[Breaking news] C-O: Capellone e Farmacista campioni senza la pioggia

[BREAKING NEWS dal più atteso evento orientistico di fine aprile]

 

FONTANABONA (UD) – Il Celere Capellone (Giovane Ma Rispettabile Società di Orienteering della provincia di Trieste) si è piazzato terzo nel percorso più lungo, davanti al suo stesso Previdente Presidente e dietro solo ad atleti più giovani, ma con più anni di orienteering alle spalle, ottenendo un risultato di cui si è – inaspettatamente – detto soddisfatto.
Sul gradino più alto del podio femminile è salita, invece, la Formidabile Farmacista, la cui abilità, ormai, non sorprende più.

Una giornata spettacolare, quella che si è svolta nei boschi di Fontanabona di Pagnacco, poco distante da Udine, dove i migliori orientisti italiani e sloveni si sono dati battaglia per conquistare la vittoria nella prima prova del prestigiosissimo trofeo Pole Star.

 

Risultati sorprendenti

L’appuntamento orientistico più atteso di fine aprile, infatti, ha richiamato negli splendidi territori friulani la crema dell’orienteering internazionale, che qui – contrariamente alle previsioni e alla tradizione – ha potuto gareggiare con un tempo, sì, minaccioso, ma non piovoso.
Le precipitazioni dei giorni precedenti, tuttavia, hanno reso il terreno di gara più insidioso, cosa che ha determinato una decisa scrematura degli atleti finalisti.

Illustrissimi i ritiri fra i partenti del percorso nero: il Previdente Presidente, Zzi, CP, uno sconosciuto quanto simpatico tizio arrivato con Larry, Larry di Larrycette e addirittura l’Esplosiva Escursionista – giovane e graziosa atleta della giovanissima, quanto temibilissima nuova società di orienteering di Trieste -, cui facciamo gli auguri per una veloce ripresa dal fastidioso infortunio riportato, che speriamo non essere grave.

 

Sistemi a prova di blackout

La gara è stata anche l’occasione per sperimentare un sofisticato sistema di punzonatura, a prova di crash informatico, che siamo certi cambierà il volto delle gare di orienteering.

Esso si compone di due moduli: il primo modulo è un dispositivo realizzato in un innovativo polimero dalle eccezionali caratteristiche di elasticità e resistenza alle intemperie, che viene collocato sulla lanterna; il secondo è un testimone, che l’atleta porta con sé, di straordinarie leggerezza e versatilità, che può essere, infatti, portato al polso, al collo, in bocca o addirittura in mano.

Giunto sulla lanterna, l’atleta inserisce il testimone nel dispositivo in modo da far corrispondere la casella del primo relativa a quella determinata lanterna con l’estremità scrivente del secondo, e preme con un dito su quest’ultimo. Per effetto della pressione, la speciale struttura dell’estremità del primo modulo lascia un’impronta sul secondo, che proverà, allo scarico, il passaggio alla lanterna.

Per garantire il corretto svolgimento della gara e assicurarsi che gli atleti completino il percorso nel giusto ordine, discreti controllori vigilano lungo il percorso.
Sulla prima lanterna del percorso nero, ad esempio, una piccola lumaca sedeva sul punzone; la seconda lanterna era sorvegliata a breve distanza da un bruco che penzolava da un ramo vicino, la terza da un ragnetto, e così via.

Il sistema – la cui praticità non era in discussione – ha avuto molto successo fra gli atleti, sia per l’emozionante suspense che ha creato nella fase di pubblicazione delle classifiche, sia perché permette di inventarsi intertempi assurdi e giustificare una bassa posizione in classifica con un solo errore fatale o un piccolo incidente, permettendo comunque di fare la figura del gran corridore; si auspica, pertanto, che venga riproposto anche nelle prossime manifestazioni.

 

Impressioni a caldo

Tornando ai risultati, dunque, intervistata dalle vocine nella sua testa per l’inaspettato ritiro, Larry di Larrycette ha dichiarato quanto segue:

Mona mi che me son iscritta nel nero, se fazevo el giallo, forse rivavo a finir. Del resto se sa che el Trofeo Pole Star in Furlania xè uno dei circuiti de orienteering più temuti e impegnativi, e mi gò peccà de tracotanza a iscriverme. Ora no xè che siccome gò rivà a finir zinque gare de Lipica, penserò de rivar a finir gare in Friul, ti cos te par?”

