere dal panico del “cosa penserà se mi presento a mani vuote?”, “mi farà un regalo e io non avrò niente?”, “giusto un pensiero per non fare figure”, e finiamo con il comprare le più assurde puttanate, spesso facendo, sì, la figura di quello che si è sentito obbligato e aveva il fiato sul collo.
Prendeteli per tempo e sceglieteli bene.
Se vostra cognata non ha un affettatartufi, forse è perché detesta i tartufi.
A pochi giorni dal rendez-vous, di solito ci viene in aiuto Amazon: c’è di tutto per tutte le tasche, qualcosa che possa essere consegnato in un batter d’occhio si trova sempre.
Se siamo al punto che neanche i droni possono far nulla, ricordatevi di BiDo e saccheggiate la vostra dispensa.

Da Biosec

Insacchettate le mele secche, metteteci un bel nastrino e regalatele all’istruttrice della palestra.
Impilate le barrette energetiche, fasciatele in una carta carina e scrivete un biglietto spiritoso per la collega che si lamenta sempre del marito triatleta.
Mettete in un barattolo di vetro due tazzine di riso, un cucchiaio di preparato per brodo e una tazza di zucchine essiccate, scrivete un’etichetta graziosa con le istruzioni e donatelo ai vicini neogenitori incasinati.
Certo, ora non avete più di che cibarvi, ma avete tutto il 2014 per preparare nuove scorte.

S come (Santo) Stefano


Atmosfera di day-after: avanzi che guardano minacciosi dal tavolo della cucina, perché non hanno trovato posto in frigo e messaggi angoscianti dagli amici di media distanza, che telefonano per incontrarci “nelle feste”, perché pare che dal 27 il mondo sia finito e non sia più possibile vedersi fino all’anno prossimo.
Io me la cavo con la consolidata tradizione del tè con la Giraffa al pomeriggio, cioè quando lei viene rilasciata dai suoi numerosi parenti; quest’anno sono impegnata anche al mattino: vado a correre con Zzi, la Regina della Bussola e il suo Principe Consorte.
Trovatevi anche voi una tradizione squinternata da rispettare in questo giorno e godetevi la meravigliosa sensazione di escludere da essa il resto del mondo.

 

T come (a) tavola

Per alcuni è il pranzo del 25, per altri il cenone della vigilia, più spesso entrambi, ma la morale non cambia: è il momento più temuto dell’anno.
L’angoscia comincia settimane prima, quando si stabiliscono le formazioni: “Cenone dai miei e pranzo dai tuoi; poi, avanzi tutti insieme a Santo Stefano da noi”.
Seguono trattative serratissime sul menu. Il luogo comune vuole che le tavole più ricche siano quelle del sud, ma vi assicuro che tra cappelletti, cappon magro e cima anche a Genova non si scherza.

Ciò che rende questi pasti così pesanti, però, non sono le pietanze servite, bensì l’atmosfera.
Siamo tutti lì per fare un piacere a qualcun altro, non si sa bene chi e perché.
Se non potete prendere la situazione in mano e decretare che dal prossimo anno “liberi tutti” (potrebbe essere la volta buona che si passa il Natale senza odiarsi, ma perché provare?), estraniatevi.

Non ascoltate i discorsi, tanto sono sempre quelli. La tale si è sposata e tu no, quell’altra ha un bel lavoro e tu no, il figlio di coso è diventato cardiologo; inutile ribattere che la tale era incinta di cinque mesi e non si è sposata prima perché lo sposo era in galera, che quell’altra ha la mascella slogata a furia di “colloqui” e che il figlio di coso è cardiologo perché Coso è primario di cardiologia, non funziona. È di gran lunga meglio annuire e fare facce di circostanza, concentrandosi su altre cose, fino a sconfinare nella pura meditazione.

Cercate solo di non dare nell’occhio quando cercate di “fare l’albero”.

 

U come uvetta e canditi


C’è sempre qualcuno che li scarta.
Raccoglieteli dai piatti e teneteli da parte. Ho calcolato che con l’uvetta e i canditi scartati dai panettoni consumati durante le feste in un condominio medio, io potrei fare strudel per un anno, senza dover dragare il muesli ogni volta.

V come video

Una volta si recitava la poesia e si era umiliati solo davanti alla famiglia, ora lo sputtanamento va in mondovisione, grazie ai social network e alla facilità di riprendere e condividere qualsiasi cosa, ma… ricordate: siete armati anche voi!
Tenete il vostro smartphone bene in vista, ma assicuratevi che nessuno se ne possa impossessare e minacciate di usarlo contro i convitati al minimo accenno di connessione di chicchessia.
Frasi efficaci sono “Getta il telefono a terra e alza le mani!”, “Ho un account YouTube e non ho paura di usarlo”, “Fermo o twitto la tua foto con il brodo che ti esce dal naso”.

I consigli per sopravvivere al Natale terminano qui.
Manca una lettera, ne sono conscia, ma non posso permettermi di portare a termine un alfabeto proprio ora che siamo così vicini alla conclusione dell’AbbeceDario, il timore di demotivare l’autore è troppo forte.

E, a proposito di video…

 

4 thoughts on “Surviving Christmas! I segreti dell’esperto per arrivare al prossimo Natale

  1. Giulio GMDB

    Io ho trovato su Twitter un suggerimento molto pratico e rapido:
    “Cosa fai per Natale?”
    “Mi fingo morto…”

    :-)

    Auguri!

    P.S.: comunque tutti festeggiano il Natale prima di compiere un anno… :-)

  2. pat54

    auguri in ritardo anche da me.Io dissento.
    Io amo lo spirito natalizio…ne amo ogni singolo aspetto anche se purtroppo ormai siamo ridotti in 4 gatti…genitori e nonni ormai andati,figli lontani.;ma non rinuncio a albero, (finto, bien sur, ma per necessità…perchè in questa casa in cui abito da 7 anni quelli veri non riescono a durare per cui), Presepe mignon da quest’anno (da quando ho deciso di farlo con statuette scolpite a mano….minchia quanto costano!!!), amo la scelta dei regali e i regali home made (ma solo per chi veramente li capisce e comprende che ho dedicato del tempo solo a loro)anche se ultimamente mi riduco all’ultimo purtroppo.
    In ogni caso so che fino al due sarai con gli alieni, per cui leggerai i miei auguri a feste finite…
    Spero che ti abbiano studiato qb e che possano tornare sul loro pianeta con la convinzione che sulla Terra siamo tutti intelligenti e dotati di sense of humor come te.
    auguri!!!

  3. Giraffa

    Qualche consiglio l’ho seguito, qualcuno (purtroppo) decisamente no. Mi permetto di dissentire solo sulla voce Hobbit – cinema; andare allo spettacolo delle 18.30 la sera delle Vigilia è geniale. Poca gente, atmosfera “intima”, cellulari necessariamente chiusi o silenziati, sfuggi ad auguri, amici, parenti (ed alieni) fino a cenone (altrui) iniziato. Ti nutri solo di popcorn o patatine, rimanendo così leggero in vista del pranzo del giorno successivo.
    Purtroppo non si può fare nulla per lo strato di popcorn lasciato dagli altri, scegliete un abbigliamento molto casual!
    Auguri a tutti i lettori di Larrycette!

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