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	<title>LARRYCETTE &#187; Ricette Triestine</title>
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		<title>C&#8217;è sempre una prima volta, o &#8220;La Rigojanci&#8221; [part trì]</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 03:14:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo tempo supplementare: Nel frattempo, la cioccopanna bollita è ancora a temperatura stromboliana. Come fare? Idea! Prendo tutto il ghiaccio che ho nel freezer e lo metto in una bacinella, ci poso dentro  il contenitore della cioccopanna bollita e mescolo rapidamente affinché perda presto calore. Non basta. Che fare? Mica posso metterlo in frigo, se [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Secondo tempo supplementare:</p>
<p>Nel frattempo, la cioccopanna bollita è ancora a temperatura stromboliana. Come fare?<br />
Idea! Prendo tutto il ghiaccio che ho nel freezer e lo metto in una bacinella, ci poso dentro  il contenitore della cioccopanna bollita e mescolo rapidamente affinché perda presto calore. Non basta.<br />
Che fare? Mica posso metterlo in frigo, se lo metto in frigo a 60 gradi poi prendo il frigo e lo butto via. E poi bisogna mescolare affinché perda calore, mica posso entrare in frigo.</p>
<p>Entrare in frigo no, ma uscire in poggiolo sì, per fortuna ci sono due gradi.<br />
Non so esattamente come siano andate le cose, ma a un certo punto mi sono trovata con il recipiente appoggiato allo stenditoio, mescolando rapidamente e saggiando la temperatura con l&#8217;indice ogni cinque raffiche di bora.<br />
Mettere l&#8217;indice nel liquido caldo credo che sia ciò che mi ha tenuto in vita.</p>
<p>Bisogna ora montare la cioccopanna.<br />
Bisogna anche togliere la base cotta dalla carta, tagliarla, pulire la cucina che è diventata una stalla e fondere altro cioccolato, sempre sul fonello-accendino.</p>
<p>Ingegnosa come McGiver, costruisco un marchingegno di rara pericolosità, mettendo lo sbattitore elettrico in bilico sul bordo del contenitore e lasciandolo lì, acceso e in funzione.<br />
Se si ribalta ho cioccopanna ovunque, e non ho più né tempo né ingredienti per ricominciare.<br />
Dev&#8217;essere questo che gli Inglesi chiamano <em>sudden death</em> [o <em>golden goal</em>, dipende per chi tifi, se per me o per lo sbattitore]<br />
Non devo allontanarmi dallo sbattitore.<br />
Di conseguenza lo lascio da solo e mi occupo della cucina.</p>
<p>Dio ci tiene molto al dolce di compleanno di Zzi e contro ogni legge della fisica lo sbattitore lavora da solo, come un Kitchen Aid artigianale.</p>
<p>Spalmo la mousse semifredda &#8211; ops! Scusate, volevo dire &#8220;lo speciale ripieno cremoso della rigojanci&#8221; &#8211; sulla &#8220;speciale base sottile della rigojanci&#8221; e copro con &#8220;lo speciale strato superiore della rigojanci&#8221;, su cui stendo &#8220;la speciale copertura fluida della rigojanci&#8221; [il cioccolato precedentemente fuso su una candela].<br />
Nota per i posteri: prima si stende il cioccolato fuso sulla copertura e una volta che questa si è nuovamente raffreddata la si dispone sul ripieno. Altrimenti il calore del cioccolato passa attraverso la copertura, raggiunge il ripieno e il tutto si affloscia assumendo l&#8217;aspetto di un grosso Kinder Fetta al Latte.</p>
<p>Schiaffo tutto in frigo prima che diventi pane carasau. Vedo Zzi tra mezz&#8217;ora a venti minuti da casa e devo ancora fermarmi a comprare il regalo. Se trovo la sciarpa che devo portare alla Giraffa e che &#8211; dannazione &#8211; un minuto fa era qui  [dove cazzo è finita, sono tre giorni che non la muovo dalla libreria per non scordarla] posso anche farcela.<br />
Eccola.</p>
<p>Fletto i muscoli e sono nel vuoto.</p>


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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:34:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->I convenevoli con &#8216;lbonazzo hanno richiesto un&#8217;ottantina di minuti, la sosta al supermercato altri dieci.<br />
Al novantesimo sono stremata, ma la vera partita deve ancora cominciare.</p>
<p>Primo tempo supplementare:</p>
<p>Per preparare il ripieno occorre fal bollire mezzo litro di panna con 150gr di cioccolato fondente fuso e 50gr di zucchero e far raffreddare completamente il composto.<br />
Inizio a fondere il cioccolato a bagnomaria.<br />
Fornello grande: l&#8217;acqua bolle troppo vigorosamente, trabocca e mi spegne il fuoco, che non si accende più.<br />
Niente panico, fornello medio uno: l&#8217;acqua bolle piano, metto un ditino nel cioccolato per vedere se si intenerisce, l&#8217;acqua trabocca e mi spiegne il fuoco, che non si accende più.<br />
