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	<title>LARRYCETTE &#187; Ricette vegetariane</title>
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	<description>oltre la buccia d&#039;arancia</description>
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		<title>Risotto tracagnotto</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 21:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Grande cavallo di battaglia di Larry e Zzi e prova del fuoco di chiunque accetti un invito a casa nostra è il risotto tracagnotto. Anche il Previdente Presidente e la sua Costruttiva Consorte sono passati sotto questa forca caudina, mentre la loro Figlia, astuta almeno quanto Fascinosa, ha saggiamente preferito di prepararsi per un&#8217;interrogazione. Abbiamo, [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande cavallo di battaglia di Larry e Zzi e prova del fuoco di chiunque accetti un invito a casa nostra è il risotto tracagnotto.<br />
Anche il Previdente Presidente e la sua Costruttiva Consorte sono passati sotto questa forca caudina, mentre la loro Figlia, astuta almeno quanto Fascinosa, ha saggiamente preferito di prepararsi per un&#8217;interrogazione.</p>
<p>Abbiamo, quindi, somministrato alla coppia presidenziale, una pietanza che, se volete, potete preparare così:</p>
<p>Fate un delicato soffritto di cipolla nel burro e, non appena la cipolla si sarà ammorbidita, fateci tostare il riso.<br />
Il riso si dosa in una tazzina da caffè per commensale, più una per la pentola dopo i tre commensali.<br />
Non so se dai 6 commensali si aggiungono due tazzine, per girare sei tazzine di risotto ci vuole una piccola betoniera, per otto credo occorra noleggiare una vasca del greggio.</p>
<p>Poi si comincia ad aggiungere brodo per portarlo a cottura.<br />
Io sono di quelle che aggiungono il brodo a poco a poco, ma ho molta stima delle veggenti che buttano la bulaccata di brodo e lo lasciano lì. È che io non sono in grado di predeterminare quanto liquido ci vorrà.</p>
<p>Dopo cinque minti di cottura si mettono le noci sgusciate e mondate della pellicina marrone.<br />
Per mondare i gherigli, si immergono in acqua bollente per qualche istante e  si spellano con l&#8217;aiuto di un coltello a punta o di uno stuzzicadenti. Tanto, come sempre, le impronte digitali sono un segno distintivo sopravvalutato.<br />
Quando ne avrete mondate tre quarti, potete anche decidere che d&#8217;ora in poi la pellicina darà quel non so che al piatto rinunciare al quale sarebbe un delitto.</p>
<p>Dopo altri cinque minuti aggiungete le mele renette.<br />
Il trucco dello chef è farle a fettine ampie, ma sottilissime, con lo sbucciapatate. Si disfano in cottura, ma se non si disfano sono molto coreografiche.</p>
<p>A cottura ultimata, mantecate con  cubetti di fontina precedentemente messi in ammollo nella panna fresca e la panna fresca dell&#8217;ammollo.</p>
<p>Coprite in modo che non di disperda il calore nei due minuti in cui va fatto riposare.</p>
<p>Il piatto è pronto; ota il difficile è impiattarlo perché la fontina si è completamente sciolta e ha formato una ragnatela fitta e resistente tra chicco e chicco: prendete una porzione nel cucchiaio di servizio e tutto il risotto cercherà di venirvi dietro o, alternativamente, di tenere con sé la parte che state cercando di portargli via, ingaggiando una lotta disperata dalla quale, solitamente, esce vincitore.</p>
<p>Preliminari a parte, è un piatto facile e di ottima resa, ma non si può dire che sia veloce.<br />
Come dice Bon Jovi, <em>good things come to those who wait</em>, ma qua non si tratta di aspettare con il dito nel bunigolo, si tratta di <em>all day working that hard line</em>, come dice Springsteen!</p>


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		<title>Indiana Jones, mi fai una pippa! [4 - Jam session savorgnana, take two]</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Conserve]]></category>
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		<description><![CDATA[Sottotitolo: &#8220;Un altro post illeggibile riesumato dalla cantina&#8221; °  °  °  °  °  °  °  °  ° 19 agosto Jam Session Savorgnana &#8211; take two Uscite inspiegabilmente indenni dalla confettura di susine, decidiamo di sfidare la sorte e di aromatizzare la mia cucina, dedicandoci con il consueto entusiasmo ai Peperoni sott&#8217;aceto Ingredienti: Peperoni dolci, almeno [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Sottotitolo: &#8220;Un altro post illeggibile riesumato dalla cantina&#8221;</div>
<div>°  °  °  °  °  °  °  °  °</div>
<div>19 agosto</div>
<h4 id="subjcns!72CEE644C45FDFEA!176"><a href="http://red-headed-larry.spaces.live.com/blog/cns%2172CEE644C45FDFEA%21176.entry">Jam Session Savorgnana &#8211; take two</a></h4>
<div id="msgcns!72CEE644C45FDFEA!176">
<div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Uscite inspiegabilmente indenni dalla confettura di susine, decidiamo di sfidare la sorte e di aromatizzare la mia cucina, dedicandoci con il consueto entusiasmo ai</span></div>
<div><strong><span style="font-family: Tahoma; color: #000000; font-size: x-small;">Peperoni sott&#8217;aceto</span></strong></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #c00000;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti</span>:</span><br />
Peperoni dolci, almeno una cassa</span></span></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Aceto, qualche litro</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Zucchero</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Sale</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #c00000;"><span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Occorrente</span>:<br />
