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	<title>LARRYCETTE &#187; Bar a Trieste</title>
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		<title>Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>| <strong><em><span style="color: #99cc00;">über Sinn und Bedeutung</span></em></strong> |</p>
<p>Prima o poi dobbiamo testare anche tutta quella sfilza di bar-fotocopia da fighettame di via San Nicolò bassa.<br />
Iniziamo con sistematicità e ci infiliamo, per prima cosa, al</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Café del Mar, via San Nicolò 3, Trieste</span></strong><br />
L&#8217;atomosfera interna è leggermente cupa, l&#8217;istinto è quello di cercare le vasche con le pozioni magiche per sviluppare le foto, poi Zzi mi ricorda che no, pirla, non è una camera oscura, è un bar, e stai attenta a dove metti i piedi!<br />
Guardo bene in terra e, sebbene le luci siano estremamente basse per un locale che somministra alimenti in cui avventori e personale restano vestiti, non c&#8217;è nulla da nascondere, il pavimento è pulito, anche negli angoli.<br />
Occupiamo un tavolino sul retro tanto alto quanto minuscolo, la cui già ridotta superficie è occupata da un lumino più sepolcrale che romantico. Accanto alla macchina del caffè giace, parzialmente mangiucchiato, un toast poggiato direttamente sul marmo del bancone che, però, appena noi clienti prendiamo posto dove può essere visto, sparisce.</p>
<p>Attendiamo la cameriera per un tempo ragionevole, questa, cordiale e sorridente, non ci propone la lista, del resto noi, decisi sulla nostra ordinazione, non gliene diamo modo.<br />
La giovane veste in total look nero, spezzato solo dal grembiule color vinaccia&#8230;non sia mai che le frequenze del verde impressionino le stampe!</p>
<p>Quando chiedo il vodka russian si alza un sopracciglio sul gioviale volto della barista, ma, poiché non chiede delucidazioni, deduco che sappia benissimo cosa voglio.<br />
Io lo so, se me lo chiede, io lo so.<br />
Ma non me lo chiede, e io non glielo dico.</p>
<p>Nell&#8217;attesa ho modo di apprezzare i tovagliolini personalizzati che, sotto al logo a due colori del locale, reca la descrizione &#8220;wine e american bar / stuzzicheria&#8221; e i recapiti.<br />
&#8220;Stuzzicheria&#8221;.<br />
Sticazzi, mi viene da dire.<br />
Cosa diavolo sarà una stuzzicheria? Si direbbe un neologismo creato per analogia con termini quali &#8220;pizzeria&#8221; o &#8220;coltelleria&#8221;.  La prima è un locale in cui si produce e somministra pizza. Nella seconda si vendono e si fa manutenzione ai coltelli, in alcuni casi vi vengono anche realizzati.<br />
Ne deriva che in una stuzzicheria si producano e somministrino/vendano gli &#8220;stuzzichi&#8221; o le &#8220;stuzziche&#8221;. Non mi risulta che questo segno possa essere riferito ad alcun significato. Al massimo, con uno sforzo di immaginazione, posso credere che si riferisca a &#8220;stuzzichini&#8221;.<br />
Al di là del fatto che gli stuzzichini, gratuitamente serviti come accompagnamento o acquistabili singolarmente, in un bar sono una presenza un po&#8217; scontata [tanto varrebbe scrivere allora "coca-coleria", "acquadel rubinetteria", "cappuccineria"], la dicitura corretta dovrebbe allora essere &#8220;stuzzichineria&#8221;.<br />
&#8220;Faccagare&#8221;, diranno subito i miei piccoli lettori. Sono d&#8217;accordo. Anche &#8220;stuzzicheria&#8221;, d&#8217;altro canto, è un ottimo succedaneo del confetto Falqui.</p>
<p>Non tutte le lingue hanno una e una sola parola per indicare un concetto, questo spiega perché, con i mutamenti culturali che portano nuovi concetti nelle società, si ricorra a perifrasi o a prestiti. Non è obbligatorio usare una sola parola per chiamare le cose.<br />
Inoltre, la presenza di stuzzichini in un bar non è, a mio modesto avviso, un mutamento culturale di portata tale da giustificare il conio di una nuova parola, specie così brutta.</p>
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</script></div><p>Non appena mi si riassorbe la bile, arriva il vassoio con le consumazioni.<br />
Al posto del mio vodka russian c&#8217;è un bicchiere di Coca Cola. Ah, no, è un Black Russian.<br />
Lo faccio notare.<br />
Sconcerto nella barista. Conferma che è un Black Russian. Riconosce che avevo chiesto Vodka Russian. Ora sembra comprendere perché ho usato un senso diverso dal suo per riferirmi ad un significato che &#8211; TA DA! &#8211; è altrettanto diverso.<br />
Spiego cos&#8217;è il Vodka Russian. Risponde che tanto la Russian non ce l&#8217;aveva.<br />
Faccio la faccia di quella che dice &#8220;E allora potevi dirmelo e chiedermi cosa voglio&#8230;.e se fossi stata una i quelle strambe che odiano il caffè?&#8221;, ma taccio.<br />
Fatalmente, sono una creatura estremamente espressiva.</p>
<p>La barista, compresa la gaffe e il peccato di ubris, insiste tantissimo per cambiare la mia consumazione, ma dato che io non sono una di quelle strambe che odiano il caffè e so quanto costa la kahlua, lo bevo lo stesso.<br />
È buono; un po&#8217; abbondante di kahlua [o carente di vodka, punti di vista], ma, proprio per questo, dolce e beverino.</p>
<p>Gli stuzzichini riempiono il tavolo [grazialcazzo, ha il diametro di un 33 giri e, dopotutto, siamo in una stuzzicheria], ma tra essi non ce ne è nemmuno uno che &#8216;faccia fondo&#8217;, eccettuata la fetta di pane tagliata in 4 su cui giacciono i resti smembrati di un pomodoro e di una mozzarella che hanno fatto felici molti altri palati. Ci sono olive, ma non c&#8217;è un piattino dove gettare gli ossi, ci sono peperoncini verdi sott&#8217;aceto, ma nemmeno un tovagliolo di carta dove gettare i piccioli, ci sono arachidi in guscio, ma un cazzo di niente dove mettere le bucce: in men che non si dica il 33 giri è pieno di briciole di arachidi, tovagliolini umidi di resti di peperoncini e ossetti sputazzati.<br />
Per fortuna i bagigi sono pochi e liberiamo presto una coppetta da adibire a pattumiera.</p>
<p>Alla cassa, la barista si scusa ancora per il malinteso e ci ringrazia e saluta molto educatamente.</p>
<p>Non è il tipo di locale che mi piace, ma lo sapevo prima di entrarci; nonostante ciò e nonostante il fatto che neanche qui sia possibile bere un vodka russian [o scegliere un'alternativa!] è un locale privo di doti, ma anche privo di difetti.</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦ [Un po' camera oscura, un po' boudoir, parecchio stravisto]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦♦ [Fanno di tutto per non darlo a vedere, ma è molto ordinato e pulito!]<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦ [Tutto pulito e grazioso, ma neanche una sputacchiera!]<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦ [Uno per la presunzione e uno per la sufficienza]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦♦ [Per la sincera disponibilità a sostituire la consumazione]<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦ [Sempre 'sto nero...]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦ [Il black russian era di mio gusto, ma obiettivamente leggermente squilibrato]<br />
Cibi: ♦♦♦ [Freschi, non abbondanti, ma neppure scarsi, un po' troppo fighetti e inspiegabilmente mancanti di semplici patatine]</p>