Niente panico, fornello medio due: l&#8217;acqua bolle piano, metto un ditino nel cioccolato per vedere se si intenerisce, l&#8217;acqua trabocca e mi spiegne il fuoco, che non si accende più [eccheccazzo].<br />
Sudori freddi, ultimo fornello, quello piccolo della caffettiera, l&#8217;acqua non bolle, il cioccolato si scioglie a preghiere. E intanto il tempo passa.<br />
Nel frattempo cerco di far esplodere la cucina facendo uscire il gas da un fornello e incendiandolo con l&#8217;accendino, nella speranza che il fuoco asciughi gli augelli adiacenti, permettendomi così di recuperare il fornello. Non funziona, in compenso si manifestano affascinanti palle di fuoco a venti centimetri dal fornello. Decido che le mie sopracciglia mi piacciono e la smetto di giocare alla piccola suicida.<br />
Faccio bollire il cioccolato nella panna&#8230;.sulle prime è una stracciatella e penso che resterà per sempre separato, inspiegabilmente, però, dopo ore e ore che mescolo, diventa omogeneo.<br />
Lo travaso subito in un recipiente freddo e mi dedico alla base.<br />
Faccio il pan di spagna al cioccolato con 3 uova, mezz&#8217;etto di farina, 30gr di cacao in polvere  e 30gr di zucchero, solo che monto a parte le chiare. Sono talmente disperata che le monto con lo sbattitore per fare prima, ma rinnegherò per sempre questa scelta.<br />
Spalmo la diarrea di nutria sulla placca da forno foderata di carta e cuocio a 200 per dieci minuti.</p>


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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 22:33:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il compleanno di <a title="Lo Zziblog" href="http://www.larryetsitalia.com/" target="_blank">Zzi</a> ho voluto preparargli il suo dolce preferito, che non avevo mai preparato prima di ieri:</p>
<p>la Rigojanci.</p>
<p>La rigojanci è l&#8217;unico dolce triestino che possono mangiare anche gli italiani [o qualunque altro gruppo etnico/sociale] senza restarne uccisi.<br />
Infatti è una ricetta ungherese.<br />
È simile ad un semifreddo al cioccolato con una base di pan di spagna al cioccolato, ma &#8211; si sa &#8211; niente di ciò che è triestino è uguale a qualcosa di preesistente: tutto è unico ed esclusivo, perciò guai a dire che la rigojanci è un semifreddo tra due strati di pan di spagna.<br />
Di conseguenza, immagino che su wikipedia sia in corso una discussione per la cancellazione di <a title="Wikipedia dice che la rigojanci è un semifreddo tra due strati di pan di spagna, ma che ne sanno loro?" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Rigo_Jancsi" target="_blank">questa pagina</a> sovversiva e mendace.<br />
Il dolce è stato inventato dal violinista Rigò Jancsi, che sedusse e sposò una ricchissima ereditiera americana, che per lui lasciò il marito, un principe belga.<br />
Ciò spiega perchél dolce sia noto tutto il mondo come &#8220;rigò jancsi&#8221; ; ma il Triestino traslittera i prestiti come il serbo [in cui non esiste il weekend, bensì il vikend] e nella <em>mezzaluna òstile </em>- licenza poetica &#8211; tra le risorgive del Timavo e il Rio Ospo questo dolce si chiama, e si scrive, come si pronuncia.</p>
<p>Non è difficile da fare, non ci vuole neanche troppo tempo.<br />
È che io ne ho avuto proprio poco, indicativamente dalle 14, ora un cui sono solitamente libera da impegni lavorativi, alle 18, ora in cui dovevo al più tardi uscire di casa.<br />
&#8220;Quattro ore&#8221;, diranno subito i miei piccoli lettori, &#8220;non sono mica poche&#8221;. No, ma non abbiamo fatto i conti con &#8216;lbonazzo.</p>
<p>&#8216;lbonazzo è un educato e piacevolissimo ragazzo friulano [lapalissiano], studente di architettura e fortunato neomoroso di Bellefossette, la giovane sorella di Elisa.<br />
Quando Bellefossette l&#8217;ha incontrato, probabilmente perché ancora alle prime fasi della conoscenza e per esigenze di sintesi, ne ha inizialmente solo descritto l&#8217;aspetto estetico; dai pochi tratti forniti, Elisa ed io abbiamo concluso che fosse un bonazzo e, poiché all&#8217;epoca ancora ne ignoravamo il nome, ci riferivamo a lui come a &#8220;&#8216;lbonazzo&#8221; [con l'articolo eliso attaccato], così ho pensato che potesse essere un gradito soprannome. Per niente sessista, oltretutto.<br />
Ad ogni modo, detto da una che potrebbe esse sua madre, è un soprannome meritato.</p>
<p>È un biondo occhiazzurrato coi denti dritti come un attore  americano, ma non con la faccia da bamboccetto tipo &#8211; che ne so &#8211; Tobey Maguire in <em>Spiderman</em>, più scanzonato, tipo William Holden, ma con lo sguardo più furbo, alla Bruce Willis, ma non così figliodiputtana, più posato, più affidabile, tipo Matt Damon, ma non in <em>Dogma</em>, più in <em>Salvate il soldato Ryan,</em> ma con uno sguardo più sereno, tipo Val Kilmer, ma con l&#8217;aria meno arrogante, tipo Mark Hamill; prima di diventare un cavaliere Jedi, però, non esageriamo!<br />
