Tempi bui per l’orienteering

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Il gioco più bello del mondo… – è il calcio! – Diranno subito i miei Piccoli Lettori.

Ok, avete ragione, avete fatto bene a interrompermi. L’orienteering, di bello, non ha proprio niente, a parte qualche orientista.

Come se non bastasse, la popolarità della disciplina versa, all’interno di un circoscritto quanto nutrito insieme di sportivi, in condizioni pietose, perché mi sono di nuovo arrogata il ruolo di A.D.O.R.A.T.A.: Ambasciatrice Dell’Orienteering (per) Run Amatori Twitter Addicted.
Ho omesso la P perché “adorata” è megalomane come mi si confà, “adoprata” era troppo squallido perfino per me.

Ebbene, dopo l’apparizione di luglio, posso nuovamente vantare

un contributo pubblicato sul prestigioso portale RunLovers.

 

Che gioia! Che soddisfazione!

Di che cosa parlo ai Piccoli Lettori di RunLovers?
Ma di orienteering, naturalmente, anzi: di orientisti.
Dello sport – infatti – non so niente e non saprei cosa dire (be’, quasi), ma ho una ricco catalogo di adorabili squinternati.

Dopo aver spiegato agli amici runner come riconoscere un orientista, oggi illustro

 

come riconoscere un’orientista.

 

Dietro la lavagna se non capite la differenza!

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