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		<title>Bar Cafénoir/Caffè Orizzonte, via Bellini, Trieste</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 18:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Triestinità]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa abbiamo deciso di interrogare il Cafè noir di via Bellini, Trieste, altrimenti noto come il Caffè Orizzonte di via Bellini, Trieste La verità è che ha cambiato gestione da poco e ha ancora entrambe le insegne, così io non so quale sia il nome attuale perché non ricordo quale fosse il precedente. [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa abbiamo deciso di interrogare il</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Cafè noir di via Bellini, Trieste,</span></strong></p>
<p>altrimenti noto come il</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Caffè Orizzonte di via Bellini, Trieste</span></strong></p>
<p>La verità è che ha cambiato gestione da poco e ha ancora entrambe le insegne, così io non so quale sia il nome attuale perché non ricordo quale fosse il precedente.</p>
<p>L&#8217;interno è come lo ricordavo, in tota larrish look arancione e marrone.<br />
Prendiamo posto ad un tavolo minuscolo, contornato ad un lato da sedie e dall&#8217;altro da un divanetto pieno di cuscini, spodestati i quali, sprofondiamo col mento sul tavolo.</p>
<p>L&#8217;ambiente è tranquillo, il barista compare presto a prendere le ordinazioni.<br />
Non c&#8217;è un listino, ma non è questo un bar alla moda dove le persone vanno per farsi vedere, è più un posto dove la gente entra perché ha sete, freddo, voglia di caffè o di far la pipì.</p>
<p>Ordiniamo senza menarcelo e io chiedo uno spritz perché sono si e no le cinque del pomeriggio e la cosa più trasgressiva che ordinano i miei commensali è un succo d&#8217;ananas: non mi va di fare la figura dell&#8217;alcolizzata. Non la prima volta.</p>
<p>Lo spritz non è memorabile, ma è fatto bene.<br />
Ci raggiungono nel frattempo LaMinaccia e un suo nuovo amico partenopeo.</p>
<p>Partenopeo è a Trieste da solo tre mesi, e ha già tanti aneddoti da raccontare.<br />
La città e i suoi abitanti, in effetti, sono una miniera di spunti.<br />
Il più ovvio è il caffè.<br />
Prendere un caffè denuncia subito la non triestinità dell&#8217;avventore. Un italiano chiede un caffè, eventualmente un macchiato, specificando caldo o freddo se è proprio un rompiballe. Prima delle otto consumano un cappuccino o un lattemacchiato, sempre se sono rompiballe.</p>
<p>Il triestino chiede un nero, un capo, un capo in bi [chiaro o scuro], un goccia [caldo o freddo].<br />
Ma il bello non è la varietà: è la [non]corrispondenza.</p>
<p>Possiamo accettare di chiamare solo nero l&#8217;espresso [anche se essere corretti dal barista quando chiediamo "un caffè" è onestamente troppo] e imparare che il goccia è il caffè macchiato.<br />
Ma &#8220;capo&#8221; è il diminutivo di cappuccino, che però viene servito in tazza piccola e &#8211; di fatto &#8211; è un caffè macchiato fino all&#8217;orlo [e chiunque dica il contrario è un triestino]; in bi è servito in bicchiere.<br />
Il problema si presenta quando uno vuole un cappuccino vero, chiede un cappuccino e gli arriva questa porzione micragnosa. Se Nanni Loy fosse stato Triestino non avrebbe avuto abbastanza spazio per intingere il cornetto.<br />
Avrebbe &#8211; obietteranno i miei piccoli lettori alabardati &#8211; dovuto chiede un caffèlatte.<br />
Già perché ora il delirio di pidocchiosità triestino esplode. Dopo aver ridotto le dosi del cappuccino, riducono anche quelle del caffèlatte e ne danno 250ml, ovvero la tazza da cappuccino.<br />
Non si sa come si faccia ad avere un caffèlatte, forse bisogna chiedere una caraffa, pare che nessuno abbia mai osato chiedere tanto, oppure è ancora là che cerca di spiegarsi col barista e la nomenclatura non è stata codificata.</p>
<p>Ad ogni modo, questo bar è un posto cosmopolita, i gestori sono garbati e parlano italiano.<br />
Io gli spacco un bicchiere perché sono impercettibilmente goffa e loro non battono ciglio.<br />
Gli stuzzichini sono scarsetti, ma, ripeto non è un bar da aperitivi.</p>
<p>Perciò non lo classifichiamo, non finché non mi viene voglia di andare lì a non bere un vodka russian.</p>


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		<title>Another year&#8217;s over</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<description><![CDATA[Più o meno da quando è online questo nuovo blog, Zzi mi suggerisce di postare una volta al mese la classifica dei post più letti nel mese precedente, così i visitatori saltuari non si perdono le parti salienti. È che io non sono una fan delle classifiche, gerarchiche. Al limite, preferisco le liste, democratiche. A [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più o meno da quando è online questo nuovo blog, Zzi mi suggerisce di postare una volta al mese la classifica dei post più letti nel mese precedente, così i visitatori saltuari non si perdono le parti salienti.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">È che io non sono una fan delle classifiche, gerarchiche.<br />
Al limite, preferisco le liste, democratiche.<br />
A lasciarmi fare, finisco nelle le enumerazioni, anarchiche.<span style="background-color: #ffffff;"><br />
La classifica è troppo inglese, roba per Nick Hornby [<em>Alta Fedeltà</em>], la lista è nazionale, da Sandro Veronesi [<em>Caos Calmo</em>].</span></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">L&#8217;enumerazione è particolare &#8211; e universale &#8211; come Stefano Benni [<em>Saltatempo</em>].</span></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">In compenso sono una fan accanita delle operazioni nostalgia, mi piace proprio macerarmi a rivangare i bei tempi andati che più mai torneranno [che non sono quasi mai migliori di quelli attuali, però lo sembrano, specie in piena sindrome premestruale].</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Ispirata dal momento propizio &#8211; e dal<strong> <a title="Il post del GWP di DBT" href="http://www.dailyblogtips.com/group-writing-project-2009-in-review/" target="_blank">Group Writing Project di Daily Blog Tips!</a></strong> &#8211; ho deciso di comporre un menù con <strong>i migliori piatti che ho assaggiato quest&#8217;anno</strong> [non necessariamente per la prima volta]. O, se non i migliori, i primi che mi vengono in mente!</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><strong><em>Menù</em></strong><br />
</span></p>
<p><em>Stappiamo subito:</em> Champagne Les Brun Servenay<em>,</em> 1998<em><br />
</em></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>Appetizers &amp; Cisquini </em></span><span style="background-color: #ffffff;">[indispensabili per ingannare il tempo]</span></p>
<p>Prugnette pancettate di Elisa<br />
<a title="Guarda che bravo che è Zzi a fare la focaccia" href="http://www.larrycette.com/focaccia-di-recco/" target="_blank">Focaccia di Recco di Zzi</a><br />
Salsa agliata su pane fatto in casa di Zucchero<br />
Sott&#8217;olii della Nonna di Zucchero<br />
<a title="L'esperienza mistica della rinnovata Birreria Primo" href="http://www.larrycette.com/birreria-primo-via-santa-caterina-trieste-saga-del-vodka-russian-episodio-xiii/" target="_blank">Frittini della [ex] Birreria Primo</a></p>
<p><em>Stappiamo ora:</em> Montevertine, 2005</p>
<p><em>Antipasti</em> [non avrete pensato che volessi saltarli?]</p>
<p>Timballo di riso e verdure di Zucchero<br />
Carne cruda all&#8217;albese del <a title="Really really really slow food" href="http://www.larrycette.com/ristorante-madonna-di-como-madonna-di-como-alba-cn/" target="_blank">Ristorante Madonna di Como</a><br />