</span>Pentola mastodontica</span></span></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Pentola grande</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Stracci</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #c00000;">Schiumarola<br />
Numerosissimi vasetti di vetro dotati di tappo che chiude bene, sempre i Bormioli Rocco Quattro Stagioni<br />
Compagnia e/o musica<br />
<span style="color: #000000;"><span style="text-decoration: underline;">Musica consigliata</span>:</span><br />
Ev&#8217;rybody wants to be a cat [è una Jam Session, ma siamo ormai stremate per cantare<span style="text-decoration: underline;">]</span></span></span></span></div>
<p><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;"><em>E&#8217; doveroso sottolineare, a questo punto, che i peperoni sott&#8217;aceto della mamma di Elisa sono una preparazione sublime: il cibo degli dèi. Delicati e gustosi, sodi, ma morbidi, sono non solamente un accompagnamento ideale ai vostri piatti, ma soprattutto un antipasto sfizioso e di qualità.</em><em>Di conseguenza, non credo che mi abbia dato la vera ricetta secondo la quale vengono preparati, non esiste cuoco al mondo che ti spieghi VERAMENTE per filo e per segno come riprodurre le sue specialità. Meno che mai Elisa e la sua stirpe.<br />
Sono certa che saranno buoni comunque, però!</em></span></p>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: x-small;"><span style="color: #c00000;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Procedimento<br />
</span></span>Lavate i peperoni e mondateli, tagliandoli a falde verticali.<br />
Nel frattempo, preparate il liquido di conserva: sciogliete sale e zucchero in acqua e aceto e portate a bollore.<br />
Alla domanda &#8220;Sì, ma le dosi?&#8221;, la mamma di Elisa ha ovviamente risposto &#8220;Eh, lo vedi&#8221;, ma a seguito delle nostre insistenze, presa per sfinimento, ha così quantificato: 3 cucchiai di sale, 9 di zucchero, un litro di aceto e due di acqua.<br />
Mi pare che con queste quantità si riesca a fare il liquido di conserva per una dozzina di vasi da mezzo litro, ma ovviamente dipende anche dalla quantità e dal volume dei peperoni all&#8217;interno.<br />
</span></span></span><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Mettete sul fuoco la pentola mastodontica, con dentro l&#8217;equivalente del lago di Ragogna in acqua del rubinetto e uno straccio sul fondo.<br />
Mentre la mistura bolle, liberando i suoi balsamici effluvi in tutta la vostra casa (grazie al cielo non ho le tende e i divani non sono di stoffa), disponete i filetti di peperoni nei vasi, cercando di farcene stare il più possibile, visto che con la cottura <em>si arenseniscono</em> e vi ritrovereste, altrimenti, con i vasi mezzi vuoti.<br />
Quando i vasetti vi sembrano belli pieni, passateli a Elisa; lei vi guarderà tra il rimprovero e la compassione, li svuoterà e riempirà nuovamente, con il doppio dei peperoni che ci avevate messo voi.<br />
Nel frattempo il cocktail bolle. Versate il liquido di conserva nei vasetti e tappateli. Se necessario, attendete un po&#8217;, affinchè la temperatura dei vasi e quella dell&#8217;acqua nella pentola mastodontica siano uguali. Se c&#8217;è troppa differenza e si spaccano i vasetti non venite a piangere da me!<br />
</span><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Avvolgete i vasetti negli stracci (bastano uno si e uno no, ma in tal caso ci vuole una certa mano a disporli) ed immergeteli nella pentola mastodontica, badando che siano ben protetti e non si rompano urtandosi nel bollore, e che siano ben coperti d&#8217;acqua.<br />
Quando la pentola mastodontica bolle, contate 3 minuti ed estraete i vasi.<br />
E&#8217; importante che siano tre minuti perchè meno tempo non renderebbe la conserva sicura, più tempo farebbe cuocere troppo i peperoni, facendo perdere loro compattezza.<br />
Adesso chiamate John McClane a estrarre i vasetti dalla pentola.<br />
Bisogna tirarli su roventi, dall&#8217;acqua a cento gradi, da una pentola immensa, il cui bordo è all&#8217;altezza del vostro mento, appena 20/25 centimetri più in basso della cappa dei fornelli, nella quale giacciono ben incastrati negli stracci. Lo spazio di manovra è a dir poco ridotto, in compenso le probabilità di mandare il lavoro in vacca spaccandoli sono molto elevate.<br />
Mentre John McClabe tira su il vasetto con la schiumarola e lo fa affiorare dall&#8217;acqua, voi lo afferrate per il collo CON LA MANO INFILATA NEL GUANTO DA FORNO e lo posate delicatamente sul tavolo. Occhio che il calore passa lo stesso, cercate di bagnare il guanto il meno possibile perchè il guanto da forno bagnato è protettivo come l&#8217;olio d&#8217;oliva in spiaggia. Eventualmente fatelo fare a Batman.</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">Adesso i vasetti possono essere messi a riposare sotto la loro copertina.</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">I peperoni sono già pronti, ma io rimango del parere che se stanno almeno un paio di settimane nei vasetti diventano più buoni.</span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma; color: #c00000; font-size: x-small;">E, comunque, un paio di settimane è giusto il tempo che vi serve per sistemare la cucina.</span></div>
</div>
</div>