Diciamo come il principe Filippo della <em>Bella addormentata nel bosco</em>, per brevità.</p>
<p>&#8216;lbonazzo ed io non ci siamo mai incontrati prima; io sono molto curiosa, e voglio conoscerlo un po&#8217;. Lui mi sgama subito, ma si concede paziente, tirando fuori tutto il repertorio da &#8220;primo incontro con un parente della morosa&#8221;. È ben vestito, parla con garbo, ha molti argomenti, simula interesse per qualsiasi puttanata io dica [ne dico tante anche nella vita normale], accenna appena al suo rapporto con Bellefossette, giusto per sottolineare le sue buone intenzioni, ma non mette in piazza gli aspetti personali, elegante e discreto come un vero principe. Insiste e riesce nel pagarmi il caffè.</p>
<p>Meno male che anche la più piccola delle due figlie dell&#8217;<a title="Guarda che belle le opere della mamma di Elisa!" href="http://www.rosannacautero.com/opere.html" target="_blank">Artista Ceramista</a> ha trovato un buon partito!</p>


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		<title>Another year&#8217;s over</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:58:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Più o meno da quando è online questo nuovo blog, Zzi mi suggerisce di postare una volta al mese la classifica dei post più letti nel mese precedente, così i visitatori saltuari non si perdono le parti salienti. È che io non sono una fan delle classifiche, gerarchiche. Al limite, preferisco le liste, democratiche. A [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più o meno da quando è online questo nuovo blog, Zzi mi suggerisce di postare una volta al mese la classifica dei post più letti nel mese precedente, così i visitatori saltuari non si perdono le parti salienti.</p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">È che io non sono una fan delle classifiche, gerarchiche.<br />
Al limite, preferisco le liste, democratiche.<br />
A lasciarmi fare, finisco nelle le enumerazioni, anarchiche.<span style="background-color: #ffffff;"><br />
La classifica è troppo inglese, roba per Nick Hornby [<em>Alta Fedeltà</em>], la lista è nazionale, da Sandro Veronesi [<em>Caos Calmo</em>].</span></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">L&#8217;enumerazione è particolare &#8211; e universale &#8211; come Stefano Benni [<em>Saltatempo</em>].</span></span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">In compenso sono una fan accanita delle operazioni nostalgia, mi piace proprio macerarmi a rivangare i bei tempi andati che più mai torneranno [che non sono quasi mai migliori di quelli attuali, però lo sembrano, specie in piena sindrome premestruale].</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Ispirata dal momento propizio &#8211; e dal<strong> <a title="Il post del GWP di DBT" href="http://www.dailyblogtips.com/group-writing-project-2009-in-review/" target="_blank">Group Writing Project di Daily Blog Tips!</a></strong> &#8211; ho deciso di comporre un menù con <strong>i migliori piatti che ho assaggiato quest&#8217;anno</strong> [non necessariamente per la prima volta]. O, se non i migliori, i primi che mi vengono in mente!</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><strong><em>Menù</em></strong><br />
</span></p>
<p><em>Stappiamo subito:</em> Champagne Les Brun Servenay<em>,</em> 1998<em><br />
</em></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>Appetizers &amp; Cisquini </em></span><span style="background-color: #ffffff;">[indispensabili per ingannare il tempo]</span></p>
<p>Prugnette pancettate di Elisa<br />
<a title="Guarda che bravo che è Zzi a fare la focaccia" href="http://www.larrycette.com/focaccia-di-recco/" target="_blank">Focaccia di Recco di Zzi</a><br />
Salsa agliata su pane fatto in casa di Zucchero<br />
Sott&#8217;olii della Nonna di Zucchero<br />
<a title="L'esperienza mistica della rinnovata Birreria Primo" href="http://www.larrycette.com/birreria-primo-via-santa-caterina-trieste-saga-del-vodka-russian-episodio-xiii/" target="_blank">Frittini della [ex] Birreria Primo</a></p>
<p><em>Stappiamo ora:</em> Montevertine, 2005</p>
<p><em>Antipasti</em> [non avrete pensato che volessi saltarli?]</p>
<p>Timballo di riso e verdure di Zucchero<br />
Carne cruda all&#8217;albese del <a title="Really really really slow food" href="http://www.larrycette.com/ristorante-madonna-di-como-madonna-di-como-alba-cn/" target="_blank">Ristorante Madonna di Como</a><br />
Torta salata di porri di Elisa</p>
<p><span style="background-color: #ffffff;"><em>Primi piatti </em>[leggeri!]</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Pasta al mojito di CP<br />
Zuppa di zucca della Giraffa<br />
