Zena Zuena, via Cesarea 78, Genova (e un po’ di audio-orienteering)

I selezionati lettori di Larryetsitalia.net avranno notato che sto tentando un clamoroso recupero, pubblicando a raffica carte e percorsi della gare di orienteering successive alla Lipica Open.
Sì, perché purtroppo ne ho fatte altre, da marzo in qua, e sono andate talmente bene che non ero pronta a parlarne prima d’ora.

Ho ricominciato dalle gare in Liguria svoltesi il 22 e 23 marzo: Genova centro storico e Piani di Praglia.
Tutti i dettagli dell’agonia sono sul nostro oriblog monomaniaco, qui vi voglio parlare dell’aspetto piacevole di queste manifestazioni: i pasti fra una e l’altra.

La sera di sabato 22, infatti, siamo andati, con rem e Lucy, a cena da:

 

Zena Zuena in via Cesarea 78, Genova

Nota: tutte le immagini del post sono (sot)tratte dal ricco sito del locale.

Zena Zuena di via Cesarea è un locale “nuovo”, che esiste, in realtà, già da qualche anno.
Per me, tutto ciò che succede a Genova dopo il mio trasferimento a Trieste è “nuovo”, e pazienza se son quasi dieci anni.

Volevo provarlo già molto tempo fa, ma, per un motivo o per l’altro, fra cui l’alluvione del 2011, non c’ero mai riuscita prima.
Nel frattempo, in città hanno aperto altri locali con la medesima insegna: la scritta gialla Zena Zuena su sfondo color “sangue di bue” campeggia, infatti, su una piccola caffetteria e focacceria in via XX Settembre (locale in cui non sono ancora stata, ma la cui formula trovo azzeccatissima, essendo che noi genovesi facciamo colazione con cappuccino e focaccia) e in un nuovo – questo per davvero – locale in piazza Dante, che ha sostituito lo storico bar sotto i portici, accanto alla CaRiGe.
Tutto ciò mi fa pensare che il progetto stia avendo successo, il che, in una città aperta all’innovazione, ben disposta verso le novità e per niente sospettosa come Genova, vale almeno il doppio.

Per comodità rispetto all’albergo dei nostri amici, scegliamo il ristorante Zena Zuena “originale”, quello che sul sito è infelicemente chiamato “megastore” (meno male che non lo sapevo); non temete: non è che una sciamadda 2.0.

Arriviamo senza aver prenotato, e capiamo subito che è una cazzata.
Il personale è numeroso e indaffarato, ma ci viene immediatamente incontro qualcuno per sistemarci. Ci dice che non c’è posto, ma prevede che si liberino un paio di tavoli nel giro di una mezzora, e ce ne facciamo tenere uno.
Oltre che di avventori regolarmente accomodati, il locale è pieno di gente come noi, che spera in un buco dell’ultimo minuto, così noi – astuti come faine e pazienti come avvoltoi – non ci allontaniamo troppo e ci facciamo vedere spesso nei paraggi, timorosi che il nostro tavolo, in tutto quel casino, venga inavvertitamente ceduto.

Non accade, ma il tavolo si libera un po’ prima e possiamo accomodarci. Meno male, perché rem affamato non lo auguro a nessuno.

A cena da Zena Zuena di via Cesarea: cosa si mangia

Attratti da tutte le specialità genovesi, non abbiamo ordinato tutto solo perché Zzi ci guardava con espressione austera ricordandoci – senza aprire bocca – che il giorno dopo avevamo una gara da correre.

Scegliamo, allora, un menu che più stereotipato non si può, ma perfetto per farsi un’opinione della qualità del locale:

cuculli
tortino di riso monoporzione
trofiette al pesto
pansotti col sugo di noci
focaccia col formaggio
farinata
forse un’altra torta salata che non ricordo; poniamo: una pasqualina mignon

Il servizio è veloce, la nostra cameriera è sveglia e attenta, non si perde in chiacchiere, ma ha una risposta rapida (e gentile) per ogni richiesta.

 

Da bere

Circa le bevande, ho qualche incertezza (grazie al cazzo, tre mesi dopo…).
Zzi ha preso un bianco che non gli è piaciuto molto, ma non ricordo quale fosse; forse era la cuvée Creusa de Mä, ma non prendetelo per vero.
Lucy ha preso un altro vino bianco, più apprezzato.
Io ho ordinato acqua perché non stavo molto bene (poi mi sono imbibinata di fritto, però ho bevuto acqua!).
Rem ha preso una birra, che mi ha fatto assaggiare, che mi è piaciuta e che poi ho ordinato anche io, ma non ricordo se fosse la birra del Birrificio Artigianale di Busalla o altro. Suppongo lo fosse, però.