Torta salata di porri di Elisa</p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>Primi piatti </em>[leggeri!]</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Pasta al mojito di CP<br />
Zuppa di zucca della Giraffa<br />
Zuppa di birra di <a title="La genuina triestinità delle birrerie slovene" href="http://www.larrycette.com/pivovarna-mahnic-kolodvorska-ulica-4-kozina-slo/" target="_blank">Mahni</a></span><a title="La genuina triestinità delle birrerie slovene" href="http://www.larrycette.com/pivovarna-mahnic-kolodvorska-ulica-4-kozina-slo/" target="_blank">č</a></p>
<p><em>Stappiamo ancora:</em> Boscoña 2000</p>
<p><em>Secondi piatti</em> [finalmente si mangia!]</p>
<p><a title="La frugale cena con cui è iniziato il 2009" href="http://www.larrycette.com/tutto-in-una-notte-tutto-lultima-notte/" target="_blank">Goulasch di Capodanno</a> [vale, perché non è stato consumato il 31/12/2008, bensì il 5/1/2009 in quanto inspiegabilmente avanzato; riproposto a ottobre, ma meno buono]<br />
<a title="Quel che non ammazza ingrassa, ovvero: le tipiche pietanze ceche" href="http://www.larrycette.com/cinque-punto-uno/" target="_self">Formaggio fritto alla ceca</a> [<em>senza</em> i, ovvero alla maniera della Repubblica Ceca, non fritto senza guardare! Memorabile, per molte ragioni]<br />
Salsicce nostrane cotte nel terrano della birreria Vecio Canal [le ha mangiate Zzi, io ne ho assaggiato un pezzo e l'ho trovato squisito, condito col "tre a zero" del Genoa sul doria]</p>
<p><em>Contorni</em> [per variare un po']</p>
<p>Chifeletti di Siora Rosa [seguirà recensione completa, aspetto che finisca la ristrutturazione]<br />
Patate in tecia [il contorno del <a title="Il non memorabile goulasch di ottobre" href="http://www.larrycette.com/goulasch/" target="_blank">goulasch di ottobre</a>]<em><br />
</em></p>
<p><em>Stappiamo in fine: </em>Porto Rol Roi, 2002</p>
<p><em>Dolci</em></p>
<p>Sacher della mamma di Josephine<br />
<a title="Qui vedi la torta più buona del mondo" href="http://www.larrycette.com/tutto-in-una-notte-tutto-lultima-notte/" target="_blank">Torta più buona del mondo</a>, alias torta di <a title="Qui scopri in che periodo è opportuno essere nei paraggi" href="http://www.larrycette.com/aaat-tenti/" target="_blank">compleanno del Generale</a><em><br />
</em><a title="Puoi leggere la ricetta, ma poi dovremo ucciderti" href="http://www.larrycette.com/kaiserschmarren-schmeckt-gut/" target="_blank">Kaiserschmarren</a><br />
Torta di compleanno del Setter<br />
<a title="L'uomo che cambierà per sempre la vostra idea di gelato" href="http://www.larrycette.com/pubblicita-manifesta/" target="_blank">Gelato di Toni</a><br />
Tiramisù di Elisa<br />
&#8230;okay, forse i dolci sono un po&#8217; tanti, ma, se i miei ospiti non si presentano a mani vuote, io cosa ci posso fare?<br />
<em> </em></p>
<p>Chissà cosa ci riserverà il nuovo anno?<br />
&#8230;.chissà&#8230;</p>
<p><em><br />
</em></p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Birreria Primo, via Santa Caterina, Trieste [saga del vodka russian, episodio XIII]</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<description><![CDATA[Post aggiornato A causa dello sciopero della fame, questo aperitivo avrà luogo in forma ridotta. O, almeno, queste erano le intenzioni. Prima della gara di orienteering a Venezia, infatti, dato l&#8217;imminente impegno fisico, occorreva controllare un po&#8217; la dieta, evitando stravizi. Io ho continuato a pasteggiare a pizza per tutta la settimana precedente, come se [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #ff9900;"><em>Post aggiornato</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">A causa dello sciopero della fame, questo aperitivo  avrà luogo in forma ridotta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">O, almeno, queste erano le intenzioni.<br />
Prima della<a title="Il disastro al trentesimo MOV" href="http://www.larrycette.com/xxx-mov" target="_blank"> gara di orienteering a Venezia</a>, infatti, dato l&#8217;imminente impegno fisico, occorreva controllare un po&#8217; la dieta, evitando stravizi.<br />
Io ho continuato a pasteggiare a pizza per tutta la settimana precedente, come se niente fosse &#8211; approfitto per nascondermi dietro un dito e dare a CP la colpa della mia pessima resa in gara [sappiamo tutti che non è così, ma fingiamo almeno per un momento].<br />
Zzi ha tagliato vino, birra e pizza con la disciplina che lo contraddistingue, perciò l&#8217;aperitivo si è tenuto nell&#8217;improbabile serata di martedì, termine ultimo per l&#8217;assunzione di alcol.<br />
Compresi nella missione di testare tutti i locali, ma vincolati al centro città da commissioni inderogabili [Larry &amp; Giraffa a fare shopping compulsivo all'emporio stoffe, per riaversi dall'estenuante riunione Unicef prenatalizia], andiamo a provare la</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong><span style="color: #ff6600;">Birreria Primo, via Santa Caterina, Trieste</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non ci avevo mai messo piede prima, ma la ricordo vagamente – essendoci passata davanti diverse volte – come un ambiente rustico e legnoso, piuttosto conforme al prototipo di birreria.<br />
Sfortunatamente, ha voluto darsi una svecchiata e adesso ha più l&#8217;aria di un parrucchiere alla moda [forse sono i parrucchieri alla moda a sembrare bar di Manhattan], con le pareti bianche, i tavoli di impiallacciato rivestito rovere moro [che sarebbe l'essenza che il “marrone-nero” Ikea vuole imitare], arredi verde fastidio, banconiere gnocche.<br />
Non solo belle, proprio aggnoccolate anche nell&#8217;allestimento di acconciature e trucco, in abiti aderenti e valorizzanti, abbronzate e poco sorridenti, sebbene garbate e disponibili, come si confà alla gnocca DOC.<br />
La vera gnocca, infatti, non ride mai. Personalmente, fossi figa come loro, sarei contenta solo di quello e riderei dalla mattina alla sera senza ulteriore motivo, ma la gnocca DOC è sempre cupa, è afflitta dal peso insostenibile della bellezza, è sempre travagliata dalla responsabilità di tanto splendore. Inoltre, essendo molto desiderata, deve darsi un contegno per non passare da sciacquetta ed effettuare una severa scrematura, mostrandosi scostante e irraggiungibile. Da qui il luogo comune che le belle siano stronze. Probabilmente è un pregiudizio ingiusto e fomentato dall&#8217;invidia, ma meglio così. Almeno ce n&#8217;è un po&#8217; per tutte, altrimenti, se oltre che finaliste del trofeo <em>golden potatoe</em> fossero anche dolci e simpatiche a prima vista, a noi ravatti non resterebbe un fico secco e – per quanto inizialmente ben selezionata – la specie si estinguerebbe. Invece così, la provvida Natura dà anche a noi la nostra occasione di accoppiarci [delle rare eccezioni di patate simpatiche e della mia capacità di conoscerle e farmele amiche mi vanterò un'altra volta].</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Prendiamo posto attorno ad un tavolo rotondo e ordiniamo. Così: a sentimento, perché la lista non ci viene neanche proposta [e certo, preoccupata com'è ad esser figa, non può mica tenere a mente che magari uno vorrebbe scegliere]. La Giraffa chiede un succo d&#8217;ananas, io il solito [devo ripetere, ma non è il teatro di Epidauro, quindi imputo l'iniziale incomprensione all'acustica] e Zzi “un rosso”.  La gnocca d&#8217;argento si rivolte smarrita alla gnocca d&#8217;oro, la quale da dietro il bancone enumera i tipi di vino rosso a disposizione, mantenendo, però, il più stretto riserbo sull&#8217;azienda agricola [!]. Affidandosi alla proverbiale fortuna, Zzi punta sul merlot. Vino e succo ci vengono portati relativamente presto, accompagnati da stuzzichini contati, ma prelibatissimi: crocchette di riso, quadretti di pizza, vere patate fritte [e che altro aspettarsi nel reame della <em>pomme-de-terre</em>?]. Il vodka russian dà chiaramente problemi; certo, attendere qualche istante per le altre due consumazioni e servirci contemporaneamente non avrebbe guastato, ma la pantomima inscenata fa trascorrere piacevolmente l&#8217;attesa. La gnocca d&#8217;argento si consulta prima con quella d&#8217;oro, poi con il latifondista [il padrone della piantagione di patata]; poi la gnocca di bronzo viene spedita verso le cucine. Pensiamo che vada a consultare un manuale, o internet [nel secondo caso sudo freddo, perché nella mia presunzione immagino che googlando “vodka russian” si apra Larrycette]. Dopo poco si avvicina al nostro tavolo la gnocca di latta.<br />