Zuppa di birra di <a title="La genuina triestinità delle birrerie slovene" href="http://www.larrycette.com/pivovarna-mahnic-kolodvorska-ulica-4-kozina-slo/" target="_blank">Mahni</a></span><a title="La genuina triestinità delle birrerie slovene" href="http://www.larrycette.com/pivovarna-mahnic-kolodvorska-ulica-4-kozina-slo/" target="_blank">č</a></p>
<p><em>Stappiamo ancora:</em> Boscoña 2000</p>
<p><em>Secondi piatti</em> [finalmente si mangia!]</p>
<p><a title="La frugale cena con cui è iniziato il 2009" href="http://www.larrycette.com/tutto-in-una-notte-tutto-lultima-notte/" target="_blank">Goulasch di Capodanno</a> [vale, perché non è stato consumato il 31/12/2008, bensì il 5/1/2009 in quanto inspiegabilmente avanzato; riproposto a ottobre, ma meno buono]<br />
<a title="Quel che non ammazza ingrassa, ovvero: le tipiche pietanze ceche" href="http://www.larrycette.com/cinque-punto-uno/" target="_self">Formaggio fritto alla ceca</a> [<em>senza</em> i, ovvero alla maniera della Repubblica Ceca, non fritto senza guardare! Memorabile, per molte ragioni]<br />
Salsicce nostrane cotte nel terrano della birreria Vecio Canal [le ha mangiate Zzi, io ne ho assaggiato un pezzo e l'ho trovato squisito, condito col "tre a zero" del Genoa sul doria]</p>
<p><em>Contorni</em> [per variare un po']</p>
<p>Chifeletti di Siora Rosa [seguirà recensione completa, aspetto che finisca la ristrutturazione]<br />
Patate in tecia [il contorno del <a title="Il non memorabile goulasch di ottobre" href="http://www.larrycette.com/goulasch/" target="_blank">goulasch di ottobre</a>]<em><br />
</em></p>
<p><em>Stappiamo in fine: </em>Porto Rol Roi, 2002</p>
<p><em>Dolci</em></p>
<p>Sacher della mamma di Josephine<br />
<a title="Qui vedi la torta più buona del mondo" href="http://www.larrycette.com/tutto-in-una-notte-tutto-lultima-notte/" target="_blank">Torta più buona del mondo</a>, alias torta di <a title="Qui scopri in che periodo è opportuno essere nei paraggi" href="http://www.larrycette.com/aaat-tenti/" target="_blank">compleanno del Generale</a><em><br />
</em><a title="Puoi leggere la ricetta, ma poi dovremo ucciderti" href="http://www.larrycette.com/kaiserschmarren-schmeckt-gut/" target="_blank">Kaiserschmarren</a><br />
Torta di compleanno del Setter<br />
<a title="L'uomo che cambierà per sempre la vostra idea di gelato" href="http://www.larrycette.com/pubblicita-manifesta/" target="_blank">Gelato di Toni</a><br />
Tiramisù di Elisa<br />
&#8230;okay, forse i dolci sono un po&#8217; tanti, ma, se i miei ospiti non si presentano a mani vuote, io cosa ci posso fare?<br />
<em> </em></p>
<p>Chissà cosa ci riserverà il nuovo anno?<br />
&#8230;.chissà&#8230;</p>
<p><em><br />
</em></p>


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		<title>Goulasch</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Triestine]]></category>

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		<description><![CDATA[Il goulasch è  &#8211; come il toast &#8211; una scienza esatta. Non si può fare spezzatino con la paprica e le cipolle dire che è goulasch. Bisogna accostarsi con rispetto e umiltà alla cerimonia del goulasch. La situazione è talmente solenne che, eccezionalmente, vi darò una ricetta vera, con dosi e proporzioni. Dosi per dodici [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il goulasch è  &#8211; <a title="Tosta non basta" href="http://www.larrycette.com/tosta-non-basta" target="_blank">come il toast</a> &#8211; una scienza esatta.<br />
Non si può fare spezzatino con la paprica e le cipolle dire che è goulasch.<br />
Bisogna accostarsi con rispetto e umiltà alla cerimonia del goulasch.<br />
La situazione è talmente solenne che, eccezionalmente, vi darò una ricetta vera, con dosi e proporzioni.</p>
<p>Dosi per dodici inappetenti:</p>
<p>5 kg di carne da goulasch: il macellaio lo sa.<br />
Non fatevi coglionare, se cerca di darvela magra impuntatevi sul matamà.<br />
Se la macellaia di Sezana cerca di darvela e basta, fate solo in modo di non farvi beccare da vostra moglie.</p>
<p>4,5 kg di cipolle bionde.<br />
Sono tantissime: scegliete immensi esemplari transgenici perché 4,5 kg di cipolle nostrane di dimensioni normali equivalgono a decine e decine di bulbi da sbucciare, si fa notte.</p>
<p>250gr di strutto.<br />
No burro, non è lo stesso. Strutto. Se volete un piattino leggero fatevi una caprese, se scegliete goulasch accettate il fatto che si prepara con lo strutto.</p>
<p>1/2 litro di passata di pomodoro annacquata.</p>
<p>5 cucchiai da minestra di paprica in polvere.</p>
<p>Odori.</p>
<p>Tagliate la carne a tocchetti dimensione spezzatino e affettate le cipolle a rondelle molto sottili. No dadolata. Rondelle.<br />