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		<title>Zuppa di porri</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:07:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
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		<description><![CDATA[La zuppa di porri richiede un procedimento farraginoso e lungo, l&#8217;ho preparata una volta tanto tempo fa [non tanto, per i 30 anni di Zzi, non li ha superati da molto!], ricordo di essermi ustionata le dita tagliando i porri sbollentati, per seguire una ricetta secondo la quale era indispensabile tagliarli dopo averli sbollentati e [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La zuppa di porri richiede un procedimento farraginoso e lungo, l&#8217;ho preparata una volta tanto tempo fa [non tanto, per i 30 anni di Zzi, non li ha superati da molto!], ricordo di essermi ustionata le dita tagliando i porri sbollentati, per seguire una ricetta secondo la quale era indispensabile tagliarli dopo averli sbollentati e ancora caldi.<br />
Poi forse bisognava mescolarla su una gamba sola e lasciarla riposare una notte, andando a dormire spargendo briciole in letto per penitenza.</p>
<p>Per fortuna ho perso la ricetta e adesso la preparo così:</p>
<p>Prendo i porri, due a testa [tanto cambiando le dosi cambia solo la quantità della zuppa, è inutile far la figa], li mondo delle prime foglie e li taglio longitudinalmente<img class="aligncenter size-medium wp-image-846" title="Porro_tagliato_longitudinalmente" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/11/Porro_tagliato_longitudinalmente-300x224.jpg" alt="Porro_tagliato_longitudinalmente" width="300" height="224" /></p>
<p>Poi li tengo saldi nel mezzo in modo che non si disimpaginino e li sciacquo sotto il rubinetto, per levare la terra tra una foglia e l&#8217;altra.<br />
&#8220;Ma così van via le vitamine&#8221; diranno subito i miei Piccoli Lettori.<br />
Sì, è vero, un po&#8217; sì. Ma dato che tanto poi stracuoce e le vitamine si fottono comunque, francamente preferisco mandar via anche la sporcizia. Sono strana, lo dicono tutti!</p>
<p>A questo punto li affetto sottilmente e li metto in una pentola dove ho preventivamente fuso un pezzo di burro.<br />
Posso rivelare anche la dose del burro, tanto è irrilevante: basta che sia sufficiente a ungere bene il fondo della pentola e buona parte del suo contenuto, in modo che le fettine di porro restino morbide. Da questa quantità [20 gr.] in poi, va tutto bene. I maligni asseriscono che io lo impieghi a panetti. È una calunnia [cito il Presidente del Consiglio: zero punti!].</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-847" title="Porro_affettato_in_pentola" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/11/Porro_affettato_in_pentola-300x224.jpg" alt="Porro_affettato_in_pentola" width="300" height="224" /></p>
<p>Poi accendete il fuoco e fate stufare dolcemente.<br />
Ci vuole il suo tempo perché non deve soffriggere.<br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-848" title="Porro_si_riduce_in_cottura" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/11/Porro_si_riduce_in_cottura-300x224.jpg" alt="Porro_si_riduce_in_cottura" width="300" height="224" /></p>
<p>Potete man mano aggiungere poca acqua calda [altrimente bolle, non stufa] e un dado da brodo, tanto prima o poi ci vuole.</p>
<p>Dopo una quarantina di minuti ci mettete due cucchiai di farina setacciata e mescolate bene, in modo che non si formino grumetti.<br />
Poi ci buttate un paio di litrate di acqua calda e un altro dado da brodo, portate la fiamma al minimo e lasciate lì l&#8217;orrida mistura finché non diventa per magia un&#8217;invitante zuppa densa.<img class="aligncenter size-medium wp-image-849" title="Zuppa_di_porri" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/11/Zuppa_di_porri-300x224.jpg" alt="Zuppa_di_porri" width="300" height="224" /></p>
<p>Va fatta ridurre più di così, ma poi ho iniziato ad assaggiare e ho smesso di fotografare!</p>
<p>Cinque punti per l&#8217;ingrediente segreto!!!</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Besciamella</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>

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		<description><![CDATA[La besciamella è un componente fondamentale di molte preparazioni, infatti se fate una ricerca su internet, le ricette si sprecano. Perché, dunque, pubblicarne una qui? Ho forse io una ricetta speciale? No, almeno, non credo. Non so quale sia la ricetta &#8220;ufficiale&#8221; della besciamella [a proposito: besciamelle non è francese, tutt'al più potrebbe essere bechameile, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La besciamella è un componente fondamentale di molte preparazioni, infatti se fate una ricerca su internet, le ricette si sprecano.<br />
Perché, dunque, pubblicarne una qui?<br />
Ho forse io una ricetta speciale?</p>
<p>No, almeno, non credo.<br />
Non so quale sia la ricetta &#8220;ufficiale&#8221; della besciamella [a proposito: <em>besciamelle</em> non è francese, tutt'al più potrebbe essere <em>bechameile</em>, ma qua siamo filoemiliani e diciamo besciamella]. Io faccio una besciamella piuttosto buona, se volete che vi venga come la mia, seguite le mie istruzioni. Se no digitate <em>besciamella</em> in Google e buona fortuna!</p>
<p>Per prima cosa bisogna fare quello che ho scoperto chiamarsi <em>roux </em>[lo dice Wikipedia], cioè una pappetta di burro e farina cotti.<br />