È una ragazza carina, snella e dall&#8217;aspetto pulito, ma è pallida, ha un&#8217;acconciatura pragmatica, nessun trucco, si presenta in jeans e camicia della sua taglia [non della figlia] e porta gli occhiali. Sa di Harry Potter relegato a vivere nel sottoscala. Infatti è sveglia. Non sa cosa sia un vodka russian, ma cerca di non darlo a vedere tentando di convincermi che voglio un black russian; bluffa benino, ma io sono scoglionata dalla clientela di fighettame che ha riempito il locale e sono troppo agguerrita per farmi incantare. Lei incassa il pistolotto della culona saccente sulla Schweppes russian “quella con l&#8217;etichetta rossa con su scritto &#8216;russian&#8217;” senza aggiungere acredine al dialogo, anzi, intuisce al volo il mio genere e propone alternative pertinenti. Accetto uno screwdriver, che prepara spremendo le arance con le sue manine, non versando il succo dal cartone, e che mi arriva al tavolo in un battibaleno. Sono colpita. Certo, c&#8217;avesse messo pure la vodka, anziché mostrare l&#8217;etichetta al bicchiere, sarebbe stato perfetto, ma tutto credo che non si possa avere.<br />
Arrivano poi Bruttino e La Minaccia, facendosi largo tra il popolo in libertà all&#8217;aperitivo, il solito irritante pout-pourri di aspiranti farabutti ed ex-ragazze immagine [il trattino è al posto giusto: non sono più ragazze, non è che sono scese dalle zeppe], incapaci di distinguere il costoso dall&#8217;elegante, anche se ogni tanto, diamogliene atto, qualche borsetta la imbroccano.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sempre nel rispetto della rigorosa dieta dell&#8217;atleta, al secondo giro ordino un rum cooler; lo ripeto tre volte, ci incasiniamo con il numero degli spritz, facciamo fare la strada quattro volte alla gnocca d&#8217;oro &#8211; che ha già mal di piedi, e sono appena le otto, ma non per questo ci manda a qual paese come avrei già fatto io al suo posto &#8211;  e alla fine ci arriva un Cuba libre [per giunta senza bottiglietta a parte]. Ci metto un po&#8217;, ma poi realizzo che a Trieste il Cuba libre si chiama “rùmie&#8217;koja” [scritto rum &amp; cola] e capisco l&#8217;equivoco. Rifilo il Cuba a Bruttino e gli soffio lo spritz da sotto il naso.<br />
Lo spritz è proprio buono. Abituati come siamo agli <em>slonc</em> che ci rifilano un po&#8217; dappertutto, questo, dosato opportunamente e sprizzato con la soda vera anziché con la minerale [o – almeno – con la minerale appena aperta!] ci sembra quasi strano.<br />
Per ultimo arriva Josephine.<br />
Noi facciamo appena in tempo a salutarlo e a sbafarci tre quarti delle sue patatine, poi ci dileguiamo  perché Zzi deve correre a casa ad aggiornare il sito della nostra giovane, ma rispettabile, società di orienteering, in vista dell&#8217;imminente gara nel parco di San Giovanni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦ [Sembra il parrucchiere di via Torino, ma suppongo che fosse così che voleva sembrare]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦♦ [Grazie al ca..., è nuovo!]<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦♦ [Si sono dotati di una preparata - anche se la tengono nascosta - e, ove carente, propositiva]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦ [Sempre 'sto nero...]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦♦ [Il vino era buono, lo spritz anche; mancano l'eccellenza per la poca vodka nello screw e il cuba senza bottiglietta a parte]<br />
Cibi: ♦♦♦♦ [Buoni buoni, ma - maledizione - portati in tavola contati]</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste [saga del vodka russian, episodio XII]</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 12:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci al resoconto dell&#8217;aperitivo di martedì scorso, al quale hanno partecipato anche alcuni Piccoli Lettori, che, come da sondaggio, ha avuto luogo al Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste Si sono aggiudicati un punto presenza [in ordine alfabetico]: CP, Ghatto, Giraffa, Nini, Zzi. Zzi e io arriviamo puntuali, ma CP e Giraffa sono più puntuali [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci al resoconto dell&#8217;aperitivo di martedì scorso, al quale hanno partecipato anche alcuni Piccoli Lettori, che, come da sondaggio, ha avuto luogo al<br />
<span style="color: #ff6600;"><strong>Bar Circus, via San Lazzaro, Trieste</strong></span></p>
<p>Si sono aggiudicati un punto presenza [in ordine alfabetico]: CP, Ghatto, Giraffa, Nini, Zzi.<br />
Zzi e io arriviamo puntuali, ma CP e Giraffa sono più puntuali di noi e giungendo dal fondo della via li vediamo là, piantati come due pennoni davanti ai tavolini del locale pieni anche all&#8217;esterno, anche se è martedì, anche se è già buio, anche se sono solo le 18,30.<br />
Dato che i due stanno interagendo, noi rallentiamo il passo, per non spaventarli e non rompere il delicato equilibrio: voi arrivereste a cuor leggero a interrompere una dobermann e un alano [paragone non casuale] mentre si stanno annusando?</p>
<p>Prendiamo posto all&#8217;interno, la musica è un po&#8217; alta e non è il massimo, ma suppongo sia il genere che &#8220;piace a tutti&#8221; e i saluti che provengono da dietro al bancone si levano sul frastuono; un po&#8217; mi scazza che ci diano del tu anche se siamo tutti ultratrentenni, ma suppongo che al resto della clientela piaccia essere trattata da <em>ggiòvane</em>, perciò cerco di apprezzare.<br />
I tavolini sono tutti riservati [mioddìo!], ma possiamo accomodarci purché lasciamo libero il posto alle 19,30. Apprezziamo la disponibilità e occupiamo un posto che possa accogliere anche Nini e Ghatto al loro arrivo.<br />
L&#8217;ambiente è scarsamente illuminato e soverchiamente arredato, con locandine di film e fotografie celebri di divi di Hollywood. Niente di innovativo, ma nemmeno di sgradevole.<br />
Il cameriere arriva presto e, dopo un iniziale silenzioso tentennamento, prende la comanda professionalmente. La Giraffa e CP &#8211; seduti accanto credo per approfittare di un momento di distrazione dell&#8217;altro e sputarsi vicendevolmente nei bicchieri &#8211; mi vengono dietro, mentre Zzi sceglie il solito gin tonic.<br />
Non ci facciamo illusioni, ora il cameriere &#8211; un metrosexual con i capelli come le penne di un gracchio corallino &#8211; tornerà scusandosi e dicendo che non hanno la russian. È questione di pochi minuti.<br />