Non vale metterle nel tritatutto, ci vuole l&#8217;<em>affettino</em>. L&#8217;<em>affettino</em> è un giocattolo bellissimo che il mio Collega Preferito ha e io no, e ci patisco un casino. Il mio Collega Preferito dice che prende la cipolla, la mette nell&#8217;<em>affettino</em>, poi fa un po&#8217; di volte &#8220;frin frin&#8221; con l&#8217;<em>affettino</em> e per magia la cipolla è affettata. &#8220;Frin frin&#8221; è un gesto rotatorio dei polsi, che vanno mossi in senso opposto: praticamente si svitaavvita l&#8217;<em>affettino</em> tra le mani finché non è finita la cipolla.<br />
Ora che ci penso, forse l&#8217;<em>affettino</em> non fa le rondelle, forse fa solo stupidi tocchetti che per il goulasch non servono.<br />
Non lo so, non ne sono sicura perché io non possiedo un <em>affettino</em> e non posso dirlo con certezza; pare assurdo, ma c&#8217;ho ventinove anni suonati e non possiedo un <em>affettino</em>. In compenso ho circa un anno di tempo per imparare ad affettare le cipolle coi cd di Keith Jarrett.</p>
<p>Fate appassire dolcemente le cipolle nello strutto. Quando saranno ridotte , unite la carne, fate rosolare brevemente, abbassate il fuoco al minimo e mettete la paprica.<br />
Ora dovreste lasciar stufare per venti minuti, qua io baro e aggiungo un po&#8217; d&#8217;acqua tiepida, che c&#8217;ho una paura nera che si attacchi.</p>
<p>Dopo i primi venti minti, mettete la passata di pomodoro annacquata, gli odori, il sale, coprite e  lasciate andare per almeno due ore.<br />
Meglio tre.</p>
<p>È una prelibatezza con la polenta e/o con le patate in tecia.<br />
Se lo lasciate cuocere troppo e si disfa, buttateci dentro cinque chili di gnocchi di patate [bolliti!] e portate il tutto ai senza tetto della stazione.</p>
<p>Poi scrivete una lettera a Gesù Bambino e ditegli: hai visto come sono buono? Credi che per Natale potrai portarmi un <em>affettino</em>?</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Indiana Jones mi fai una pippa! [2 - cornetti alla grappa]</title>
		<link>http://www.larrycette.com/indiana-jones-mi-fai-una-pippa-2-cornetti-grappa/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Triestine]]></category>

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		<description><![CDATA[Essendo sempre più difficile ripescare dall&#8217;account scaduto di Windows live i primissimi post delle Larrycette, ne strappo un altro all&#8217;oblio. Rimaniamo in tema di cucina [lo so, lo so: troppo pertinente, è palese che non sono affatto in forma] con la drammatica ricetta dei cornetti alla grappa, una delle più grandi delusioni della mia vita; [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo sempre più difficile ripescare dall&#8217;account scaduto di Windows live i primissimi post delle Larrycette, ne strappo un altro all&#8217;oblio.</p>
<p>Rimaniamo in tema di cucina [lo so, lo so: troppo pertinente, è palese che non sono affatto in forma] con la drammatica ricetta dei cornetti alla grappa, una delle più grandi delusioni della mia vita; dopo Working on a Dream, chiaro.<br />
Per ragioni meramente filologiche, mantengo la formattazione originale. Chi dice che lo faccia perché &#8220;copia&amp;incolla&#8221; è più veloce è una malalingua.</p>
<p id="msgcns!72CEE644C45FDFEA!168">
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: small;">Esistono delle preparazioni, per lo più da forno, che i triestini consumano a fine pasto, ma esse &#8211; chiunque venga dall&#8217;al di qua di Monfalcone può confermare &#8211; non hanno sapore dolce.<br />
Ne sono un esempio la putizza, il presnitz e la titola (che ti frega anche con l&#8217;uovo sodo travestito da uovo di cioccolato glassato, maledetta!). Da sabato ho scoperto che anche i cornetti alla grappa possono annoverarsi in questo deprimente elenco.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Arrivano a cena TheRiver69 e Signora, e prepariamo un menù leggero, adatto a una ragazza che aspetta un Frutin: </span>[*]</div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">- cestini di pollo e verdure al profumo di pecorino di grotta</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">- tagliatelle verdi fatte in casa con ragù di manzo</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">- lonza di maiale al forno alle erbe aromatiche </span>[**]</div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">- torta ai cioccolati (devo ancora darle un nome, è una delle creazioni di cui vado più fiera) </span>[***]</div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Per dare un tocco di triestinità al menù, ci affidiamo ad un libro di ricette e prepariamo i cornetti alla grappa.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #000000; font-size: x-small;">NON FATELI MAI</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Fanno schifo, sono una delle cose meno mangiabili che io abbia mai ingerito (e io &#8220;<em>ho ingerito di tutto, lo sai &#8211; sui sentieri dei frigoriferi, sai</em>&#8220;).