Occhio che è la parte più difficile, ma se diventate bravi, poi potete fare i bignè a occhi chiusi, su un piede solo e con Springsteen che vi canta <em>Surprise surprise </em>appoggiato al frigo.</p>
<p>Allora: prendete il burro e mettetelo in un pentolino [capace, facciamo tutto qua dentro e sporchiamo il meno possibile, per una volta] a fondere a fiamma moderata.<br />
Prendete un po&#8217; di farina e &#8211; una volta che il burro è completamente fuso &#8211; aggiungetela gradatamente, setacciandola e mescolando regolarmente ed inesorabilmente, per evitare grumi.<br />
Mi raccomando.<br />
I grumi nella besciamella sono insopportabili come le briciole in letto. Di più: come Patti Scialfa che duetta su <em>Tunnel of Love </em>nella serata di chiusura del tour, rubando spazio a <em>Drive all night</em> [ogni riferimento a episodi realmente accaduti è voluto ed è da ricondursi al concerto di Barcellona del 20 Luglio 2008].<br />
I questi casi è davvero utile uno di quegli utensili a forma di tazza, con il fondo costituito da una retina fitta e una molla che fa ruotare un asterisco al di sopra di esso; in questo modo, la farina che l&#8217;utensile contiene viene setacciata e distribuita molto gradatamente nel recipiente. Non ho idea del nome scientifico di questa superba invenzione, io lo chiamo spargino, lo vendono all&#8217;Ikea e &#8211; penso &#8211; in tutti i negozi di casalinghi. La Tupperware ne produce una versione più evoluta, con un tappo sul fondo per non fare cerchietti di farina su tutto il piano di lavoro.<strong><br />
Ho già quello dell&#8217;Ikea e se mi gira di usare quello col tappo, me lo faccio prestare dalla Giraffa.</strong> [Informazione per coloro che non hanno comprato per tempo il <a title="Ti ricordi la pantomima del cuocilasagne?" href="http://www.larrycette.com/lasagne-con-verdure" target="_blank">cuocilasagne</a>].</p>
<p>Insomma, cuocete la farina nel burro e quando vi ritrovate sul cucchiaio una colla da carri di Viareggio, aggiungete &#8211; sempre con mano da artificiere, sempre gradatamente badando a non far grumi &#8211; il latte e stemperate la colla pazientemente.<br />
Non siate paranoici: non serve che il latte sia alla stessa temperatura della colla; anzi, meglio un poco più freddo che più caldo [perché altrimenti la farina agglutina, è lo stesso principio della <a title="Cioccolata calda" href="http://www.larrycette.com/ciccolaeta-cada-remexia-cho-sattacca" target="_blank">cioccolata calda</a>: non è che le leggi della fisica cambiano a seconda della pietanza!]. A dirla tutta, con un poco di attenzione si può usare serenamente il latte a temperatura ambiente. Certo, se ci versate di botto mezzo litro di latte appena estratto dal frigo, la vostra besciamella lascerà molto a desiderare, tuttavia il vostro cane sarà entusiasta della nuova palla di caucciù al sapore di burro e farina.</p>
<p>La quantità e il rapporto burro/farina dipende dal quantitativo di latte che userete e dalla consistenza che vorrete ottenere: tanta besciamella soda richiede più farina di poca besciamella liquida, ma andare a occhio non è così difficile come sembra [se sapete fare la cioccolata calda, è ovvio!].</p>
<p>A questo punto credo che la besciamella sia ufficialmente finita, io però, che la uso praticamente solo per le lasagne e la pasta al forno, la arricchisco &#8211; come minimo &#8211; con una manciata di parmigiano grattugiato e altri formaggi a caso e inproporzione variabile: sottilette, gruviera, asiago, montasio, brie&#8230;dipende da cosa sta scadendo nel frigo.<br />
Se non aggiungere formaggi, forse ci vuole un pizzico di sale; non ne sono certa, non ho mai provato. Metteteci un dito dentro e assaggiate.<br />
Aspettate che si freddi un poco, però!</p>
<p>È tempo di aggiungere l&#8217;ingrediente segreto.<br />
È talmente poco segreto che ve lo svelo, tanto mi sa che lo trovereste comunque in qualsiasi altra ricetta: la noce moscata.<br />
La noce moscata è un&#8217;attrazione fatale. È tossica, ne bastano 15 grammi per spedire un uomo adulto al Creatore, ma il Creatore non deve avere molta voglia di rivederci, perché ha creato la noce moscata in modo che ne basti una quantità infinitamente inferiore a 15 grammi per insaporire le pietanze.</p>
<p>Potete anche profumare la vostra besciamella con del pepe &#8211; meglio bianco &#8211; poi però non lamentatevi se non è buona come la mia.</p>


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		<title>Lasagne con le verdure</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 12:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Spero di non tediare troppo con l&#8217;argomento culinario, siamo già alla seconda pubblicazione in una settimana; i miei piccoli lettori mi perdoneranno se divento troppo coerente con il tema del blog. Qualche sera fa ho avuto il piacere di avere nostra ospite la coppia del mistero, ovvero una coppia di amici che non sapevo che [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non tediare troppo con l&#8217;argomento culinario, siamo già alla seconda pubblicazione in una settimana; i miei piccoli lettori mi perdoneranno se divento troppo coerente con il tema del blog.</p>
<p>Qualche sera fa ho avuto il piacere di avere nostra ospite la coppia del mistero, ovvero una coppia di amici che non sapevo che fosse una coppia <em>in quel senso. </em>Eppure, parlando, ho scoperto che sono una coppia <em>in quel senso</em> già da diverso tempo, mentre io lo ignoravo; così mi sono sentita un&#8217;imbecille e un&#8217;insensibile a non comprendere i sentimenti delle persone. Ma si sa, io ho l&#8217;acume e la sensibilità di Patrick, il vicino di Spongebob, perciò non me ne vorranno.</p>