Infatti, dopo poco, l&#8217;emulo di Stefano Gabbana si ripresenta al tavolo, ma ha fra le mani un vassoio pieno. Io subito mi scazzo, pensando che se non hai quello che ti chiedo non devi arrivartene con un&#8217;alternativa di testa tua, poi inizio a concepire l&#8217;inconcepibile: al Circus di via San Lazzaro è possibile bere quello che per ora è il l&#8217;unico vodka russian di Trieste.<br />
Certo, non per tutti. Sono rimaste due sole bottigliette di Schweppes russian, perciò CP deve fare il cavaliere e virare sulla tonica.<br />
Ma diamine: sapevano cosa fosse e ce ne hanno addirittura serviti due.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Noi quattro reagiamo come ebeti, incantati davanti alle bottigliette rosa come se ci stesse apparendo la Madonna di Međugorje su un vassoio di latta. Ci siamo quasi rimasti male.<br />
Quando la Giraffa assaggia finalmente questo long drink, ci rimane male per davvero; CP tira un sospiro di sollievo ad avere scampato tanto dolciume e si guarda bene dal proporle di fare cambio. Io me lo tengo perchè dopo tutti &#8216;sti mesi a cercarlo, ho il buongusto di non provare neanche a sbolognarlo in giro, ma mi solleva che siano intanto arrivati Nini e Ghatto per regalarne qualche sorso; del resto, se nessun bar lo serve, è perché nessuno lo ordina; se nessuno lo ordina, un motivo ci sarà.<br />
Dico così per fare la figa davanti ai miei Piccoli Lettori, in realtà &#8211; proprio perché zuccheroso al limite dello stomachevole e dal profumo dolciastro di caramella del droghiere &#8211; sotto sotto a me piace.<br />
Alle 19,30, puntuali come Cenerentoli, smammiamo da un locale che, per mere ragioni di gusto personale, non mi ha conquistata, ma non ha neanche mostrato pecche imperdonabili.<br />
La verità, credo, è che questo posto mi sta sulle balle perché mi ha rotto il giocattolo!</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦♦ [Iperarredato, già visto e pacchiano, ma completo e coerente con il suo stile]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦ [È un po' buio, ma mi pare tutto a posto]<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦♦♦♦ [Certo, si fa presto a sapere cos'è un vodka russian quando lo servi, ma non possiamo mica penalizzarli perché erano preparati!<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦ [salutano forte e salutano tutti!]<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦ [Sempre 'sto nero...]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦♦♦ [Lo so, i long drink sono insbagliabili, ma - di nuovo - hanno dato la risposta esatta e si beccano un voto alto, anche se il gin di Zzi era da dimenticare]<br />
Cibi: ♦♦♦♦ [Quadrotti di pizza e sfogliatine coi semini di papavero per noi primi quattro avventori, pizza e cous cous per Nini e Ghatto. Sfizioso, anche se sempre in ridotte dosi triestine]</p>
<p>Probabilmente non il miglior locale visitato, ma l&#8217;unico che si possa consigliare per un vodka russian e, in ogni caso, apprezzabile sotto molti aspetti.<br />
A parte quello di avermi rotto il giocattolo, ovviamente.</p>


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		<title>E adesso interroghiamo&#8230;Interroghiamo&#8230;</title>
		<link>http://www.larrycette.com/e-adesso-interroghiamo-interroghiamo/</link>
		<comments>http://www.larrycette.com/e-adesso-interroghiamo-interroghiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 12:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose da Larry]]></category>
		<category><![CDATA[Bar a Trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni Locali]]></category>

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		<description><![CDATA[Non lo so. SCEGLIETE VOI! È aperto il sondaggio per scegliere il prossimo locale al quale chiedere un vodka russian. Sono ancora molti i locali del centro di Trieste [la città con il più alto rapporto bar/abitanti al mondo] che Larrycette deve ancora testare, da dove volete che ricominci? Ecco una prima rosa in cui [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo so.</p>
<h3><span style="color: #ff6600;"><strong>SCEGLIETE VOI!</strong></span></h3>
<p><strong>È aperto il sondaggio per scegliere il prossimo locale al quale chiedere un vodka russian</strong>.</p>
<p>Sono ancora molti i locali del centro di Trieste [la città con il più alto rapporto bar/abitanti al mondo] che <em>Larrycette</em> deve ancora testare, da dove volete che ricominci?</p>
<p>Ecco una prima rosa in cui scegliere [e una breve descrizione, perché voglio che ci mettano il becco anche i non triestini].</p>
<p>-  <span style="text-decoration: underline;">Bar Stella</span>. Non ci ho mai messo piede, ma ci passo davanti tutti i giorni: ci vedo universitari fancazzisti sotto i 25  che bevono in piedi e quarantenni che fumano svaccati vestiti da ragazzini. Non ci ho mai visto mangiare nessuno, ma c&#8217;è la lavagnetta coi panini. Tutte le mattine alle 8.50 lava il suo pezzetto di strada [ho idea che alla sera si vomiti alla grande] e le mie caviglie.  È molto alla moda, per questo mi sa che è un posto nel quale bisogna implorare per due noccioline.</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">Bar dall&#8217;altra parte della strada rispetto al bar Stella di cui ignoro il nome, ma è proprio di fronte al Fabbricante di Chiavi.</span> Neppure qui ho mai messo piede, ha un&#8217;aria dimessa e squallidotta, ma è praticamente in piazza Unità, un po&#8217; di gente ai tavoli si siede&#8230;non sarà letale dargli una chance, credo.</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">Caffè degli Specchi</span>. Storico caffè triestino, meta obbligata delle vecchiette pre e post opera, pre e post messa, pre e post parrucchiere. Mi sa che è talmente caro che si paga in organi, ma è tanto &#8220;chic&#8221;.</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">La Portizza</span>. No, mi rifiuto. Lo nomino solo per far vedere che non me lo sono dimenticato, ma ci sono  i lavori, è senza tavolini e io l&#8217;aperitivo in piedi sul marciapiedi in mezzo ad aspiranti candidate del PdL non lo prendo!!!</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">Via Roma Quattro</span>. Altro posto da imprenditori rampanti e ragazze immagine, ma almeno ha i tavolini. È molto gettonato a tutte le ore, addirittura all&#8217;aperitivo c&#8217;è un&#8217;Audi Q7 che viene da Bologna pur di rompere il cazzo sulle strisce!</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">Bar Circus</span>. Epicentro dell&#8217;aperitivo disinvolto. Qui e negli altri locali di questa via questa via [san Lazzaro] vanno a bere universitari e under 40 cui piace, sì, fare i fighetti con l&#8217;aperitivo, ma meno ossessionati dal &#8220;farsi vedere&#8221;. Quanto meno, si accontentano di pavoneggiarsi fra più umili.</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">Quello tra il Circus e il Goppion.</span> Altro posto che non so come si chiami; ci sono stata una volta, prima di intestardirmi sul vodka russian, e l&#8217;ho trovato un po&#8217; sporchino, ma abbiamo dato seconde chance a cani e porci, perché negarla a costoro?</p>
<p>- <span style="text-decoration: underline;">La corte [credo].</span> È quello infilato in un cancello di via Reti, tipico posto da quindicenni che fumano di nascosto e da coppie clandestine. C&#8217;è tanto posto dove sedersi e il barista sembra il dottor House. Ci ho preso qualche aperitivo un paio d&#8217;anni fa e non era malaccio.</p>
<p>Ci sarebbero poi tutti i locali di Viale XX Settembre, di via San Nicolò, del Canale e di Città Vecchia, ma per adesso scegliete tra quelli sopra, altrimenti finiamo per perdere il filo.</p>