</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Per conoscenza, si preparano così:</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Si scaldano <span style="color: #000000;">250 ml di latte</span> e ci si aggiungono <span style="color: #000000;">80 gr di zucchero vanigliato</span>, <span style="color: #000000;">un pizzico di sale e 250 gr di burro </span>lavorato a crema.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Già qua uno si domanda perchè mai ha dovuto lavorare il burro a crema e farsi venire la polsite, se tanto il burro va nel latte tiepido.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">In una terrina capace, molto capace, praticamente esperta, si mettono <span style="color: #000000;">5 uova e 240gr di zucchero </span>e si sbatte tutto assieme. Tanto oramai abbiamo il polso dell&#8217;onanista; questa ricetta è costosissima in termini di bende e pomate all&#8217;arnica.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Si unisce il latte con l&#8217;orrido strato di burro in superficie, si amalgama un po&#8217; e si comincia ad unire &#8211; a pioggia &#8211; <span style="color: #000000;">UN CHILO DI FARINA</span>.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Unire a pioggia un chilo di farina richiede un delta-t prossimo a più infinito e una seduta spiritica per farsi possedere dall&#8217;anima (e le braccia) di Jeff Porcaro.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Ad ogni modo: con la mano sinistra tenete il colino e lo scuotete con movimenti brevi, veloci e precisi, in modo da avere un veloce flusso di farina nella terrina e non infarinare tutta la cucina; con la mano destra fate girare la frusta all&#8217;interno della terrina con movimenti ampi, ma sempre veloci, per evitare la formazione di grumi. La terrina si muove, ma voi la dirigete, con la rotazione della mano destra, sempre contro il vostro fianco destro, o la vostra pancia, se non avete assunto la posa plastica dell&#8217;Apollo del Bernini.<br />
Funziona per i primi 400 grammi di farina, poi l&#8217;impasto si fa troppo denso e le vostre braccia troppo stanche.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Chiamate aiuto.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Alla fine avete un quantitativo di pasta inenarrabile, che, in compenso, si stende con eccezionale facilità. La tagliate a triangoli e fate dei graziosi cornetti, che cuocete in forno a 170° finchè non diventano dorati.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Dopo di che, li tuffate &#8211; appena sfornati &#8211; ben roventi, nella grappa, li disponete nel piatto e li cospargete di zucchero a velo.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Preparata una ventina di pezzi, schiaffate la tonnellata di pasta restante in frigorifero.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Poi li assaggiate: non sono dolci (250gr di zucchero su un chilo di farina, in effetti, mi dovevano insospettire!), non sanno di grappa (al massimo sanno della superficie dei vostri polpastrelli fusasi al momento dell&#8217;inzuppamento. Chissà che ne direbbe Maroni, visto che questo passaggio vi ha privato delle impronte digitali). Semplicemente fanno schifo, sono anche duri, visto che sono stati cotti lentamente e non c&#8217;è lievito.<br />
E ora, di tutta la pasta che è in frigo, che ne facciamo?<br />
Insomma, il solito pacco della tradizione dolciaria triestina.</span></div>
<div><span style="font-family: Garamond; color: #c00000; font-size: x-small;">Meno male che venerdì c&#8217;è la <em><strong>Jam Session  Savorgnana</strong></em>!</span>[****]</div>
<div>_____________<br />
<em>Note al testo</em></div>
<div>[*] La creatura non si è rivelata un frut, bensì <span style="color: #ff00ff;"><strong>une frute</strong></span>: Martina compie un anno domenica 18. <em>Auguris!</em></div>
<div>[**] Questo post risale al luglio del 2008, quando ancora non mi bocciavano agli esami del sangue.</div>
<div>[***] Alcuni mesi dopo, questo dolce ha assunto la sua forma definitiva nella <a title="Torta Tricioccolatata" href="http://www.larrycette.com/torta-tricioccolatata" target="_blank">Torta Tricioccolatata</a>, ovvero la prova che <em>le bande</em> mi perseguitano anche ai fornelli.</div>
<div>[****] Un&#8217;esperienza mistica di cui, se il delicato recupero archeologico del primo Larrycette prosegue senza intoppi, avrete in futuro notizie</div>
<div>°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</div>
<div>Avete letto?<br />
Avete compreso?</div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>Questo pomeriggio alle 18, domanda da 5 punti su questo post!</strong> [Sapete che ci sono altri punti in palio con la domanda sulla domanda di Amarcord, vero?]</div>