<p>Me ne vorranno, invece, per aver servito loro le lasagne col trucco, ovvero lasagne al forno che, al posto del ragù [ora il condimento del demonio], presentano verdure e besciamella.<br />
Non sono poi così male!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-577" title="Lasagne_con_verdure" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Lasagne_con_verdure.bmp" alt="Lasagne_con_verdure" /></p>
<p>Lavate e tagliate a pezzetti di dimensioni più o meno paragonabili un po&#8217; di zucchine verdi, peperoni gialli e rossi e melanzane [mi rifiuto di mostrarvi la foto di uno che taglia, sono certa che sappiate come fare].<br />
Guardate la catasta di verdura e presumete che sia poca.<br />
Aggiungete dei cubetti di patata per fare un po&#8217; di volume, tanto poi le patate assumono il sapore di ciò che sta loro accanto.<br />
Sbollentate le patate, poi unitele alle altre verdure in una padella antiaderente, dove avrete scaldato un poco di olio.</p>
<p>Rendetevi conto che la quantità di verdure era sufficiente anche senza le patate e constatate che non avete alcuna speranza di mescolarle senza che il 75% del contenuto della padella straripi sui fornelli.<br />
Travasate tutto in una padella più grande.<br />
Accettate il fatto di non avere il minimo occhio per i volumi.<br />
Travasate il tutto nel wok.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-579" title="Verdure_saltate_nel_wok" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Verdure_saltate_nel_wok-300x224.jpg" alt="Verdure_saltate_nel_wok" width="300" height="224" /></p>
<p>Intanto, potete azionare la lavastoviglie, che tra un travaso e l&#8217;altro si è riempita inutilmente.</p>
<p>Mettete a bollire l&#8217;acqua e cuocetevi le lasagne [vanno bene quelle secche] a tre/quattro per volta al massimo, altrimenti non riuscite a starci dietro e vi si attaccano.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-580" title="Lasagne_che_cuociono" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Lasagne_che_cuociono-300x224.jpg" alt="Lasagne_che_cuociono" width="300" height="224" /><br />
Se disponete di un cuocilasagne [il mistico dispositivo che si compone di una dozzina di lastre di metallo bucherellate e impilate, tenute insieme da un pratico manico, che consente di cuocere più lasagne contemporaneamente tenedole separate], mettete i fogli di pasta negli appositi alloggi e cuocete tutto quando vi va.<br />
Io non dispongo di un cuocilasagne.<br />
Il mio compleanno è il 13 Ottobre.<br />
Il cuocilasagne è uno strumento molto utile, e costa anche poco.<br />
Il 13 Ottobre è il mio compleanno.</p>
<p>Quando scolate le lasagne, distendetele subito su una salvietta pulita affinché si asciughino e raffreddino un poco.<br />
Distenderle a mani nude può non essere sempre piacevole, ma ricordate che le impronte digitali sono un ornamento sopravvalutato e, tutto sommato, se ce le rimettete nell&#8217;operazione non è questa gran perdita.<br />
Astenersi chitarristi.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-581" title="Lasagne_scolate" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Lasagne_scolate-300x224.jpg" alt="Lasagne_scolate" width="300" height="224" /></p>
<p>Preparate la besciamella.<br />
Se non sapete come si fa, aspettate che scriva un post a riguardo. Sono a corto di spunti e non posso permettermi di sputtanarmi due argomenti nello stesso post, quindi per adesso procedete per ciechi tentativi finché non ottenete una cosa del genere, col sapore di besciamella.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-582" title="Besciamella" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Besciamella-300x224.jpg" alt="Besciamella" width="300" height="224" /></p>
<p>Sì, lo so, lo so.<br />
A ben guardare c&#8217;è della roba color ruggine in sospensione.<br />
È l&#8217;ingrediente segreto, stolti. Quando verrete iniziati ai segreti della besciamella, non vi stupirà più.</p>
<p>Ora unite la besciamella alle verdure saltate. Ecco uno di quei momenti che richiederebbero il padellone della sagra di Camogli. Benedicete il momento che avete messo il wok in lista nozze pur ritenendo che non avreste avuto occasione di usarlo.<img class="aligncenter size-medium wp-image-583" title="Farcia_di_besciamella_e_verdure" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Farcia_di_besciamella_e_verdure-300x224.jpg" alt="Farcia_di_besciamella_e_verdure" width="300" height="224" /></p>
<p>Non è bello a vedersi, mi rendo conto da sola che assomiglia a quella cosa che lasciate nel Grande Telefono Bianco del bar quando andate a parlarci dentro dopo il quinto negroni, ma voi non pensateci, tanto poi ci mettete sopra le lasagne e non si nota più.</p>
<p>Imburrate all&#8217;inverosimile una teglia e disponete uno strato di pasta e uno di farcia, alternati, a mo&#8217; di stratificazione geologica.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-584" title="Stratificazione_lasagne" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/09/Stratificazione_lasagne-300x224.jpg" alt="Stratificazione_lasagne" width="300" height="224" /></p>
<p>Terminate con uno strato di farcia, spolverizzatelo di formaggio grattugiato e &#8211; a piacere, giusto per dare un poco di sostanza &#8211; guarnite con qualche fiocchetto di burro.<br />
Infornate a una temperatura decente per un tempo sufficiente.</p>
