La protagonista della gara di orienteering di Malchina

“… sarà stata quella che ha vinto!” – Diranno subito i miei Piccoli Lettori.
Nòne. Pensate a indovinare il motivo misterioso cantato per iscritto, anziché fare i sapientini.

La vera protagonista della gara di orienteering di Malchina è stata la mattonazz… – ehm, no – la torta che ho preparato per il compleanno dell’Idolo di Gropada.

Vi ricordate dell’Idolo di Gropada? La brillante mente che era anche dietro il mio grande successo a Barricata?

Ebbene, il 5 aprile compiva 21 anni, così il 6, approfittando della sua presenza a Malchina, gli ho portato una torta.

Non una torta qualsiasi, ovviamente, ma un’oritorta (chiamarla cartotorta mi sapeva di cartone, cartorta di automonile e tortina, per crasi da torta e cartina, mi pareva poco evocativo; oritorta è banale, ma efficace).
Si tratta di una torta dal procedimento semplice e veloce, la cui preparazione viene complicata oltremisura da una decorazione di pasta di zucchero antipaticissima da fare, che oltretutto rovina il sapore della torta, apportando una dolcezza eccessiva.

In pratica, è una versione grande e rettangolare dei Muppets che avevo fatto un mese prima al Principe Consorte.

Con il duplice scopo di farlo pesare all’Idolo di Gropada e pubblicare un post di appoggio al podcast relativo alla mia gara pubblicato sul blog di orienteering di Zzi e mio, ecco ricetta e procedimento dell’oritorta.
Pensavo che lavorare su una scala più grande mi avrebbe reso le cose più facili, invece si sono aperte possibilità non considerate prima, che mi hanno comunque fatto sudare sette camicie.
Anche perché – ammettiamolo – non sono la manualità fatta persona, probabilmente qualcuno con il pollice opponibile si sarebbe stressato meno.

 

Ingredienti per una teglia di circa 40x30cm (o 28 cm di diametro)

2 etti di burro morbido (a temperatura ambiente)
2 etti di zucchero o di miele
3 etti di farina
4 uova
una bustina di lievito istantaneo per dolci
marmellata o crema che preferite per la farcitura

volendo farla al cioccolato:
50gr di cacao amaro in polvere

per la copertura
pasta di zucchero (detta anche “glassa fondente”) nei colori della legenda della cartina

 

Procedimento

Si fa come per i muffin (che non credo di avervi mai spiegato), solo che si cuoce l’impasto in una volta sola, in una teglia unica.
Essendo un’oritorta, è più pratico usare una teglia rettangolare, ma se ne usate una tonda – fondamentalmente – non cambia niente.

Io ho provato a montare le chiare d’uovo a parte, per vedere se mi veniva più alta, ma non ho ottenuto migliorie rilevanti, quindi voi, se volete provare, non rompetevi le balle e sbattete tutto assieme.
Al limite, a voler fare i sofisticati, sbattete prima burro e zucchero e poi tutto il resto.

 

 

Se volete, potete aromatizzare l’impasto al cioccolato o a quello che volete, tanto poi si copre tutto con la pasta di zucchero e non si vede niente (ottimo se bruciate la superficie!).

Quando sarà cotta e raffreddata, cioè dopo una ventina di minuti in forno a 180°, estraetela dalla teglia, tagliatela e farcitela con quello che volete.
Io ho usato la Cajita di Altromercato, una crema di cioccolato, nocciole e anacardi, tipo nutella, ma più buona (se il vostro girovita ve lo permette, provatela, è un altro pianeta); l’ho scaldata un po’ in microonde per renderla più fluida e stenderla meglio.

Confessione:

Quella consegnata all’Idolo di Gropada era, in realtà, una torta e mezza.
Volendola tagliare ancora calda, ho rotto una parte della prima torta (più che romperla, l’ho devastata), così ne ho fatta un’altra, che ho fatto raffreddare a dovere e che ho tagliato senza problemi.
Siccome era un peccato non usare lo strato sopravvissuto, ho unito tutti e tre gli strati, inzuppandoli all’inverosimile per evitare che la torta, l’indomani, risultasse asciutta.

Se ci tenete ai vostri nervi, spolverizzate di zucchero a velo, mettete una bella candelina e consegnate così, perché…

Ora cominciano i cazzi: la guarnizione

Prendete una carta da orienteering a vostra scelta, meglio se significativa per il festeggiato.
Se il festeggiato ha particolarmente a cuore Venezia o un’altra centro storico impestata, regalategli una penna o un bella cravatta. State sulla carta di un bosco, e credetemi: è già un casino così!

Con le mani ben pulite (come sempre, quando cuciniamo!), manipolate e stendete la pasta di zucchero di vari colori, sagomandola e disponendola sulla torta per riprodurre le aree della vegetazione.
Non cedete alla tentazione di stendere uno strato unico del colore dominante, cui sovrapporre, poi, le sagomine degli altri: la pasta di zucchero è dolce da far schifo, per metterne il meno possibile non c’è altra soluzione che trattare la decorazione come un puzzle.

Circa tre ore dopo, avrete l’esaurimento nervoso e odierete l’orienteering più di quanto già non facciate, però la torta sarà tutta coperta di colori tipici di una cartina.
Io, che sono una lavativa, ho fatto un ingrandimento della dolina vaginoidale di Padriciano, più o meno al centro della carta di Gropada, zona riconoscibilissima e tutto sommato facile da riprodurre.

Osservate la torta e notate che non somiglia un cazzo a una cartina, al massimo la possiamo spacciare per arte contemporanea.

Con il cioccolato fuso, disegnate sentieri, muretti carsici e curve di livello; soprattutto le curve di livello, che danno subito a qualsiasi rappresentazione grafica l’aspetto di una carta da orienteering.

Io ho usato la Decopen che mi hanno regalato la Veloce Violinista e la sua famiglia (grazie, mia ha cambiato la vita). È comodissima: si riempie di cioccolato a pezzi, si mette a sciogliere in microonde, si spreme e si maneggia come una penna e poi, quel che resta, si mette via in frigo per tutti i secoli dei secoli, e non si sporca niente.
Se prevedete di fare una torta sola, non ne vale la pena, ma se decorate dolci più spesso, procuratevela: la qualità della vostra vita farà un salto in avanti.

In un modo o nell’altro, ecco che, con qualche dettaglio in più, la superficie della torta somiglia “improvvisamente” (dopo sole tre ore e tre quarti) a una cartina da orienteering.

Volendo esagerare potete:

– usare il cioccolato fondente per sentieri e muretti e il cioccolato al latte per le curve di livello, ma tenete presente che il cioccolato al latte rapprende molto più lentamente e quasi mai del tutto.

disegnare il tracciato con la glassa rossa in tubetto; io ho evitato di proposito per non aggiungere dolce al dolce, ma forse non sarebbe cambiato gran che.

E ora che vi ho mostrato come realizzare una decorazione a tema “orienteering” che, quindi, non farete mai, passo a raccontarvi della mia prestazione atletica alla gara di Malchina (su larryetsitalia.net)

 

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