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		<title>Il Cenone della cretina</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 11:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose da Larry]]></category>
		<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette per Celiaci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Triestine]]></category>

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		<description><![CDATA[A Trieste usa il cenone della vigilia a base di pesce e io, ormai triestina patòca, mi adeguo. Antipasto: Cappesante gratinate: Si prendono le cappesante nel mezzo guscio, già aperte e parzialmente pulite dal pescivendolo. Le si guarda con ripugnanza e le si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi, che le [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span><span>A Trieste usa il cenone della vigilia a base di pesce e io, ormai triestina patòca, mi adeguo.</p>
<p><strong><span style="font-size:130%;">Antipasto</span>:</strong></p>
<p><em>Cappesante gratinate:<br />
</em>Si prendono le cappesante nel mezzo guscio, già aperte e parzialmente pulite dal pescivendolo. Le si guarda con ripugnanza e le si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi, che le lava e, al momento opportuno, le cosparge di pangrattato e di un trito aromatico. Dopo di che, le inforna a centottanta per qualche minuto e, quando esce profumo di cappasanta, le serve subito.Una volta cotte e coperte del trito aromatico, possono essere guardate con un po&#8217; meno ripugnanza e addirittura prese per la valva. Attenzione che la valva uscita da forno è una delle cose più calde del creato, suggerisco di afferrarle con i polpastrelli callosi della mano sinistra [destra se siete Paul McCartney]<br />
<span><span><br />
<em>Acciughe all&#8217;ammiraglia:</em><br />
Si prendono le acciughe [sardòni de Barcolja] dal pescivendolo. Le si guarda con ripugnanza e le si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi, che le lava, le decapita, le eviscera, le apre a libro e le dispone in un piatto. Vi si versa sopra del succo di limone filtrato e le si lascia riposare un giorno in frigo.</span></span></p>
<p><em>Acciughe sotto sale:</em><br />
Si prendono le acciughe [sardòni de Barcolja] dal pescivendolo. Le si guarda con ripugnanza e le si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi, che le lava, le decapita, le eviscera, le apre a libro e le dispone a strati in un vaso di vetro alternate ad uno strato di sale, chiudendo con uno strato di sale, un disco di ardesia del diametro del vaso e una pietra pesantissima. Dopo quaranta giorni mi pare che siano pronte, ma forse già dopo venti bisogna fare qualche operazione di manutenzione, tipo ripulirle dal sangue spurgato, roba del genere. Non lo so, le ho solo viste fare alla madre di mia madre quando ero piccola, non le ho mai fatte personalmente, è una cosa troppo cruenta.<br />
Al supermercato se ne trovano di molto buone, marca &#8220;Delicious&#8221;, sia in vasetto sott&#8217;olio che in busta sottovuoto, da lavare.</p>
<p><em>Salmone affumicato:<br />
</em>Si prende un salmone in Norvegia. Lo si guarda con ripugnanza e lo si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi, che lo lava, lo decapita, lo eviscera e lo appende in cantina, accendendogli sotto un fuocherello di legni pregiati. Se no si va da Masè, o in un&#8217;altra rinomata rosticceria, e si compra una busta di salmone affumicato. Si noti che in negozio costa il triplo che in supermercato, ma è più buono; l&#8217;ideale se avete ospiti a cui non piace: figurone e scorpacciata pur comprandone poco.</p>
<p><em>Baccalà mantecato<br />
</em>Si prende un baccalà, forse dal pescivendolo, forse alla Isole Far Oer, non so. Lo si guarda con ripugnanza e le si tiene chiuse in frigo nel sacchetto finché non arriva Zzi.<br />
Si noti che, nel frattempo, il frigo è diventato la galleria degli orrori.<br />
Si fa una seduta spiritica e si evoca la buon&#8217;anima di nonno Giggi, che faceva il baccalà mantecato a mano, sbatazzando il pesce, perfettamente pulito e ridotto a bocconi, in una pentola con l&#8217;olio. Gli si chiede anche se prima il pesce va cotto, se bisogna aggiungere sale e aromi e come procedere esattamente. In mancanza di un avo veneto cuoco provetto, si consulta un ricettario tradizionale o, già che si è da Masè a prendere il salmone, lo si compra in rosticceria.</p>
<p><em>Insalata russa<br />
</em>Si riducono a dadini delle stesse dimensioni carote e patate cotte al vapore, si aggiungono piselli, anch&#8217;essi cotti e, secondo alcuni, olive e dadini di prosciutto cotto. Volendo qualche peperone in agrodolce. Si inonda il tutto con la maionese, si compatta in foggia di zuccotto e si guarnisce con le uova sode. Se non ci avete messo il prosciutto, potete guarnire coi gamberi.</p>