<p>Quando le mangerete noterete che sì, per esser buone sono buone, però a dirla tutta sono un po&#8217; insipide.<br />
Prendete nota: NON METTERE PER NESSUN MOTIVO AL MONDO, MAI E POI MAI, LE PATATE NELLA FARCIA. Rendono il tutto troppo delicato.</p>


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		<title>Albume di famiglia [Due]</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 12:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le uova che l&#8217;uomo può gustare ricordiamo le strapazzate . Tra le uova che l&#8217;uomo può gustare, come non citare il tegamino . C&#8217;è l&#8217;uovo alla cocque  . C&#8217;è l&#8217;uovo all&#8217;ostrica . Ma l&#8217;uovo co a tomata te lo fanno solo a Genova. Almeno che io sappia. Trattasi di una preparazione di rara difficoltà, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le uova che l&#8217;uomo può gustare ricordiamo le strapazzate . Tra le uova che l&#8217;uomo può gustare, come non citare il tegamino . C&#8217;è l&#8217;uovo alla cocque  . C&#8217;è l&#8217;uovo all&#8217;ostrica .<br />
Ma l&#8217;uovo co a tomata te lo fanno solo a Genova.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-563" title="Uovo" src="http://www.larrycette.com/wp-content/uploads/2009/08/Uovo1.jpg" alt="Uovo" width="149" height="225" /></p>
<p>Almeno che io sappia.<br />
Trattasi di una preparazione di rara difficoltà, ma di sublime effetto.<br />
Fate attenzione, perché non è roba per principianti.</p>
<p>Prendete un pentolino, metteteci un poco di olio e fateci riscaldare della salsa di pomodoro, salatela leggermente e conditela, a piacere, con del basilico, o dell&#8217;aglio o tutt&#8217;edue, o anche niente.  A me piace con anche niente.</p>
<p>Ora prendete le uova.<br />
Prendete un tegamino.<br />
Fin qua ci siete? Bene.</p>
<p>Ora mantenete la calma e accendete il fuoco sotto il tegamino e metteteci il burro, o l&#8217;olio.<br />
Sempre con i nervi molto saldi, spaccate le uova nel tegamino, versate subito la salsa di pomodoro, afferrate al volo una forchetta e strapazzate il tutto nel tegame.</p>
<p>Okay pronte.<br />
Buone, eh?</p>
<p>I più arditi scaldano la salsa nello stesso tegamino e ci spaccano le uova dopo, che è molto più logico, ma a questo modo si sporca pochissimo e non è divertente.<br />
E comunque ci vogliono anni e anni di esperienza, data la complessità della pietanza.</p>


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		<title>Focaccia di Recco</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qua si ride, si scherza, ci si prende in giro e si guarda tutto attraverso gli occhi del demenziale [della demente: i miei], ma in certe situazioni occorre moderarsi. Alla Focaccia di Recco bisogna accostarsi con serietà e rispetto. Essa è la regina incontrastata della tavola del Tigullio, probabilmente il più grande contributo che Genova [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qua si ride, si scherza, ci si prende in giro e si guarda tutto attraverso gli occhi del demenziale [della demente: i miei], ma in certe situazioni occorre moderarsi.</p>
<p>Alla Focaccia di Recco bisogna accostarsi con serietà e rispetto.<br />
Essa è la regina incontrastata della tavola del Tigullio, probabilmente il più grande contributo che Genova ha dato al mondo, dopo il gioco del lotto, i jeans e Francesco Baccini [noi genovesi siamo schivi, di gente come Colombo, Mazzini, de Andrè, Montale, Paganini, Renzo Piano e Vittorio Gassman non ci piace mica vantarci].</p>
<p>Le modalità di preparazione sono chiare:<br />
Impastare 250gr di farina con un cucchiaio di olio extravergine d&#8217;oliva e acqua fredda quanto basta per ottenere una palla liscia.<br />
Far riposare in luogo asciutto e tiepido per un&#8217;ora.<br />
Stendere in due dischi sottili.<br />
Qua cominciano i grattacapi perché dopo un&#8217;ora la palla ha sviluppato una memoria ed è perfettamente capace di ritornare alla configurazione iniziale.<br />
Non importa quando rapidamente ed energiacamente la stendiate, la pasta della focaccia tornerà sempre una pallotta beffarda che vi guarderà sfrontata dalla madia.<br />
A questo punto, ci si gioca l&#8217;ingrediente segreto: si chiama il paziente marito [che se ne stava tanto tranquillo davanti al pc] e gli si mette in mano il mattarello.</p>
<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWeHwK1dtI/AAAAAAAAAJQ/mvj8RE1ZdS0/s1600-h/Focaccia_Recco_stesura.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311325191579989714" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWeHwK1dtI/AAAAAAAAAJQ/mvj8RE1ZdS0/s320/Focaccia_Recco_stesura.jpg" border="0" alt="" /></a>Improvvisamente, la pasta si fa docile e, lentamente, ma inesorabilmente, comincia a cedere.<br />
A questo punto, il marito la solleva tra le dita e la fa ruotare, prima fra le mani, poi sui polsi, azzardando mosse aeree da pizzaiolo acrobatico.<br />
['fanculo]<br />
Dopo tanta inutile ostentazione di bravura, si può disporre sulla teglia unta il primo velo di pasta e distribuirvi sopra lo stracchino a cucchiaiate.<br />
La regola delle regole vuole che vi vada l&#8217;Invernizzina, ma la cosa importante è che lo stracchino non sia troppo fluido, altrimenti in forno ce lo giochiamo.<br />
Copriamo con il secondo velo di pasta, quello &#8211; se possibile &#8211; ancora più sottile<br />