Evidentemente ancora provata dalla pur breve prestazione, l’atleta della Giovane Ma Rispettabile Società di Orienteering della provincia di Trieste si è poi dedicata allo studio del ricco menu disponibile, preparato con sapienza da grandi professionisti della ristorazione friulana.

L’assoluta qualità delle pietanze e il loro notevole assortimento hanno richiamato sotto il tendone di Fontanabona anche numerosi avventori estranei all’orienteering che, fianco a fianco con i più forti atleti, hanno potuto gustare molte specialità locali, quali il prosciutto di San Daniele, il salame cotto con le cipolle e – naturalmente – il frico con le patate.

Al termine della degustazione, Larry è apparsa più disponibile a commentare la giornata:

“La pastasciutta, compresa nel costo dell’iscrizione, era abbondante e ben condita. Il sugo, a mio gusto, era un po’ insipido, ma di certo era perfetto per coloro che hanno aggiunto il formaggio. Fra i secondi, sebbene fossi molto attratta dallo spezzatino di carne di bufala, di cui ho avuto modo di conoscere le eccezionali proprietà nutritive, ho scelto il frico e il salame cotto, due garanzie della gastronomia friulana, che la pro loco di Pagnacco ha saputo declinare eccellentemente”.

 LA GARA, LARRY. LA GARA

 

“La mia gara è stata molto breve, dal punto di vista del numero di lanterne punzonate, ma lunga cronologicamente: ho impiegato circa 50 minuti per le prime tre, mentre alla quarta non sono stata in grado di arrivare.
Durante tutta la prestazione avevo chiare sia la mia posizione sia la strategia di attacco del punto, ma la prima si trovava spesso su un terreno inadatto alle mie caratteristiche, mentre la seconda tendeva a essere troppo ardita. Altri atleti hanno compiuto scelte più conservative, che hanno decisamente pagato.

Tenevo molto a partecipare a questo prestigioso evento, che è la meta ultima di tutti gli appassionati di orienteering, e già l’avervi preso parte è, per me, un successo.
Per questo, ero molto dispiaciuta di non poter proseguire la gara, così, prima di ritirarmi ufficialmente, ho approfittato per fare un giro sui punti finali – solo apparentemente meno tecnici – della carta, nei quali ho potuto apprezzare ancora meglio l’omissione di alcuni dettagli dalla carta, per mantenere l’evento al top della difficoltà tecnica.

Un po’ troppo casalinga, invece, l’organizzazione, che ha eccessivamente coccolato gli atleti con attenzioni mai viste, come il consegnare in mano le rispettive carte, dopo aver scrupolosamente controllato la correttezza del percorso assegnato, il parcheggio vicino a partenza e arrivo, l’allestimento di uno spazio coperto dove gli atleti potevano raccogliersi, e un ristoro tempestivo, facilmente accessibile e sempre disponibile.

In questo, gli organizzatori sono ancora lontani dalle eccellenze europee – penso, soprattutto, a Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca e alcune manifestazioni in Slovenia – dove, se va bene, ci si accampa in mezzo al prato, sotto il sole cocente o la pioggia battente, secondo il caso, e per dissetarsi dopo la prestazione bisogna andare a prendere la propria acqua nell’auto parcheggiata in un’altra provincia, perché quella al ristoro è finita o è in una tanica con la valvola bloccata, e ringrazia che non ti do un calcio in culo.

A parte queste concessioni all’ospitalità friulana, però, la gara era in linea con i più ardui eventi del panorama orientistico internazionale, roba che l’extrem-or gli fa un baffo”.

Io, dalla partenza alla uno…”

 

E con questo è tutto dall’evento orientistico più atteso di fine aprile.

Eventuali altre manifestazioni vagamente inerenti all’orienteering svoltesi contemporaneamente – rilevanti solo a livello locale, per gli amatori e i loro parenti più stretti – potrebbero essere commentate su organi di informazione minori.
L’analisi dettagliata della gara sarà effettuata sugli organi deputati a tempo debito.

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