Zuppa di porri
La zuppa di porri richiede un procedimento farraginoso e lungo, l’ho preparata una volta tanto tempo fa [non tanto, per i 30 anni di Zzi, non li ha superati da molto!], ricordo di essermi ustionata le dita tagliando i porri sbollentati, per seguire una ricetta secondo la quale era indispensabile tagliarli dopo averli sbollentati e ancora caldi.
Poi forse bisognava mescolarla su una gamba sola e lasciarla riposare una notte, andando a dormire spargendo briciole in letto per penitenza.
Per fortuna ho perso la ricetta e adesso la preparo così:
Prendo i porri, due a testa [tanto cambiando le dosi cambia solo la quantità della zuppa, è inutile far la figa], li mondo delle prime foglie e li taglio longitudinalmente
Poi li tengo saldi nel mezzo in modo che non si disimpaginino e li sciacquo sotto il rubinetto, per levare la terra tra una foglia e l’altra.
“Ma così van via le vitamine” diranno subito i miei Piccoli Lettori.
Sì, è vero, un po’ sì. Ma dato che tanto poi stracuoce e le vitamine si fottono comunque, francamente preferisco mandar via anche la sporcizia. Sono strana, lo dicono tutti!
A questo punto li affetto sottilmente e li metto in una pentola dove ho preventivamente fuso un pezzo di burro.
Posso rivelare anche la dose del burro, tanto è irrilevante: basta che sia sufficiente a ungere bene il fondo della pentola e buona parte del suo contenuto, in modo che le fettine di porro restino morbide. Da questa quantità [20 gr.] in poi, va tutto bene. I maligni asseriscono che io lo impieghi a panetti. È una calunnia [cito il Presidente del Consiglio: zero punti!].

Poi accendete il fuoco e fate stufare dolcemente.
Ci vuole il suo tempo perché non deve soffriggere.

Potete man mano aggiungere poca acqua calda [altrimente bolle, non stufa] e un dado da brodo, tanto prima o poi ci vuole.
Dopo una quarantina di minuti ci mettete due cucchiai di farina setacciata e mescolate bene, in modo che non si formino grumetti.
Poi ci buttate un paio di litrate di acqua calda e un altro dado da brodo, portate la fiamma al minimo e lasciate lì l’orrida mistura finché non diventa per magia un’invitante zuppa densa.
Va fatta ridurre più di così, ma poi ho iniziato ad assaggiare e ho smesso di fotografare!
Cinque punti per l’ingrediente segreto!!!
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Tags: Ricette vegetariane, Zuppe
7 comments
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November 12th, 2009 at 8:08 pm
Per me due sono gli ingredienti che mancano:
cognac e gruviera , se non fossero ti consiglio comunque di provarli
November 13th, 2009 at 9:27 am
qui ci sono domande ovunque, non vale! per me niente gruviera ma parmigiano, anche se il mio ingrediente segreto preferito rimane la cannella (ma non oso pensare all’abbinamento porri/cannella)
buona giornata, susidicogoleto
November 13th, 2009 at 3:23 pm
Una macinata di pepe nero?
November 14th, 2009 at 12:22 pm
Grattatina di noce moscata??
November 15th, 2009 at 9:49 pm
Spolverata di zenzero?
November 16th, 2009 at 10:23 am
I crostini alla Gnisci????
November 16th, 2009 at 4:53 pm
SCUSATE!
Ero in giro ad infangare il buon nome della Società e di Gropada tutta.
Mi spiace del ritardo con il quale lo decreto, ma i 5 punti vanno dritti dritti nella saccoccia di Elisa, in quanto l’ingrediente mancante è il gruviera.
Bisogna mettercelo sopra e gratinare la zuppa, già divisa in porzioni, nel forno.
Potete anche non gratinarla, se preferite il formaggio che fila.
Un punto extra alla Giraffa, perché i crostini alla Gnisci non sono previsti, ma sarebbero comunque azzeccati, quindi premiamo il talento.