<a href="http://2.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWgSQolu1I/AAAAAAAAAJY/OAKOXlxHCRU/s1600-h/Focaccia_Recco_cruda.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311327571116669778" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWgSQolu1I/AAAAAAAAAJY/OAKOXlxHCRU/s320/Focaccia_Recco_cruda.jpg" border="0" alt="" /></a>Ora si rimuove la pasta in eccesso, si piegano accuratamente i bordi per evitare perdite di formaggio e si condisce la superficie con un filo d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva e un pizzico di sale.<br />
Ricordatevi di farci i buchetti, altrimenti  diventa una mongolfiera che appena tocca la resistenza esplode dando luogo ad un disastro eco-caseario nel vostro forno.</p>
<p>Alla fine viene così<br />
<a href="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWh_YArJbI/AAAAAAAAAJg/Kp6uXeov5gI/s1600-h/Focaccia_Recco.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311329445702477234" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_MReSzq4Nhfk/SbWh_YArJbI/AAAAAAAAAJg/Kp6uXeov5gI/s320/Focaccia_Recco.jpg" border="0" alt="" /></a><br />
E ha un profumo tale che ci siamo avventati a mangiarla senza neppure ricordarci di farle una foto finché era intatta</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il risotto di stagione [una qualsiasi]</title>
		<link>http://www.larrycette.com/il-risotto-di-stagione-una-qualsiasi/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Larrycette]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette per Celiaci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[Risotto con la Zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei risotti tipici della stagione durante la quale ho iniziato a scrivere di riso [e oramai praticamente passata] è il risotto con la zucca. Appelliamoci al nostro motto &#8220;Lo so che è tardi, ma possiamo farcela se corriamo&#8221;, e vediamo come fare. Per un buon risotto con la zucca occorre una buona zucca. Se [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Uno dei risotti tipici della stagione durante la quale ho iniziato a scrivere di riso [e oramai praticamente passata] è il risotto con la zucca.</div>
<div>Appelliamoci al nostro motto <strong>&#8220;Lo so che è tardi, ma possiamo farcela se corriamo&#8221;</strong>, e vediamo come fare.</div>
<div>Per un buon risotto con la zucca occorre una buona zucca. Se fa schifo la zucca, fa schifo il risotto.</div>
<div>Io non so riconoscere le buone zucche alla vista o al tatto, come si fa con le angurie o i meloni, ma non ho neanche mai trovato zucche schifose.</div>
<div>Ne possiamo desumere che:</div>
<div>1. Non esistono zucche schifose <em>oppure che</em></div>
<div>2. Qualsiasi zucca abbia un normale aspetto di zucca è una buona zucca.</div>
<div>Ad ogni modo, la zucca si può acquistare già a fette, quindi direi che il problema non sussiste.</div>
<div></div>
<div>Prendete le fette di zucca e mettetele così come stanno in forno a 50/80 gradi per un paio d&#8217;ore. Meglio due e mezzo/tre; tanto non è che dovete passare il tempo a guardarle, potete fare un sacco di altre cose, mentre la zucca si intenerisce. Badate di mettere una ciotola d&#8217;acqua sul fondo del forno, così non si asciugano troppo.</div>
<div>Ora che la zucca è tenera, sbucciatela.</div>
<div>In verità, potevate sbucciarla anche a crudo, ma è durissima e tende a imprigionare il coltello a mo&#8217; di &#8220;Spada nella Roccia&#8221; [a a liberarlo all'improvviso in prossimità delle vostre falangi]. Oltre che faticosissimo, sbucciare la zucca a crudo è parecchio pericoloso, ci sono più mutilati da zucca di halloween che da petardi di capodanno.</div>
<div>Riducete la polpa a piccoli dadi, di mezzo centimetro circa di lato. Noterete che si spappolano un po&#8217;: meglio!</div>
<div>Nella casseruola da risotto, fate sciogliere un poco di burro e mezza cipolla bionda tagliata finemente; quando la cipolla è trasparente, aggiungete la zucca e lasciate insaporire.</div>
<div>Aggiungete il riso [una tazzina per commensale, più una per la pentola, fino a 4 commensali; poi la pentola diventa ingorda e ne vuole di più] e fate cuocere per un minuto o due, rigirando per bene affinché non attacchi.</div>
<div>Aggiungete acqua calda e un dado da brodo.</div>
<div>Portate il riso a cottura [15/18 minuti] aggiungendo acqua gradatamente; è probabile che per tutto questo riso ci voglia più di un litro d&#8217;acqua, quindi i dadi da brodo possono diventare due, ma sarebbe opportuno che assaggiaste, anche perché la particolarità della zucca è di essere dolce. Se volevate un gusto deciso dovevate fare riso con la luganega.</div>
<div>A cottura ultimata, mantecate con poco burro e un cucchiaio di parmigiano [anche per questo andateci cauti col sale in cottura].</div>
<p>A piacere, profumate con gli ingredienti segreti, che è OVVIO che siano spezie, in questo caso, di cui una sicuramente è un pepe&#8230;ma quale? E anche se ve lo dicessi, quale mai potrebbe essere l&#8217;altra?</p>


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		<title>Il riso abbonda nella bocca degli stolti</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 12:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricette vegetariane]]></category>
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		<description><![CDATA[Il risotto è una cosa seria, questo lo sanno tutti. Ciò nonostante, esso non è una scienza esatta, esistono infatti due scuole di pensiero diametralmente opposte: 1) Il risotto si fa da solo, bisogna dargli subito tutto il brodo di cui necessita e lasciare che si arrangi 2) Il risotto si fa con dedizione, abbeverandolo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div>Il risotto è una cosa seria, questo lo sanno tutti. Ciò nonostante, esso non è una scienza esatta, esistono infatti due scuole di pensiero diametralmente opposte:</div>