<p>Il test avrà luogo <strong>MARTEDÌ 27 OTTOBRE intorno alle 18.30/19.00.</strong> Eventuali piccole variazioni dipenderanno dalla disponibilità dei partecipanti e verranno rese note.<br />
<strong>TUTTI SIETE I BENVENUTI.</strong></p>
<p>Intanto scegliete dove mandarci!</p>


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		<title>Caffè Urbanis, piazza della Borsa, Trieste [saga del vodka russian, episodio XI]</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la pausa disintossicante della settimana scorsa, è tempo di tornare a prendere l&#8217;aperitivo, e stavolta vi portiamo al Caffè Urbanis, piazza della Borsa, Trieste. Non è un locale per rozzi. È un altro di quei locali upperclass [nei limiti di Trieste, chiaro] che sono sorti nei pressi di piazza Unità e del corollario di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la pausa <em>disintossicante</em> della settimana scorsa, è tempo di tornare a prendere l&#8217;aperitivo, e stavolta vi portiamo al</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Caffè Urbanis, piazza della Borsa, Trieste.</span></strong></p>
<p>Non è un locale per rozzi.<br />
È un altro di quei locali <em>upperclass</em> [nei limiti di Trieste, chiaro] che sono sorti nei pressi di piazza Unità e del corollario di &#8220;centri del potere&#8221; ivi dislocati.<br />
Non è raro, nei tiepidi pomeriggi primaverili, vedere il sindaco seduto ai tavolini di questo locale [non so che orari ci siano stampati sul cartellino del sindaco, ma devono essere piuttosto frammentari, a giudicare dalle volte che lo si vede in bicicletta sulle aree pedonali, al bar, o a passeggio], che, dopo cena, è invece frequentato da una clientela più disinvolta, in parte antenni supergiovani, in parte vere giovani o quasi ancora tali che puntano all&#8217;antenne col rolex [tra l'altro, nove volte su dieci una patacca, mi sa].<br />
Ma per i miei Piccoli Lettori questo ed altro, e il tris di coppie ha testato anche questo locale.<br />
Il primo giro è in doppia coppia: Larry&amp;Zzi [che dall'idea che si sono fatti del locale dall'eterno arrivano già con un aperitivo sostanzioso nel pancino, dal vicino Caffè di Piazza Verdi] e Giraffa&amp;Bruttino. All&#8217;ora dell&#8217;appuntamento Zucchero&amp;Josephine non si sono neanche incontrati tra di loro.<br />
Funziona così: si dà loro appuntamento un quarto d&#8217;ora prima che agli altri, poi ci si incontra con i restanti membri della cumpa e si prende posto. Trascorsa mezz&#8217;ora dall&#8217;incontro [tre quarti d'ora sull'orologio dei dolci sposini], li si chiama per apprendere che stanno per uscire di casa. Allo scoccare dell&#8217;ora si manda il messaggio &#8220;dove siete?&#8221; e all&#8217;ora e mezza si riceve la conferma &#8220;Usciamo adesso&#8221;.<br />
Non si possono prendere aperitivi veloci, biogna mettere in conto di avere la serata a disposizione per vederli, ma ne vale la pena.<br />
Intanto la Giraffa ci delizia mostrandoci le mutande.<br />
Noooo, che avete capito?<br />
Magari!</p>
<p>No, ha semplicemente comprato delle bellissime mutande coi biscottini e me le ha mostrate. Ne sono tremendamente invidiosa. Sono così larrish!</p>
<p>Nel turbinio delle mutande, il cameriere è arrivato, ha chiesto cosa prendiamo, ho chiesto vodka russian, ha detto va bene, mi è venuto un colpo, lui ha detto &#8220;ah no, non abbiamo la russian&#8221;, ci siamo tutti ammosciati, ho ordinato vodka tonic e sono tornata alle mutande della Giraffa.<br />
Anche perché avevo cominciato a immaginarmele indossate dalla Giraffa, e la cosa si faceva interessante.<br />
Sì, lo so, lo so.<br />
Conta riposta esatta.<br />
Ma il posto mi sta sulle balle e glisso sulla preparazione del personale.</p>
<p>Quando arriva la terza coppia, sono ancora in piena girandola da mutande coi biscottini, e subito le mostro [non sono neanche le mie, ma l'entusiasmo è tale che mi permetto di mostrare le mutande altrui] a Zucchero, anche lei ammirata, ma più fredda sul tema &#8220;biscotti&#8221;; preferisce quelle bianche e nere a motivi geometrici-floreali; del resto Zucchero è un&#8217;architetta, mica una massaia.</p>
<p>Decisa a mettere in difficoltà questo posto, al secondo giro chiedo rum cooler.<br />
Mi chiedono se lo voglio normale o <em>citrus.<br />
Citrus</em> è &#8211; apprendo dal cameriere &#8211; con la Schweppes lemon al posto del ginger ale<em>.</em> Fanculo. Non sapevo nemmeno che si facesse in versione <em>citrus.</em></p>
<p>Torno alle mie mutande.<br />
Che poi mie non sono, sono dell Giraffa. Non è detto che non gliele rubi, ma sono le sue<em>.</em><br />
L&#8217;euforia è tale che gliele rubo per davvero: anziché infilarle nel sacchetto del negozio, me le fracco nello zaino e me le porto a casa.<br />
Almeno questo è quello che penso di avere fatto.<br />
In realtà la Giraffa mi ha teso una <em>trappola</em> e mi ha regalato le mutande come le sue di nascosto, mettendomele nello zaino mentre io ero a criticare l&#8217;arredamento del cesso.</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦♦♦ [Ristrutturato di recente, ha la sua identità]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦ [È un po' buio, ma mi pare tutto a posto]<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦♦♦♦ [Ma voglio tornarci e cambiare cameriere, per vedere se son tutti così preparati!]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦♦ [è in turchese, che è un colore discutibile, ma indubbiamente abbastanza chiaro]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦♦ [Proprio perché voglio fare la punta al cazzo]<br />
Cibi: ♦♦♦ [Un po' pochini, specie perché - maledizione - buonissimi]</p>
<p>Insomma: un posto perfetto se non ci fosse la clientela.<br />
Ma magari voi siete <em>quel</em> genere di clientela [...ma magari anche no!, dirano subito i miei Piccoli Lettori] e avete trovato il locale ideale</p>


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		<title>Ristocafè Ponchielli, via Pochielli 3/b, Trieste [saga del vodka russian, episodio X]</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 12:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
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		<description><![CDATA[So già cosa pensano i miei piccoli lettori: &#8220;Te le vai a cercare&#8221;. Avete ragione. Il Ponchielli è un locale che, anche se non lo conosci, non promette nulla di buono. Intendiamoci: è alla moda, trendy, frequentato da ggiòvani, un vero must dell&#8217;aperitivo a Trieste. Se siete il genere &#8220;boceta do madeira&#8221;, per dirla alla [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So già cosa pensano i miei piccoli lettori: &#8220;Te le vai a cercare&#8221;.<br />
Avete ragione.<br />
Il Ponchielli è un locale che, anche se non lo conosci, non promette nulla di buono. Intendiamoci: è alla moda, trendy, frequentato da ggiòvani, un vero must dell&#8217;aperitivo a Trieste. Se siete il genere &#8220;boceta do madeira&#8221;, per dirla alla portoghese, è il posto che fa per voi.<br />
Se vi sentite realizzate anche senza un bauletto di Vuitton&#8230;be&#8217;, continuate a leggere il blog, prima o poi un locale adatto lo troviamo, portate pazienza.<br />
Va detto che al Ponchielli ci sono andata proprio per dovere di blog, dato che c&#8217;ero già stata una volta [ma avevo chiesto spritz, quindi ai fini della ricerca non era valido] e avevo trovato una buccia di limone succhiata nella coppetta dei sottaceti.<br />