<p><span style="font-size:130%;"><strong>Primo</strong></span><br />
<em>Risotto scampi e rucola</em><br />
Poiché mia suocera è diventata intollerante anche al glutine [prima era intollerante solo a me], ho servito come primo piatto &#8211; per la gioia di mio suocero &#8211; il risotto con gli scampi e la rucola.<br />
Lo so &#8211; lo so &#8211; mi sono piegata alla rucola, me ne vergogno moltissimo. Come attenuante posso dire che è stata solo la seconda volta in un anno e che l&#8217;ho fatto con estrema moderazione.<br />
Il risotto scampi&amp;rucola si prepara precisamente come tutti gli altri risotti, solo che ci si mettono gli scampi, non si manteca col parmigiano e la rucola si mette alla fine, se no rilascia l&#8217;amaro.</p>
<p><strong><span style="font-size:130%;">Secondo</span></strong><br />
<em>San pietro in guazzetto</em><br />
Come secondo piatto abbiamo portato in tavola i filetti di pesce san pietro con un guazzetto di pomodoro, olive, capperi e aromi. Il san pietro, infatti, è un pesce infido, che non si sa mai se è saporito o no; nel dubbio, lo si ammazza con un condimento che andrebbe bene per coprire il sapore di una forma di gorgonzola putrescente, e si va sul sicuro.<br />
Di contorno, una variante leggera delle patate in tecia, senza cipolla e senza pancetta, ma con il rosmarino e i profumi adatti al pesce.</p>
<p><span style="font-size:130%;"><strong>Dessert</strong></span><br />
Non essendo in grado di preparare nulla che non contenesse glutine, ho offerto il raro e prezioso panettone Loison. A mia suocera ho servito un panettoncino per celiaci che ho comprato in farmacia; non so se fosse buono o meno perché non lo ha mangiato, la avevo già rimpinzata fin troppo.</p>
<p>Mentre abbiamo ancora il panettone in bocca, mia suocera si alza e decide che è il momento dello scambio dei doni: immediatamente smettiamo di mangiare, chi inghiottendo la fetta intera, chi sputandola sotto il tavolo, sbaracchiamo il tavolo alla bell&#8217;e meglio e procediamo col rituale.<br />
Noi ce la caviamo rifilando a tutti marmellate fatte in casa, in cambio riceviamo:<br />
- dalla nonna: cestone di leccornie assortite, che se non avessi miriagrammi e miriagrammi di avanzi in cucina da smaltire nelle feste accoglierei con maggiore entusiasmo.<br />
- dai suoceri: tovaglia bianca da DICIOTTO coperti, che mia suocera mi porge con aria di sfida come a dire &#8220;E adesso vieni a raccontarmi che è piccola, come hai fatto con quella dell&#8217;anno scorso, cretinetta&#8221; e che io accolgo con aria raggiante come a dire &#8220;E adesso ti metterai il cuore in pace, la pianterai di volermi regalare tovaglie, sapendo che ne possiedo otto &#8211; nove con questa &#8211; praticamente nuove&#8221;<br />
- dal cognato: centrotavola. Questo:</p>
<p></span></span></div>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SVk8RH-km5I/AAAAAAAAAC4/YOOq1Lmg8Ig/s1600-h/ventisette+dodici+044.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285321902592924562" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: hand; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SVk8RH-km5I/AAAAAAAAAC4/YOOq1Lmg8Ig/s320/ventisette+dodici+044.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
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		<title>Gnochi de Susini</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 14:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piatti Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette Triestine]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Gnochi de Susini, in Italiano &#8220;Gnocchi di Prugne&#8221;, sono una tipica pietanza triestina, di derivazione austroungarica. Sono l&#8217;unico dolce locale che possa essere tollerato [e apprezzato] da un apparato digerente nato a ovest di Monfalcone. Difatti, per i Triestini, non sono un dolce. Si fanno così: Si prende l&#8217;impasto per gli gnocchi di patate, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Gnochi de Susini, in Italiano &#8220;Gnocchi di Prugne&#8221;, sono una tipica pietanza triestina, di derivazione austroungarica.<br />
Sono l&#8217;unico dolce locale che possa essere tollerato [e apprezzato] da un apparato digerente nato a ovest di Monfalcone.<br />
Difatti, per i Triestini, non sono un dolce.<br />
Si fanno così:<br />
Si prende l&#8217;impasto per gli gnocchi di patate, si prende una prugna piccola con lo zucchero al posto del nocciolo, si ficca la seconda nel primo e si fa una palla: avrà le dimensioni di una palla da biliardo e il peso di una palla da bowling.<br />
Si cuoce in acqua bollente salata e si condisce con burro, zucchero e pangrattato; a piacere, cannella.<br />
Fine.<br />
E&#8217; uno dei miei nuovi buoni propositi per l&#8217;anno nuovo: la sintesi.</p>


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