<div>1) Il risotto si fa da solo, bisogna dargli subito tutto il brodo di cui necessita e lasciare che si arrangi</div>
<div>2) Il risotto si fa con dedizione, abbeverandolo poco e sistematicamente, come un neonato.</div>
<div>A dispetto delle apparenze, è in realtà la prima corrente di pensiero a richiedere maggiore esperienza e competenza, poichè per ottenere un risotto decente sarà necessario conoscere e calcolare in anticipo:</div>
<div>- temperatura media della pentola</div>
<div>- potenza della fiamma</div>
<div>- grado di tostatura raggiunto dai chicchi</div>
<div>- coefficiente di permeabilità del brodo</div>
<div>- capacità osmotica del chicco</div>
<div>- fluidificazione standard della mantecatura [troppo complicato spiegare quali fattori occorre conoscere per determinarla]</p>
<p>Io, che non ho le capacità intellettive per ragionare sulla realtà che ha luogo oltre i prossimi 50 secondi [e non ricordo nulla di ciò che è accaduto prima dei 50 secondi precedenti, ma ce ne preoccuperemo in un altro momento], opto per la seconda modalità di preparazione, di cui fornirò un esempio di stagione.<br />
Fra poco più di cinquanta secondi, trascorsi i quali, mi dimenticherò di avere un post da pubblicare, temo&#8230;</p></div>


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		<title>Melanzanata di Zzi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 19:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Larry</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ricette per Celiaci]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi parmigiana di melanzane light. [io òdio la cucina light] E&#8217; light perchè non è fritta. Quindi la dedichiamo a Zzi, a cui non piace il fritto. Lo so che è un po&#8217; come dire che a uno non ci piace la figa, è ai confini della realtà, ma capita! Si prendono molte melanzane, le [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial; font-size: 13px; "> </span></p>
<div>Oggi parmigiana di melanzane light. [<span style="font-style: italic;">io òdio la cucina light</span>]</div>
<div></div>
<div>E&#8217; light perchè non è fritta.</div>
<div>Quindi la dedichiamo a Zzi, a cui non piace il fritto.</div>
<div>Lo so che è un po&#8217; come dire che a uno non ci piace la figa, è ai confini della realtà, ma capita!</div>
<div></div>
<div>Si prendono molte melanzane, le si fanno a fette di circa 3/4 millimetri e le si fanno grigliare per bene.</div>
<div>Non è una cosa lunga, ma se potete mettere sul fuoco più griglie è meglio.</div>
<div>Nel frattempo si prende la passata di pomodoro e la si fa andare un po&#8217; in un pentolino con l&#8217;olio e, a piacere, uno spicchietto d&#8217;aglio, salandola leggermente.</div>
<div>Ora si apre il frigo e si riesumano i cadaveri dei formaggi:</div>
<div>- la crosta di parmigiano che l&#8217;ultima volta che avete provato a grattugiarla vi siete grattugiati le falangi;</div>
<div>- il pezzo di pecorino di fossa fossile</div>
<div>- la mozzarella scaduta da due settimane, che va bene lo stesso perchè &#8220;tanto è sigillata&#8221;</div>
<div>- le quattro sottilette morte di freddo che tenevate lì per quando vi foste ricordati di comprare il cotto e il pan carrè</div>
<div>- un culetto di brie che se aveste saputo che c&#8217;era avreste pranzato</div>
<div>- quella mezza manciata di parmigiano che inspiegabilmente conservate già grattugiato, pur non avendo l&#8217;abitudine di aggiungerlo ai cibi, e che ogni volta che aprite il frigo vi suscita il timore di stare ammuffendo</div>
<div>Parmigiano grattuggiato a parte, nello stesso recipiente riducete gli altri formaggi in pezzi e fette piccoli e mescolateli un minimo, in modo da averli distribuiti più o meno equamente.</div>
<div>Ungete una pirofila o una teglia e disponetevi le melanzane come se fossero lasagne, tappando bene i buchi.</div>
<div>Coprite con uno strato di salsa e uno di avanzi di formaggi, quindi disponete un altro strato di melanzane e proseguite fino alla fine degli ingredienti.</div>
<div>Spolverizzate l&#8217;ultimo strato con il parmigiano e infornate a una temperatura onesta per un lasso di tempo ragionevole.</div>
<div>Tipo: cent&#8217;ottanta/duecento gradi per venti minuti/mezz&#8217;ora.</div>
<div>Tanto non deve mica cuocere, basta che fondano i formaggi e che si compenetrino un po&#8217; gli ingredienti.</div>
<div>Oltretutto dipende dalla quantità e dalla consistenza della salsa di pomodoro impiegata, dal livello di cottura delle melanzane, dalla grassezza dei formaggi e dalla loro età [se la data di scadenza era scritta in caratteri cuneiformi, è meglio cuocerli un poco più a lungo].</div>
<div>Non è male.</div>
<div>E&#8217; ovvio che una versione light non può neanche mai sognarsi di competere con una tradizionale, ma se non si fanno paragoni si può anche rimanere soddisfatti.</div>
<div>Quanto all&#8217;apporto calorico, dipende &#8211; ovviamente &#8211; tutto da qualità e quantità dei formaggi impiegati.</div>
<div>Particolarità non trascurabile di questo paciugo [non ha un aspetto formidabile, quando lo porzionate, in effetti] è che può essere servito non solo ad ospiti vegetariani, ma anche a commensali celiaci, perché, non essendo impanate le melanzane, non contiene traccia di glutine.</div>


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