Avete presente quelli che ciucciano la fettina di limone del cocktail e lasciano solo la scorza a mezzaluna? Ecco, deve essercene stato uno che &#8211; per negligenza o distrazione &#8211; ha gettato i suoi scarti nella coppetta dei sottaceti, ma il cameriere non se ne è avveduto e ha riproposto la stessa coppetta.<br />
Insomma, faccio uno sforzo sovrumano per cancellare i precedenti e dispormi ad una valutazione obiettiva e, in formazione base Giraffa-Bruttino-Minaccia-Zzi, mi accomodo ad un rarissimo tavolino esterno del</p>
<p>Ristocafè Ponchielli, via Ponchielli 3/b, Trieste</p>
<p>Già uno che si chiama &#8220;Ristocafé&#8221;&#8230;va beh, passiamo oltre.<br />
Ci sediamo, Bruttino si becca uno sgabelletto al limite del punitivo che lo fa sembrare Peter Sellers alla cena di Hollywood Party, ma considerando quanto il posto è gettonato e che abbiamo rischiato il linciaggio per aver occupato ben due tavolini mentre altri aspettavano in piedi, è fin troppo.<br />
Sbagliamo tutto.<br />
La Giraffa spazza via da sola le briciole dal tavolo prima dell&#8217;arrivo della cameriera, quindi non sapremo mai se avrebbe pulito o meno.<br />
Io non faccio neanche in tempo a sgridarla che a mia volta formulo male la domanda e chiedo &#8220;Fate il vodka russian?&#8221;, servendo su un piatto d&#8217;argento alla camieriera la possibilità di rispondere candidamente &#8220;No&#8221;. Ferma e inequivocabile come Marcel Marceau nell&#8217;Ultima Follia [citazioni cinematografiche aggratis, oggi!]. Non l&#8217;ho messa in difficoltà neanche un pochino. Non che se lo meritasse, in effetti, ma non è corretto nei confronti di tutte le precedenti.<br />
Aspettiamo parecchio prima che arrivino le ordinazioni, ma suppongo che chi va al Ponchielli non abbia fretta, anzi sia contento di stare a farsi mangiare il belino dalle mosche all&#8217;ombra di Sant&#8217;Antonio Nuovo.<br />
Il mio bloody mary è leggermente troppo piccante a mio gusto, ma a me piace poco condito, quindi colpa mia che non ho specificato.<br />
Nei costosissimi spritz dei miei commensali c&#8217;è un sacco di frutta. Chissà perché? Vorrà essere un valore aggiunto. Come quando compri le merendine e c&#8217;è dentro una gomma per cancellare a forma di mulino. Non c&#8217;entra un cazzo, non la volevi, ma ora che c&#8217;è te la tieni.<br />
Il gin tonic di Zzi conta ben 5 fettine tra limone e lime [chissà quante volute e quante residue dell'avventore precedente? non voglio pensarci] e complessivamente sa di candela antizanzare alla citronella.<br />
Le bevande, però sono accompagnate da bocconcini di pizza proprio sfiziosi.<br />
Poi facciamo l&#8217;errore fatale di chiedere ancora due cisquini [= stuzzichini, l'ha inventato il mio amico Carlo, ma io lo codifico ufficialmente, ho sempre sognato di coniare un neologismo] e ci arriva una cuffa di patatine gotiche. Non nel senso che sono condite con qualcosa di rozzo e medievale &#8211; tipo l&#8217;aglio &#8211; nel senso che hanno l&#8217;età della cattedrale di Notre Dame.<br />
Il che è impossibile con l&#8217;affluenza di avventori che ha il Ponchielli.<br />
Eppure vi giuro sulle palle di Springsteen che erano vecchissime, non solo molli, ma già di sapore cattivo.<br />
Sono convinta che le tengano lì apposta per i rompiballe che chiedono il secondo giro di cisquini, per punirli della loro ingordigia. Devono farle invecchiare apposta, forse prima le bagnano e poi le asciugano a scoregge, non può essere una degenerazione spontaneadell&#8217;alimento, c&#8217;è indubbiamente una volontà precisa nel somministrare certe&#8230;&#8221;cose&#8221;.<br />
Chiudiamola qua che ne ho abbastanza di questo posto, e anche voi.</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦♦ [Non è male affatto, c'ha pure i table runners arancioni]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  E chi lo sa? È arrivato il perfetto <em>dunin di casa</em> e ha pulito tutto lei!<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦ [senza contare l'orrido precedente, il campione preso in esame andava bene]<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: E chi lo sa? È arrivata la saputina e ha sbagliato la domanda!<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦ [un po' frettolosa, ma c'ha da fare!]<br />
Cura e pulizia: ♦♦ [è in nero con la chioma platinata a malapena legata]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦ [Per prendere un voto più basso devono darmi il bicchiere vuoto]<br />
Cibi: ♦ [li salva la pizza, mai un carabiniere dei nas quando serve!]</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Caffè San Marco, via Battisti, Trieste [saga del vodka russian, episodio IX]</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 12:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stufa di farcmi umiliare dalle cameriere di mezza città, e anche un po&#8217; consapevole che i miei piccoli lettori potrebbero iniziare a stancarsi di resoconti lievemente ripetitivi, ho deciso di andare sul sicuro, pronta ad accettare il fatto di dover dare un taglio all&#8217;appuntamento del venerdì. Mi sono fatta portare, allora, al Caffè San Marco, [...]


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<li><a href='http://www.larrycette.com/caffe-urbanis-piazza-borsa-trieste-saga-vodka-russian-episodio-x/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Caffè Urbanis, piazza della Borsa, Trieste [saga del vodka russian, episodio XI]'>Caffè Urbanis, piazza della Borsa, Trieste [saga del vodka russian, episodio XI]</a></li>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stufa di farcmi umiliare dalle cameriere di mezza città, e anche un po&#8217; consapevole che i miei piccoli lettori potrebbero iniziare a stancarsi di resoconti lievemente ripetitivi, ho deciso di andare sul sicuro, pronta ad accettare il fatto di dover dare un taglio all&#8217;appuntamento del venerdì.</p>
<p>Mi sono fatta portare, allora, al</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Caffè San Marco, via Battisti, Trieste</strong></span></p>
<p>Il San Marco è uno dei numerosi caffè storici della città, è su tutte le guide, qui dentro si sono scritti libri di lettura e di Storia, nel senso che mentre si popolava di intellettuali che componevano qui i loro romanzi, diventava anche emblema e focolaio della resistenza alla dominazione austriaca.<br />
Oggi ai suoi tavoli si siedono molti turisti, pensionate di ritorno dal teatro, scrittori famosi e aspiranti tali, studenti radical chic, nerd analogici di Storia o di Filosofia, uomini con una donna sulla quale fare colpo, donne con uomini cui dimostrare che a far colpo su di loro son cazzi.<br />
Prevalentemente è vuoto.<br />
Mediamente è un po&#8217; più costoso di un bar qualsiasi, ma decisamente più economico di altri locali storici, come il Pedrocchi o &#8211; nemmeno a pensarci &#8211; i caffè veneziani. La manutenzione dell&#8217;ambiente, il servizio impeccabile e la qualità di cibi e bevande somministrati giustificano per buona parte la spesa. Il margine è il prezzo dell&#8217;esperienza emozionale; del resto, uno mica ci va perché ha sete, uno ci va perché è il San Marco. Come a Portofino: mica ci si va per il mare!<br />
Magniloquente? Certo. Rococò? Palese. Autocelebrativo? Indubbio. A tratti pacchiano? Difficile negare.<br />
O lo detesti o lo veneri, come si fa con tutte le cose esagerate. Me compresa.</p>
<p>Ci accomodiamo e dopo un tempo non troppo breve e non troppo lungo il cameriere ci offre la lista, ma noi ordiniamo decisi.</p>
<p>&#8220;Fate il vodka russian?&#8221;<br />
&#8220;Sìii&#8221;</p>