 

I cuculli

Arrivano i cuculli, ed è un assalto all’arma bianca.
I nostri cari amici lombardi non conoscevano la meraviglia di un po’ di pasta soffice – talvolta a malapena aromatizzata con cipolla o erba – buttata nell’olio bollente.
Personalmente ho trovato questi di Zena Zuena un po’ più unti di altri, gustati altrove, ma io, quella sera, avevo lo stomaco inverso ed ero un po’ patiscimile.
L’ineffabile servizio ce li ha portati in tavola un attimo dopo che erano usciti dall’olio, bollenti e irresistibili comunque.

 

Torte salate

NP.
Il tortino di riso era, per l’appunto, monoporzione e rem e Lucy lo hanno ordinato per dividerlo. Non ho avuto il coraggio di sottrarne loro un boccone.
La torta pasqualina non sono neppure certa che ci fosse; se l’abbiamo ordinata, non l’ho assaggiata.

Primi piatti

Sia le trofiette col pesto che i pansotti mi sono piaciuti molto.
Delle trofie ho preso giusto un assaggino da Lucy, che ne va matta. La cottura era giusta (mica facile) e il pesto buono. Non buono come quello di mia madre o di sua madre, ma buono; molto buono per essere il pesto di un ristorante; soprattutto, era tanto.

L’inconveniente, con il pesto, è che è molto costoso: i pinoli sono il frutto secco più esoso sul mercato (siamo sui 50 euro al chilo, se non li vuoi biologici, in quel caso preparati a tirarne fuori 90), quanto costi il parmigiano reggiano lo sappiamo tutti, e il basilico di Prà, o almeno quello ligure, mi pare “viaggi”, al mercato, fra l’euro e i due euro a mazzetto. In pratica, l’ingrediente più economico del pesto alla genovese è l’olio extravergine d’oliva.
[Qui trovate il mio credo su trofiette e pesto, se vi fosse sfuggito]

Di conseguenza, capita spesso, nei locali, di vedersi arrivare piatti di trofie a malapena verdolini, più spesso sfacciatamente bianchi a radi puntini verdi, tipo quadro di Seurat. Da Zena Zuena, invece, le trofiette al pesto sono condite come si deve.

Entusiasmo anche per i pansotti col sugo di noci, piatto ingiustamente meno popolare della pasta al pesto, a mio parere infinitamente più buono.
I pansotti (sorta di agnolotti con ripieno di borragine, formaggio e misto segreto di odori) hanno la pasta abbastanza sottile e il ripieno abbondante, sono cotti bene e il sugo di noci (leggerissima crema fatta di panna, parmigiano reggiano e noci) è saporito, senza pizzicare, complessivamente equilibrato.

 

Focaccia col formaggio tipo Recco e Farinata

Promosse anche le regine del forno genovese.
Una nota di merito va alla focaccia di Recco. Mentre, nella maggior parte dei locali, sul menu, accanto a questa specialità, appare la dicitura “min. 2 pers.”, da Zena Zuena viene servita anche per una sola persona, in “formato pizza”.
… persona che non te ne farà mai assaggiare neanche un pezzettino, visto che sei stato così abelinato da non ordinarla e, magari, per questo, altrove hai costretto l’interessato a rinunciare. Ben ti sta, tiè!

 

Giudizio finale

Nel complesso, siamo usciti – abbastanza alla svelta – da Zena Zuena parecchio soddisfatti, e ci prefiggiamo di tornare ad assaggiare altro, preferibilmente senza farci funestare la cena dalla prospettiva di una gara di orienteering.

 

A proposito di orienteering, di seguito trovate i link per ascoltare e scaricare (gratis) i podcast relativi ai post sulle gare pubblicati su larryetsitalia.net.
Ci sono ragioni tecniche per cui non è possibile collegare i file audio all’altro blog, ma io sono astuta e risolvo l’inconveniente aggirando l’ostacolo.
… lo facessi anche in gara, magari…

PODCAST “LARRY A GENOVA CENTRO STORICO”

PODCAST “LARRY AI PIANI DI PRAGLIA”

2 thoughts on “Zena Zuena, via Cesarea 78, Genova (e un po’ di audio-orienteering)

  1. EmilioOo

    Eravate a cena sotto la finestra del mio ufficio… :) .
    Ma nel ristorante o nella focacceria? (Sono meno di 10 metri uno dalla’altra)

  2. Larry Post author

    Belin, a saperlo passavo in orario di lavoro per a farti fare bella figura col tuo capo!

    Aveva tutta l’aria di essere un ristorante, la focacceria non l’ho manco vista (dov’è?).
    … oppure, era la focacceria e non ho visto il ristorante, il che, considerando come me la sono cavata bene coi ruderi ai Piani di Praglia, non ci stupirebbe neanche un po’…

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