Ennesima cena regionale: la DDR – prologo

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Ricordate la saga delle cene regionali?
“E come dimenticarla?” – direte voi, con un’intera sezione del blog dedicata…

Bando al sarcasmo, è tempo di riprendere a parlare di ricette di cucina.
Sono stata a lungo indecisa: quale sarebbe dovuta essere la prima ricetta – o il primo menu – del 2015?
Un’inedita ricetta tipica di una regione italiana? O la traduzione di un’inossidabile ricetta per la macchina del pane tedesca Unold (anch’essa con una sezione quasi tutta sua)?

Per non far torto a nessuno, inizio oggi la pubblicazione delle ricette per un tipico menu della DDR: ci metto dentro anche una bella operazione nostalgia, che piace sempre…


 

Naturalmente, prima facciamo gli auguri al Sommo e a un altro orientista che conosciamo, i quali hanno entrambi compiuto 21 anni.


 

La DDR, questa sconosciuta.

Per mia fortuna, i Piccoli Lettori di Larrycette non sono poi così piccoli, e dovrebbero ben ricordare l’esistenza della DDR.

Per coloro che sono nati dopo il 1990 e hanno vissuto molto – ma molto! – lontano dai libri di Storia, sia detto che DDR sta per Deutsche Demokratische Republik (probabilmente l’unica espressione tedesca traducibile a orecchio), ossia la Germania Est.

La Germania Est non esiste più dal 1990, cioè da quando è caduto il muro di Berlino.
Era nata dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando le potenze vincitrici si sono spartite la Germania e la sua capitale Berlino.
Il territorio della DDR coincideva con quello controllato dall’Unione Sovietica, che ha mantenuto una certa qual ingerenza nell’amministrazione statale della Germania Est anche dopo che questa si è proclamata stato autonomo nel ’49; era, dunque, uno stato del blocco sovietico.

 

Come si viveva nella DDR?

Non lo so, bisognerebbe chiederlo a qualcuno ci ha vissuto. Forse non molto bene, visto il casino che la popolazione ha fatto per buttare giù il muro di Berlino (eretto nel ’61, prima che facciate delle idee sbagliate e andiate in giro a dire che era scritto su Larrycette), ma probabilmente neanche poi così male, visto il crescente sentimento ostalgie che sembra diffondersi in Germania.

Siamo qui per aprire appassionanti dibattiti sul fallimento del capitalismo e sull’applicazione del modello comunista?

[bctt tweet=”Siamo qui per ragionare? No, siamo qui per spignattare!”]

Cosa si mangiava nella DDR?

Delle porcate spettacolari!
Dobbiamo tenere presente che erano tempi in cui i grassi saturi e le sigarette non facevano male… cioè sì, lo facevano, ma la società non lo sapeva, o se ne batteva il culo, e lo stile di vita dell’Ossie oggi ci farebbe rizzare i capelli.

Le materie prime non sempre abbondavano e provenivano prevalentemente dagli altri paesi del blocco sovietico, perciò la cucina della DDR era una cucina estremamente saporita, ricca dal punto di vista nutrizionale – o, per meglio dire, pesante e ipercalorica, poiché caratterizzata da cotture elaborate e grassi, a scapito di elementi nutritivi più nobili -, ma povera dal punto di vista degli ingredienti e della loro preparazione.

Si gustava il genere di pietanze per il quale io vado pazza: carne e selvaggina a tutti i modi, meglio se ridotta in grassissime salsicce e polpette, panna ovunque, uova come se non ci fosse altro alimento sulla terra.

Oggi siamo consapevoli che una simile dieta è letale e abitiamo nella metà… ehm, no, nel quarto… ehm no, nella microsezione di mondo in cui ci si può permettere di fare gli schizzinosi, ma il bello dell’arbitrio è che si possono anche fare scelte deliberatamente sbagliate.

 

Un intero menu targato DDR

Imparerete su questo blog, dunque, delle gustosissime, quanto dannosissime, ricette originali della Germania Est, con cui stupire e/o tramortire i vostri amici!

Sono tratte dal formidabile libro DDR Kochbuch, che la Fantastica Farmacista e il Proficuo Professore ci hanno regalato al ritorno dal loro viaggio a Berlino.
Il menu che vi presenterò è stato collaudato quest’estate dalla nostra Nipotina e dal Suo Amico, entrambi attualmente ancora in vita, e comprende:

  • Antipasto: Marinierte Auberginen, che – come si evince facilmente – sono melanzane marinate, precedentemente sottoposte a… non ve lo dico, è una sorpresa!
  • Primo piatto: Soljanka, una saporita zuppa sovietica amata perché permetteva di dare nuova dignità agli avanzi e non sprecarli. Va da sé che dentro ci finiva di tutto e di più.
  • Secondo piatto: Esterházy Rostbraten (questo voglio vedermi a pronunciarlo nel podcast), una ricetta di origine ungherese consistente in una bistecca cucinata in una sorta di guazzetto, per darle un po’ di sostanza.
  • Dolce: guest star. Sapendo con chi avessero a che fare, i nostri amici hanno insistito per portare il dolce, assicurandosi, così, la sopravvivenza. Sono arrivati con una torta di frutta di una nuova pasticceria cittadina

3 thoughts on “Ennesima cena regionale: la DDR – prologo

  1. markogts

    > una certa qual ingerenza nell’amministrazione statale

    Questa va direttamente al campionato mondiale di understatement per il titolo 2015 :-)

    >Come si viveva nella DDR?

    Ti racconto un aneddoto personale, in due tempi.
    1988: in viaggio con i miei in Cecoslovacchia. Negozi vuoti, vetrine insulse, una miseria che stentavo a comprendere, ma che sorprendeva pure me, quattordicenne abituato a vacanze semplici in Jugoslavia.
    2003: ho modo di avere come compagno di appartamento uno studente di Dresda. Scopro che all’epoca della DDR, avere un visto per poter viaggiare in Cecoslovacchia era considerato una clamorosa botta di culo, perché in Cecoslovacchia si trovavano tante cose (!) che non erano disponibili nella DDR…

    La Ostalgie ce la spiega semplicemente il buon Leopardi; tutte le cose lontane nel tempo perdono prima i connotati negativi di quelli positivi.

    >Siamo qui per aprire appassionanti dibattiti sul fallimento del capitalismo e sull’applicazione del modello comunista?
    Siamo qui per ragionare? No, siamo qui per spignattare!

    Ops, dovevi dirmelo prima! :-P

  2. Pingback: Melanzane marinate stile DDR | Larrycette

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