<p>E lo dice portando istintivamente il mento verso il collo, inclinando lievemente la spalla davanti a sè.<br />
Senza mancare di rispetto al cliente, comunica involontariamente il suo pensiero: &#8220;Certo che facciamo il vodka russian, perché non dovremmo fare il vodka russian, che c&#8217;è di strano o di difficile a fare il vodka russian? Perché lo domandi?&#8221;<br />
Io avvampo, mi si spalanca un sorriso che fermano solo le orecchie, passo dal cerasuolo all&#8217;amaranto in un respiro.<br />
&#8220;Evviva, Zzi! Lo sapevo che qui lo trovavo&#8221;</p>
<p>Il cameriere torna subito, ma non ha alcun vassoio in mano e subito mi pervade la sgradevole sensazione di <em>mi dispiace, il suo numero è terminato, ma le ho portato da provare un 39 </em>, tipica dei negozi di scarpe in periodo di saldi.</p>
<p>&#8220;Mi dispiace, la Schweppes russian è terminata, ma le ho portato la lista per scegliere qualcos&#8217;altro&#8221;.</p>
<p>In breve</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose</span><br />
Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦♦♦ [Può piacere o non piacere, questo io non lo discuto, ma nel suo genere è il modello che gli altri imitano]<br />
Cura e manutenzione degli ambienti:  ♦♦♦♦♦<br />
Qualità suppellettili: ♦♦♦♦ [Un bicchiere è pur sempre un bicchiere, l'eccellenza la prende solo lo squilibrato che mi fa bene nei Baccarat]<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦♦♦<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦♦♦♦ [sanno cosa ho chiesto e tanto basta!]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦♦ [educatissimi e disinvolti il minimo necessario per non essere ridicoli]<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦♦♦ [pettinato, rasato e vestito di tutto punto]<br />
<span style="color: #ff6600;">I prodotti somministrati</span><br />
Bevande:  ♦♦♦♦♦ [ottima vodka, non ho visto la bottiglia, ma azzardo Stolichnaia, fine ed equilibrata - mi informerò]<br />
Cibi: ♦♦♦♦ [pochi; lo so che non si va al San Marco per <em>incoconarsi</em> di schifezzine, ma questi stuzzichini sono così appetitosi e freschi che darne uno a testa è sadismo: meno un rombetto per vendetta!!!]</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bar Rex, piazza della Borsa, Trieste [saga del vodka russian: episodio 1]</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 12:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni di un cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Ego]]></category>
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		<description><![CDATA[È venerdì, la giornata mondiale dell&#8217;aperitivo, perciò trovo opportuno inaugurare la serie sui bar, altrimenti detta &#8220;Chi bisogna scoparsi in questa città per avere un vodka russian?&#8221;. Bar Rex, piazza della Borsa, Trieste. È sera [mi pare le 23 passate], siamo di ritorno dall&#8217;operetta [eh, lo so, lo so: siamo sempre all'operetta, ma lo facciamo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>È venerdì, la giornata mondiale dell&#8217;aperitivo, perciò trovo opportuno inaugurare la serie sui bar, altrimenti detta &#8220;<em>Chi bisogna scoparsi in questa città per avere un vodka russian</em>?&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Bar Rex, piazza della Borsa, Trieste.</strong></span></p>
<p>È sera [mi pare le 23 passate], siamo di ritorno dall&#8217;operetta [eh, lo so, lo so: siamo sempre all'operetta, ma lo facciamo per tenere d'occhio il violinista piacione], ci accomodiamo in uno dei tavolini esterni.<br />
Il locale è fighetto, ma con moderazione; del resto è un bar da aperitivi e dopo-cena, sotto questo punto di vista non ha nulla di sbagliato, sono io che sono un tipo da birreria. L&#8217;arredo è neutro, se si ignorano i discutibili carotoni luminosi che cambiano colore, che peraltro vengono sovente lasciati spenti, non so bene se per risparmiare o per pudicizia.<br />
Ordino.<br />
La cameriera &#8211; correttamente vestita con pantaloni neri, t-shirt a mezza manica [rossa, ma la sera nessuno è fiscale sull'hccp, e poi è un rosso chiaro!], davantino e capelli raccolti &#8211; mi chiede se con o senza ghiaccio. Servire un long drink senza ghiaccio credo sia vietato dalla convenzione di Ginevra, perciò suppongo ci siano i presupposti del malinteso, tuttavia non sarà lei a preparare la consumazione: sarà il barman a domandare delucidazioni, se necessarie. Non vedendola tornare a fare domande imbarazzanti, ritengo che la mia richiesta sia stata compresa.</p>
<p>Ritengo male, perché mi viene servita una vodka liscia con ghiaccio.<br />
Mi scuso, devo essermi espressa male, volevo un vodka russian.<br />
Si scusa, ma non capisce, quella è una vodka Russian.</p>
<p>Capisco io, sono dispiaciuta, è un equivoco: non volevo un<span style="text-decoration: underline;">a</span> vodka Russian [ovvero una vodka liscia uscita da una bottiglia etichettata <em>Russian</em>], bensì <span style="text-decoration: underline;">un </span>vodka russian, ossia un long drink banale banale, con tanto ghiaccio, una vodka qualsiasi e una bottiglietta di Schweppes russian di fianco.</p>
<p>La faccenda è piuttosto semplice: se chiedete un vodka tonic vi somministrano vodka+Schweppes tonica; parimenti, ordinando un vodka lemon arriva vodka+Schweppes lemon.<br />
Il vodka russian non fa eccezione e &#8211; come qualsiasi ricerca su Google, manuale per barman da 99 centesimi  e barista a ovest di Monfalcone potrebbe confermare &#8211; trattasi di vodka+Schweppes russian. Non ci va nemmeno la fettina di limone perché la Schweppes russian è alla pesca. È quella con l&#8217;etichetta rossa. Quella con scritto &#8220;russian&#8221;, non è difficile!</p>
<p>Capisce, si scusa, me lo vuole cambiare.<br />
Non occorre, figuriamoci, basta che mi porti un bicchiere grande col ghiccio e una bottiglietta di Schweppes russian.<br />
Si scusa di nuovo [datti pace, Maria Vergine, hai sbagliato una consumazione, non hai iniettato glucagone a un diabetico!] e dice che arriva subito.<br />
In un battibaleno si rimaterializza con bicchierone, carriolata di scuse [!] e&#8230;</p>
<p>&#8230;Schweppes tonica.<br />
Io decido che avevo proprio voglia di un vodka tonic, sorrido, mi scuso a mia volta se non sono stata chiara da subito e la chiudo qua.<br />
Ma ho ancora voglia di bere un vodka russian.</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong><em>In breve:</em></strong></p>
<p><span style="color: #ff6600;">Il locale e le cose<br />
</span>Aspetto degli ambienti [nel suo genere]: ♦♦♦<br />
Cura e manutenzione degli ambienti: ♦♦♦<br />
Qualità suppellettili: ♦♦ [io òòòdio i bicchieri con lo sponsor per qualunque cosa costi più di un succo di frutta]<br />
Cura e pulizia degli oggetti: ♦♦♦♦ [se sono sporchi non si vede...bravi!]<br />
<span style="color: #ff6600;">Il personale</span><br />
Competenza: ♦♦ [il secondo è dato sulla fiducia: se è sempre pieno di gente un motivo ci sarà!  ]<br />
Gentilezza/disponibilità: ♦♦♦♦♦ [ma ho interagito solo con la cameriera ai tavoli]<br />
Cura e pulizia: ♦♦♦♦ [è pure una bella ragazza, fa presto a sembrare curata!]<span style="color: #ff6600;"><br />
I prodotti somministrati</span><br />
Bevande: NC [non posso valutare come fanno il vodka tonic perché ho miscelato da sola la Schweppes con la dose di vodka che avevo e ignoro quanta e quale mettano solitamente nel long drink che uno ordina]<br />
Cibi: NC [neanche una patatina vecchia! Li giustifico data l'ora]<span style="color: #ff6600;"> </span></p>


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