Sarme stufate nella peperonata

      4 Comments on Sarme stufate nella peperonata

Cerchiamo di riprendere in mano le redini di questo blog con…

Le sarma, questa sconosciuta

Una delle mie pietanze favorite, fra le nuove che ho scoperto da quando sono venuta a vivere alle pendici dei Balcani, sono le sarme.
Trieste non è alle pendici dei Balcani!” – diranno subito i miei Piccoli Lettori.

Lo è, credetemi, per chi viene da Genova, lo è.
Per chi  viene da Aosta è nell’Impero Ottomano, per chi arriva da Barcellona – o da un posto qualsiasi, ma in un giorno di bora –  è la porta della Siberia.

Le sarme, si diceva, sono degli involtini di cavolo e carne diffusissimi nei Balcani, che sono arrivati anche nella vicina Slovenia, dove il triestino oculato fa la spesa.

Secondo Wikipedia la pietanza è originaria della turchia, e dal turco deriva il nome, che vuol dire appunto “arrotolare”.
Oltre alla carne macinata mista e speziata, di solito c’è del riso.

Non si direbbero difficili da preparare, ma poiché non saprei che qualità di carne usare e non aggiungerei alcun valore alla pietanza scegliendo il cavolo o mischiando il riso, le compro fatte.

Ebbene sì, crocifiggetemi: le compro fatte.
In compenso, le cucino in maniera sopraffina.

Le sarme si prestano a diverse preparazioni: sono buone bollite e condite con la panna acida, sono buone co’o tocco (le famose “sarme alla ligure”, chi non le ha mai sentite?), sono buone, suppongo, anche bollite e poi gratinate nel forno.
La sarma per me è un po’ come il gambero per Bubba, il commilitone di Forrest Gump: ci sono mille modi di prepararla.

Ho pensato, allora di proporvi una preparazione stagionale.
Qualche giorno fa, infatti, sentendo questa bell’aria di primavera che ci induce a spogliarci e a stare all’aperto, prediligendo cibi leggeri, le ho stufate nella peperonata.

Sarme stufate nella peperonata – una Larrycetta

Per stufare le sarme nella peperonata, è abbastanza rilevante avere a disposizione una peperonata.
Io me la procuro facendo  andare due… facciamo quatt… sei cucchiai d’olio in una pentola antiaderente, nei quali imbelino una cipolla tagliata.

Dopo un po’ che remeno la cipolla nell’olio, e questa è diventata giallina e tenera, ci imbelino ancora  un peperone rosso, uno giallo, un gambo di sedano se ce l’ho, se non ce l’ho no. Non metto carote perché Zzi non le ama particolarmente e perché rendono la preparazione troppo dolce per i nostri gusti, ma se ci tenete ad aggiungerle, non vedo grosse controindicazioni. Salo un pochino e continuo a remesciare.
Butto mezzo bicchiere d’acqua, remescio ancora e copro.

Quando la verdura è tenera ci sbatto dentro la polpa di pomodoro.
Si può usare anche la salsa di pomodoro, io non la uso perché poi mi resta la bottiglia aperta in frigo per giorni e quando mi ricordo di avercela e decido di usarla (non so se lo avete notato, ma in questa casa non va molto la pastasciutta) la trovo con la muffa, ma di per sé si presterebbe benissimo alla preparazione.
In alternativa anche i pelati vanno bene, potete tagliarli con le forbici direttamente nella pentola, badando a non rigarla con le punte delle lame. Io faccio così, quando non mi accorgo di aver preso il barattolo dei pelati, anziché quello della polpa in pezzi, e lo capovolgo troppo repentinamente nella pentola.

Giro, salo e annacquo un po’.

A questo punto metto le sarme sopra ‘ste due litrate di sugo lento coi peperoni, tappo e aspetto.
Ogni tanto le guardo per essere sicura che non si attacchino e se serve ci metto ancora un po’ d’acqua, ma sostanzialmente dopo una mezz’oretta sono fatte.

Il sugo che resta è comunque tantissimo e va bene per condirci i fusilli il giorno dopo, o per farsi fuori mezzo chilo di pane con la scarpetta, che è la scelta che personalmente suggerisco.

Quanto a dove acquistarle, le mie preferite restano quelle del banco macelleria al supermercato di Capodistria (Koper), farcite con un misto di carne morbida, del riso e guarnite con una spessa fetta di pancetta che le circonda all’esterno, ma le compro spesso anche da Prunk in largo Barriera, dove le fanno senza pancetta, ma anche senza riso, perciò il ripieno è pura carne, più compatta e speziata, di consistenza e aroma più vicine a quelle di un salamino che di una polpetta.

E voi, miei piccoli lettori, conoscete le sarme?
E se sì, come preferite gustarle?

Partecipate numerosi al dibattito su questo interessantissimo argomento, o non lamentatevi se in un blog su cui campeggia una forchetta si parla solo di orienteering, sloveno e orienteering in Slovenia!

4 thoughts on “Sarme stufate nella peperonata

  1. Larry Post author

    Accidenti, che partecipazione!
    Non starete mica cercando di insinuare qualcosa a proposito dello sloveno?

    Giraffa, non temere, non tenterò mai più di infliggertele!

    Giulio, può essere che tu le conoscessi come Koloszvàry (grafia puramente ipotetica): sono la versione ungherese, peraltro di origine rumena. È sempre cavolo ripieno di carne e riso, ma suppongo che qualità e dosi di carne e sapori cambino da zona a zona

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